1,720,999 research outputs found

    The sustainability of the results in VII EU framework programme projects on gender equality and the network of the Italian partners,

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    Silvana Badaloni and Lorenza Perini (University of Padua, Italy) examined the results of the VII EU framework programme “sister projects” on gender equality, as developed by the network of Italian partner universities and research institutions. They showed that the projects succeeded in raising awareness about gender equality in Italian academia, and at encouraging cooperation between Italian universities in this field. They also encountered several obstacles, including the low sensibility for monitoring and evaluating culture. The lack of reliable data production made it impossible to adopt measures in certain fields (such as work-life balance), and showed the persistence of certain forms of vertical and horizontal segregation. The sustainability of the projects results thus heavily depends on new tools of data collection – from a gender perspective and harmonized across surveys for comparative purposes – and monitoring created within projects. The speakers recommended the creation of permanent bodies dedicated to data gathering, analysis and monitoring in each university. They also emphasized that it was crucial to anticipate the sustainability of electronic tools. Finally, they advocated for continual coordinated efforts to lobby national institutions in favour of gender budgeting, and gender equality measures in academia

    women'a citizenship and the problem of stereotypes. a brief introduction

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    l'articolo fa il punto sulla cittadianza dei diritti da un punto di vista di gener

    Donne e uomini, media e politiche di comunicazione

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    Panoramica dei temi e dei processi, anche di rilievo internazionale, relativi al rapporto fra genere e media

    Tra lavoro e politica: continuare a riflettere sulla partecipazione sociale per genere

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    L’intervento si concentra sul tema della partecipazione sociale per genere, con particolare attenzione a quella lavorativa e politica, due sfere cruciali per le opportunità individuali e collettive, che continuano a distribuirsi in maniera squilibrata per sesso. L’accrescimento quantitativo del numero di donne verificatosi sul mercato del lavoro da una parte e nel sistema politico dall’altra, non ha infatti modificato sostanzialmente la struttura sociale. Si è addirittura acuito il paradosso dello squilibrio per genere nonostante la presenza, pure incrementale, delle donne. Da qui occorre ripartire per comprendere quale l’anello mancante per il radicamento di una cultura paritaria, particolarmente deficitaria nel nostro paese, come mostra ampiamente sia la letteratura, sia pure in modo lapidario la oramai ingente produzione di classifiche comparative internazionali. Sul mercato del lavoro la crisi e le politiche di austerity hanno di fatto innescato delle dinamiche di crescita di partecipazione femminile in una dinamica che conferma il ruolo di forza lavoro sostitutiva, volta a sanare le falle del sistema piuttosto che ad informarlo. La contingenza di crisi ha infatti spinto l’occupazione femminile senza istruire le politiche pubbliche, ferme a una retorica della conciliazione riferita a soggetti privi di sostanzialità pubblica. Assistiamo dunque ad un aumento della partecipazione lavorativa e politica che non incorpora una visione redistributiva e paritaria. Lo stesso dicasi per il sistema politico dove la crisi dei partiti ha trovato nelle donne un nuovo canale per la ricerca di consenso, certamente sostenuto, anche in maniera significativa, da strumenti formalmente redistributivi. Il cambiamento di composizione tuttavia non ha incorporato una visione di genere da parte dei partiti che continuano ad organizzarsi e a proporre programmi che come mostrano nell’ultima tornata elettorale, di cui mostrerò l’analisi del contenuto per portare evidenze e strumenti di riflessione intorno ad una parità normalizzata formalmente che continua a divergere sul piano sostanziale

    "Le donne, le ragazze e il mondo che viene"

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    Per «Agenda 2030 a scuola» sono stati selezionati «12 obiettivi che consentissero di affrontare tematiche con una agevole spendibilità didattica. Su queste tematiche, si sviluppano le monografie raccolte in questo volume, scritte da docenti universitari, ricercatori e ricercatrici o esperti nel proprio settore. Ogni monografia analizza aspetti, problematiche e possibili soluzioni di un obiettivo principale esplicitando allo stesso tempo i collegamenti con gli altri obiettivi dell’Agenda 2030, per fornire una visione il più possibile trasversale e integrata.» Ecco l’elenco delle monografie e dei relativi autori: Obiettivo 2. Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile (Mauro Mandrioli) Obiettivo 3. Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età (Giovanni Maga) Obiettivo 4. Fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti (Antonella Bachiorri) Obiettivo 5. Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze (Chiara Xausa, Silvana Badaloni, Annalisa Oboe, Claudia Padovani, Lorenza Perini) Obiettivo 6. Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie (Michele Chieco e Anna Barra Caracciolo) Obiettivo 7. Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni (Nicola Armaroli, Vincenzo Balzani) Obiettivo 9. Costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile (Nicola Nosengo) Obiettivo 11. Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili (Mario Grosso) Obiettivo 12. Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo (Silvia Serranti) Obiettivo 13. Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico (Selvaggia Santin) Obiettivo 14. Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile; Obiettivo 15. Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre (Nicholas Barbieri
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