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Una nuova metodica per lo studio della problematica fisiopatologica in Clinica Oculistica: biomeccanica del sistema globo oculare
Gli AA. hanno esposto una nuova metodica per lo studio della problematica fisiopatologica del "sistema globo oculare". Essi hanno ampliato una loro precedente tecnica già elaborata e verificata per i segmenti scheletrici ossei. Tale nuova metodica permetterà di esaminare e di determinare biomeccanicamente le varianti morfofunzionali oculari; fornirà inoltre l'indirizzo, per la valutazione sia teorica che sperimentale dei parametri per la formulaziorme della diagnosi e della prognosi e per nuove tecniche sperimentali per rilevare contemporaneamente più parametri partendo da un generico punto del sistema globo oculare
Modello di informatica per l'interpretazione dei movimenti saccadici dell’occhio
Gli AA. hanno elaborato un modello teorico- sperimentale per lo studio dei movimenti saccadici e la loro valutazione in termini di informatica, al fine di apportare un contributo alla diagnosi differenziale dell'occhio sano da quello patologico
Biomeccanica del sistema globo-oculare: Prime osservazioni teorico-sperimentali per l’impiego degli ultrasuoni in tempo reale
Gli AA. hanno studiato ed analizzato il SGO per l'elaborazione di una tecnica che permetterà loro di interpretare i parametri forniti di tipo biomeccanico in quelli clinici.
Essi hanno analizzato le diverse condizioni di stato delle varie fasi morfofunzionali del SGO.
Per queste ultime hanno posto i limiti di validità per la scelta di quei parametri necessari al calcolo sia delle deformazioni che della elasticità per l'impiego del RT in Clinica Oculistica
Biomeccanica del sistema globo-oculare: prime osservazioni
Gli AA. hanno descritto il concetto di deformazione a livello del sistema globo-oculare soffermandosi principalmente su quella alla compressione e trazione; hanno definito il carico specifico ed il rapporto tra carico e deformazione che è una costante caratteristica e peculiare per ogni sostanza morfofunzionale: elasticità.
Si nota che le deformazioni dell'occhio sano sono proporzionali entro certi intervalli al carico che gli viene applicato (comportamento elastico)mentre in uno con grave patologia della struttura viscoelastica si parlerà di comportamento plastico, cioè esso rimane deformato anche quando la sollecitazione non è più presente.
Gli AA. hanno inoltre chiarito il concetto di resistenza soffermandosi sul fatto che l'elasticità e la resistenza descrivono biotecnologicamente un materiale biologico.
Nell'impossibilità di misurare la resistenza con unità di misura biomeccaniche si prospetta l'ipotesi di utilizzare a tale scopo quelle energetiche che dovrebbero essere l'unità di base del fattore di correzione delle misurazioni biomeccaniche.
Nell'occhio c'è una conversione continua tra le varie forme di energia (potenziale, elastica, cinetica, superficiale) e dai vari rapporti fra queste si possono spiegare numerose lesioni oculari e misurazioni biomeccaniche.
Il lavoro si conclude con una delucidazione schematica di come si può calcolare il carico necessario per la formazione di una soluzione di continuo
Designing a suitable lens shape for compatibility with the tear film
Vengono descritte le caratteristiche ideali di una lente a contatto che dovrebbe possedere una viscoelasticità che soddisfi i parametri fluido- meccanici del film lacrimale e che si mantenga in equilibrio dinamico indifferente sull'occhio per la corrispondenza dei baricentri tra sistema globo- oculare e lente stessa
Architettura e funzione meccanica della struttura macromolecolare dei polimeri per lenti a contatto idrofile
Gli AA. hanno descritto in modo abbastanza esauriente sia dal punto di vista tecnologico che chimico-fisico la progettazione e la realizzazione di una lente a contatto idrofila.
Hanno inoltre analizzato in modo originale le relazioni tra le proprietà meccaniche e le caratteristiche chimiche del polimero utili per una migliore applicazione delle lenti a contatto
Ha significato per una lente a contatto idrofila la trasmissibilità all'aria?
Gli AA. hanno evidenziato la problematica della trasmissibilità all'aria delle lenti a contatto idrofile mediante un singolare procedimento che permette un'esatta valutazione dei parametri chimicofisici interessat
Ipobarismo orbitario come test di provocazione per lo studio del rapporto di elasticità tra il binomio occhio-lente corneale
Gli AA. hanno realizzato una metodica che ha messo in risalto la tecnica dell'ipobarismo orbitario in occhi sani e glaucomatosi con e senza lenti a contatto.
Anche se la casistica non è molto significativa dal punto di vista statistico essa è servita ugualmente a rilevare l'utilità a fini diagnostici.
Gli AA. hanno determinato il vantaggio e/o svantaggio tra la lente a contatto tipo HEMA e l'occhiale mentre per gli altri tipi di lenti hanno potuto soltanto stabilire indicativamente il tempo di rifiuto dell'occhio alla lente a contatto.
Gli AA. concludono che i valori ottenuti sono valori limite e quindi ad una mancanza di rifiuto in tali condizioni di stress ci sarà una completa sicurezza della capacità viscoelastica di tolleranza del sistema globo-oculare alla lente corneale nelle normali condizioni ambientali
Nuovo metodo di sterilizzazione per lenti a contatto
Gli AA. hanno presentato una tecnica originale di sterilizzazione per lenti a contatto caratterizzata dal fatto di racchiudere queste all'interno di una camera a tenuta ermetica dotata di pareti rigide ed indeformabili e di operare secondo le seguenti fasi: a) lavaggio meccanico; b) introduzione in detta camera di un flusso di CO2; c) produzione di vuoto all'interno di detta camera
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