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Politica e identità ebraica nella Roma dell'Età moderna
Presentazione del volume: Lucrezia Signorello, Sub anulo piscatoris. Un registro e una comunità ebraica nella Roma dei papi (secoli XVI-XVIII), Firenze, Pontecorboli, 2020. Evento a cura della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia (FBCEI
La tradizione del ritratto numismatico nell’illustrazione dei codici malatestiani delle Vitae di Plutarco: mss. S.XV.I, S.XV.2 e S.XVII.3
Il contributo è dedicato ai manoscritti della Biblioteca Malatestiana segnati S.XV.1, S.XV.2 e S.XVII.3, codici recanti le Vitae parallelae di Plutarco. Dopo una descrizione degli elementi illustrativi scelti come corredo delle biografie di Plutarco riportate in questi manoscritti, si propone una loro contestualizzazione nella trasmissione ad essi contemporanea del testo plutarcheo, attraverso una comparazione con le soluzioni illustrative adottate in alcuni altri codici rinascimentali, e il loro inserimento in un filone decorativo librario che adotta come modello di riferimento quello numismatico
Il Provenance Digital Archive del CERL: il nuovo censimento online delle provenienze librarie
L'articolo segnala la pubblicazione online del Provenance Digital Archive del CERL, fornendo indicazioni sulla genesi del progetto, l'architettura del database e le potenzialità offerte dal suo utilizzo
Disiecta membra restituta. La ‘riemersione’ della libreria di coro di Sant’Agostino di Siena
Catalogare un manoscritto significa talvolta aprire uno squarcio nel tempo e fare emergere un frammento del passato. Catalogare nel suo complesso un fondo librario permette, in alcuni fortunati casi, di raccontare un’intera storia. La campagna catalografica in corso presso la Biblioteca centrale della Provincia Agostiniana d’Italia – sita nel complesso della Santissima Trinità di Viterbo – e avente per oggetto la libreria di coro del convento eremitano di Sant’Agostino di Siena – fino ad ora ritenuta perduta – non permette di restituire agli studi un prezioso tassello del panorama liturgico-musicale degli eremitani e della storia della produzione libraria miniata senese, ma anche di ricostruire la fitta e in alcuni casi assai complessa rete che collega questo pregevole nucleo librario alle maggiori collezioni nazionali e internazionali odierne.
Il nucleo liturgico degli agostiniani di Siena, notevole sia per il consistente numero di volumi conservati (quindici) sia per le sue caratteristiche materiali (tanto dal punto di vista codicologico-paleografico quanto da quello decorativo), è stato difatti interessato – come spesso avviene per questa tipologia libraria – da importanti asportazioni, volte a immettere sul mercato antiquario cuttings miniati. La ricerca in corso ha già permesso per un buon numero dei libri corali oggetto di studio di colmare virtualmente queste lacune, ricostruendo in tal modo, seppur parzialmente, l’originario assetto dei volumi, e ricontestualizzando, altresì, numerosi lacerti presenti in collezioni italiane ed estere, pubbliche e private. Di tali frammenti – fino ad oggi analizzati dalla critica come tessere di un mosaico perduto – è oggi possibile comprendere il contesto liturgico di appartenenza e le relazioni con altre miniature ora riconosciute con certezza come appartenenti al medesimo ciclo decorativo. Parallelamente si è riusciti anche a riposizionare il consistente nucleo di carte staccate (assommante a circa un centinaio di frammenti) conservato presso la medesima Biblioteca, operazione che consentirà in futuro – grazie alle operazioni di restauro in programma – di ricollocare anche fisicamente tali carte all’interno dei volumi conservati a Viterbo.
Il progetto – ancora in corso – è articolato in una serie di fasi successive, i cui risultati sono stati, e saranno, progressivamente pubblicati online (nella piattaforma curata dall’ICCU Manus Online) e a stampa. La prima fase del progetto ha visto la ricostruzione approfondita della storia del fondo e, in particolare, delle vicende che ne hanno visto il trasferimento dal cenobio per il quale venne prodotto (Sant’Agostino di Siena) all’attuale sede di conservazione (la Biblioteca centrale della Provincia Agostiniana d’Italia), passando prima peraltro da altri cenobi dell’Ordine, quali il convento di Santa Maria in Selva di Borgo a Buggiano nel pistoiese. Si è proceduto, quindi, alla descrizione analitica dei singoli libri corali, rilevandone le specifiche caratteristiche codicologiche, paleografiche, decorative e contenutistiche e dedicando particolare attenzione all’individuazione delle lacune presenti. La fase successiva si è concentrata, invece, sullo studio dei lacerti conservati a Viterbo, analisi che ha permesso di riposizionare la quasi totalità delle carte staccate nei volumi senesi. La ricerca si è appuntata, poi, sullo studio dell’apparato decorativo superstite e sulla sua contestualizzazione nella produzione libraria senese dei secoli d’interesse (secoli XIV-XV). L’identificazione degli artisti attivi nella decorazione della libreria di coro di Sant’Agostino ha permesso, infine, di individuare una corposa serie di lacerti ad essi attribuiti per i quali si è potuta verificare l’originaria appartenenza ai corali oggetto del presente studio. In tal modo, in conclusione, si è riusciti a collocare cronologicamente con maggior precisione la produzione di questi volumi liturgici e a collegarvi l’opera di personaggi di primo piano della scena artistica senese del tempo.
L’intervento descritto, attraverso questo case study, intende proporre un interessante case study relativo allo studio dei frammenti liturgici miniati, che, sebbene oggetto di numerosi progetti catalografici, nonché di rilevati studi in ambiti di ricerca affini, sono qui analizzati e interpretati anche e soprattutto alla luce della loro ricontestualizzazione nei codici di origine, occasione – andrà notato – piuttosto rara e alquanto fortunata, almeno in questi termini numerici. Parallelamente – secondo un percorso di studi ormai fortemente radicato nelle discipline legate al mondo del libro – i risultati ottenuti nel progetto qui illustrato consentono di gettare uno sguardo sulla produzione libraria connessa agli usi liturgici degli agostiniani senesi e di ripercorre le vicende che hanno segnato la storia e portato alla parziale dispersione della loro libreria di coro nel contesto degli incerti e convulsi anni delle soppressioni degli ordini religiosi nel corso dei secoli XVIII-XIX
Summer School 2019 (Firenze - Torre Pellice, 3-8 settembre 2019). Relazioni finali dei borsisti
Report della Summer School 2019 (Firenze - Torre Pellice, 3-8 settembre 2019) organizzata dalla Società di Studi Valdesi
La biblioteca conventuale di Santa Maria del Popolo: metodologia, catalogazione e applicativi informativi per la ricostruzione delle collezioni librarie storiche attraverso un caso di studio
Il contributo illustra la metodologia di lavoro e il quadro disciplinare di riferimento per il progetto di studio e ricostruzione della collezione libraria del convento agostiniano di Santa Maria del Popolo di Roma
Disiecta membra. Frammenti di collezioni antiche nella Biblioteca centrale della Provincia Agostiniana d’Italia
Il contributo illustra la collezione di incunaboli conservata presso la Biblioteca centrale della Provincia Agostiniana d'Italia
Prosopografia di una famiglia osservante. Il convento romano di Santa Maria del Popolo e il suo Liber familiae (1473-1782): il secolo XV
Among the most valuable sources for the study of Santa Maria del Popolo in Rome is its Liber familiae, in which the members of the observant family of the convent from 1473 to 1781 are systematically recorded. In this first contribution dedicated to this precious source, after a historical framework, the transcription of the lists from the last decades of the 15th century is proposed, a period in which the church and the adjoining convent saw not only the arrival of the Augustinian Observant Congregation of Lombardy, but also the beginning of an impressive architectural and decorative renovation, which made Santa Maria del Popolo the first building site of Pope Sixtus IV’s Renovatio Urbis projec
Books in the Cloister, Books in the Cells. The Augustinians of Santa Maria del Popolo in Rome and Their Book Collections at the End of the Sixteenth Century
The aim of this paper is to present a description of the book collections of Santa Maria del Popolo in Rome (conventual library and friars’ books for personal use) derived from the lists sent in the Jubilee year 1600 in response to requests received from the Sacred Congregation of the Index. The study will begin by placing the creation of these inventories in the historical context of the publication of the Clementine Index of prohibited books (1596) and of the actions promoted by the Sacred Congregation of the Index to verify its application. Subsequently, the communications between the Augustinians of the Observant Congregation of Lombardy (to whom the convent of Piazza del Popolo was entrusted) and the Congregation of the Index regarding the lists of their books will be examined. The enrichment of Santa Maria del Popolo’s library in the sixteenth century will then be related to the history of this Augustinian community, highlighting its religious and cultural role in the city. The work will also present a quantitative and qualitative analysis of the convent library and of the personal collections of the friars of Santa Maria del Popolo, based on the content of the lists sent in June 1600 to the Congregation of the Index. The paper will conclude with a brief overview of the historical events that affected the convent library over the following centuries causing
its gradual dispersion
Catalogo dei manoscritti di Santa Maria del Popolo della Biblioteca Angelica di Roma
Catalogo dei manoscritti della Biblioteca Angelica provenienti dal convento agostiniano di Santa Maria del Popolo edito nella collana "Indici e Cataloghi" (Nuova Serie, 28
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