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David Levi
Il saggio ricostruisce il percorso biografico di David Levi, riconosciuto da sempre come il patriarca dell'ebraismo risorgimentale. Basandosi anche sul'analisi delle sue memorie autobiografiche tuttora inedite (custodite presso il Museo nazionale del Risorgimento di Torino), attraverso la figura di Levi viene portato alla luce un capitolo fino a pochi anni fa poco analizzato del pensiero politico europeo del primo Ottocento, che è quello della concordanza tra ebraismo, militanza saint-simoniana e esoterismo massonico. L'ebraismo di David Levi, originale rispetto al contesto italiano, non lo è con riguardo a molti altri ebrei europei
Da Sepharad a Zarphath: i fantasmi dell’esilio da Primo Levi a Agota Kristof
Analisi del tema dell'esilio nella letteratura ebraica e kabbalistica del Cinquecento e in alcuni autori contemporanei : Levi e Kristo
Introduzione a Carlo Levi, Poesie
Il saggio introduce il volume in cui sono raccolte le poesie scritte da Carlo Levi negli anni 1934-1947, in massima parte inedite. Se ne ripercorre il travagliato -e mai risolto- iter editoriale, se ne analizzano i temi fondamentali e le peculiarità stilistiche, mettendo a disposizione della comunità scientifica un tassello importante – e finora poco noto- della produzione leviana, nella quale l’attività poetica, per continuità e vastità, rappresenta un elemento di non trascurabile valore
Lied bey dem am 9ten Jenner 1781 vollzogenen Hochzeitfeste des Herrn Capellan Johann Jacob Bernhard Trinius und der Mamsell Christiane Friederice Wilhelmine Ehrenberg / gesungen von E. C. Böse und G. F. Pfannenschmid
Hochzeitsgedicht auf Johann Jakob Bernhard Trinius, Kaplan, und Christiane Friederike Wilhelmine Ehrenberg, 9. Jan. 1781Vorlageform des Erscheinungsvermerks: Quedlinburg, gedruckt bey Johann Christian Levi
An Herrn J. J. Rambach und Mademoiselle E. Boysen von F. A. Stroth und C. Boysen am Tage ihrer Verbindung : Quedlinburg den 3ten July 1774
Hochzeitsgedicht auf Johann Jakob Rambach u. Eva Marie Elisabeth Rambach, geb. Boysen, 3. Juli 1774Vorlageform des Erscheinungsvermerks: Gedruckt bey J. C. Levi
Il viatico. Primo Levi e Thomas Mann
Il saggio ricostruisce le influenze dell'opera di Thomas Mann, in particolare Der Zauberberg e il ciclo di Giuseppe, su Se questo è un uomo, Il sistema periodico e I sommersi e i salvati di Primo Levi
Primo Levi chimico e poeta
Il testo riproduce una lezione tenuta al liceo "Giordano Bruno" di Mestre (Venezia) all'interno di un ciclo dedicato alle discipline filosofiche e letterarie a contatto con il mondo della formazione scolastica, a cui hanno partecipato Remo Bodei, Massimo Bucciantini, Maria Bettetini e Stefano Levi della Torre. La lezione, rivolta agli studenti, è intesa a mettere a fuoco e a discutere i principali nuclei tematici della scrittura leviana: la scienza, il lavoro e la memoria. In tal modo, l'intervento cerca di valorizzare e attualizzare i testi di Levi soprattutto a partire dal superamento degli steccati disciplinari fra le "due culture". Il testo è comprensivo delle numerose domande suscitate dalla lettura e dall'interpretazione dei testi e trova la sua collocazione nell'ambito della ricerca di nuovi strumenti per la didattica della letteratura
Primo Levi e Samuel Beckett
Il mondo dopo Auschwitz pone una domanda circa la sua stessa dicibi- lità: può davvero darsi una letteratura che non sia testimoniale? E quali modalità di rappresentazione sceglierà questa letteratura? Il legame tra fiction (le residue possibilità dello strumento letterario) e testimonianza (la dicibilità dell’orrore) attraversa sia l’opera di Primo Levi che quella di Samuel Beckett, facendo emergere, nella diversità di due vocazioni lette- rarie per alcuni versi antitetiche, alcune sintomatiche affinità
Eredità di uno sguardo. Su Carlo Levi e Luigi Guerricchio.
Il saggio esplora il rapporto tra Carlo Levi e l’artista Luigi Guerricchio, nato a Matera nel 1932, nel contesto dei rapporti che Levi instaurò con gli artisti lucani attivi nel dopoguerra, anche attraverso la mediazione di Rocco Scotellaro. Un approfondimento è dedicato al confronto tra i dipinti di Levi e Guerricchio appartenenti alla collezione della Banca d’Italia
Hannah Arendt e Primo Levi: tra narrazione e pensiero
Quelli di Hannah Arendt e Primo Levi rappresentano pensieri e narrazioni contigui, che intessono un insieme di rimandi tematici con i quali oggi si può tentare di misurare la realtà e mettere in prospettiva un secolo breve e armato come il Novecento. L’analisi congiunta di alcune delle loro opere consente un confronto tra interpretazioni di avvenimenti che, nella loro opacità, non hanno cessato di interrogarci. Tra le molte tracce che il fecondo incrocio tra i due chiama ad approfondire, la riflessione sulla morale a partire dall’esperienza terminale dei Lager nazisti sembra tratteggiare una microfisica del male che questiona tanto l’antropologia quanto il pensiero politico. Arendt e Levi, in qualità di testimoni e narratori dell’estremo, hanno contribuito a dare un forte impulso alla progressiva decostruzione di una concezione demonologica di male e potere considerati quali essenze (entità fissate al di fuori delle relazioni individuali), gettando le basi per un ripensamento della complessa antropologia umana a partire dall’intreccio tra desiderio di sopravvivenza e strategie di obbedienza. Entrambi, con tempi e strumenti differenti, hanno messo a punto una riflessione sulla “normalità del male” rimarcandone il cambiamento di stato: se per Arendt il male si desostanzializza in un batterio che resta in superficie inibendo al pensiero i fondali, per Levi questo virus contamina gli ambienti
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