4,053 research outputs found
La presenza di un’assenza. Un’esperienza di terapia familiare condotta senza il paziente designato
The article describes the clinical case of four family member that, despite
a request for a psychotherapy for a schizophrenic son, took part for a long therapeutic
process without him. The author, through the analysis of the family’s interactive and
relational functioning, and through the analysis of the relational meaning of the symptom,
formulates her observations on the therapeutic endeavour. The structural model are
presented as conceptual and clinical frame to lead the system towards a more functional
organization, and to convey new visions of mutual conducts and actions
Effetti della differenziazione del sé sul benessere psicologico
Obiettivo del presente studio è stato quello di valutare il ruolo esercitato dai processi di differenziazione del sé sul benessere psicologico individuale. La ricerca ha coinvolto un campione di 230 soggetti (F = 155, M = 75) di età compresa tra i 25 e i 67 anni a cui sono stati somministrati il "Differentiation of Self Inventory Revised-It" (Skowron et al., 2004; Lampis et. al, 2017) e la "Symptom Check List-90-Revised" (Derogatis, 1994; Sarno et al., 2011). I risultati rivelano che il "taglio emotivo" e, soprattutto, la "reattività emotiva" sembrano essere le modalità più fortemente connesse alla manifestazione di sintomi psicologici
Genogramma e viaggi di ritorno a casa. L’importanza dell’approccio trigenerazionale nella formazione sistemico-relazionale
Murray Bowen sosteneva che il genogramma rappresentasse "il flusso e riflusso dei processi emozionali sottostanti alle relazioni familiari, trasmessi attraverso le generazioni" (Kerr & Bowen, 1988, p. 306). In tal senso esso è diventato non soltanto un simbolo della teoria e della terapia intergenerazionale ma anche uno tra gli strumenti diagnostici e terapeutici di matrice sistemica più versatili ed utilizzati nella pratica clinica (McGoldrick, Gerson, & Shellenberger, 1999). In quanto strumento diagnostico il genogramma consente di registrare le tappe e gli eventi salienti della storia familiare e la reazione dei membri della famiglia ad essi; identifica i modelli relazionali familiari e le configurazioni che i legami assumono lungo il ciclo di vita individuale e familiare; descrive le percezioni soggettive dei modelli di relazione; consente di identificare i miti e i mandati familiari e il modo in cui si sono trasmessi lungo le generazioni. Tali processi inevitabilmente qualificano il genogramma come un potente strumento di intervento clinico (Magnusom 2003) che, offrendo la possibilità di “storicizzare”, “contestualizzare” e “significare” in modo complesso i propri vissuti, favorisce una migliore comprensione della propria identità all’interno dei contesti familiari e promuove la differenziazione del sé e la possibilità di legami più funzionali con gli altri (Bowen, 1978). Oltre al suo utilizzo nella pratica clinica, il genogramma è inoltre una tecnica ampiamente utilizzata nella formazione dei terapeuti sistemico-relazionali (Braverman, 1997 ; McGoldrick, Gerson &Shellenberger, 1999). Il presente capitolo si concentrerà, su tale applicazione dell’esperienza genogrammatica, sulle potenzialità formative e trasformative di tale esperienza sull’identità personale e professionale degli allievi e sull’impatto che l’utilizzo del genogramma ha sui processi e le relazioni nei gruppi/équipe in formazione. Il processo di raccolta delle informazioni sulla propria famiglia di origine, la costruzione, e, infine, la presentazione dei propri genogrammi in gruppo, insieme ai processi relazionali, emotivi e cognitivi che accompagnano la narrazione, possono infatti promuovere negli allievi significativi cambiamenti personali e interpersonali e favorire la loro crescita come terapeuti (Lim, 2008; Sorrentino, 2008)
Does partners’ differentiation of self predict dyadic adjustment?
The present study expands on Bowen’s systemic multigenerational theory to analyse the role of individual trajectories of differentiation of self in perceived dyadic adjustment in a sample of 468 Italian participants. The research also explored which aspects of differentiation of self most strongly predicted dyadic adjustment in the total sample and in male and female subsamples. The various components of differentiation of self (emotional reactivity, emotional cut-off, emotional fusion and I-position) and dyadic adjustment levels were investigated using the revised differentiation of self-inventory and the dyadic adjustment scale (DAS). The analysis revealed that the emotional cut-off dimension was the strongest negative predictor of dyadic adjustment. The research focused on the importance of differentiation of self processes to achieving an understanding of couple dynamics in research and clinical practice
Desiderio, sessualità, legami. Tra contratto esplicito, presupposti impliciti, intrecci segreti
Parlare di sessualità facendo specifico riferimento al concetto di “con-tratto psicologico” è impresa ardua ma non impossibile se si parte dal pre-supposto che, ben lontana dall’essere puro atto fisico, essa veicola signifi-cati profondi e si configura come una danza relazionale in cui aspettative, bisogni, attese, riferimenti interni dell’“altro” e del sé” giocano un ruolo fondamentale e danno vita ad esiti imprevedibili.
Per comprendere quali dinamiche sostanziano e informano la complessa negoziazione psicologica alla base della scelta di un partner, anche solo e-sclusivamente sessuale, è però importante mettere un preliminare accento sull’atipicità di tale forma di contratto, in cui niente è limpido, non sempre ciò che appare è ciò che è e spesso la partita è giocata da più di due concor-renti.
Il contratto di coppia è un organizzatore relazionale che, pur avendo su-bito profondi mutamenti nel corso del tempo - da accordo giuridico stipula-to tra le famiglie di origine a «sfumato patto fiduciario tra due individui che si scelgono senza testimoni» (Scabini, 1995, pag. 119) - rimanda, dal punto di vista psicologico, alla costruzione di un rapporto fondato su specifici e-lementi di garanzia, sicurezza e difesa (Cigoli, 2006). Eppure la decisione di passare un tempo sensuale-sentimentale più o meno lungo con un’altra persona, oltre ad essere influenzata da complessi fattori di ordine biologico, psicologico e relazionale, si configura come un amalgama di elementi con-sci e inconsci, di oggetti interni e persone reali, di presupposti espliciti ed impliciti. Le reciproche aspettative e bisogni derivanti da una relazione possono essere opachi e/o discordanti e il rapporto di scambio tra i due par-tner è giocato contemporaneamente su differenti livelli di consapevolezza ed è fortemente influenzato dal loro mondo interno. Non sempre, infine, le relazioni sessuali hanno la capacità di rafforzare i legami significativi e non necessariamente si accompagnano ad una riduzione dell’incertezza derivata da rappresentazioni soddisfacenti delle rispettive posizioni e prospettive di ruolo. E allora ecco che al contratto e al patto dichiarato si affianca, nella vita delle coppie e nella formazione dei legami, un intreccio segreto (ibi-dem), un incastro tra corpi e mondi psichici che presenta profondi aspetti di privatezza e inconsapevolezza e che entra in tensione dialettica e vitale con gli aspetti più espliciti e consci del legame
The Use of Routine Outcome Monitoring (ROM) Among the Psychotherapists of the Italian National Health Service
Routine outcome monitoring (ROM) is one of the most important methodologies for evaluating client progress and improving
the efficiency and quality of psychological assistance. Despite this, the culture of ROM use is struggling to establish itself in the
Italian National Health System, shaping up as a sporadic and unevenly used practice. The main objective of the present study
was to assess the frequency of use of different outcome monitoring measures and the attitudes toward ROM within psychological
services of the Italian National Health System. The study involved 184 psychotherapist (75% female and 25% male) employed in
the Italian Health System structures. Participants completed an anonymous questionnaire composed by Outcome monitoring
use and Attitudes to ROM. The data reveal a general low-frequency
in ROM use, with the exception of the symptom monitoring
measures. In our sample, the variables that significantly affect the level of ROM use are psychological capability and physical and
social opportunity. The present study provides some empirical evidence to reflect on the importance of increasing the use of ROM
within psychological services and to promote interventions to improve clinicians' positive attitudes toward ROM
Adult Attachment and Differentiation of Self-Constructs: A Possible Dialogue?
Attachment theory and Bowen’s family system theory are theories focused on the central role of the family bonding in the development of the self and in the promotion of affective and relational regulation. The main objective of our study was to reflect on the dialogue between adult attachment and differentiation of self constructs and to explore if and in which measure
romantic attachment styles depend on attachment bonding with parents or from differentiation of self processes. Involving a convenience sample of 350 participants, we administered a research protocol composed of the Differentiation of Self Inventory (Skowron, Schmitt in J Marital Fam Ther 29(2):209–222, 2003), the Experience in Close Relationships–Revised Scale
(Fraley et al. in J Personal Soc Psychol 78(2):350–365, 2000) and the Parental Bonding Instrument (Parker et al. in Br J Med Psychol 52(1):1–10, 1979). Data revealed that the most important variables in predicting anxiety are emotional reactivity and low level of paternal care and that the most important variable in predicting avoidance is emotional cutoff. This study
supports a possible integration of attachment theory and family systems theory
L’influenza della personalità dei candidati nella scelta di voto
L’introduzione della riforma elettorale in senso maggioritario e l’entrata di Silvio Berlusconi nello scenario politico italiano hanno da una parte notevolmente contribuito ad affermare in Italia un modello personalistico “media-based” di campagna elettorale, e dall’altra generato un evidente effetto di polarizzazione candidate-centered, dell’elettorato attorno alla figura politica e personale dello stesso Berlusconi. Sono state gettate, in tal modo, le basi per un processo elettorale puntualmente incentrato sulla sua figura o sul confronto tra questa e quella del candidato avversario. Nel modello “candidate-centered” i leader politici svolgono il ruolo di “ancore” cognitive e decisionali (Barisone, 2000; Calise 2000), soprattutto per quella parte dell’elettorato meno coinvolta dallo scenario politico nazionale e rimasta priva (dopo la dissoluzione dei blocchi politici tradizionali) dei tradizionali riferimenti di voto.
Nel nostro contesto locale, la Sardegna, le dinamiche appena descritte si sono potute osservare più da vicino in occasione delle competizione elettorale del 2004 tra Renato Soru e Mauro Pili per la carica di governatore della Regione (Carta et al., 2007).
Nell’ambito di una riflessione generale sui cambiamento degli scenari politici e culturali intercorsi nell’ultimo decennio e sintetizzabili in termini di fragilità decisionale, fluidità del consenso, importanza dei processi di persuasione politica in assenza di riferimenti ideologici forti, conseguente personalizzazione della politica, è stato portato avanti un progetto di ricerca rivolto alla comprensione dei principali elementi che sono entrati a far parte del processo di edificazione e costruzione mentale dell’immagine dei due leader politici
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