120,212 research outputs found

    Lenti a Contatto - Astigmatismo

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    Vengono descritte i principi su cui si basa l'applicazione di lenti a contatto in soggetti astigmatic

    Lenti a contatto - Presbiopia

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    Vengono trattati i principi base dell'applicazione delle lenti a contatto in soggetti presbit

    Lenti intraoculare a superficie modificata con eparina in casi ad alto rischio. Studio controllato.

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    Si esegue uno studio controllato prendendo in considerazione lenti intraoculari a superficie modificata con eparina in casi ad alto rischi

    Lenti a contatto morbide colorate: una rassegna aggiornata

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    Le lenti a contatto in idrogel possono essere colorate4 per soddisfare diverse esigenze principalmente per renderle meglio visibili, per cambiare il colore dell’iride e fini cosmetici, per assorbire specifiche lunghezze d’onda e, infine per scopi protesici. Oltre che per il maggior comfort iniziale le lenti morbide colorate sono da preferirsi alle lenti rigide colorate per vantaggi conseguenti all’uso di diametri più elevati, che permettono un’intera copertura della cornea, e per effetto della ridotta mobilità. Viene preso in esame lo stato dell’arte delle lenti morbide colorate sottolineando da una parte la notevole potenzialità di diffusione delle lenti semi-trasparenti, a matrice di punti o linee

    Esperienza clinica con un tipo di lenti a contatto ibride

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    Lenti di concezione relativamente recente, rigide nella porzione centrale e morbide nella porzione periferica, sono state applicate a un gruppo di 84 soggetti, già portatori di lenti rigide, di cui 72 affetti da cheratocono bilaterale di vario grado. La sintomatologia soggettiva presente con le lenti rigide è stata completamente risolta con l'uso di tali lenti ibride. Le difficoltà incontrate sono state soprattutto di ordine pratico e limitate alla tendenza alla rottura della lente nel punto di transizione tra la parte rigida e quella morbida e una certa difficoltà di rimozione della lente dall'occhio. Quest'ultimo problema è stato in larga parte risolto con l'esecuzione di un microforo nella parte periferica della lente rigida

    Biocompatibilità delle lenti a contatto - Metodiche di esame

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    Gli Autori analizzano le varie metodiche in uso per valutare l'inerzia biologica dei materiali per lenti a contatto e come questa debba essere esaminata dal punto di vista sia immediato che cronico. La biocompatibilità dei materiali per lenti a contatto è indubbiamente di importanza fondamentale per l'uso clinico dato lo sviluppo di questo mezzo correttivo nelle ametropie

    Vantaggi e svantaggi delle lenti a contatto a ricambio frequente

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    La riduzione del tempo di utilizzo delle lenti a contatto (lac) morbide ha permesso di risolvere problematiche dovute principalmente all’accumulo di depositi superficialli denaturati. Comunque, essendo la maggior parte delle lac a ricambio frequente, costruite con gli stessi polimeri e le medesime geometrie utilizzate con le lenti a contatto tradizionali, non vengono risolte problematiche dovute a fattori meccanici e metabolici. Gli Autori, dopo un’analisi comparata dei vantaggi e degli svantaggi delle lenti a contatto a ricambio frequente, sottolineano che i vantaggi del ricambio frequente sono certo superiori agli svantaggi ma anche che la suddivisione in lenti giornaliere, settimanali, bi-settimanali, ecc. è in larga parte arbitraria perché non in relazione alle caratteristiche del polimero e/o alla sua interazione con il film lacrimale. Gli autori descrivono le nuove lac idrogel-silicone con basso contenuto di acqua ma ad alto Dk che possono considerarsi a tutti gli effetti delle lenti letteralmente monouso a porto continuo mensile. Tali lenti permettono finalmente di trattare con successo anche quei soggetti che manifestano, o che potenzialmente possono manifestare, reazioni di origine metabolica. Vengono prospettate alcune metodiche adatte allo studio dei polimeri in modo tale che la classificazione della frequenza di sostituzione delle lenti possa essere effettuata in relazione alla sintesi del polimero

    Fattore luminoso di trasmissione di lenti per miopia elevata

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    Gli Autori hanno preso in considerazione il fattore luminoso di trasmissione di lenti oftalmiche per elevata miopia che non risulta essere di rilevanza clinica per le comuni lenti in uso non trattate che trattate superficialmente

    Analisi spettrofotometrica (visibile ed UV) di lenti da occhiali

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    Poiché la relazione causa-effetto tra radiazione UV e blu e determinate patologie oculari sta acquisendo sempre più credito in campo oftalmologico, gli Autori hanno ritenuto opportuno effettuare un'estesa analisi spettrofotometrica di lenti da occhiali in commercio. Sono state comparate lenti per uso principalmente refrattivo, con superfici ottiche differentemente trattate, lenti per uso principalmente terapeutico e lenti per uso principalmente antisolare, sia in materiale organico che minerale.I dati sono stati analizzati alla luce della loro efficacia nell'assorbimento delle radiazioni a corta lunghezza d'onda. I trattamenti superficiali (antiriflesso, UV selettivo e i due combinati), effettuati su lenti a scopo principalmente refrattivo, hanno effetto differenziato sulla trasmittanza della radiazione blu ed UV, a seconda del materiale con cui è costruita la lente. Le lenti a scopo principalmente terapeutico con colorazione in pasta hanno mostrato di poter effettivamente ostacolare la trasmissione sia della radiazione blu che UV in misura maggiore rispetto ad altre lenti commercializzate a tal scopo. Per le lenti a scopo principalmente antisolare i risultati sono stati notevolmente contrastanti sulla capacità selettiva sia della radiazione blu che UV. Tutto ciò rende evidente la necessità di una formulazione di norme che pongano in condizione sia i distributori che i fruitoridi lenti organiche di conoscere in modo univoco le caratteristiche di trasmittanza

    Levelled-energy multifrequencial analysis for deriving dynamic equivalent signals (LEMA_DES): application for an earthquake scenario.

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    An equivalent acceleration signal can be regarded as an acceleration time history, inferred from a reference acceleration record which can be defined in different ways on the basis of different equivalence criteria such as: 1) kinematic characteristics of the signal; 2) Fourier spectrum amplitude; 3) Fourier spectrum phase values; 4) response spectrum; 5) energy. The equivalent signals may be employed in technical-scientific applications, when common theoretical approaches or instrumental devices can hardly manage the whole complexity of the actual phenomena to be investigated. As their definition suggests, equivalent signals are full-fledged analogue tools for modelling natural processes (real prototypes) as physical analogues (equivalent prototypes). At this regard, the levelled-energy multifrequencial analysis for deriving dynamic equivalent signals (LEMA_DES) optimises the already existing ones, by obtaining acceleration signals that can be regarded as more constrained to the real actions. Following this approach, a dynamic equivalent signal is derived by selecting and processing a limited number of representative harmonic functions from the reference acceleration spectrum. The dynamic equivalent signal is sized on a reference prototype under criteria of energy, spectral and peak acceleration (PGA) equivalence. The LEMA_DES approach was tested on 48 acceleration records from 23 November, 1980 Irpinia earthquake and compared with more traditional approaches for deriving cyclic equivalent inputs. Moreover, a specifically derived LEMA_DES signal was applied to force a slope by a FDM numerical modelling, referred to the Calitri landslide case-history which was seismically-induced by the same considered earthquake
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