196,600 research outputs found

    When the Author Is Not Identifiable: The Case of the Volcei Land– Register

    No full text
    In the period between Diocletian and Julian a new form of imperial government was established.1 Diocletian’s reforms aimed to strengthen the Empire after years of deep crisis: this involved, in particular, tightening the relationship between central imperial authority and the provincial governor, representative of the sov-ereign in provincial territory. As a consequence, the emperor’s power reached deeper at places far from the court.2The Volcei land–register (CIL X 407) is an enigmatic source that offers insight into this empire–wide development. Its authorship is uncertain

    Sentire e pensare mafioso nelle parole di elettori e politici siciliani

    No full text
    L’analisi della complessa relazione tra Polis siciliana e mafia e tra comunità e crimine organizzato ha portato ad approfondire la questione dell’inquietante ampliamento di strati sociali che esprimono un sostanziale sentimento di collusiva aderenza ai valori portanti di Cosa Nostra (sentire mafioso) e, più nello specifico, la questione delle diverse forme di consenso che i membri di Cosa Nostra riescono a veicolare verso quella fascia di popolazione (politici, professionisti e classe dirigente in genere) che istituzionalmente dovrebbe garantire il rispetto della legalità. Dal nostro punto di vista, la mafia non è riconducibile ad altre forme di criminalità organizzata, ma è un modo di sentire, un pensiero che attraversa i siciliani indipendentemente dal loro appartenere all’Organizzazione. Secondo questa ipotesi, la mafia è presente in Sicilia come modalità di pensiero saturata dalla cultura antropologica ed in grado di saturare i temi culturali e, al contempo, come modalità saturante nuove modalità di pensiero, aspetti che Di Maria, nel 1989, definisce con l’espressione sentire mafioso, costrutto che trova una sua prima espressione all’interno di una vera e propria cultura familistica che, agendo attraverso l’accudimento materno ed il potere e la soggezione paterna, determina insicurezza, bisogno di protezione, obbedienza ed impossibilità di soggettivazione. Seguendo un’impostazione simile, Fiore (1997) ha sostenuto l’esistenza di un particolare modo, tipicamente siciliano, di guardare alla vita, di comportarsi, di creare rapporti, di mantenerli, o scioglierli, che ha sintetizzato nell’espressione pensare mafioso, un modo di essere e di sentire diffuso in Sicilia, ereditato e trasmesso transpersonalmente in famiglia. Esso nasconde una implicita costrizione alla violenza, alla sopraffazione dell’individuo e della sua soggettività, ed anche l’insicurezza, la paura di sbagliare, di compromettersi e di essere estromessi dal rassicurante e protettivo contenitore familiare. La mafia, secondo questa prospettiva, è una realizzazione esasperata del pensare mafioso. La ricerca ha coinvolto diversi esponenti della politica siciliana e ha inteso esplorare sia le modalità di rappresentazione della mafia nonché, strettamente connesso a questo, in che modo quote di pensare mafioso dei politici abbiano ricadute sul “fare” politica in Sicilia

    A scanning and transmission electron microscope study of gametangia in the green seaweed 'Halimeda tuna

    No full text
    The gametangia of the green seaweed Halimeda tuna are spherical bodies of diameter up to 250–300 μm. They are clustered in groups of 8–10 on hundreds of threads sprouting from all pale white segments of the fertile individuals. In addition to gametes, starch-containing chloroplasts, naked starch grains and two types of spherical bodies different in size and ultrastructure are the main corpuscular components. A layer of amorphous material of irregular thickness underlies the walls which are finely and evenly rough, structureless, electron translucent and 1–1.5 μm thick. Gametangia with superficial wall warts were found also. © 1994 Taylor & Francis Group, LLC

    Genotype-dependent expression of specific members of potato protease inhibitor gene families in different tissues and in response to wounding and nematode infection.

    No full text
    Protease inhibitors (PIs) are small ubiquitous proteins with a variety of biological functions in plants, including protein stabilization, modulation of apoptosis and defense against pathogens. Kunitz-like inhibitors (PKPIs) and proteinase inhibitors 1 (PI-1) are abundant in storage organs of potato plants and are up-regulated in other tissues in response to biotic and abiotic stress. However, little information is available on genotype-dependent regulation of individual PKPI group- and PI-1 genes. We isolated, sequenced and characterized four novel full-length PI-1 cDNAs (PPI3A2, PPI3A4, PPI2C4 and PPI2C1A) from Solanum tuberosum cv. Desirée. Specific primers were developed for PI-1 genes PPI3A2, PPI3B2 and PPI2C4 and the three PKPI homology groups A, B and C. Their expression profiles were studied by semi-quantitative RT-PCR in comparison with transcripts of the PI-1, Pin2 and PR1 gene families in various tissues, after wounding and Globodera rostochiensis infection of nematode-resistant genotypes P40 and LB7/4/c-I-7, and susceptible cv. Desirée. Individual PI-1 genes and PKPI homology groups were expressed in a tissue- and genotype-dependent manner after wounding and nematode infection. The differences in PI expression patterns were related to the intensity, type of inhibitors produced, and the kinetics of induction. Therefore, different genotype–environment combinations produce different sets of PI transcripts. Potato plants reacted to G. rostochiensis infection by modulating PKPI, PI-1 and Pin2, but not PR1 gene expression, suggesting that the jasmonic acid but not the salicylic acid defense signaling pathway is activated. PI expression profiles were not correlated with the resistance status of the potato genotype infected with G. rostochiensi

    Quando la vita è la strada: un’indagine sulla realtà psichica e sociale dei meninos de rua

    No full text
    La storia recente del Brasile è segnata da orrendi crimini (oggi finalmente in netta diminuzione) commessi ai danni dei cosiddetti meninos da rua, bambini e adolescenti poverissimi che riescono a sopravvivere commettendo piccoli reati, ma che spesso, purtroppo, rimangono vittime di fantomatiche organizzazioni di vigilantes che in questo modo impongono ordine e pulizia sociale nelle città. I pochi lavori psicologici in quest’area di ricerca (Lo Piccolo, 1996; 2002), sottolineano soprattutto l’enorme carico di dolore psicologico patito da questi giovani costretti a vivere la propria esistenza per la strada, senza riferimenti affettivi, senza reti di supporto e con il rischio sempre in agguato di essere catturati e uccisi. La ricerca che presentiamo, frutto di un nostro specifico interesse verso questa drammatica realtà, è il risultato di un lavoro sul campo che ci ha visti impegnati per più di un anno nella regione brasiliana del nordest (Recife). In particolare, il nostro obiettivo ha riguardato l’esplorazione dell’universo mentale di questi soggetti, la conoscenza di come possa strutturarsi la personalità di individuo che cresce in condizioni di totale deprivazione, l’impatto sullo sviluppo di condizioni esistenziali e sociali al limite della tollerabilità umana, nonché il mondo delle rappresentazioni mentali rispetto ad alcune fondamentali aree. Ha inteso, inoltre, prospettare, sulla base dei risultati ottenuti, specifici interventi di recupero. A tal fine, abbiamo deciso di somministrare a 150 meninos de rua una serie di vignette già utilizzate da Lo Piccolo nella sua ricerca (1996), vere e proprie immagini stimolo, cui seguiva, su nostra esplicita richiesta, un breve racconto sulla base dell’impatto, emotivo ed affettivo insieme, che tali vignette avevano sui ragazzi (seguendo la classica metodologia semiproiettiva). In una fase successiva, le verbalizzazioni sono state trascritte e sottoposte ad analisi del contenuto attraverso il software di analisi del testo T-Lab (Lancia, 2004). Va precisato che la strutturazione delle tavole (il loro contenuto) è stato pensato solo dopo avere individuato quelle categorie potenzialmente capaci di coprire tutto l’arco delle esperienze più significative per i soggetti. In seguito, sono state ricercate le immagini più adeguate per rappresentare tali categorie (famiglia, strada, denaro, potere). Le stesse vignette, inoltre, sono state somministrate anche a due diverse tipologie di giovani brasiliani con i quali siamo venuti a contatto: coloro che provengono dalle favelas (in totale 150) e coloro che provengono da situazioni di grande agiatezza economica e sociale (in totale 150), al fine di effettuare un confronto tra i tre gruppi di meninos che abitano la realtà brasiliana cittadina. L’obiettivo era infatti quello di analizzare su tre gruppi-criterio di soggetti le rappresentazioni che i minori hanno di se stessi, del mondo che li circonda, del futuro, confrontando, in altre parole, tipologie di giovani diversi per storia e area socio-culturale di appartenenza, ma che convivono nella stessa società brasiliana

    An unusual cytoplasmic component Euphorbia peplus L. endosperm

    No full text
    The coenocytic endosperm of Euphorbia peplus contains a complex system of flat, tightly-stacked membrane saccules which have a sinuous profile and a smooth or smooth-rough surface. They are joined by membrane-to-membrane links. The usual ergastoplasmic cisternae are an integral component of this system which can essentially be regarded as a sui generis from of endoplasmic reticulum. © 1995 Annals of Botany Company
    corecore