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    Le mucositi bollose autoimmuni orofaringee

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    Le mucositi bollose a patogenesi autoimmune occupano un ruolo centrale in campo medico e più specificatamente odontoiatrico nella diagnosi precoce al cavo orale, in quanto nella maggior parte dei casi la mucosa orale rappresenta il target iniziale dell’aggressione umorale da parte di auto-anticorpi circolanti , ed a volta ne rappresenta la sola sede delle manifestazioni cliniche. Il processo diagnostico si concretizza in una fase clinica con l’individuazione della lesione bollosa (segno di Nikolsky), in una fase immuno-istologica caratterizzata dall’utilizzo di tecniche di immunofluorescenza diretta su tessuto e in una fase di ricerca sierologica degli auto-anticorpi circolanti attraverso tests di immunofluorescenza indiretta, ELISA ed immunoblotting. La combinazione delle tre fasi consente abbastanza facilmente la diagnosi differenziale tra le diverse mucositi bollose autoimmuni, permettendo una corretta programmazione terapeutica e, conseguentemente una migliore prognosi. Il pemfigo volgare, il pemfigoide delle membrane mucose, la malattia ad accumulo lineare di IgA e l’eritema multiforme rappresentano le mucositi bollose di maggiore riscontro nella pratica clinica, con differente tasso di mortalità e/o morbilità. Negli ultimi trent’anni, l’utilizzo di metodiche sofisticate con sempre maggiore sensibilità e specificità di ricerca sierologica auto-anticorpale ha permesso una diagnosi precoce sempre più precisa, veloce e standardizzata, sebbene i costi risultino tutt’ora elevati per il sistema sanitario nazionale ed i centri di eccellenza di riferimento ancora rari. Tuttavia, tali metodiche sebbene ampiamente studiate ed applicate in vari settori della medicina, applicate a mucositi bollose “rare”, non sono ancora supportate da studi in letteratura su ampi gruppi di pazienti con randomizzazione e presenza di follow-up a lungo termine

    La gestione del paziente “special needs” in odontoiatria

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    L’utilizzo di protocolli di antibiotico-terapia in odontoiatria è una pratica clinica largamente diffusa nella gestione quotidiana dei pazienti a rischio, non sempre supportata e validata da raccomandazioni cliniche “evidence-based”. L’abuso di prescrizioni e conseguentemente di utilizzo di antibiotici insieme allo sviluppo nella popolazione generale di cloni di microrganismi resistenti sono le principali cause di sviluppo di farmaco-resistenze con sempre maggiori conseguenze sull’insorgenza di batteriemie e fallimenti terapeutici. Prima di stabilire l’opportunità o meno di sottoporre un paziente a rischio a una profilassi antibiotica, è necessario distinguere i trattamenti odontoiatrici potenzialmente a rischio di batteriemia, da quelli in cui non è indicata nessuna copertura antibiotica, anche in presenza di un paziente “special needs”. A tale scopo verranno esaminate criticamente le attuali evidenze in letteratura e linee guida dell’ American Dental Association in collaborazione con l’American Heart Association e della American Academy of Orthopaedic Surgeons con la finalità ultima di razionalizzare e ottimizzare l’uso di antibiotici, prevenire le infezioni, ridurre i rischi legati ad eventuali effetti collaterali, al tipo di trattamento , nonché all’insorgenza di antibiotico-resistenze, e minimizzarne i cost

    Oral mucositis in cancer patients

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    Oncology is one of the few areas of medicine where most patients are treated intravenously rather than receiving oral drugs. Recently, several oral anti-cancer drugs have been approved and there are many more in development. Oral chemotherapy is attractive because of its convenience and ease of administration, particularly in the palliative setting. With an increasing number of oral agents emerging, we can expect to see a rapid rise in the use of oral chemotherapy in years to come. This article reviews recent developments in oral chemotherapy, both of traditional cytotoxics and novel, targeted agents, from the viewpoint of patients, physicians, drug developers and health-care providers

    La prevenzione primaria e secondaria del carcinoma orale: programmi di screening europei e formazione continua in odontoiatria

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    Uno dei principali obiettivi della medicina è diagnosticare una malattia il più precocemente possibile. In presenza dei primi sintomi, è buona pratica medica garantire ai pazienti una diagnosi tempestiva. In alcuni casi, identificare una malattia prima che si manifesti clinicamente può salvare la vita, come è stato dimostrato, per esempio, per i tumori della regione testa/collo. Quando un paziente presenta un rischio aumentato per un certo tipo di tumore, a causa dell’età o di altre condizioni, i medici sono tenuti a impiegare i metodi diagnostici raccomandati per individuare questi tumori o i loro precursori (programmi di screening). In Italia l'incidenza media del carcinoma orale è di 8,44 nuovi casi all'anno ogni 100.000 abitanti tra gli uomini e di 2,22 tra le donne. Il carcinoma orale è per incidenza, tra tutti i tumori maligni, all’ottavo posto negli uomini e all’undicesimo nelle donne. Inoltre, negli ultimi anni è stato registrato un trend in continuo aumento nella sua incidenza, un abbassamento della età media di insorgenza ed un maggior interessamento della popolazione femminile, i cui dati epidemiologici vanno progressivamente avvicinandosi a quelli della popolazione maschile. La storia naturale del carcinoma orale, al pari di altre neoplasie maligne, può essere modificata dagli screening e dai programmi di formazione continua per gli odontoiatri. In alcuni casi lo screening riesce a evitare l’insorgenza del tumore, in altri può salvare la vita. Quando questo non è possibile, la diagnosi precoce consente comunque di effettuare interventi poco invasivi e non distruttivi. Oltre a ridurre la sofferenza, quindi, gli screening favoriscono l’evoluzione e il miglioramento delle tecniche diagnostiche e chirurgiche, un ulteriore beneficio per la popolazione

    MALATTIE SISTEMICHE E LESIONI GENGIVALI

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    La mucosa orale può essere interessata da un vasto ed eterogeneo numero di condizioni para-fisiologiche e patologiche, infiammatorie, iatrogene o neoplastiche. Possono presentarsi come lesioni singole o multiple interessando più settori; possono, inoltre, essere associate a malattie sistemiche o essere la prima manifestazione intra-orale di una patologia sistemica in atto. La diagnosi è basata su una corretta valutazione intraorale dei tessuti molli, dei tessuti ossei e delle strutture dento-parodontali attraverso un esame obiettivo accurato di tutta la mucosa orale, supportato successivamente da indagini strumentali ed esame istopatologico. Questo rappresenta un requisito indispensabile per una buona pratica clinica, di pertinenza di tutti gli operatori sanitari che si prendono cura della salute orale
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