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Qohélet, versione in idioma salentino di Augusto Ponzio
Traduzione del "Qohélet" in dialetto salentino e dal dialetto salentino in italiano.
"Scritture qohéletiche" di Carlo A. Augieri, Cosimo Caputo e Susan Petrilli
Sintesi, modificazione e caratterizzazione di materiali adsorbenti microporosi per lo stoccaggio di idrogeno
Nell'attuale scenario mondiale le scelte di politica economica e sociale, che sia i paesi industrializzati che quelli in via di sviluppo devono affrontare, sottendono in maniera sempre più incisiva e decisiva gli aspetti energetici. Grande attenzione è rivolta in particolare agli aspetti relativi alle emissioni di inquinanti e, specificamente, a quelle dovute al trasporto su strada. L'utilizzo di sistemi di trazione con celle a combustibile (fuel cell), alimentate con idrogeno, per il trasporto stradale rappresenta pertanto un'interessante alternativa ai motori a combustione interna, visti i vantaggi connessi con l'azzeramento delle emissioni nocive e l'elevata efficienza di conversione dell'energia.
Un aspetto critico nell'uso dei sistemi fuel cell per il trasporto stradale è rappresentato dalla difficoltà di immagazzinamento dell'idrogeno, a causa della sua bassissima densità.
Negli Stati Uniti, al fine di stimolare la ricerca in questo settore, il Department of Energy (DOE) ha fissato alcune specifiche che un efficace sistema di accumulo deve possedere, e tra queste: (a) capacità di stoccaggio; (b) temperature e pressioni di esercizio; (c) tempi, velocità e modalità di rifornimento/ricarica; (d) autonomia di percorrenza; (e) costi.
I sistemi di stoccaggio "on-board" per la realizzazione di prototipi hanno finora preso in considerazione l'uso di serbatoi con idrogeno (i) gassoso e compresso ad alte pressioni, (ii) liquido a bassissime temperature, (iii) allo stato "solido" sottoforma di idruri. Nessuno di essi è però risultato pienamente soddisfacente, soprattutto in termini di capacità di stoccaggio, temperature e pressioni di esercizio, e costi. Uno dei metodi alternativi a quelli sopra descritti, con ottime prospettive future, prevede lo stoccaggio di idrogeno mediante adsorbimento in materiali porosi.
Obiettivo principale del presente Progetto di ricerca -che vede la collaborazione di più Unità Operative con competenze specifiche nelle diverse aree disciplinari coinvolte- è l'individuazione e l'applicazione di materiali innovativi per l'adsorbimento di idrogeno, finalizzate al suo immagazzinamento in serbatoi per veicoli con celle a combustibile.
Il Progetto include lo studio di materiali adsorbenti microporosi di nuova formulazione -inorganici (zeolite-type) e metallo-organici (metal organic frameworks, MOF)- sia con metodologie sperimentali che modellistiche. Sarà inoltre considerata la finalità applicativa, mediante lo sviluppo di un sistema di propulsione ibrido elettrico-fuel cells di piccola potenza (2-4 kW), idoneo ad utilizzo su ciclomotori, alimentato con un dispositivo di accumulo di idrogeno a base di materiali adsorbenti
High Order Approximation to Caputo Derivative On Graded Mesh and Time-Fractional Diffusion Equation for Non-smooth Solutions
In this paper, a high-order approximation to Caputo-type time-fractional diffusion equations involving an initial-time singularity of the solution is proposed. At first, we employ a numerical algorithm based on the Lagrange polynomial interpolation to approximate the Caputo derivative on the non-uniform mesh. Then truncation error rate and the optimal grading constant of the approximation on a graded mesh are obtained as min{4 - a, ra} and 4-a/a , respectively, where α ∈ (0, 1) is the order of fractional derivative and r ≥ 1 is the mesh grading parameter. Using this new approximation, a difference scheme for the Caputo-type time-fractional diffusion equation on the graded temporal mesh is formulated. The scheme proves to be uniquely solvable for general r. Then we derive the unconditional stability of the scheme on uniform mesh. The convergence of the scheme, in particular for r = 1, is analyzed for non-smooth solutions and concluded for smooth solutions. Finally, the accuracy of the scheme is verified by analyzing the error through a few numerical examples.The first author acknowledges the support provided by the Council of Scientific and Industrial Research, India, under grant number
09/086(1483)/2020-EMR-I. The fourth author acknowledges the support provided by the SERB, a statutory body of DST,
India, under the award SERB–POWER fellowship (grant
number SPF/2021/000103)
Le trasformazioni del lavoro e i nuovi scenari: a partire dal volume Analisi sociale del mercato del lavoro
A partire dalle considerazioni espresse da Orientale Caputo nel suo volume Analisi sociale del mercato del lavoro, i due autori, entrambi studiosi di lavoro e sviluppo economico toccano le più recenti questioni relative alle trasformazioni del lavoro, della sua organizzazione, della relazione fra forme e organizzazioni del lavoro e percorsi diseguali, analizzando le conseguenze dell'introduzione della più recente rivoluzione tecnologica e quelle della persistenza di ampie sacche di povertà ed esclusione sociale anche fra lavoratori. Lo sguardo della letteratura sul lavoro e quello che entrambi hanno sui processi di mercificazione/demericificazione e nuova mercificazione del lavoro in relazione all'intelligenza artificiale contribuiscono a definire le nuove e pi
recenti caratteristiche del lavoro
Rappresentazioni della religione e scienze umane: una ermeneutica pedagogica
Nel dibattito politico internazionale, negli ultimi decenni, il tema religioso ha conquistato una particolare centralità, in relazione a fenomeni sociali e politici difficilmente riconducibili al paradigma della secolarizzazione e alla sua linearità evolutiva, dall’arcaica visione religiosa alla modernizzazione laica. Si è così ricollocata al centro, anche del dibattito scientifico, anzitutto la vexata quaestio dello spazio pubblico della religione e/o delle identità religiose, andando a costituire una vera e propria ipoteca “politica” sui paradigmi scientifici della religiosità.
Il saggio prende avvio da due considerazioni di rilievo pedagogico per quanto affermate da Giovanni Filoramo, storico delle religioni: la prima riconosce l'importanza della conoscenza del fatto religioso ("punto nevralgico") per costruire il proprio sé e la propria identità nel tempo presente (un riconoscimento talvolta negato in ambiti strettamente pedagogici); la seconda affermazione evidenzia il cambiamento della rappresentazione della religione intercorso tra gli anni della secolarizzazione diffusa, nei quali la religione veniva allora vista come "residuo archeologico", e l'attuale attenzione e risonanza che gli studi religiosi incontrano presso la pubblica opinione e i decisori politici. Lo studio delle rappresentazioni delle religioni costituisce pertanto un elemento di rilievo sia nel configurare un sapere scientifico pluridisciplinare sul tema della religiosità, sia nell’orientare l’esperienza religiosa adulta e la formazione delle identità religiose. Il saggio procede quindi nell’esame critico di alcune “faglie” delle attuali rappresentazioni delle religioni istituzionali, dei loro assetti storico-politici e degli spazi esistenziali/esperienziali permessi e/o proibiti alla dimensione religiosa, rilevandone il valore ermeneutico ed educativo connesso
Materiali per lo Studio Storico Archeologico di Quarto Flegreo Carta archeologica dalla preistoria al tardo-antico
From Integrated Survey to the Parametric Modeling of Degradations. A Feasible Workflow
This work fits into an international research field about 3D modeling to evaluate the Building Information Model performance for infographic representation of Cultural Heritage. Modeling an historic building involves the creation of parametric objects library starting by data survey. The primary purpose of the research is the translation of these information into a parametric model, through the definition of a proper methodology. The main focus of the research is the creation of parametric object representing the preservation status of material and building components: some recurring schemes of the traditional representation have been identified, in order to find a methodology that leads to link these data to the HBIM (Historic BIM) model, improving their capabilitie
Orientare, orientarsi al futuro
La scelta del futuro, che sia di un’occupazione o di un percorso di studi uni versitario, è il momento che per un giovane segna l’inizio del passaggio all’età
adulta. Per uno studente che si affaccia al diploma rappresenta spesso una
fase critica della vita che il più delle volte lo coglie impreparato e smarrito. Per
questo l’orientamento diviene una parte integrante del processo educativo e
formativo che supporta i giovani a prendere coscienza di sé e far fronte in
modo consapevole alle scelte che si trovano ad affrontare in particolari fasi
di transizione della loro vita
Il progetto universitario: Un abbecedario della cittadinanza democratica
Il saggio presenta le modalità con cui è stato costruito il progetto interdisciplinare Abbecedario della cittadinanza: il lavoro di ricerca partecipativo, le scelte metodologiche, lo sviluppo, le fasi operative, il monitoraggi
Arti, espressione di sé, creatività
Il saggio, a partire da una autoriflessione sull’esperienza di insegnamento condotta come docente nelle scuole secondarie, fa emergere un “obbiettivo nascosto” del lavoro educativo nella scuola, quella attenzione all’espressione di sé che può rendere il curriculo scolastico meno asettico ed estraneo all’interesse delle nuove generazioni. Le “pratiche artistiche” sono presenti (perlomeno nella secondaria di primo grado) solo all’interno delle discipline di arti visive e musicali. Talvolta vi entrano come frutto dell’estro di alcuni docenti più o meno personalmente orientati e/o competenti in specifiche aree artistico-espressive. Spesso si tratta di attività “occasionali” e/o attività legate a progetti specifici, per lo più informali, valutate solo parzialmente, e non riconducibili all’area di una professionalità riflessiva e soprattutto condivisa. Ciò produce una mancata consapevolezza del valore degli aspetti espressivi nelle diverse discipline, valore “nascosto” alla percezione degli insegnanti dalla dominante dimensione storica e culturale delle conoscenze disciplinari. La tesi di fondo del saggio sottolinea come, da un lato, le concezioni estetiche dominanti nella cultura occidentale non permettano di percepire la rilevanza pedagogica e formativa dell’espressione artistica come espressione di sé, campo di una creatività soggettiva, trasversale a molte esperienze di crescita nell’arco dell’età evolutiva. Dall’altro lato esistono altri fattori, di ordine pedagogico e didattico, che ostacolano la percezione della necessità di una educazione all’espressività artistica, presenti nei modelli didattici, accreditati e diffusi dalle amministrazioni scolastiche (anche a livello internazionale), fortemente omologanti. I modelli della programmazione sono in genere di tipo procedurale, concentrano l’attenzione sulla dimensione cognitiva (basti pensare che tutto il resto, cioè socialità, affettività, dimensioni etico-politiche e religiose, viene definito, da questi modelli, semplicemente come “non cognitivo”).
Il tema dell’espressione artistica è oggi strettamente connesso al tema della creatività, intesa per lo più come una soluzione strategica interna al conflitto/competizione dei processi di innovazione tecnologica ed economica legati alla globalizzazione. Tale visione rappresenta un deciso impoverimento delle caratteristiche e delle potenzialità anche educative della creatività. Perciò è necessario superare un tale riduzionismo per cogliere la “creatività” come dimensione della persona in rapporto alla realtà e al “senso/significato” di sé e del mondo. Il prodotto artistico, l’opera d’arte, si presenta così come frutto di un lavoro e di una “visione” della realtà dell’artista, “visione” che si rende manifesta nell’opera, vero e proprio “simbolo” che consente l’accesso al “reale” proprio attraverso la sua fruizione. Il fine ultimo dell’espressione artistica appare come “qualcosa” che eccede il “prodotto” stesso, al punto che quest’ultimo, l’opera d’arte, si rivela un “mezzo” per giungere ad un “oltre”, qualcosa che l’opera richiama ma che non può “concludere” entro di sé.
L’importanza educativa e didattica dell’espressione artistica e della creatività e il suo misconoscimento si può riscontrare drammaticamente proprio nella fase adolescenziale, una fase in cui molto spesso il soggetto sperimenta i propri bisogni espressivi in ambienti distanti dai contesti familiari e scolastici, tanto più quando in essi non ci si sente accolti e compresi. Ma in tali contesti informali entrano prepotentemente in gioco anche le nuove possibilità espressive, per lo più sconosciute al mondo adulto, offerte dai nuovi media e dalle nuove tecnologie, oltre che dai nuovi linguaggi giovanili. Ciò significa anche l’abbandono delle nuove generazioni all’arte “selvaggia”, alla ricerca di ciò che può offrire modalità espressive non codificate dal mondo adulto e/o da un passato incapace di farsi ascoltare, o che, agli occhi dei ragazzi “non ha più nulla da dire”
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