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    Review of Toward a Truly Free Market: A Distributist Perspective on the Role of Government, Taxes, Health Care, Deficits, and More by John C. Médaille

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    This short book review of Médaille's work on distributism underlines that it is not enough to criticize some faults of mainstream economics when you wish to offer a real alternative. In a quite explicit way, Médaille champions a mixed economy, thus giving room for the logic of authoritarianism. In the corporatist society imagined by the author, it would be easy for the politically strong to exploit the politically weak, as can be observed in many real-life situations

    Guglielmo Ferrero in Svizzera. Legittimità, libertà e potere

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    La relazione tra potere e legittimità è al cuore degli studi che Guglielmo Ferrero condusse durante i dodici anni trascorsi a Ginevra, dal 1930 al 1942. L’autore di Pouvoir indaga attentamente la crisi epocale dell’Europa, offrendo anche un’originale rilettura delle guerre che hanno martoriato il Vecchio Continente tra Ottocento e Novecento. Egli si sofferma soprattutto sulle radici storiche di quei conflitti, sulle condizioni della pace e della giustizia, sulla situazione costantemente “rivoluzionaria” che ha segnato l’Europa dal 1789 fino all’immane disastro della seconda guerra mondiale. Questa monografia su Ferrero include alcuni elementi essenziali della sua biografia intellettuale e offre una presentazione sintetica della teoria della legittimità, quale fu elaborata negli anni della permanenza in Svizzera. Una particolare attenzione è riservata al problema della “rottura” rivoluzionaria e della profonda crisi giuridica che essa ha implicato per la civiltà europea. L’intento è accostare le implicazioni culturali del malessere che ha riguardato l’Europa durante l’età contemporanea: un disagio che può essere vinto, per Ferrero, solo se c’è la volontà di difendere quei principi della civiltà occidentale che gli inquieti protagonisti delle rivoluzioni moderne avrebbero voluto condannare all’oblio. Il testo evidenzia dunque il peculiare conservatorismo liberale dello storico italiano, che anche grazie al contatto con la società elvetica ha saputo unire senso della realtà, rispetto per la diversità, disponibilità a mediare e negoziare, attenzione alla concretezza dei rapporti umani

    Beni comuni, diritti individuali e ordine evolutivo

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    Il volume delinea una riflessione sul fatto che in ogni società aperta emergono spontaneamente forme di proprietà condivisa e in questo senso "comuni", le quali non sono una negazione della proprietà, ma anzi ne rappresentano una possibilità fondamentale. La forma relazionale e associativa dei rapporti di mercato fa sì che gli uomini diano vita a forme istituzionali plurali. Nello sviluppo di questa ricerca, dunque, i beni comuni non sono visti come un'alternativa alla proprietà, bensì come una forma specifica della proprietà stessa e un'istituzione che, se lasciata crescere, è in grado di erodere spazio alla sovranità forgiata dall'assolutismo monarchico, ridimensionando quel potere coercitivo che lo Stato continua a esercitare sugli individui e sulle comunità

    Per una teoria libertaria della secessione

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    La crisi del modello politico-istituzionale dello Stato nazionale ha riportato di attualità - come dimostra lo stesso caso italiano degli ultimi vent'anni - federalismo, autodeterminazione e secessione. Querst'ultimo tema, in particolare, è stato sviluppato da autori che, a vario titolo, si riconoscono nella tradizione libertaria. Critici dello Stato e delle sue inclinazioni assolutistiche, favorevoli a trasformare i vincoli di obbligazione politica in legami di natura privatistica, i libertari vedono nel diritto di secessione una garanzia di libertà per gli individui e per i grupp
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