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Il rumore lontano. Intervista a Lorena Rocca
This interview focuses on the research project “Il rumore lontano” (The distant noise), undertaken at the DFA - Dipartimento Formazione e Apprendimento of SUPSI in 2017. The project, coordinated by Xabier Erkizia and Lorena Rocca, aimed at investigating the potential of soun to identify the cultural and geographical characteristics of Canton Ticino through its railway network. The project resulted in the book “The distant noise” (SUPSI, Libe edizioni, Audiolab 2018), with contributions by Xabier Erkizia, Lorena Rocca, Hillel Schwartz, Franco Farinelli. For further information: https://paesaggisonori.supsi.ch/progetti/ il-rumore-lontan
Il rumore lontano. Intervista a Lorena Rocca
This interview focuses on the research project “Il rumore lontano” (The
distant noise), undertaken at the DFA - Dipartimento Formazione e
Apprendimento of SUPSI in 2017. The project, coordinated by Xabier
Erkizia and Lorena Rocca, aimed at investigating the potential of sound
to identify the cultural and geographical characteristics of Canton Ticino
through its railway network. The project resulted in the book “The distant
noise” (SUPSI, Libe edizioni, Audiolab 2018), with contributions
by Xabier Erkizia, Lorena Rocca, Hillel Schwartz, Franco Farinelli.
For further information: https://paesaggisonori.supsi.ch/progetti/ il-rumore-
lontan
Educare al senso del luogo. Esercizi di avvicinamento al rumore lontano
Il treno è, nell’accezione più comune del termine, un mezzo di trasporto pubblico composto da un insieme di elementi identificabili, uniti perma- nentemente o temporaneamente a formare un unico convoglio. Ma il treno, lungi dall’essere solo un’invenzione meccanica, è un percorso, una linea, una mappa. Il treno è nel tempo (ricorrente) e nello spazio (ferroviario), ma soprattutto, in termini culturali, è un punto di fuga che, in lontananza, visiva- mente sullo sfondo, diventa anche sonoro. Tuttavia, al contrario del punto di fuga visivo che è statico, il treno costituisce un “punto di vista” sonoro, ed è allo stesso tempo astratto, informe, non lineare. Non ha bisogno di una fonte fissa per essere ascoltato. È un corpo in movimento, una fuga in movimento. Il presente contributo intende avvicinare all'educazione al senso del luogo attraverso degli esercizi di esplorazione dei luoghi
I suoni dei treni in Canton Ticino. Un esercizio di memoria collettiva tra ricerca geografica ed artistica
Il contributo proposto nel volume di F. Salvatori (a cura) L’apporto della Geografia tra rivoluzioni e riforme. Atti del XXXII Congresso Geografico Italiano (Roma, 7-10 giugno 2017, A.Ge.I., Roma, 2019) di Lorena Rocca dal titolo i suoni dei treni in Canton Ticino. Un esercizio di memoria collettiva tra ricerca geografica ed artistica (pp. 2817-2825) insegue il progetto “Il rumore lontano” e le narrazioni in un territorio percorso e vissuto: quello del Canton Ticino. Qui la maggior parte delle persone usano il treno per spostarsi ed è soundmark territoriale molto presente sin dai primi anni del Novecento. Percorrere il fatto geografico ed il senso del treno attraverso i suoni non è come sfogliare un libro di fotografie, vedere un film o leggere un racconto. Il suono riporta immediatamente da un reale vicino ad un reale lontano e mette in comunicazione il qui e l’altrove attraverso il nostro vissuto. Sono interessanti salti di scala che rievocano gli attori incontrati, il loro entusiasmo, la loro passione, la loro memoria, ma anche i processi di oggi e di ieri, il legame affettivo nostro e loro
Impronte di paesaggi sonori
Ogni paesaggio ha le proprie “impronte sonore” che connotano e contri- buiscono, al pari delle altre manifestazioni umane, alla creazione dell’iden- tità locale. I suoni del paesaggio sonoro sono peculiari e inconfondibili, nella misura e secondo le modalità percettive dei singoli e dei gruppi. Dare voce a tali percezioni significa innescare percorsi di riflessione e di educa- zione all’ascolto in grado di amplificare un canale sensoriale che la cultura occidentale oggi tende sempre più a emarginare (cfr. Rocca, 2013)
La scuola, sistema formativo integrato nel contesto urbano
La scuola non è un semplice luogo per imparare, ma una casa per vivere Weyland, inserita all’inter
no di un contesto urbano. La sua integrazione negli elementi costitutivi della città è tale solo per il fatto di
rispondere ad uno dei bisogni che connotano l’essere umano nel suo territorio: quello dell’abitare non
solo del frequentare Rocca, dal lat. habitare, tenere, habere avere che configura la scuola come un territorio di appartenenza e di vita, che si arricchisce grazie alle diverse identità, alle diverse esperienze e relazioni che si intessono nel “territorio scolastico” . Ed è proprio abitando che si mette a dimorare l’apprendimento e la cultura, alla ricerca di quella identità profonda che risiede negli individui che vivono gli spazi scolastici Ingold, in Weyland, . In questo modo lo spazio della classe è funzionale e permette di comprendere anche chi sono realmente gli alunni che la abitano, quali sono le loro esigenze a livello spaziale ed espressivo attraverso un lavoro da parte dell’insegnante che possa far emergere l’identità collettiva della classe, amché chi al mattino varca la soglia dell’aula si possa sentire immediatamente parte di un qualcosa, di una classe appunto, medesimo auspicio che ci piacerebbe ave
re quando varchiamo la soglia delle nostre città. Nello spazio pubblico, molte identità liquide abitano, al pari degli animali. Queste, per sentirsi al sicuro lo esplorano e lo fanno proprio con piccoli
gesti materiali o immateriali proprio perché “esplorare è il primo passo verso il processo di appropriazione
e l’abitazione di un ambiente” .
Soggetti, gruppi, persone: Pratiche, spazi e dinamiche delle mobilità umane
Il rapporto tra geografia e mobilità umana trova nei processi e nelle interazioni spaziali di soggetti, gruppi e persone il suo punto di riferimento più immediato. Parlare di mobilità «umana» significa infatti ragionare su un ampio ventaglio di pratiche, spazi e dinamiche che intercorre tra la geografia – ampiamente intesa nelle sue forme di paesaggio, luogo, territorio, spazio, confine, frontiera, città, spazio digitale – e le micro- e macro-mobilità che coinvolgono le dimensioni privata e pubblica, individuale e collettiva, con un particolare interesse per gli aspetti materiali, socio-politici, economici, simbolici ed esperienziali che caratterizzano tali processi.
Partendo dalla triangolazione tra soggetto, movimento e spazio e dalle loro possibili declinazioni, il Nodo 3 si è dunque posto come occasione di ascolto e cassa di risonanza di una polifonia di voci. Il suo obiettivo è stato quello di mettere a fuoco il fenomeno della mobilità umana nella sua complessità, attraverso diverse lenti concettuali ed approcci metodologici trasversali ai singoli temi analizzati. I temi delle otto sessioni del Congresso Geografico afferenti al Nodo 3 e della sessione internodo promossa dall’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia – qui inserita per maggiore affinità tematica – hanno infatti abbracciato – e felicemente integrato –
approcci multi-scalari e trans-scalari delle geografie in movimento, promuovendo dense riflessioni a partire da fulcri teorici attinenti alla geografia politica, economica, regionale, sociale e culturale
Il Rumore Lontano
Il 20 febbraio 1898, la popolazione svizzera approvò con 386’634 voti favorevoli e 182’718 contrari la «Legge federale sull’acquisto e la gestione di ferrovie per conto della Confederazione e l’organizzazione amministrativa delle Ferrovie Federali Svizzere». Il Capodanno del 1901, alle ore 2.00, alla stazione di Berna si festeggiò l’arrivo del primo treno proveniente da Zurigo–Aarau–Olten, che poi proseguì per Losanna–Ginevra. A questa rivoluzione se ne aggiunge un’altra. Nel 1914 l’ingegnere inglese Richard Trevithick presenta in pubblico il primo prototipo di locomotiva per il trasporto ferroviario. Da quel giorno il treno veloce si è diffuso in tutto il mondo ed è diventato il primo vero e proprio veicolo di trasporto di massa. Ha rappresentato inoltre un punto di svolta per l’evoluzione industriale delle nazioni del novecento, arrivando a rivestire un ruolo centrale nella struttura politica, economica e sociale delle nazioni. L’invenzione della locomotiva ha aperto quindi una nuova era della storia dell’umanità rendendo accessibile il trasporto di merci e persone su brevi e lunghe distanze e cambiando per sempre la percezione dello spazio e del tempo. Grazie al treno il mondo non è stato più lo stesso.
In un paio di secoli la locomotiva e in generale il treno con tutte le connotazioni che porta con sé (il viaggio, il fischio, il classico rumore,...) è diventato parte dell’immaginario collettivo e, nelle sue molteplici variazioni e sviluppi tecnologici, un soundmark geografico ovvero un segno identitario.
In Svizzera, ed in particolare in Canton Ticino il territorio oggetto di questo studio, la complessa orografia ha sviluppato un’ingegneria ferroviaria storicamente all’avanguardia in ambito internazionale
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