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Ricordo di Andrea Battistini
L'articolo offre un ricordo di Andrea Battistini attraverso un esame della sua attività di ricerca con particolarmente approfondimento del suo contributo agli studi danteschi. Esso appare sulla rivista "Alighieri", di cui Battistini è stato a lungo direttore
Le teologie di Dante. Atti del Convegno Internazionale di Studi (Ravenna, 9 novembre 2013
Il volume raccoglie gli atti del sesto convegno della Sezione Studi e Ricerche del Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali di Ravenna. I saggi qui raccolti indagano sotto diversi aspetti la teologia nell'opera di Dante: una presenza molteplice, complessa, di straordinaria rilevanza e pervasività. Vi sono studiati nella poesia dantesca alcuni temi strettamente teologici, come la mistica, la teologia della luce, i rapporti con la scolastica, la preghiera, il dialogo con la Bibbia, l'ineffabilità del divino. Ma anche i temi della morale, della politica, della riflessione sulla società rivelano in Dante una dimensione teologica. Gli autori dei contributi sono alcuni fra i maggiori studiosi internazionali di Dante, proventienti in piccola parte da università italiane e per la maggioranza da università straniere: statunitensi (Yale, Fordham, Notre Dame) e britanniche (Cambridge, Leeds, Warwick, Edinburgh)
Agiografia e autoagiografia nel «Paradiso»
L'articolo esplora la presenza e le funzioni della scrtirrua agiografica nel Paradiso dantesco. Un'analisi più approfondita è dedicata al dittico agiografico dedicato ai santi fondatori degli ordini mendicanti, Francesco e Domenico nele cielo del Sole, e a quello relativo alla santità monastica e contemlante di Pier Damiani e Benedetto da Norcia, incontrati dal protagonista nel cielo di Saturno. L’importanza strutturale di questa doppia sequenza agiografica invita a cercare altre tracce di scritture agiografiche nel poema, ma anche a esplorare la presenza dei modelli agiografici in uno dei canti più fortemente “autobiografici” del Paradiso, il XVII
Figure femminili di santità nella Commedia di Dante
L’articolo passa in rassegna le sante e le beate citate nella Commedia di Dante. Un rilievo strutturale molto forte hanno, oltre ovviamente a Beatrice, la Vergine Maria e santa Lucia. Dopo aver promosso il soccorso di Dante, Maria è molto citata nel Purgatorio, sia come soccorritrice a cui rivolgere preghiere sia come esempio supremo di ogni virtù. Lucia continua a svolgere invece un diretto ruolo strutturale. Altre figure femminili sono presenti, con varie modalità e funzioni, negli esempi del Purgatorio. Nel Paradiso le donne beate sono incontrate solo nel primo e nel terzo cielo, ma poi sono numerose e significative le presenze femminili nell’Empireo. Inoltre assumono ancora un valore speciale, come a incorniciare la cantica, le figure di santa Chiara e di santa Lucia
Un bestiario politico nelle «Epistole» di Dante
Gli studi recenti sulle immagini animali nella Commedia hanno messo in luce come il poeta attivi nella memoria del lettore i valori simbolici attribuiti agli animali dalla tradizione medievale o sfrutti in modi nuovi tali meccanismi di allegorizzazione. Anche alcune delle Epistole dantesche (5, 6, 7, 11) sono ricche di riferimenti agli animali. Questo articolo affronta per la prima volta negli studi l'analisi di queste importanti immmagini tenendo presenti le tradizioni bibliche, classiche e medievali relative, mai finora messe in relazione con questi testi danteschi. Ne risulta una interpretazione del tutto nuova, filologicamente e storicamente più attendibile, di molti riferimenti animali: il leone e l’aquila e il corvo nell'epistola 6; l’idra, la vipera, la volpe, la pecora infetta nella 7; le immagini di radice biblica dell’asina di Balaam e della sanguisuga nell'epistola 11
Leggere la "Commedia"
Nell'ambito delle "Guide alle grandi opere", serie diretta da Andrea Battistini, il volume offre una guida alla lettura della Commedia dantesca rivolta agli studenti universitari. Pur nell'ambito dell'alta divulgazione, il lavoro non rinuncia a prospettive originali e a proposte innovative
La Bibbia di Dante
Il volume costituisce la prima monografia interamente dedicata alla presenza della Bibbia nella Commedia di Dante. Pur nella sua relativa brevità, essa affronta in modo completo le principali modalità della ripresa dantesca del testo biblico, attraverso l'analisi puntuali di un'ampia serie di episodi. Già nei primi canti del poema sono invocati i modelli biblici come quelli fondamentali su cui viene presentato il nuovo testo. Per il resto nella cantica infernale la Bibbia è evocata soprattutto attraverso lo strumento della parodia sacra. Nel Purgatorio il modello biblico dell'Esodo fonda l'allegoria principale, e poi la Bibbia offre molti degli episodi valorizzati nel sistema degli esempi di vizi e virtù proposto nelle singole cornici. Anche l'identità del protagonista è ridisegnata in modi nuovi nei canti del paradiso terrestre attraverso l'assunzione dei modelli biblici dell'investitura profetica. Del resto il codice biblico permea tutta la rappresenazione della processione simbolica. Infine nel Paradiso il linguaggio scritturale è ripreso ancora più intensamente per la rappresentazione dell'eperienza celeste, per le trattazioni dottrinali lì affrontate e ancora per le ulteriori ridefinizioni dell'identità del poeta sacro sul fondamento dei modelli biblici
L’esilio, la speranza, la poesia: modelli biblici e strutture autobiografiche nel canto XXV del «Paradiso»
Il contributo offre un'analisi del tutto innovativa della funzione dei riferimenti biblici insistentemente presenti nel canto xxv del Paradiso. In questo canto, in cui trova compimento il tema dell’esilio da Firenze, una delle linee autobiografiche portanti del poema dantesco, sono attivati tutti i grandi modelli biblici : quello profetico e quello apostolico, David e Paolo. A ciò si aggiunge l’assunzione dell’archetipo biblico dell’esodo, che trasforma il tema autobiografico dell’esilio da Firenze, presentandolo in una prospettiva del tutto nuova. Questi tempi sono esplorati nel cant oin esame ma tenendo presente la complessa trama di relazioni con l'intero poema
«L’acqua ch’io prendo già mai non si corse». Riflessioni e proposte per la didattica del «Paradiso»
Saggio con analisi e proposte innovative per la didattica del Paradiso di Dante nella scuola secondaria di secondo grado
Teologia e retorica dell'ineffabilità nella «Commedia» di Dante
Il contributo appare negli atti di un convegno internazionale sulla teologia di Dante: degli 11 contributi, sette sono opera di studiosi opranti in università straniere. Il saggio indaga la topica dell'ineffabilità in modo innovativo. L'autore aveva finora indagato in syudi precedenti la dimensione retorica e narrativa del fenomeno. In questo nuovo lavoro ne esplora invece la dimensione teologica, mostrando come l'uso dantesco dell'ineffabilità risponda a ragioni e funzioni profondamente teologiche. Così ogni dichiarazione di ineffabilità riferita a personaggi e luoghi e condizioni dell'aldilà trae il suo carattere ineffabile dalla relazione con il divino: ineffabile è il divino che in tali entità si rifette e si manifesta mediatamente. Ciò vale soprattutto per Beatrice, per gli altri beati e per la realtà del paradiso, ma anche per le tre occorrenze infernali del topos dell'ineffabilità, che possono essere lette innovatimente in chiave di parodia sacra. Grazie a tale propsettiva di lettura nel saggio sono interpretati in modi del tutto innovativi molti passi danteschi relativi all'ineffabilità
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