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    Studio Introduttivo

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    Si tratta di un lungo e approfondito studio introduttivo basato su un’ampia ricerca sul teatro settecentesco, sul drammaturgo e sulle sue opere più note. Sono stati indagati e messi in rilievo i seguenti aspetti. Le caratteristiche dell’Illuminismo e del Neoclassicismo e le sue applicazioni in ambito spagnolo di fine Settecento. I tratti salienti della vita di Moratín in base anche al contesto storico della sua epoca: l’influenza del padre Nicolás, i viaggi, le amicizie, il ruolo di afrancesado, l’esilio. Le opere teatrali di Moratín, la funzione educativa del teatro, l’impegno dell’autore per il rinnovamento del teatro spagnolo, la polemica tra tradizionalisti e neoclassicisti, le coincidenze tra Illuminismo e Neoclassicismo, le censure e i successi. L’analisi de La commedia nuova, il carattere metateatrale, la semplicità neoclassica e il rispetto delle tre unità, gli spazi, la prosa e la lingua utilizzata, il fine morale e sociale, la costituzione di un nuovo genere teatrale, la critica agli eruditi pedanti legati ancora alla scolastica (come Don Ermogene) e agli autori improvvisati che pretendono di scrivere testi senza alcun criterio e senza basi artistiche e morali (come Don Eleuterio), la caratterizzazione dei personaggi, l’ironia, gli spunti comici e la brillantezza; il ruolo della donna nella società del tempo e quello della filosofia illuminista (come raffigurato da Donna Agustina e Donna Mariquita); i principi illuministici europei che sono rappresentati da Don Antonio e da Don Pedro, vero portavoce, quest'ultimo, delle idee dell’autore

    El cuerpo y la ausencia. La obra literaria de Enrique J. Vila Torres

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    Resumen: En este ensayo se analiza la obra literaria del abogado y escritor español Enrique Vila Torres, artífice, en 2011, de una clamorosa denuncia colectiva concerniente una de las más horribles violaciones de los derechos humanos acaecida en un país occidental en el siglo XX: la salvaje compraventa a escala nacional de miles de bebés, robados con el engaño a sus madres biológicas. Sus cuentos, todos basados en hechos reales, constituyen un género híbrido en que se representa la evidencia del cuerpo y las circunstancias del engendramiento, el trauma de la separación forzada y la consecuente ausencia, el fluir de una vida desgarrada basada en la mentira y la jadeante búsqueda del propio consanguíneo. Por su valor testimonial y su compromiso ético, estos escritos contribuyen a la construcción de la memoria colectiva. Palabras clave: Enrique J. Vila Torres, robo de niños, cuerpo, ausencia, testimonio, memoria. Abstract: This paper analyses the literary work of the Spanish lawyer and writer Enrique J. Vila Torres, author, in 2011, of a resounding collective denounce concerning one of the most terrible violations of human rights occurred in a Western country in the twentieth century: the brutal trade on anational scale of thousands of new-born children stolen by deception from their biological mothers. His stories, all based on real events, constitute a hybrid genre in which the evidence of the body, the circumstances of conception, the trauma of the forced separation and the consequent absence, the flow of disrupted lives based on lies and the desperate search for one’s own relatives are represented. For their testimonial value and their ethical purpose, these writings contribute to the construction of a collective memory. Keywords: Enrique J. Vila Torres; theft of children; body; absence; testimony; memory

    Alcuni aspetti delle relazioni culturali tra Italia e Spagna nel ‘700: intorno alla traduzione dell’Antenor di Pedro Montengón effettuata dal fratello José

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    Nell’ambito dei rapporti culturali tra Italia e Spagna e in virtù del decisivo contributo che offrirono con il loro impegno intellettuale i gesuiti espulsi che risiedettero in varie città italiane verso la fine del secolo XVIII, è di estremo interesse il caso del romanzo epico di Pedro Montengón, El Antenor, che venne tradotto in italiano dal fratello José, sacerdote al servizio del conte Pepoli. Il contributo, in primo luogo, prenderà in esame l’intreccio di motivazioni personali, culturali e politiche che spinsero il fratello dello scrittore a tradurre una delle sue opere più apertamente illuministe e utopiche. Inoltre, l’indagine si soffermerà a considerare la portata e la funzione di alcune interpretazioni, effettuate nella traduzione, che mettono in luce la capacità del suo autore di dialogare con disinvoltura con la tradizione culturale del paese che l’aveva accolto

    La causa di Soledad Luque Delgado. Il furto dei bambini nella Spagna franchista

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    Soledad Luque Delgado nasce a Madrid nel 1965 da un parto gemellare. Francisco, il fratello gemello, scompare e viene dichiarato morto. Il personale medico non mostra e non consegna il corpo ai genitori. Da ricerche successive si scoprirà che la documentazione riguardante la morte di Francisco è carente e contraddittoria. È il procedimento del fenomeno del furto di bambini, che viene qui ampiamente descritto e analizzato, perpetrato a lungo durante il regime franchista per ragioni ideologiche, repressive ed economiche. Soledad trasforma il caso personale in una causa internazionale e intraprende un’incessante lotta politica orientata su tre direttive: sociale, giuridica e legislativa. È attualmente presidentessa dell’associazione Todos los niños robados son también mis niños ed è rappresentante delle vittime del furto di bambini nella CEAQUA (Coordinatrice Statale di Appoggio alla Querela Argentina) contro l’impunità dei crimini del franchismo di cui costituisce un punto di riferimento imprescindibile. Ha esposto la causa dei bambini rubati all’ONU e al Parlamento Europeo e con la sua associazione, insieme alla Ceaqua, ha presentato una proposta di legge sul delitto del furto dei bambini che è in attesa di essere discussa dal Parlamento spagnolo. In questo libro abbiamo cercato di dare seguito a diversi obiettivi: raccontare i passaggi fondamentali del trauma del furto dei bambini, le sue origini e la sua evoluzione in quanto crimine del franchismo; il ruolo dell’attivismo associazionistico negli ultimi dieci anni a favore delle vittime del franchismo e della salvaguardia dei diritti; l’attuale scontro politico e giuridico con le istituzioni rispetto ai traumi della repressione e alla memoria storica; il processo di creazione di una rete di memoria che diviene una risorsa ineguagliabile nella società attuale; frammenti della storia della Spagna degli ultimi anni anche attraverso alcuni provvedimenti legislativi. Ma soprattutto, abbiamo cercato di mettere in rilievo la coraggiosa lotta di una donna e la sua preziosa testimonianza, non la sua compiutezza, ma il suo caparbio e a volte doloroso incedere e il senso che è sempre possibile cogliere seguendo il cammino dell’empatia. Così è stato possibile indagare sulle conseguenze personali e intime del trauma che è difficile conoscere se non tramite un coinvolgimento affettivo, la parte oscura e dolorosa di coloro che si occupano della difesa dei diritti

    Cuerpos, gestos y teorías en Un viaje de novios de Emilia Pardo Bazán

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    En este ensayo destacamos algunos aspectos de Un viaje de novios que no están estrechamente relacionados con los cánones del realismo. Los elementos de romanticismo, decadentismo y simbolismo revelan una base teórica consciente y premeditada. La escritura tiene así un carácter alegórico que la autora denomina simbolismo o verdad representativa donde cuerpos, gestos y poses de los personajes se vuelven decisivos en la interpretación de la novela

    Quaderni di semantica

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    «Quaderni di Semantica» è una rivista internazionale con referaggio anonimo (blind peer review), pubblicata annualmente. Si interessa a diversi settori dello studio del significato, e aspira a promuovere un dibattito tra esperti delle scienze umane e sociali

    PHILOLOGY, An International Journal on the Evolution of Languages, Cultures, and Texts

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    Philology is an international peer-reviewed journal devoted to the study of human traditions as they emerge from oral, written, carved, painted, digital, performed, ancient, contemporary texts. The journal is open to a wide variety of interdisciplinary approaches, from the study of linguistic evolution to literary interpretation, from textual criticism to the investigation of texts and ethnotexts, from etymological reconstructions to the cognitive analyses of archaeological facies

    Testi inediti e rari

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    La Collana "Testi inediti e rari" ha lo scopo di pubblicare, in edizione critica, testi del '700 spagnolo poco noti o di autori poco conosciuti o non ancora pubblicati in edizioni moderne. La Collana, unica in Italia, è stata fondata negli anni '80 ed è diretta da Maurizio Fabbri

    La commedia nuova

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    La pubblicazione presenta la traduzione del testo di Moratín, un lungo e approfondito studio introduttivo e un apparato critico di note al testo e alla traduzione. Il libro, inoltre, risultato di un’ampia ricerca sul drammaturgo e sul teatro settecentesco, ha anche una funzione didattica poiché presenta la traduzione con il testo originale a fronte. La comedia nueva (1792), pur essendo una delle opere teatrali più conosciute di Moratín (e presente nei cataloghi di varie case editrici spagnole, anche molto prestigiose) non aveva traduzioni recenti in italiano, tantomeno edizioni curate. Due sono le traduzioni conosciute. Quella di Pietro Napoli Signorelli del 1795, vivente l’autore; e quella di Joaquín Muñoz realizzata nel 1830 a Bologna, due anni dopo la scomparsa dell’autore, e mai pubblicata (testo manoscritto conservato presso la Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna). La traduzione. La lingua impiegata da Moratín imita grosso modo quella usata nella Madrid di fine Settecento, non vi sono investimenti retorici, né particolari elaborazioni e la sintassi è volutamente essenziale, se non addirittura scarna. La semplicità, corroborata anche dall’uso della prosa, l’immediatezza e la brillantezza sono i tratti che maggiormente colpiscono anche il lettore contemporaneo. Ma non si tratta di una trasposizione realistica della parlata dell’epoca, il testo dell’autore ne è piuttosto un’interpretazione, non una copia. Quella di Moratín, dunque, è una “semplicità raffinata” elaborata con molta cura. I criteri con cui è stata svolta la traduzione sono orientati a restituire il più possibile questo effetto di semplicità, di colloquialità e di brillantezza, senza dimenticare l’eleganza della prosa del drammaturgo. Ma le difficoltà maggiori di una traduzione di un testo appartenente ad un’epoca del passato, come sempre avviene, si rivelano nello scarto temporale e quindi nella differenza del contesto comunicativo, quello attuale e quello di fine ‘700. La sfida di questa traduzione è stata quella di riuscire a trovare un equilibrio in maniera tale da restituire al lettore attuale l’idea di un’opera settecentesca che sia, però, allo stesso tempo efficace, comprensibile e godibile anche oggi. Lo studio introduttivo. Sono stati indagati e messi in rilievo i seguenti aspetti. Le caratteristiche dell’Illuminismo e del Neoclassicismo e le sue applicazioni in ambito spagnolo di fine Settecento. I tratti salienti della vita di Moratín in base anche al contesto storico della sua epoca: l’influenza del padre Nicolás, i viaggi, le amicizie, il ruolo di afrancesado, l’esilio. Le opere teatrali di Moratín, la funzione educativa del teatro, l’impegno dell’autore per il rinnovamento del teatro spagnolo, la polemica tra tradizionalisti e neoclassicisti, le coincidenze tra Illuminismo e Neoclassicismo, le censure e i successi. L’analisi de La commedia nuova: il carattere metateatrale, la semplicità neoclassica e il rispetto delle tre unità, gli spazi, la prosa e la lingua utilizzata, il fine morale e sociale, la costituzione di un nuovo genere teatrale, la critica agli eruditi pedanti legati ancora alla scolastica (come Don Ermogene) e agli autori improvvisati che pretendono di scrivere testi senza alcun criterio e senza basi artistiche e morali (come Don Eleuterio), la caratterizzazione dei personaggi, l’ironia, gli spunti comici e la brillantezza, il ruolo della donna nella società del tempo (come raffigurato da Donna Agustina e da Donna Mariquita), i principi illuministici europei che sono rappresentati da Don Antonio e da Don Pedro, vero portavoce, quest'ultimo, delle idee dell’autore

    Lettere di un bastardo al Papa

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    Il fenomeno del furto dei bambini nella Spagna franchista costituisce un caso ancora aperto. Disconosciuto dalle autorità giudiziarie e politiche, nonostante ormai numerose istanze in vari tribunali, è stato negli ultimi anni oggetto di analisi da parte di storici e artisti che hanno tentato di compensare il vuoto giuridico presente fino ad ora attraverso testi letterari, saggi storici, raccolta di testimonianze e di documenti, filmati, trasmissioni televisive, ecc. Se è vero che le recenti leggi della democrazia hanno proibito l’anonimato delle madri e favorito il loro ricongiungimento con i figli adottati, alcune istituzioni religiose contravvenendo persino a precise disposizioni giudiziarie, rifiutano di aprire gli archivi impedendo il desiderato incontro tra madri e figli sottratti coercitivamente o con l’inganno alla nascita. Uno di questi è proprio Enrique J. Vila Torres, avvocato e scrittore, nato nella Casa Nido Santa Isabel di Valencia e che, per ironia della sorte, non è riuscito ancora ad incontrare la sua madre biologica pur avendo contribuito in maniera decisiva, nella sua carriera di avvocato, all’incontro tra centinaia di figli e di madri che si stavano cercando. Le lettere qui pubblicate, che non hanno ancora ricevuto alcun tipo di risposta, rappresentano dunque un’accorata e rispettosa richiesta rivolta direttamente al Pontefice dal momento che altre modalità per ottenere l’apertura degli archivi non hanno dato i frutti sperati. La petizione di Vila Torres, infatti, riguarda un’intera comunità (anche in virtù delle associazioni che rappresenta) e in particolare l’ambito dei diritti umani e civili sanciti dalla Costituzione e dalle leggi dello stato. Nel rivolgersi al Papa, Vila Torres non nasconde le responsabilità di alcuni esponenti della chiesa cattolica spagnola nel fenomeno del furto dei bambini durante, specialmente, i lunghi anni della dittatura franchista. Ma il suo tono è gentile e affabile e si pone su un piano di fraterna intesa riguardo il bene della vita che può essere salvaguardato anche in circostanze molto difficili, come nei casi drammatici di quelle giovani donne che si sono trovate a partorire in quegli istituti
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