628 research outputs found

    Descriptio Romae webgis

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    Il sistema informativo geografico su Roma denominato “Descriptio Romae WEBGIS ” è finalizzato sia a svincolare la consultazione delle fonti documentarie sulla città dall’accesso alle sedi in cui esse sono istituzionalmente conservate, sia a stabilire nuove relazioni e interconnessioni fra diverse serie documentarie. A tutt’oggi pensiamo che sia stato conseguito un risultato di notevole importanza scientifica, nel campo della organizzazione e diffusione delle conoscenze sull’argomento: l’insieme di dati e documenti sulla storia, l’architettura e l’archeologia della città possono finalmente trovare una sistematica collocazione dipendente dal luogo al quale ognuno di essi si riferisce; per tal via ogni edificio o luogo urbano, trasformato dal GIS in ‘oggetto grafico’ diventa ‘contenitore’ della di serie di documenti (quindi di insiemi di conoscenze) provenienti da sedi diverse, anche molto lontane fra loro, magari situate in città, stati o, addirittura, continenti diversi. Il nuovo strumento consente non solo la consultazione e disseminazione delle conoscenze su Roma, ma anche lo sviluppo di ricerche ‘trasversali’ su particolari tematismi riguardanti i mille aspetti della città storica (tipologia degli edifici, proprietà, autori dei progetti, numero di piani degli edifici, attività artistiche, scientifiche, produttive, ecc.), come pure la continua implementazione del Sistema, tramite l’immissione in esso di nuove schede. Considerata l’ampia diffusione nel nostro Paese di cartografia storica topograficamente attendibile, riteniamo che in un prossimo futuro il Sistema Informativo Geografico realizzato potrà trovare ampia diffusione con riferimento ad altri centri storici e ad altre finalità (amministrative, turistiche, ecc.). La prima formulazione del progetto, risale al 1998, epoca in cui nell’imminenza delle celebrazioni per il centenario di Roma capitale era stato avviato da Paolo Micalizzi (allora ricercatore presso la Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre) un progetto di ricerca dal titolo “Pianta di Roma per il Giubileo del 2000” che, appunto, prevedeva la realizzazione di un primo GIS sulla città storica. L’ultima fase della ricerca, riguardante il progetto “Ritratti di città un interno”, si è conclusa nel dicembre 2014, con la collaborazione della Sovrintendenza Capitolina (nella persona della dott.ssa Susanna Le Pera) e dell’Archivio di Stato di Roma (nella persona dell’attuale Direttore, dott. Paolo Buonora). Ulteriori rapporti di collaborazione sono stati stabiliti con l’Archivio Capitolino e il Gabinetto Nazionale per la Grafica

    Considerazioni sulla personalità artistica di Luciano Pera

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    Ho conosciuto Luciano Pera nel lontano 1968, in occasione di una mostra organizzata dal Gruppo di Ricerche Preistoriche ed Archeologiche “Alberto Carlo Blanc” di Viareggio presso il Liceo Scientifico, insieme alla graziosissima moglie Rosy, già allora inseparabile compagna della sua lunga avventura artistica. Mi colpì subito il suo interesse per la preistoria e la sua profonda conoscenza dell’arte paleolitica franco-cantabrica, di cui aveva visitato personalmente quasi tutti i siti, ed avemmo modo di discutere insieme delle nuove interpretazioni in chiave antropologica che Leroi-Gourhan stava portando avanti proprio in quegli anni. Grazie a questi comuni interessi, nacque una sincera amicizia che dura tuttora. Luciano Pera nasce a Badia di Cantignano (Lucca) nel 1925 e, sin da ragazzo, dipinge e modella, influenzato inizialmente dalla corrente surrealista. Nel 1945 s’iscrive alla Facoltà di Medicina dell’Università di Pisa e contemporaneamente frequenta corsi alle Accademie d’Arte di Firenze e di Parigi, città nella quale arriva per la prima volta nel 1947 e al cui ambiente culturale resterà legato per sempre. Nel corso della sua frequentazione parigina, Pera ha modo di approfondire non solo il suo rapporto con l’arte, ma anche con gli studi di etnologia nell’ambito della Facoltà di Scienze Umanistiche della Sorbona e del Museo dell’Uomo, subendo l’influsso dello strutturalismo di Claude Levi Strauss. A Parigi completa la sua formazione artistica negli anni ’50, dove conosce e frequenta alcuni dei più grandi artisti del momento, come Chagall, Cesar, Arman ed altri, più nuovi ma non meno importanti, come Léger, Villon e, in Italia, Rotella. In seguito alla sua formazione antropologica, pur essendo in origine scultore e pittore di matrice surrealista, rielabora sempre nelle sue opere elementi simbolici appartenenti a culture del Paleolitico superiore europeo e dell’Oceania. La sua attività artistica, pur raggiungendo altri paesi europei, si svolge prevalentemente tra Italia e Francia, dove realizza numerosissime mostre. Ma lasciamo descrivere direttamente da Pera il suo soggiorno a Parigi: "Parigi, quando ci sono andato la prima volta dopo la guerra poco più che ventenne, costituiva l’Universo intellettuale ed artistico. Era il tempo in cui si potevano incontrare nei Cafè i più grandi artisti e letterati del Novecento: Lipchitz, Sartre, Max Jacob, Cendrars, Zadkine, De Chirico, Savinio, Silone, Alberto Giacometti. Non occorrevano presentazioni, si poteva parlargli purché in maniera educata: bisognava ovviamente conoscere bene la loro attività artistica. Mi è stato molto utile scoprire direttamente le loro opere, dalle quali ho cercato di trarre tutto ciò che era possibile, perché a volte l'Artista era incomunicabile, forse per l’età o forse per la vissuta esperienza. Fu un soggiorno breve. Ero uno studente di Medicina a Pisa. Mia madre voleva che facessi il medico, proprio lei che pitturava... Comunque fui attratto dal grande biologo ed etologo Leo Pardi. uno scienziato straordinario. Studiavo, ma ero costretto ad occuparmi dell’azienda familiare, perché mio padre che si era ammalato non poteva più lavorare”. L’arte di Luciano Pera appare indubbiamente originale, fantasiosa e soprattutto inquadrabile con difficoltà. E’ difficile ritrovare in Pera uno stile artistico completo e stabilizzato, che definisca un imprinting ed una morfologia artistica peculiare, in quanto appartiene a pieno titolo al gruppo eterogeneo degli artisti sperimentali e ancor meglio, nel caso suo, di quelli che vivono in una perpetua "'inquietudine delle forme". Pera infatti passa con grande disinvoltura da opere grafiche e sculture che alludono a misteriose divinità mediterranee, a gioielli che sono delle vere sculture in miniatura di un orafo stravagante, a dipinti degni di un Artista informale che punti su di una conflagrazione dei colori, ad una grafica sobria e fantasiosa che si esprime in grafismi primitivi. Pera è uno di quegli artisti in continuo cambiamento che si proietta in un mondo di intuizioni primordiali, di archetipi che alimentano in continuazione la sua creatività. La ricerca di Pera continua tuttora e l'Artista usa le sue risorse inventive per nuove esperienze. Lavora nei suoi studi in Provenza, in Versilia e a Lucca, suo ambiente ideale, dove in un palazzo storico ha organizzato studio, laboratorio, casa e giardino: "La Toscana –dice- è particolare. Stimola, ti fa pensare e in questo mondo globale per salvare la terra, bisognerebbe impacchettarla e spedirla su Marte...". Per comprendere Pera occorre considerare anzitutto la sua attrazione per l'arte paleolitica e per quella dell’Oceania, che lui ha innalzato a modello della sua concezione estetica. In altri termini, Pera riflette il passato, rendendolo, attraverso alchimie dell'arte, nostro contemporaneo, collegandosi a quella tendenza del XX secolo, già impersonata da Modigliani e da Picasso, di riscoprire nella maschera africana o nella statuetta cicladica il nostro vero volto. Però, mentre le immagini che ricoprono le pareti delle caverne paleolitiche erano l'espressione rituale di una magia della caccia esercitata da un antico stregone e la statua della Grande Madre Mediterranea presiedeva i riti della fecondità naturale ed umana, le immagini e le sculture di Pera si offrono alla nostra percezione e alla nostra sensibilità come valori estetici di un'archeologia interpretata e trasmessa a noi, come arte vissuta e resa conforme all’arte del nostro secolo. La sua personalità si rivela e si riconosce immediatamente per il suo originalissimo senso della simbiosi tra uomo e natura e per la ricerca continua di raffigurarla in svariate forme simboliche, nelle quali l'astrazione dell'idea si traduce in concretezza plastica. Per questo motivo, la produzione artistica di Pera appare permeata da questo rapporto, tendente a rappresentare, con le forme delle arti che gli sono più congeniali, quali la grafica e la scultura, le intuizioni elaborate dalle scienze della natura e dalla psiche umana e l’Artista rielabora questi significati trasportando in pittura, grafica e scultura riferimenti strutturali di natura biologica, antropologica, arcaica e primitiva. L’atto creativo di Luciano Pera si pone in una dimensione spazio-temporale al centro di una complessa entità cosmogonica, della quale sembra captare memorie indefinite, presenze antropomorfe e stratificazioni storiche che si trasformano in un impulso creativo istintivo e visionario. Volendo trovare a tutti i costi un riferimento con il passato, questo è da ricercare nell’arte animalistica delle popolazioni germaniche, nella quale l’originale rappresentazione di animali fantastici e di forme umane, con iniziale significato sciamanico, tende a intrecciarsi e a confondersi sempre più in elementi decorativi che necessitano, per essere compresi, di un accurato processo di scomposizione. Oltre all’arte primitiva, certamente importanti furono anche la scoperta delle Scienze Naturali e della Paleontologia, grazie proprio a Rosy che studiava Botanica, e le escursioni alle grotte, la ricerca di fossili, i pellegrinaggi nel Sud della Francia, per visitare i luoghi e respirare l’aria di Cezanne e di Van Gogh, e la vicinanza ad artisti come Licini, .Morandi, Burri, Fontana, Yves Klein, con i quali avverte di essere in sintonia. Per concludere, lasciamo di nuovo la parola all’Artista: “C'est le jeste, le beau jeste, è ill gesto misurato e studiato, ante tékhne, che unito alla mente traduce il progetto, l'idea in immagine: tactae sonuerunt, per intenderci. Sono attratto dai materiali che uso per fissare l'intuizione e tradurre le suggestioni. La materia mi stimola in ogni sua sostanza, a cominciare dall'ardesia che incidevo già a sette anni; in seguito ho realizzato opere in marmo, pietra, vetro, ceramica, bronzo e oro. Ho usato tavole. tele, carte, papiri, tapa (un tessuto della Polinesia), zinco e rame come supporti, sui quali sono intervenuto con i colori a olio, i pastelli, gli acquerelli. gli inchiostri e gli smalti. Il mio lavoro risente molto del tempo, intendo lo scorrere degli anni. Da quando ho cominciato, fino ad ora, appare logico, ma veramente mi succede lo stesso con i lavori iniziati da qualche anno o solo da mesi: perché scultura e pittura devono essere conclusive velocemente, altrimenti quegli abbozzi sono come gli appunti scritti che non rileggo, perché superati. Ogni mio lavoro nasce da una azione che mi porta all'interno della tela. Mi sento attratto da un punto originario, non necessariamente centrale, dal quale partono tutte le sensazioni. Utilizzo un’energia come forza per indagare e rendere visibile il “vuoto”: spazi come nuotare, spazi colorati vuoti-pieni. geometrici. Universo unico e coerente con il mio essere. Il fine costruttivo della mia ricerca è conoscerlo, occuparlo e sprofondarvi fino a raggiungere quel nucleo, la cui posizione è stabilita da una tensione che frena: quel punto di riflessione sulle possibilità di intervento, da cui partono traiettorie non radiali e neppure parallele, percorse dalla mente secondo il disegno. Ho pensato la pittura come una filosofia e oggi si avvicina ad un codice, in cui tensioni geometriche e variabili dinamiche lo scompongono e lo rinnovano continuamente. Questo operare in pittura si proietta nella scultura: i vuoti, le pause, le sospensioni si armonizzano come in musica. E in scultura dietro o davanti non importa, lavoro davanti e tocco dietro con le mani, ma non c'è un davanti/dietro. Un pensierino sulle cose che ho fatto e che faccio può essere questo: per ottenere un'opera è indispensabile unire alla massima sensibilità manuale, l'energia che sostiene o che regge la creazione in fieri. Tutto ciò che ho realizzato fino qui è legato ad esperienze lontane, senz'altro la mia infanzia, ma anche alla necessità di capire le tracce del pensiero creativo: quando visitavo le grotte dell'Ariège insieme agli studiosi del Museo dell'Uomo di Parigi, per i quali disegnavo i reperti, l'esperto ero proprio io. Riconoscevo i segni tracciati sulle pareti e li distinguevo da quelli naturali. Solchi che dovevano essere innanzi intuiti e poi conosciuti: tracce di vera intelligenza, sogni. Prima di quei segnali incisi sulle pareti di una grotta, non c'era che la vita e la morte e dopo l'uomo, quell'uomo ha inventato la memoria e questo non finisce di stupirmi..."

    Politiche migratorie nell’ambito del partenariato UE-Tunisia. Cooperazione allo sviluppo, principio di solidarietà e aspettative tradite

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    La crisi migratoria ha manifestato le debolezze di Dublino III e la fallacia della solidarietà europea, quale principio alla base del Sistema Comune Europeo di Asilo. Di conseguenza, le istituzioni europee si sono concentrate maggiormente sulla ‘dimensione esterna’ dell'UE, attraverso accordi che esternalizzino il controllo migratorio verso Paesi terzi, impedendo ai migranti irregolari di raggiungere i confini europei. Il contributo analizza gli effetti di questa cooperazione: la creazione di una pre-frontiera in un Paese, come la Tunisia, dove vengono impiegate pratiche illegali. In particolare, la prima parte del contributo esamina i rapporti tra Ue e Tunisia, storicamente ‘paese di transito’. La seconda parte mostra, da un lato, come l'Europa sia consapevole delle violazioni dei diritti umani, ma prediliga l’obiettivo di proteggere i propri confini e, dall'altro, che la Tunisia non ha adottato una disciplina di legge organica sull'asilo, per cui l'UNHCR è l'unica autorità che decide in merito alle richieste di asilo e protezione internazionale. Emerge, peraltro, un quadro complessivo, in cui il diritto interno tunisino e i rapporti internazionali, nonché le pratiche illegali adottate in Tunisia stanno limitando le operazioni dell'UNHCR. Attraverso l’esame di alcune questioni rilevanti, l'ultima parte propone alcuni spunti per modificare lo status quo: un approccio umanitario alla condizione dei rifugiati; il ripensamento di Dublino III, superando il principio del ‘first-entry country’; la ridefinizione, attraverso precisi parametri, del concetto di ‘Paese terzo sicuro’.The migration crisis has manifested not only Dublin III weaknesses, but also a breakdown of the European solidarity, as the inspiring principle of the Common European Asylum System. Consequently, European institutions promote the EU ‘external dimension’. The main goal is to establish agreements, which externalize the migration-control to third countries, preventing irregular migrants from reaching European borders. The article focuses on some effects of this cooperation, connected to the creation of a pre-frontier-country, Tunisia, where illegal practices are employed. To explain this, the first section analyses the relations between EU and Tunisia, historically a ‘transit country’. The second section shows, on one side, how Europe is relying on violations of human rights to protect its borders and, on the other side, that Tunisia has not enacted an asylum law system, so that the UNHCR is the sole authority deciding asylum requests. Furthermore, an overall picture emerges in which Tunisian domestic law and international reports, illegal practices adopted in Tunisia are limiting UNHCR operations. By examining some relevant issues, the last part proposes some suggestions: a humanitarian approach to refugees’ statuses; the rethinking of Dublin III, passing by the ‘first-entry country’ principle; the redefinition, through precise parameters, of ‘third safe country’ concept

    STATO DI EMERGENZA, LIBERTÀ FONDAMENTALI E DIRITTO ALLA BI-GENITORIALITÀ NELLE FAMIGLIE IN CRISI AI TEMPI DEL COVID-19

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    L’articolo analizza cosa sia successo, in tempi di pandemia, in quelle famiglie italiane in cui i genitori sono separati (di fatto o di diritto), divorziati o, comunque, per svariate ragioni, vivano in case diverse o, addirittura, in Comuni diversi e se, in questo contesto, sia stato garantito ai figli minori il diritto alla bi-genitorialità ed alla vita familiare. Le domande alle quali il contributo cerca di dare risposta in questa sono: le misure di emergenza hanno garantito l’esercizio dei diritti e doveri dei genitori? Il rispetto degli articoli 29 e 30 della Costituzione? In altre parole, la Repubblica (legislatore, giudici, servizi sociali...) è stata in grado di proteggere i «diritti della famiglia come società naturale», garantendo «l’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi» (art. 29)? Ed il «diritto dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli»? E nei casi di incapacità dei genitori, la Repubblica ha «provveduto a che siano assolti i loro compiti»? (art. 30). Il diritto alla bi-genitorialità è implicito nelle già citate norme costituzionali ed espressamente sancito dagli artt. 315bis e 337ter cod. civ., ma anche nella Convenzione sui diritti del fanciullo e, in via mediata. dall’art. 8 della CEDU. Viene in considerazione la necessità di contemperare il diritto alla salute, costituzionalmente garantito (art. 32 Cost.), con il principio di genitorialità congiunta (art. 155 cod. civ.) introdotto con la L. 8 Febbraio 2006 n. 54, per cui, in caso di separazione personale dei genitori, il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori e di ricevere da essi congiuntamente cura, educazione ed istruzione (vd. para. 2). Vi è, inoltre, l’esigenza di tutelare i genitori stessi da possibili sanzioni, in un quadro normativo apparso da subito poco chiaro, soprattutto in quei casi di separazione di fatto, nei quali ancora un provvedimento che regola gli incontri, i diritti di visita, l’esercizio della bi-genitorialità non esiste, se non nella forma di un mero accordo tra le parti (vd. para.3). Ed ancora, più delicato e per molti versi critico l’esercizio al diritto alla bi-genitorialità per i minori affidati a terzi, a Case-famiglia e, più in generale, ai Servizi Sociali, in quelle situazioni in cui gli incontri tra genitori e figli dovrebbe avvenire e, come si vedrà, di fatto non sono avvenuti in cd. “Spazio Neutro” (vd. para. 4)

    DESCRIPTIO ROMAE WEBGIS (GIÀ' DIPSU WEBGIS)

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    Il nuovo strumento consente non solo la consultazione e disseminazione delle conoscenze su Roma, ma anche lo sviluppo di ricerche ‘trasversali’ su particolari tematismi riguardanti i molteplici aspetti della città storica (“natura” e numero dei piani degli edifici, proprietà, trasformazioni, autori dei progetti, attività artistiche, scientifiche, produttive, ecc.), come pure la continua implementazione del Sistema stesso, tramite l’immissione in esso di nuovi dati, immagini, documenti e schede.The new GIS allows not only the consultation and dissemination of knowledge about Rome, but also the development of research on particular themes regarding the many aspects of the historical city ("nature" of buildings, properties, transformations, authors of projects, etc.), as well as the continued implementation of the System, by entering into it of new data, images, documents and cards

    Un WebGIS sul centro storico di Roma.

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    Il saggio, dopo aver sviluppato il tema inerente la cartografia storica su Roma, espone i risultati di una lunga ricerca, coordinata da Paolo Micalizzi, finalizzata alla realizzazione e messa in rete di un sofisticato sistema informativo geografico sul centro storico di Roma, denominato Descriptio Romae WebGIS.The essay, having developed the theme concerning the historical maps of Rome, expounds the results of an extensive research, coordinated by Paolo Micalizzi, aimed at the creation and networking of a sophisticated geographic information system on the historic center of Rome, called Descriptio Romae WebGIS

    Attività di Orientamento e Valutazione dei Fabbisogni delle Scuole Secondarie della Regione Calabria

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    L’indagine sulle caratteristiche delle scuole secondarie di secondo grado, i cui risultati sono illustrati nel presente rapporto, rientrava nell’Attività di Ampliamento del Datawarehouse dell’orientamento che prevedeva anche la progettazione e la realizzazione dell’indagine sulle caratteristiche degli studenti frequentanti l’ultimo anno della scuola superiore di secondo grado. Queste due indagini sono state considerate di particolare interesse dal Dipartimento Istruzione, Alta Formazione, Università, Innovazione e Ricerca della Regione Calabria che ne ha disposto il cofinanziamento. La finalità è quella conoscere le tendenze, i bisogni, le valutazioni e le proposte emergenti dal mondo della scuola

    Il difficile bilanciamento tra tutela della madre vulnerabile, best interest del minore e diritti culturali della donna migrante al vaglio della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

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    Il contributo offre il commento di una recente della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo riguardante un caso di violazione del diritto alla vita privata e familiare, di cui all’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, da parte della Repubblica Italiana. L’autrice ricostruisce i principali fatti che caratterizzano il caso concreto e le questioni di diritto sottoposte all’attenzione della Corte, analizzando la sentenza in commento sulla base di due essenziali nodi logico-argomenta- tivi: il primo riguarda il difficile contemperamento tra i valori protetti dalla normativa in materia di adozione e il diritto di genitori e figli a mantenere in vita, per quanto compatibile con il best interest del minore, il rapporto parentale; il secondo gruppo di argomentazioni riguarda invece la situazione di vulnerabilità della ricorrente, donna, madre, di origine nigeriana e vittima di tratta di esseri umani, nonché il tema dei diritti culturali nell’ambito delle relazioni familiari

    Mediazione e processo penale i disorientamenti del legislatore italiano

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    Il contributo, dopo avere delineato le differenze fra giustizia riparativa, mediazione e diversion, analizza i più recenti interventi nel settore processuale penale. Il fraintendimento degli obblighi di mediazione nel recente istituto della messa alla prova per adulti suggerisce un ripensamento globale del concetto di obbligatorietà dell'azione penale e un nuovo modello di giustizia attraverso schemi realmente conciliativi fra vittima e reo

    WebGIS per la ricostruzione storica dei paesaggi urbani

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    Il saggio, dopo aver sviluppato il tema inerente la cartografia storica su Roma, espone i risultati di una lunga ricerca, coordinata da Paolo Micalizzi, finalizzata alla realizzazione e messa in rete di un sofisticato sistema informativo geografico sul centro storico di Roma, denominato Descriptio Romae WebGIS.The essay, having developed the theme concerning the historical maps of Rome, expounds the results of an extensive research, coordinated by Paolo Micalizzi, aimed at the creation and networking of a sophisticated geographic information system on the historic center of Rome, called Descriptio Romae WebGIS
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