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Lina Malfona, Introduzione. La fase manierista
Cinquecento anni fa, la morte di Raffaello Sanzio (1520) e la scomunica di Martin Lutero (1521) presagirono fatalmente una stagione culturale caratterizzata da una forte crisi spirituale e politica. Le lunghe guerre per il dominio dell’Europa, il Sacco di Roma, le violente epidemie, la dissoluzione dell’unità della Chiesa e la rivoluzione copernicana furono tra le principali cause della profonda inquietudine che nel Cinquecento sconvolse l’occidente. In questo clima di incertezza si sviluppò il manierismo, una tendenza artistica che ha avuto un’eredità così ampia da indurre architetti e storici – tra cui Arnold Hauser, Colin Rowe, Manfredo Tafuri, Robert Venturi e Rudolf Wittkower – a considerarlo come un fenomeno ricorrente, per cui costituente la cultura occidentale
Lina Malfona, con Andrea Crudeli, Indagine sul Manierismo
In un’epoca caratterizzata dalla trasformazione della figura del progettista in quella di un interprete dello spirito del tempo – non più un autore quanto piuttosto un analista – potrebbe apparire controtendenza parlare di manierismo, un fenomeno artistico dalla forte componente linguistica, formale, dunque autoriale. Ma se il fascino del manierismo storico continua a persistere è perché questa tendenza pre- senta ancora una carica enigmatica, difficile da disinnescare. La sua ambiguità rende il manierismo impenetrabile, quindi ancora oggi intrigante nonostante tutti i suoi limiti, come lo spirito cortigiano, il ripiegamento derivante dalla consapevolezza della sostanziale impotenza dell’artista e la sua definitiva rinuncia a trasformare l’arte in “un’arma di coscienza civile”, come scrive Paolo Portoghesi
Direzioni evolutive del manifesto di Antonio Sant’Elia, in Lina Malfona, Monica Manicone, Franco Purini (eds.) Antonio Sant’Elia. Manifesto dell’Architettura Futurista. Considerazioni sul centenario. Roma: Gangemi, 2015
Lina Malfona, Houses for Drones
This residential complex, made up of three villas built in the Roman countryside, in Formello, rereads the idea of the pavilion as a lightweight structure that supports a butterfly roof (from the Latin papilionem, ‘butterfly’). In this design, the portico does not only describe the space in front of the house, but also the space above it: it is properly a shell, which allows the houses to transcend their physical bodies, making them seem even lighter, almost ethereal
Lina Malfona, Abitare singolare plurale
Thomas Jefferson definì la villa come il luogo di una ideale società subur- bana, lontana dalla corruzione della città. Con la sua casa neo-palladiana a Monticello, Jefferson intendeva promuovere lo sviluppo di un nuovo tipo di società, derivata dal modello della urbanity without urbanism, il cui po- tenziale venne colto e ripreso da Frank Lloyd Wright nelle sue residenze in Wisconsin e in Arizona2. Ancora oggi, la progettazione di case unifamiliari – un esercizio relativamente ininfluente dal punto di vista dell’economia globale e per certi versi al riparo dai processi che governano lo sviluppo edilizio – può essere riconosciuto come un mestiere volto alla creazione di luoghi che partecipano di una nuova idea di socialità. Ponendo l’attenzione sul tema della residenza unifamiliare, questa ricerca illustra come nei territori suburbani la casa sia ancora la cellula generativa della comunità e che quindi la progettazione di case unifamiliari in campagna non sia un’operazione disurbanista ma al contrario un’azione propositiva, volta alla costruzione di un senso di comunità
Lina Malfona, Communication Networks and Circulation's Infrastructures
In his book "Networking the World", renewed
sociologist Armand Mattelard, investigated the
communication systems on which the utopia of a
connected therefore better world is based, pointing
out that while this utopia is rooted in the use of
egalitarian communication technologies, it also
triggers a challenge for world hegemony.
The Internet, which has a planetary spread
and control centres that can be identified with
multinational corporations such as Google,
Facebook and Amazon, is proof of this. According
to geographer Claude Raffestin, the net liberates as
much as it imprisons. That is why it is ‘instrument’
par excellence of power.
In the same vein, Tony Negri and Michael Hardt
have pointed out in their celebrated book "Empire"
how the power of the network consists in its
‘inclusive sovereignty’, which does not annex
or destroy the other powers that it faces, but,
on the contrary, opens up to them, including
them in its meshes. But there are significant
differences between the concepts of connection,
communication and circulation of which the
network is an expression. Connection is realized
through communication and circulation. The
latter is the evidence of good communication but it
is also the spectacle of power, a sign of might.
Real power lies indeed in communication
rather than in circulation, and today it thickens
in an invisible space, the space of information
rather than that of the physical infrastructure of
circulation
Malfona, L. “Architettura degli Ospedali”, monographic issue of the journal “L’Industria delle Costruzioni”
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