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sj-docx-1-ips-10.1177_01925121231216438 – Supplemental material for Behind the technocratic challenge: Old and new alternatives to party government in Italy
Supplemental material, sj-docx-1-ips-10.1177_01925121231216438 for Behind the technocratic challenge: Old and new alternatives to party government in Italy by Antonino Castaldo and Luca Verzichelli in International Political Science Review</p
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Il bipolarismo asimmetrico. L'Italia al voto dopo il decennio populista
Era chiaro che di fronte ad avversari divisi il centrodestra avrebbe vinto a mani basse le elezioni del 2022. Allora perché i protagonisti dell’ipotizzato «campo largo» (Conte, Letta, Calenda) non hanno voluto o non sono riusciti a trovare un accordo? Intorno a quali temi e con quali obiettivi si è svolta la strana campagna estiva del 2022? Quali categorie di elettori hanno disertato le urne decretando il calo più vistoso della partecipazione tra una elezione e la precedente di tutta la storia repubblicana? Alla fine, quale impatto ha avuto il sistema elettorale combinato con la riduzione del numero dei parlamentari? E come è cambiata la classe parlamentare ora ridotta numericamente? Da dove sono arrivati i voti guadagnati da FdI e ricevuti dal cosiddetto «terzo polo»? Dove sono andati quelli persi dal M5s? Ma soprattutto, qual è la nuova geografia politica italiana? Quanto sono distanti (o vicini) gli elettorati dei vari partiti sulla transizione energetica o sui diritti civili, sul presidenzialismo o sulla gestione delle grandi crisi globali, dalla pandemia all’invasione russa in Ucraina? Quanto promette di rimanere coesa la maggioranza parlamentare di centrodestra sulle scelte di fondo? E quanto sarà difficile, dall’altra parte, ricucire i pezzi del «polo assente»
Il sistema dei partiti in Italia dal secondo dopoguerra ai giorni nostri
Italian party politics had been described for decades as immoderate and highly fractionalized. High distance between the parties on the left-to-right dimension (polarization) and fractionalization are the two well-known syndromes of polarized multiparty politics, according to G. Sartori. Observing the rallying of the Italian parties around two major and opposite poles since the 1994 elections, one would have being tempted to conclude that, despite the persisting fractionalization, the Italian party system was now bipolar. The paper addresses to the peculiarities of the Italian new bipolarism, inquiring theoretically into the contemporary changes of the patterns of party competition in Italy. Moving critically from G. Sartori’s seminal party system theory, an interpretation of the new allignment of the Italian party system is advanced and it is argued that the Italian case has moved from polarized pluralism (1948-1992) to polarized bipolarism (since 1994 elections)
Il Movimento 5 Stelle e Podemos: eurofobici o eurocritici?
Il Movimento 5 Stelle (M5S) e Podemos sono state due fra le più importanti novità nel panorama dei sistemi partitici europei degli ultimi anni. Il primo ha ottenuto, nelle elezioni politiche del 2013, un successo inaspettato e inimmaginabile per un partito alla prima prova elettorale nazionale e a pochi anni dalla fondazione: addirittura, quello del M5S è stato il debutto elettorale di maggior successo nell’intera storia postbellica europea. I secondi, raccogliendo l’eredità del movimento degli Indignados che nel 2011 avevano scosso la politica spagnola, sono riusciti per la prima volta a spezzare – parzialmente – il duopolio di Socialisti e Popolari che caratterizza il paese iberico fin dagli inizi degli anni ottanta, raccogliendo l’8 per cento dei voti nelle elezioni europee del 2014. I due partiti sono accomunati da una critica risoluta verso le classi dirigenti (politiche, ma anche economiche) dei rispettivi paesi, dagli slogan anti-corruzione, da un uso innovativo delle nuove tecnologie dell’informazione, a partire dai social media.
In questo saggio esploreremo le proposte di questi due nuovi soggetti politici in ambito europeo. Anche in questo caso le similitudini, almeno a prima vista, non mancano: entrambi si presentano come decisi oppositori delle politiche dell’Unione Europea, soprattutto per quel che riguarda le misure anti-crisi improntate al rigore nei bilanci pubblici e ai tagli alla spesa sociale; entrambi pongono l’accento sull’assenza di legittimazione democratica delle istituzioni europee. Tuttavia, come vedremo, le declinazioni di tale opposizione sono diverse, come diverse sono del resto le storie delle due formazioni, il loro modello organizzativo, i loro riferimenti politici e culturali
La nuova rivoluzione nel ceto parlamentare. Effetti congiunturali e interpretazioni diacroniche
Il tema principale di questo saggio è il rinnovamento della classe parlamentare nelle elezioni del 2013. Dopo aver analizzato il livello di turnover e il mutamento nel profilo dei legislatori in termini di età, rappresentanza di genere e background socio-politici, ci concentreremo sulle motivazioni di un cambiamento visto come semplice prodotto di un improvviso ricambio generazionale o come effetto di precise innovazioni nei processi di selezione di alcune forze politiche (M5s e Pd). L’idea è quella di valutare il quantum di cambiamento attraverso una analisi across parties – ma alcuni spunti verranno anche dall’evoluzione diacronica della rappresentanza – per trarre alcune conclusioni sui possibili sbocchi della fase di destrutturazione del quadro politico
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