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    Il controllo di regolarità amministrativa e contabile: alcune chiavi di lettura

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    Alla luce di quanto introdotto dalla normativa ex d.l. n.174(2012 in tema di controlli interni, il contributo si sofferma sulle possibili modalità di sviluppo del controllo di regolarità amministrativa e contabile

    La previsione di un sistema di indicatori di performance strategica nella sezione strategica del DUP

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    Dopo alcuni anni dall’introduzione del Documento unico di programmazione sono ancora in gran parte irrisolti i dilemmi che coinvolgono la maggior parte delle amministrazioni locali sul piano della misurazione dei propri obiettivi strategici attraverso la scelta di opportu- ni e idonei indicatori di performance. Il presente contributo intende chiarire quali siano i po- tenziali vantaggi derivanti da un processo sistematico di misurazione della performance, con- centrandosi in particolare sulla rilevanza di ciò che deve rappresentare una vera e propria priorità politica, vale a dire quella di identificare e rappresentare gli obiettivi strategici che si intendono perseguire nel proprio mandato. L’articolo intende sottolineare il percorso metodo- logico che ogni ente dovrebbe intraprendere per alimentare il fabbisogno informativo gene- rato dal Legislatore “armonizzato” in seno alla Sezione Strategica del DUP

    Obiettivi di sviluppo sostenibili, resilienza e nuove sfide territoriali: quali prospettive?

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    Da tempo l’orientamento intrapreso dalla maggioranza delle Nazioni è quello tracciato da Agenda 2030: l’imprevedibile dinamica che sta interessando l’economia mondiale e denotando anche gli scenari europei sta mettendo in crisi molti dei fondamentali che per decenni si ritenevano sufficienti per affrontare nuove sfide. I costanti ed irreversibili cambiamenti climatici in atto, la recente pandemia mondiale e i recenti avvenimenti politico-militari, evidenziano di fatto una sostanziale debolezza dei Governi nel fronteggiare e potersi districare di fronte a scenari mutevoli e fortemente impattanti in termini negativi sul territorio. Il contributo, primo di una serie dedicata all’ampio tema della sostenibilità e resilienza dei territori e dei conseguenti impatti economico-finanziari, ambientali ed organizzativi, intende enfatizzare come a mancare ancora nel nostro Paese sia la cultura della “valutazione prospettica” del rischio derivante dagli inevitabili accadimenti meteorologici e climatici, portando conseguentemente a perdite e impatti economici davvero ragguardevoli e che potrebbe essere fortemente mitigati nelle conseguenze, se al centro delle agende politiche locali vi fosse una fattibilità economica ed ambientale preventiva dei progetti di investimento sul territorio. In tal senso, introdurre gradualmente nei principali documenti di programmazione territoriale locale (DEFR e PIAO per le Regioni; DUP e PIAO per le autonomie locali) una serie di indicatori preventivi di obiettivi di sostenibilità rappresenta una scelta auspicata oltre che obbligata. Nel frattempo, nel nostro Paese è attualmente in rivisitazione il nuovo documento Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (SNSvS22) che una volta approvato costituirà un quadro orientativo delle politiche pubbliche nazionali e locali valido per il prossimo triennio

    Sistema di controlli interni negli enti locali: vincolo adempimentale o opportunità informativa prospettica?

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    A distanza di sette anni dall’operatività del Dl.vo n. 174/2012, il giudizio sul grado di funzionalità del sistema dei controlli interni negli enti locali è lungi dall’essere positivo. Malgrado l’esplicita intenzione da parte del Legislatore di voler rafforzare i controlli interni, gli enti si sono trovati nel tempo in estrema difficoltà nell’implementare tutte e sei le tipologie di controllo e la principale causa di tale ostacolo è da ravvisarsi nella cronica incapacità nel misurare le variabili dimensionali della performance che invece dovrebbero trovare priorità ed attenzione specie per coloro che sono preposti a ruoli di responsabilità politica (Sindaco e Giunta) e gestionale (dirigenti, posizioni organizzative e responsabili di servizio). Il presente articolo, primo di una serie dedicata al tema, intende contribuire a chiarire quali sono i differenti fabbisogni informativi che il sistema dei controlli interni è chiamato a soddisfare, soffermandosi in particolare sulla necessità di poterli progettare in modo tale da poter garantire una loro costante alimentazione reciproca, al pari di quanto richiesto dalla normativa e da quanto auspicato dalla Corte dei Conti

    Linee guida per un'efficace redazione della relazione e del bilancio di fine mandato

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    Per circa il 50% (3.860) delle amministrazioni comunali in scadenza di mandato si avvicina il termine per la redazione della relazione finale, la cui mancata predisposizione comporta pesanti sanzioni a carico del sindaco, del segretario generale e del responsabi- le finanziario. Laddove si volesse optare per una disamina più dettagliata e meglio orga- nizzata sotto il profilo informativo all’amministrazione uscente si consiglia di predisporre un vero e proprio bilancio di fine mandato, di certo molto più utile per la futura ammini- strazione entrante che sarà chiamata a governare nel prossimo quienquennio

    Dal programma di mandato alla predisposizione della sezione strategica del DUP: linee guida

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    Sono molte le Amministrazioni comunali reduci dalle elezioni e subito dopo avere provveduto alla nomina delle nuove Giunte presentate ai neo Consigli, si ritrovano di fronte al primo vero e probante appuntamento normativo: la predisposizione e l’approvazione del Documento unico di programmazione. Come di consueto, in funzione del grado di esperienza acquisita nei mandati precedenti, i singoli amministratori e i loro consiglieri non sempre hanno chiaro da quale documento partire per avviare la delicata fase di un più complesso processo di pianificazione e programmazione di mandato. L’obiettivo del presente contributo è quindi quello di fornire alcune linee guida per affrontare la predisposizione del DUP partendo dal programma di mandato, basandosi sul presupposto-non sempre riscontrato finora nella prassi degli enti- che alla base dello stesso vi sia stata una preventiva attività di analisi ed interpretazione dei fabbisogni strategici espressi da parte della propria collettività territoriale

    La gestione del bilancio armonizzato degli enti locali.

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    Il testo intende differenziarsi dalla variegata offerta di volumi sul bilancio armonizzato per incentrarsi sulle corrette chiavi di lettura del nuovo impianto contabile, focalizzandosi in particolare modo sulle rilevanti connessioni ed influenze che esso esercita anche sui restanti sistemi e meccanismi operativi caratterizzanti la fisiologica funzionalità dell’ente locale considerato quest’ultimo secondo un approccio sistemico. Il volume ha quale primaria finalità quella di rendere di agevole comprensione le logiche sottostanti la predisposizione del bilancio armonizzato rendendolo famigliare ad un’ampia fascia di potenziali soggetti decisori e fruitori. L’idea di fondo che alimenta lo sviluppo delle tematiche è che vanno conosciuti con consapevolezza tutte le relazioni che intercorrono tra lo strumento principale della programmazione con le conseguenti fasi della gestione, con le valutazioni da realizzarsi in sede di consuntivazione e poi di controlli interni. Dopo aver chiarito le principali ragioni del cambiamento di rotta imposto dal Legislatore italiano coerentemente a quanto già da tempo sperimentato a livello dei paesi europei, il volume si focalizza su temi centrali per interpretare il livello di organizzazione di ente locale e rispettivamente: - sul processo di pianificazione strategica e programmazione di mandato, soffermandosi sulle finalità informative sottostanti il Documento unico di programmazione e sulla relativa articolazione nelle due sezioni previste (Ses e Seo); - sulle fasi e sugli strumenti di programmazione e gestione del nuovo bilancio armonizzato; -sullo sviluppo del rendiconto armonizzato, con particolare enfasi alla triplice dimensione economico-finanziaria e patrimoniale della misurazione; -sulle finalità informative e sulle caratteristiche del bilancio consolidato del gruppo ente locale; -sulla valenza informativa che il Legislatore attribuisce al cd “Piano degli indicatori”. Un utile approfondimento particolare viene infine fornito in merito ai collegamenti e le relative utilità informative derivanti dal nuovo impianto contabile a vantaggio del ciclo di programmazione e controllo delle performance. Il testo si conclude con un’appendice dove vengono riportate alcune esemplificazioni di casi tratti dalle prime prassi di enti locali e concernenti modalità di sviluppo e risoluzione messe a punti dagli enti che hanno partecipato alla fase di sperimentazione e di prima attuazione del processo di riforma

    Decreto Brunetta e impatto sui sistemi di misurazione e valutazione della performance: alcune chiavi di lettura dopo dieci anni di prassi amministrative

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    A dieci anni dall'avvio della riforma Brunetta in Italia, l'osservazione delle prassi aziendali evidenzia contestualmente sia significativi progressi in termini di implementazione di moderni sistemi di misurazione e valutazione della performance degli enti locali sia diverse zone grigie. Il contributo intende analizzare entrambe le due suddette fattispecie attraverso una visione economico-aziendale

    Analysis of the corporate practices for promoting sustainability and good relations in the workplace

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    The chapter provides both a theoretical contribution, finalised to fuelling research on the theme of sustainability and Good Living, and an empirical one, based on the identification and diffusion of corporate practices to contribute to the achievement of the UN's Agenda and to promote the implementation of positive relationships within the working environment
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