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La logica fondamentale di Aristotele
Lo sviluppo della logica aristotelica e il suo impatto sulle forme del pensiero occidentale
Il problema della genidentità in Kurt Lewin
Il saggio esamina lo sviluppo del problema della genidentità nella psicologia filosofica di Kurt Lewin, evidenziando importanti connessioni con l'epistemologia contemporane
Forme della logica arcaica
Le forme e gli sviluppi della logica arcaica con indicazioni concettuali e mappe logich
Forme del pensiero simmetrico
Il pensiero simmetrico viene esaminato sia dal punto di vista della sua origine nelle strutture percettive, sia per quanto riguarda gli esiti formali, nella ricerca filosofica, psicologica, matematica e scientifica
Meccanicismo e realtà fenomenica nel mondo degli esseri viventi. Ernst Mach e Jakob von Uexküll
Between the end of the nineteenth century and the beginning of the twentieth century, Ernst Mach gave a profound criticism of mechanism, a scientific and philosophical position that he had maintained in his youth. Mach distinguishes between mechanical experiences, which are common to every man, and mechanical science, which instead aims to resolve every aspect of life in its principles and axioms. The mechanical principles – based on the concepts of matter, movement, force, space and time – are conditioned by metaphysical assumptions that allow us to understand neither the phenomena of physical world, nor the psychic and biological expressions of living beings. This persistence on the concept of phenomenal experience joins the Machian investigations to that of the Estonian biologist Jakob von Uexküll, who opposes the biological mechanism and highlights the “conformity to a plan” characterizing every form of life. However, Uexküll does not agree on neovitalism, as to him life does not resolve itself in an occult dimension beyond the phenomena, but develops on the basis of meanings that phenomena, as signs of experiences and relational structures, assume within the animal world, of which even the living human being, with its culture and its peculiar biological form, is an integral part
Il problema delle relazioni. Mach e Meinong
Meinong deals with the problem of relations by addressing the empiristic theory that dates back to Locke and Hume. he tries to overcome their psychological approach by framing the relations in logical-ontological terms and by identifying in them objects of a higher order which include non existing entities. This extension of objectivity highlights – in connection with Ehrenfels’ figural qualities – the formal properties of wholes as complexes that are superior to the sum of their parts. According to Mach, however, not every complex has such qualities: there are sets of anti-figural relations, based on sensible elements, which do not show a synthetic-holistic character and are composed only by logical sum. mach promotes a concept of relation that goes beyond the premises of figural qualities, by proposing a notion of relation as a mathematical function establishing a genetic link of continuity between sensations and concepts, in line with Husserl’s phenomenology
L'analogia, la proporzione, la simmetria
Il testo si pone al centro della produzione di Enzo Melandri e chiude un periodo di intense ricerche intorno ai temi della fenomenologia e del pensiero analogico che verranno ripresi negli scritti successivi. Richiamandosi, in particolare, ad Aristotele, Tommaso, Leibniz, Kant e Husserl, l’indagine melandriana è volta a mettere in evidenza la funzione dell’analogia nella scoperta e nelle formazioni conoscitive, nel pensiero creativo e nel superamento dei modelli di pensiero prefissati. Rispetto alle ricerche svolte ne La linea e il circolo, che spaziavano nell’intero campo dello scibile, l’interesse di Melandri mira ora a una sintesi logica in grado di far emergere le strutture formali dell’analogia, individuando – sullo sfondo degli schemi simmetrici che regolano le espressioni del sapere – un “principio di complementarità” che lega il calcolo all’interpretazione, il controllo alla trasgressione, la continuità dell’esperienza vissuta alla discontinuità delle sue rappresentazioni simboliche
Gli elementi dell'esperienza. Studio su Ernst Mach
Le riflessioni di Ernst Mach (1838-1916) s’inseriscono all’interno di un ampio quadro di trasformazione del pensiero filosofico e scientifico tra Ottocento e Novecento con al centro la nozione di esperienza. Il presente studio svolge un’analisi approfondita della “teoria degli elementi” di Mach a partire dai primi scritti sulle “esperienze meccaniche” e sulla critica al meccanicismo classico che conducono alla sua prima grande opera, La meccanica dal punto di vista storico-critico (1883), fino alle indagini sugli elementi sensibili (L’analisi delle sensazioni, 1886-19229) e sulle sensazioni spazio-temporali in rapporto agli elementi noetici (Conoscenza ed errore, 1905). L’attenzione che Mach riserva ai fenomeni rivela la sua estraneità a qualsiasi naturalismo, monismo o fenomenismo ingenuo, allo scopo di far emergere una concezione genetica e relazionale dell’esperienza, la cui forma si avvale di strutturazioni logico-matematiche nelle quali vengono inquadrati – e assumono significato – i dati sensibili e i concetti. Per Mach, gli “elementi” non sono solo le sensazioni, ma anche i fenomeni complessi che incontriamo nella realtà, in particolare le relazioni di spazio e di tempo. Ogni elemento empirico può così apparire, a seconda dei punti di vista e delle circostanze in base alle quali lo si coglie, come “semplice” o “composto”, “antifigurale” o “figurale”. Tali rilievi mostrano importanti punti di confronto e di convergenza sia con le indagini della Gestaltpsychologie, sia con le ricerche fenomenologiche che, nel medesimo periodo, Husserl andava sviluppando sull’intuizione delle “essenze”, fondamentali per cogliere i diversi sensi intorno a cui si articola l’esperienza
Il Platone di Enzo Melandri
Enzo Melandri – one of the greatest exponents of phenomenology in Italy – saw ancient thought as the basis of the whole philosophical grammar of the West, whose subsequent developments he regarded as mere extensions and elaborations of it. In this context, Platonic idealism has pride of place because of its “amphibian” character: on the one hand it is linked to the isomorphism of classical logic, on the other it goes beyond it by formulating the principle of the “analogy of being”. Idea and matter, as well as intuition and discourse, are the terms of a dynamic ontology of reality in which there is no separation between knowledge and praxis. For Plato, knowing through ideas means to operatively unfold the plot of reality, in which the meaning of each thing is reflected, and reversed, in its complementary opposite. Against the background of the semantic intentionality of experience, object and method are thus the “enantiomorphic shapes” of a dialectical tension which is the first “absolute metaphor” of Western philosophy
Jakob von Uexküll, Biologia teoretica
Pubblicata per la prima volta nel 1920 e riedita nel 1928 in versione riveduta, la Biologia teoretica è l’opera principale di Jakob von Uexküll, uno dei fondatori dell’etologia contemporanea, le cui concezioni saranno riprese e sviluppate da alcuni tra i maggiori filosofi del Novecento come Heidegger, Merleau-Ponty, Canguilhem e Deleuze. Questo scritto ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile nel dibattito biologico e filosofico della prima metà del Novecento per la sua capacità di coniugare le opposte concezioni del meccanicismo positivistico e del vitalismo spiritualistico, di cui offre una sintesi originale. Ogni essere vivente appare infatti a Uexküll come il soggetto del suo proprio mondo, un universo “chiuso” dotato di uno spazio e di un tempo peculiari le cui forme sono accessibili allo scienziato solo attraverso un metodo comparativo. In tal senso, l’indagine del mondo animale si sottrae ad ogni tentazione antropomorfica, senza però ridursi a un semplice resoconto sperimentale dei fenomeni vitali. Grazie all’utilizzo di apparati concettuali filosofici e semiotici, che egli sa unire a profonde conoscenze in ambito fisico e fisiologico, Uexküll sviluppa una teoria biologica centrata sulla nozione di significato dell’azione animale che anticipa le più recenti acquisizioni dell’etologia e dell’ecologia, gettando così le basi per le attuali prospettive dell’indagine scientifica sul vivente
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