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    Prove su tavola vibrante di telai in cemento armato riparati con calcestruzzo fibrorinforzato

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    In questo lavoro si presentano i risultati di prove sperimentali su tavola vibrante condotte su sette telai piani in c.a. riparati mediante materiale fibrorinforzato. Sono stati provati telai originariamente progettati secondo le specifiche dell’Eurocodice 8 e condotti alle condizioni ultime su tavola vibrante mediante sequenze di eccitazioni di intensita’ crescente. Dopo le riparazioni i telai sono stati nuovamente provati con le stesse modalita’ al fine di consentire il confronto tra le risposte dei telai provati nelle due configurazioni. Tale confronto ha mostrato che le riparazioni hanno determinato il recupero o il miglioramento delle caratteristiche di resistenza ed un parziale recupero delle caratteristiche di rigidezza e duttilita’ dei telai originari. L’evoluzione del danno nei telai riparati, studiata qualitativamente attraverso l’analisi dei quadri fessurativi e quantitativamente attraverso l’evoluzione della rigidezza efficace, dell’energia dissipata e dei parametri modali e’ risultata notevolmente influenzata dal materiale utilizzato per le riparazioni. Il confronto tra le prestazioni dei sette telai riparati ha fornito alcune indicazioni circa l’efficacia dei diversi interventi di riparazione effettuati

    Structural monitoring for post-earthquake damage

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    Accurate and quick location of seismic damage is critical to establish a hierarchy of both immediate rescue or evacuation operations and of future repairs, strengthening and rehabilitation interventions. The Interpolation Damage Detection Method (IDDM) has proved efficient in localized seismic damage detection. This method is based on the analysis of the significant variation of a properly defined error function occurring as a consequence of a local reduction of stiffness in the structure. In order to distinguish significant variations from random fluctuations of the error function a statistical approach based on a binary hypothesis test is applied. The design of the hypothesis test is based paper upon a probability of false alarm defined basing on data relevant to the undamaged configuration. In this paper the joint influence on the accuracy of the method of the noise in recorded data and of the value selected for the probability of false alarm is investigated

    Diagnosi strutturale per l’aggiornamento delle valutazioni dello stato di danno post-sisma

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    Nella fase successiva a un sisma uno dei problemi da affrontare è l’individuazione di danni che non richiedono interventi di emergenza ma modificano la predisposizione delle strutture ad essere danneggiate da un evento sismico successivo. L’applicazione di tecniche basate sull’analisi della risposta strutturale a vibrazioni può costituire un ausilio per la rivalutazione dello stato di danno della struttura a valle di un evento sismico. In questo lavoro si propone a tale scopo l’utilizzo del metodo di analisi del danno mediante interpolazione (IDDM). Tale metodo è particolarmente adatto all’utilizzo per edifici dotati di strumentazione permanente poiché non richiede la stima dei parametri modali e quindi l’aggiornamento della diagnosi strutturale può essere compiuto in maniera automatica senza richiedere particolari interazioni con un operatore. Il metodo è stato applicato al caso del Factor Building situato nel campus dell’Università della California a Los Angeles (UCLA) dotato di una strumentazione permanente che registra la risposta dell’edificio anche a vibrazioni ambientali e a piccoli eventi sismici. Le risposte accelerometriche disponibili sono state utilizzate per tarare un modello numerico dell’edificio poi utilizzato per simulare scenari di danno caratterizzati da diversa intensità e posizione del danno e quindi per stimare la sensibilità del metodo di identificazione del danno a scenari caratterizzati da intensità e posizione del dann

    Gli Eurocodici

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    Gli Eurocodici sono norme europee da applicare al progetto strutturale delle opere di inge-gneria civile e che, secondo le indicazioni della Commissione Europea, a partire dal 2010 di-venteranno l’unico riferimento per la progettazione strutturale in Europa. Tali norme, oltre a fornire le specifiche per la progettazione strutturale di opere realizzate con materiali di vario tipo (cemento armato,acciaio, muratura, legno, alluminio), trattano degli aspetti geotecnici della progettazione, della resistenza delle strutture al fuoco ed alle azioni sismiche ed infine delle azioni sulle strutture in fase di esecuzione e su strutture temporane-e. Lo scopo principale dei 10 Eurocodici è quello di fornire un approccio comune alla progetta-zione strutturale che uniformi il livello di sicurezza delle costruzioni in Europa. Inoltre l’utilizzo delle norme europee, unitamente agli standard europei di esecuzione, di prodotto e di tecniche di prova, agevolerà la libera prestazione di servizi d’ingegneria, oltre alla libera circolazione dei prodotti. Ciascuno degli Eurocodici è costituito da una parte generale (EN), uguale per tutti gli stati europei e da un Allegato Nazionale (NAD), variabile da uno stato europeo all’altro, che con-tiene i valori di parametri (NDP) che vengono fissati dalla autorità nazionali in funzione delle specificità di ciascuno stato. Ogni stato Europeo, entro il 2010, dovrà adottare tutte le misure necessarie all’applicazione degli eurocodici e quindi pubblicare la traduzione nella lingua nazionale del testo della norma Europea, completare la redazione degli Allegati Nazionali mediante definizione dei Parametri determinati a livello nazionale e promuovere la formazione e l’aggiornamento dei tecnici del settore edilizio sugli Eurocodici. Il corpus normativo italiano negli ultimi anni, sia pur in maniera un po’ tormentata, sta evol-vendo verso una “filosofia europea” della progettazione. Ad una progettazione di tipo prescrittivo, basata sul metodo delle tensioni ammissibili, anco-ra previsto come metodi di progettazione nelle norme tecniche per le costruzioni emanate in Italia nel 1996, è stato sostituito, nelle ultime versioni delle norme tecniche, un approccio prestazionale che utilizza il metodo agli stati limite sul quale è basata anche la progettazione secondo gli Eurocodici. Nel medesimo spirito di aggiornamenti, la struttura un po’ frammentata del corpus normativo italiano, articolato in una serie di decreti e circolari ministeriali che coprivano i vari aspetti della progettazione strutturale (sismica, geotecnica, resistenza al fuoco, ecc.) è stata sosti-tuita, nelle norme tecniche di ultima emanazione (2005, 2008), dalla struttura unitaria dal “Testo Unico” delle Norme sulle Costruzioni nel quale tutti questi aspetti della progettazione strutturale sono ugualmente considerati. Inoltre nel “Testo Unico” si fa esplicito riferimento alla possibilità di utilizzare fin d’ora gli Eurocodici come norme di “comprovata affidabilità”. L’obiettivo di questo libro è da un lato quello di fornire un quadro completo sulla progettazio-ne strutturale condotta mediante gli Eurocodici, dall’altro quello di facilitare l’introduzione di norme basate su una filosofia di progetto differente da quella tradizionale. A tale scopo nel capitolo 2, completamente riscritto per l’edizione italiana del libro, è descrit-ta la situazione normativa italiana e le modalità con cui essa sta gradualmente evolvendo verso l’adozione delle Norme Europee. Inoltre, all’inizio di ogni capitolo del libro, ciascuno dedicato ad uno degli Eurocodici (1990-1999), è riportato un breve confronto con le norme italiane. Queste parti del testo sono quel-le sulle quali si sono operate le modifiche più significative rispetto alla versione originaria del libro che si riferivano, invece, alle norme francesi. Rispetto alla versione originaria, questo testo differisce anche per tutti i riferimenti ai valori dei parametri determinati a livello nazionale (NDP) che sono stati modificati, ove necessario, sulla base dei valori fissati dagli Annessi Nazionali Italiani (NAD). A tale proposito si precisa che al momento della redazione di questo testo non tutti i NAD ita-liani sono stati pubblicati nella versione definitiva; nei richiami del testo a tali documenti si è fatto, perciò riferimento alle versioni in bozza dei documenti. E’ anche grazie al continuo riferimento alle Norme attualmente vigenti che questo testo potrà essere di ausilio ai progettisti ed in generale ai tecnici delle costruzioni a prepararsi per la scadenza del 2010 oltre la quale la coesistenza delle norme italiane ed europee dovrebbe cessare

    Una procedura per il calcolo della risposta sismica di edifici multipiano da una numero limitato di registrazioni accelerometriche

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    In questo lavoro si presenta una nuova tecnica per il calcolo della risposta sismica di edifici strumentati per i quali si disponga di un numero limitato di registrazioni accelerometriche. Le risposte, in postazioni non strumentate, vengono ricostruite interpolando le risposte registrate attraverso una funzione di forma spline, nell’ipotesi che gli accelerometri siano disposti secondo una distribuzione “ottima”, definita dai punti di minimo locale di una funzione ( dei coefficienti di partecipazione effettivi dei modi dominanti la risposta strutturale. Il metodo è applicato alla ricostruzione di risposte accelerometriche registrate in corrispondenza dei 10 piani della Robert A. Millikan Library durante il recente terremoto di Big Bear City, verificatosi in California il 22 febbraio 2003. I risultati mostrano che il metodo proposto consente di ricostruire con ottima approssimazione le risposte registrate su una struttura reale, purchè si dispongano, lungo l’altezza dell’edificio, strumenti di misura in numero almeno pari a quello dei modi dominanti la risposta
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