132 research outputs found

    DLP-Printable Porous Cryogels for 3D Soft Tactile Sensing

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    Three-Dimensional (3D) printed porous materials hold the potential for various soft sensing applications due to their remarkable flexibility, low density, and customizable geometries. However, developing versatile and efficient fabrication methods is crucial to unlock their full potential. A novel approach is introduced by combining Digital Light Processing (DLP) 3D printing and freeze-drying to manufacture deformable cryogels featuring intricate morphologies. Photocurable hydrogels based on Poly(3,4-ethylenedioxythiophene)Polystyrene sulfonate (PEDOT:PSS), Polyethylene glycol Diacrylate (PEGDA) and Ethylene Glycol (EG) are successfully printed and lyophilized. In this way, porous cryogels with tailorable properties are achieved. Microporosity varies from 68% to 96%, according to the chemical composition. Ultra-soft cryogels with a compressive modulus of 0.13MPa are fabricated by adding a reactive diluent. As a result of the cryogelation process, which effectively removes water from the hydrogels, microporous structures with details as fine as 100 mu m are obtained. The achieved freedom of design is exploited to fabricate resistive force sensors with a honeycomb lattice morphology. The sensitivity and the working range of the sensors can be tailored by tuning the size of the cells, paving the way for sensors with programmable architectures that can meet diverse requirements.A dual-step approach combining Digital Light Processing (DLP) 3D printing and lyophilization transforms printed hydrogels into porous cryogels with complex shapes. Porosity and mechanical properties are finely controlled based on the chemical composition of starting formulations. Microporous cryogels with details down to 100 mu m are printed. Proof-of-concept scalable soft force sensors show a tuneable response based on the geometry of the core 3D honeycomb architecture. imag

    Ariosto’s Religion

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    To many readers of Orlando Furioso, Ariosto appears to be essentially disinterested in religious matters, a poet who thinks religion and morality should be kept away from literary creation. However, in this paper I will argue that Ariosto, far from being a-religious, or even un-Christian, was deeply engaged with contemporary religious debates. And without understanding this, it is impossible to comprehend Ariosto’s historical location. The author of a 1498 letter to Aldo Manuzio, where he requested Marsilio Ficino’s hermetic books on behalf of his fellow ferrarese literati, Ariosto needs to be read against the background of his own culture: he was walking the roads of Ferrara when Savonarola was preaching and Pomponazzi teaching there; his publisher, Giovanni Mazzocchi, was also the publisher of heterodox literature; his older friends and masters, Celio Calcagnini and Bonaventura Pistofilo, were the first to import Erasmus’s polemics with Luther into Italy; and Orlando Furioso is full of religious allusions and stances. Placing Ariosto and his poem in the context of Ferrarese approaches to Christianity, I will reassess and re-evaluate Ariosto’s positions in regard to religious debates, including the at the time much debated issues of predestination, the original sin and Saint John’s body

    Dimensioni dell'aggressività

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    Motivazioni di natura diagnostica, terapeutica e preventiva sostengono l'interesse dello psichiatra per lo studio dell'aggressività. Gli Autori illustrano gli aspetti muldimensionali dell'aggressività. Vengono sottolineati i significati adattativi e relazionali dei comportamenti aggressivi. Con il termine di aggressività vengono indicati, infatti, diversi tipi di comportamento che includono moduli innati di espressione motoria volti all'offesa, la difesa, la predazione ed il conseguimento e mantenimento di posizioni di dominanza in una qualunque gerarchia. Si tratta di moduli comportamentali di grande importanza per la sopravvivenza, e la loro espressione non può essere ricondotta al solo aspetto negativo del danno arrecato a terzi. Gli aspetti emotivi ed affettivi sottostanti all'espressione di agiti aggressivi sono passati in rassegna, con attenzione particolare alla rabbia, alla paura, alla tristezza, alla vergogna ed al senso di colpa. La dimensione cognitiva dell'aggressività, che si esprime attraverso sentimenti di natura ostile, quali il cinismo, la sfiducia, il risentimento, la diffidenza, é anch'essa ampiamente descritta e posta in relazione con stati affettivi complessi quali l'odio e l'invidia. In conclusione viene suggerita l'importanza di tenere sempre presenti i molteplici vissuti che accompagnano gli agiti aggressivi, come pure l'espressione di sentimenti ostili o comunque permeati di tonalità negative. Ciò potrà guidare nel suo intervento il terapeuta che si trovi a dovere fronteggiare un paziente problematico, la cui necessità di esprimere sentimenti di auto-affermazione può sempre essere incanalata verso modalità maggiormente positive.In order to offer an exhaustive review of literature concerning the relationship between mental disorders and the propensity to aggressive and violent behaviour, the Authors have, in this paper, described the manifold dimensions of aggressiveness. The term "aggresiveness" describes many different behaviors related to the offense, the defense, predation, and the obtaining and mantaining of a position of dominance in hierarchical organizations. All are behavioral modules very important for survival, and their expression cannot be reduced to the harm which may be caused to third parties. The emotional and affective elements linked to the expression of aggressive behaviors were described, paying attention to the affective states of rage, fear, shame and guilt. The cognitive dimensions af aggressive behaviors also were described, including the meaning of feelings like hostility, mistrust, cynicism, resentment, which were properly linked to more complex affective states such as hate and envy. The Authors stressed the importance of understanding the manifold dimensions of aggressiveness when confronting a difficult to treat patient. This may aid the therapist to afford the need of empowerment of the aggressive patient in more socially acceptable manners

    PRIMI RISULTATI DI UN INDAGINE SULLO STATO DELLE SISTEMAZIONI IDRAULICO-FORESTALI NEL BACINO DELL’ARNO

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    Il presente lavoro è relativo ai risultati ottenuti con il primo stato d’avanzamento di una ricerca sullo stato delle Sistemazioni Idraulico-Forestali per assegnate aree di indagine comprese nel bacino del fiume Arno affidata dall’ Autorità di Bacino del Fiume Arno al Dipartimento di Ingegneria Agraria e Forestale dell’Università degli Studi di Firenze. Innanzi tutto, è stata condotta un’analisi preventiva, mediante un database, di documentazione relativa alle opere idrauliche già censite in precedenti lavori (prof. Grazi) con identificazione della posizione geografica delle opere stesse con l’ausilio di software GIS. A questa prima fase sono seguiti la predisposizione di una opportuna scheda di rilievo (sia cartacea sia elettronica) e quindi sopralluoghi in campo condotti mediante l’ausilio di un GPS collegato a computer palmare per il supporto cartografico di base. Rilievi di dettaglio sono stati condotti nei torrenti dell’area del Mugello, già oggetto di studi risalenti a una trentina di anni fa per la valutazione delle pendenze di compensazione (Falciai et al.) che sono stati utilizzati spesso in letteratura (Ferro et al., Pica et al., etc.). Con riferimento ad altre zone campione del bacino (es. Casentino e Area Fiorentina), la documentazione storica ed il sopralluogo in campo (su base statistica) ha avuto lo scopo di rintracciare le opere esistenti e verificare l’attendibilità e la confrontabilità dei vari censimenti eseguiti anche da altri Enti preposti. In particolare si è analizzato il dimensionamento delle opere ed il loro stato attuale di conservazione ed efficienza, confrontandolo con quanto riportato in eventuali elaborati progettuali e nei censimenti precedenti. Eventuali danneggiamenti dei manufatti possono essere derivati dalle valutazioni in sede progettuale, da scarsa o inesistente manutenzione o da mutate caratteristiche in alveo e nel bacino. Per avere qualche indicazione in proposito si è valutata la portata di progetto a partire dalle dimensioni delle gavete considerate come stramazzi in parete grossa e se ne è stimato il tempo di ritorno, mediante i modelli AlTo (Regione Toscana) e Idrarno (Autorità di Bacino). Questa fase ha richiesto un lavoro preventivo di queries spaziali che hanno lo scopo di attribuire il codice dell’asta a cui appartengono le opere idrauliche in esame (all’interno del reticolo idrografico del modello AlTo e all’interno del reticolo “Sistema Acque” dell’Autorità di Bacino dell’Arno). Questa operazione consente, inoltre, il collegamento tra il contenuto informativo del geodatabase dell’Autorità di Bacino con il sistema di regionalizzazione delle portate di piena della Regione Toscana. Mediante la misura delle caratteristiche dimensionali dell’opera si sono cercate di ricavare anche indicazioni statistiche riguardo alla pendenza di compensazione dei corsi d’acqua in esame. Le verifiche in campo ha permesso anche una descrizione delle condizioni generali dell’alveo in cui sono situate le opere e dei versanti siti in prossimità delle opere stesse. I dati raccolti sono stati immessi in un geodatabase opportunamente costruito secondo lo standard di quello esistente presso l’Autorità di Bacino del Fiume Arno e quindi elaborati per la ricerca delle relazioni tra le caratteristiche delle opere e la pendenza attuale dell’alveo nonché la stima della necessità, per i corsi d’acqua esaminati, di opere atte a garantire la continuità fluviale per la ittiofauna (Pini Prato e Barneschi)

    Differenze di genere e trattamento risocializzativo: la particolare condizione delle donne parenti di collaboratori di giustizia

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    La presente riflessione si inserisce tra gli studi volti ad analizzare l'incidenza negativa della condizione detentiva sulla donna. Le ricerche in materia hanno evidenziato l'esistenza di una differenza di genere che caratterizza l'esperienza detentiva, connessa a un differente percorso di socializzazione, al diverso ruolo sociale e all'investimento emotivo e alla responsabilità affettiva nei confronti dei familiari che caratterizza il ruolo genitoriale materno. La riflessione scientifica in questo ambito si è finora focalizzata principalmente sull'incidenza della detenzione sulla dimensione della genitorialità, sui figli minori e sull'ambiente familiare (Pietralunga et al. 1991, 1992, Luzzag01996, Cassibba et al. 2008, Monti et al. 2001), evidenziando come la percezione della maternità si caratterizzi da una parte per il ricorso a strategie difensive, quali la razionalizzazione e l'idealizzazione, volte a proteggere dalla lontananza dai figli e dal carico di dolore che la detenzione comporta, dall'altra per un alto grado di sofferenza (più o meno celato) riguardo al proprio ruolo materno, Peraltro è emerso come il disagio vissuto dai figli, oltre a riflettersi sulla dimensione psicologica individuale (con sentimenti di solitudine, paura, preoccupazione e confusione) e relazionale (difficoltà scolastiche e di relazione), possa comportare ritardo nello sviluppo psicofisico, comportamenti aggressivi e antisociali. Il presente studio si propone di analizzare l'incidenza del fattore di genere sulla condizione detentiva in un particolare campione di detenute, allocate in sezione protetta in relazione alla parentela con collaboratori di giustizia Il regime di protezione per questa particolare categoria di soggetti implica non solo l'esclusione dai benefici penitenziari connessi alla condizione di collaboratore di giustizia (L. 354/1975, art. 13ter DL. 8/1991, art. 16nonies L. 45/2001), ma anche l'impossibilità di usufruire delle opportunità trattamentali alle quali hanno accesso le detenute comuni (colloqui con i familiari, telefonate, etc.) L'ipotesi di ricerca, maturata sulla base dell'analisi della letteratura in materia e dell'esperienza professionale in ambito penitenziario degli AA , si propone di verificare la presenza e le caratteristiche di un'incidenza negativa specificamente correlata al genere in tale particolare tipologia di detenzione sulla dimensione psicologica individuale, sul ruolo genitoriale e familiare, con particolare riferimento all'omologo maschile (detenuto in sezione protetta in relazione alla parentela con un collaboratore di giustizia) e alle detenute comuni. Lo studio delle variabili connesse alle differenze di genere nello stato detentivo e alla condizione di parentela di un collaboratore di giustizia appare di fondamentale importanza per la strutturazione di programmi trattamentali idonei al reinserimento di questa particolare categoria di detenute

    Aspetti sanitari di origine parassitaria dell'allevamento biologico del bovino da latte = Health aspects of parasite origin in organic dairy cattle

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    Scopo del lavoro. Valutare lo stato sanitario di bovini da latte limitatamente agli aspetti parassitari in 4 allevamenti di bovini da latte a conduzione biologica situati in Pianura Padana mettendo in relazione la presenza di parassiti del tratto gastro-enterico, di infestazioni da acari della rogna e micosi con la gestione aziendale. Risultati. Sono stati effettuati esami copromicroscopici su 346 campioni fecali. Le parassitosi del tratto gastro-enterico sono risultate moderatamente diffuse (P= 48,52%). Eimeria (47.34%, 95% CI: 42.1%-52.6%), Strongyloides sp. (2.07%, CI: 1.01%-4.21%) Trichuris sp. (1.78%, CI: 0.82%-3.82%) Strongylida (0.30%, CI: 0.05%-1.67%) %) e Toxocara vitulorum (0.30%, CI: 0.05%-1.67%) erano i taxa riscontrati. Relativamente ai protozoi del genere Eimeria, E. bovis e E. zuernii hanno mostrato le prevalenze più elevate (71.4% e 42,8% rispettivamente) rispetto a E. ellipsoidalis e E. auburnensis . Le infezioni da Eimeria sono risultate decisamente più frequenti soprattutto negli animali giovani (89,66%). Le cariche più elevate, invece, sono state riscontrate tra le ovine nella fase del periparto (opg= 4986,72). Non sono stati riscontrati né i trematodi (Fasciola hepatica e Paramphystomum) né Moniezia, mentre le altre specie elmintiche sono state poco rappresentate: probabilmente ciò è correlabile allo scarso utilizzo del pascolo. Per Cryptosporidium e Giardia, è stata riscontrata complessivamente una positività di poco inferiore al 21% nei vitelli, con differenze tra le aziende: infatti, la sola azienda dove non si è registrata alcuna positività, è l’unica dove non esiste un locale separato riservato alle bovine al parto, perché i vitelli vengono ricoverati in box estemporanei. Per le ectoparassitosi è stato riscontrato una importante micosi da Trichophyton mentagrophytes che ha interessato due aziende ed esclusivamente la categoria delle manzette. Conclusioni. La possibilità di poter studiare contemporaneamente 4 aziende, consente di correlare i risultati parassitologici con le diverse tecniche aziendali per l’individuazione dei punti critici. Semplici miglioramenti gestionali possono, quindi, garantire un miglior controllo di tali parassitosi.Organic animal production system is very important but few are the studies about parasite infections mainly in Italy. Four organic milk farms located in Pianura Padana (north Italy) were examined for endo and ectoparasites. Eimeria (47.34%, 95% CI: 42.1%-52.6%), Strongyloides sp. (2.07%, CI: 1.01%-4.21%) Trichuris sp.( 1.78%, CI: 0.82%-3.82%) Strongylida (0.30%, CI: 0.05%-1.67%) %) and Toxocara vitulorum (0.30%, CI: 0.05%-1.67%) infections were found. As regard Eimeria, E. bovis and E. zuernii showed the highest prevalence (71.4% and 42,8% respectively) compared to E. ellipsoidalis and E. auburnensis. Eimeria showed high prevalence (47,34%) especially in young animals (89,66%), but the higher level of oocystes per gram of faeces were found in cows in the periparturient phase (opg= 4986,72). Neither trematoda (Fasciola hepatica and Paramphystomum) nor Moniezia were found, while other gastrointestinal helminth species were poorly represented probably due to the rare use of grazing. Concerning Cryptosporidium and Giardia, a prevalence of 21% was found in calves, with some difference between farms; particularly, no infections were found in the farms whithout specific areas for the calves at the delivery. An important episode of Trichophyton mentagrophytes infection was found in animals between 2,5 and 13 months from two farms

    La diffusione di competenze cliniche e gestionali per lo sviluppo dei servizi del SSN : lezioni apprese dai Piani di Rientro e nuove prospettive

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    I piani di rientro costituiscono una politica pubblica di sistema attraverso cui lo Stato centrale, a partire dal 2005, interviene per garantire il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica e la qualità delle prestazioni sanitarie. Il presente capitolo sviluppa due filoni di indagine. In primo luogo sono analizzati i trend (2005-2016) di alcuni indicatori sulla qualità delle prestazioni sanitarie, in particolare dell’assistenza ospedaliera, con l’obiettivo di osservare l’evoluzione nella qualità delle cure e di investigare la relazione fra il Piani di Rientro e i livelli di assistenza. I risultati mostrano un miglioramento generalizzato degli indicatori di esito considerati in termini assoluti, anche se il divario fra i livelli di assistenza delle regioni in PdR e non in PdR si riduce soltanto per alcuni indicatori (IMA e colecistectomia laparoscopica). Inoltre, vi è una forte eterogeneità all’interno dei due gruppi di regioni. In secondo luogo, attraverso un analisi documentale e la realizzazione di interviste semi-strutturate, sono analizzate le caratteristiche del sistema di governace dei PdR, ricavando cinque messaggi princiapli: i) le condizioni di uscita dai commissariamenti non appaiono chiare mentre quelle di uscita dai piani non sono mai stato discplinate; ii) i commissariamenti hanno rappresentato prevalentemente un meccanismo sanzionatorio, mentre non si sono rivelati un dispositivo in grado di affidare la gestione sanitaria a figure esterne dotate delle motivazioni e delle prerogative di governo necessarie per l’adozione dei programmi operativi; iii) il sistema di incentivi e il processo di verifica e monitoraggio sono stati orientati princiaplmente al perseguimento dell’equilibrio economico finanziario; iv) l’azione di affiancamento al livello regionale sulla gestione sanitaria è stata complessivamente inferiore alle attese; v) la griglia LEA, a causa del fatto che il punteggio ufficiale viene calcolato con un periodo di circa due anni e della staticità di alcuni suoi indicatori, non appare uno strumento efficace né per disciplinare l’uscita della Regioni dai Commissariamenti né come oggetto del processo di monitoraggio trimestrale
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