246 research outputs found

    Se il legislatore "non prende posizione"... ma i giudici sì! Esercizi interpretativi (non abusivi) sulla natura di una somma "equitativamente determinata"

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    L’autore, prendendo le mosse da alcune affermazioni contenute in una corposa ordinanza sull’art. 96, comma 3, c.p.c., contesta l’interpretazione della disposizione fornita dalla Suprema Corte, in quanto in contrasto con il dato letterale, l’intentio legis, l’argomento storico e quello sistematico.The author, taking as his starting point some of the statements made in a weighty ordinance on Article 96 (3) of the Code of Civil Procedure, challenges the Supreme Court’s interpretation of the provision as being at odds with the literal datum, the intentio legis, the historical argument and the systematic argument

    L’art. 96, comma 3, c.p.c. quale possibile sanzione per l’abuso processuale? Un (apprezzabile) passo sulla via dell’efficienza

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    L’autore, dopo una sommaria analisi di alcune disposizioni del codice di procedura civile potenzialmente sanzionatorie dell’abuso del processo, si sofferma sul comma 3 dell’art. 96 c.p.c., osservandolo da un punto di vista funzionale ed evidenziandone - rispetto alle altre norme - la maggiore potenzialità sanzionatoria e deflattivaThe author, after a brief analysis of some provisions of the Code of Civil Procedure potentially sanctioning the abuse of the process, focuses on the third paragraph of Article 96 of the Code of Civil Procedure, observing it from a functional point of view and highlighting - compared to the other rules - its greater sanctioning and deflection potential

    Il rapporto tra danno non patrimoniale e nomofilachia: “croce e delizia”

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    L’autore, prendendo le mosse dall’unificazione della Corte di cassazione nella sede di Roma e dal nuovo testo dell’ordinamento giudiziario del 1941, ripercorre le tappe fondamentali che hanno portato l’ordinamento italiano a valorizzare in misura sempre maggiore la nomofilachia. Il tema, in particolare, viene osservato anche dal versante del danno extracontrattuale non patrimoniale, ponendo l’atten- zione sul fatto che la Terza sezione della Corte di cassazione, pur professando l’adesione al famoso precedente pronunciato a Sezioni Unite, ha finito col disattenderne il contenuto.The author, starting from the unification of the Court of Cassation in Rome, and from the new version of the judiciary regulation passed in 1941, traces the fundamental steps that have led the Italian system to enhance the so called ‘nomofilachia’ to an ever greater extent. Particularly, the topic is observed from the side of non-contractual and non-pecuniary damage, focusing on the circumstance that the Third Section of the Italian Court of Cassation, notwithstanding the declared and formal adherence to the famous precedent ruled by the ‘Sezioni Unite’ of the Court, substantially disregarded its content

    L'abuso del processo e l'art. 96, comma 3, c.p.c. nella prospettiva dell'efficienza processuale

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    Il lavoro analizza lo sforzo del legislatore, tradottosi nel comma 3 dell’art. 96 c.p.c., onde offrire al giudice uno strumento normativo volto a colpire quelle situazioni processuali connotate da abusività, anche in considerazione della ben nota insufficienza (e inefficacia) dei primi due commi della disposizione richiamata. In questa prospettiva sono stati presi in esame sia gli aspetti di indubbia forza che di eventuale debolezza della nuova disposizione: dall’analisi è emerso come la novità legislativa non sia connotata da specifiche criticità, e come con essa si sia inteso introdurre nell’ordinamento italiano una peculiare fattispecie di natura mista (a cavallo tra il risarcitorio e il punitivo) dalle non trascurabili potenzialità, ancora non messe appieno a frutto dalla giurisprudenza

    Interpretazione conservativa del testamento?

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    Il saggio affronta la questione dell’applicabilità al negozio di ultima volontà del criterio di interpretazione conservativa di cui all’art. 1367 c.c. L’assenza di un sistema ermeneutico testamentario impone di fare ricorso all’analogia, senza che a ciò osti quanto stabilito dall’art. 1324 c.c. L’analisi di alcune disposizioni del Libro II consente di rilevare come il principio conservativo rinvenibile all’interno della disciplina testamentaria sia caratterizzato non già in senso oggettivo-efficientistico (sul modello dell’art. 1367 c.c.), bensì soggettivo. Si giunge quindi alla conclusione per cui il criterio ermeneutico dominante sia quello del favor voluntatis, e non del favor testamenti.The essay addresses the issue of the applicability of the conservative interpretation criterion set forth in Art. 1367 of the Civil Code to the last will. The absence of a hermeneutic system specific to wills necessitates recourse to analogy, without this being precluded by the provisions of Article 1324 of the Civil Code. The analysis of certain provisions of Book II allows us to note how the principle of preservation to be found within the testamentary discipline is characterised not in an objective-efficientistic sense (on the model of Art. 1367 of the Civil Code), but subjectively. This leads to the conclusion that the dominant hermeneutical criterion is that of favor voluntatis, and not favor testamenti

    When conceptual autonomy leads to the (autonomous) absence: where is moral damage going? A revision of Italian case law

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    The starting point of this brief itinerary within the jurisprudence of legitimacy is constituted by the famous sentences of San Martino, pronounced by the United Sections in November 2008, a true and proper crucial moment concerning the subject matter of attention. If this is the starting point, it is not yet possible, on the other hand, to identify a real moment of conclusion of this path, since the point of arrival, far from being reached, looks more and more like a mirage. However, within this (secular) litaniae sanctorum, one may sometimes come across some statements that could be peacefully defined as unexpected, if not surprising: small deviations, in short, from the usual path of argumentation that struggle to fit into the latter in a logically coherent way, generating not a little confusion in the jurist

    Quando l'autonomia concettuale sfocia nell'insussistenza: dove sta andando il danno morale? Un panorama giurisprudenziale

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    Lo scritto, prendendo le mosse da una recente pronuncia del Supremo collegio, offre una lettura degli sviluppi giurisprudenziali dell’ultimo decennio e di alcune recenti innovazioni legislative sul tema del danno morale, cercando di mostrare come la Terza sezione della Corte di Cassazione – ortodossa nella professione di fede al precedente – abbia in realtà sovvertito tanto i dicta delle Sezioni Unite del 2008, quanto il dato normativo del Codice delle assicurazioni private nel tentativo di corroborare la propria visione “autonomista” del danno morale.The paper, starting from a recent ruling by the Supreme Court, offers a reading of the jurisprudential developments of the last decade and some recent legislative innovations on the subject of moral damages, attempting to show how the Third Section of the Court of Cassation - orthodox in its profession of faith in the precedent - has in fact subverted both the dicta of the United Sections of 2008, as well as the legal data of the Code of Private Insurance in an attempt to corroborate its own "autonomist" vision of moral damages

    Compensazione e sanzione nella responsabilità civile. Contributo a un'analisi funzionale.

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    Lo studio esplora la responsabilità extracontrattuale in una prospettiva funzionale, interrogandosi sulla possibilità di attribuirle una pluralità di funzioni o, al contrario, di individuarne una sola, capace di definirne l’essenza. L’analisi mette in luce come, da un punto di vista funzionale, solo la compensazione e la sanzione rivestano un ruolo determinante. Su queste basi teoriche, un’approfondita indagine del quadro normativo conferma il progressivo consolidamento della funzione compensativa, sancita dal codice civile e pienamente coerente con i principi costituzionali

    Rileggendo le Sezioni Unite di San Martino a dodici anni di distanza: premesse per una discussione

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    Lo scritto si sofferma, a distanza di dodici anni, su di una importante pronuncia delle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione del novembre 2008 riguardante il danno di tipo non patrimoniale, offrendone una rilettura alla luce dei successivi sviluppi giurisprudenziali. In tale ottica, si è cercato di individuare i passaggi chiave della sentenza utili per procedere ad una ricostruzione non tanto della nozione, quanto del contenuto (vero punto problematico) delle diverse tipologie di danno non patrimoniale. Inoltre, si è cercato di analizzare la questione, oggetto di ampio dibattito dottrinale e giurisprudenziale, delle relazioni tra le differenti tipologie di pregiudizio non patrimoniale, onde evitare che il risarcimento di quest’ultimo possa risultare sproporzionato (all’eccesso) proprio a causa di una erronea visione di tali relazioni.The paper dwells, twelve years later, on an important judgement of the “Sezioni Unite” of the Italian Supreme Court of Cassation (hold on November 2008) on non-pecuniary losses, offering a reinterpretation in the light of subsequent developments within the Italian case-law. In this perspective, we tried to identify the key passages of the ruling, proceeding to a reconstruction not of the notion per se, but of the content (that is the main point of the decision) of the different types of non-pecuniary loss. Moreover, an attempt is made to analyse the question (a matter of an extensive both doctrinal and judicial debate) focused on the relationships between the different types of non-pecuniary loss, avoiding a disproportionate compensation

    L'abuso del processo e le inefficienze del sistema giustizia: qualche considerazione a proposito dell'utilità delle sanzioni

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    Lo scritto, prendendo le mosse dall’analisi di alcuni recenti dati sulla giustizia italiana all’interno del contesto di riferimento europeo, si propone di indagare – nell’ottica civilistica rivolta al ruolo delle sanzioni – quali possano essere i fattori di inefficienza del sistema giudiziario italiano che, orami da tempo, affliggono il Paese. La risposta è formulata in termini complessi, non potendosi individuare un fattore che risulti essere preminente sugli altri: dopo una breve analisi dei singoli elementi, vengono esposte le ragioni che lasciano propendere non solo per il mantenimento delle sanzioni attualmente previste per l’abuso del processo, ma – se possibile – anche di un loro eventuale potenziamento in sede di riforma del codice di rito.The paper, starting from the analysis of some recent data on the Italian justice system within the European context of reference, proposes to investigate - from a civil law perspective aimed at the role of sanctions - what may be the factors of inefficiency of the Italian justice system that, for some time now, have afflicted the country. The answer is formulated in complex terms, since it is not possible to identify a factor that is pre-eminent over the others: after a brief analysis of the individual elements, the reasons are set out that suggest not only the maintenance of the sanctions currently provided for abuse of process, but - if possible - also their possible strengthening during the reform of the code of procedure
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