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Bioetica per perplessi. Un manuale ragionato
Manuale di bioetica per studenti di medicina e biotecnologieHandbook of bioethics for medical and biotechnology student
The Sagnac Effect : a historical study of the discovery and of its earlier interpretations
In 1913 the French physicist Georges M. M. Sagnac discovered an effect now called after him: a fringe shift in a rotational interferometer.
This effect was verified many times and is nowadays used in aerospace navigation. The discovery was connected to previous researches of a proof of the relative motion between Ether and Earth. In fact, a similar experiment was already well suggested by Sir O. Lodge in 1893.
Sagnac himself asserted that his experiment was the proof of ether’s existence and a rebuttal of the postulate of the constancy of the velocity of light. In the development of relativity this effect was included in the studies on rotational frames and there were many derivations of it in both GRT and SRT frameworks.
There is a strong debate on the relativistic derivation of the Sagnac effect today. In this debate, there are some unthorough historical reviews on the Sagnac effect, which furthermore are, at the best of my knowledge, all part of a theoretical derivation of the effect itself.
I want to fill this lack with a pure historical analysis and by asking some questions on the relations between a theory and an observational proof in the historical process of Physics
Per un'etica dell'informazione e della comunicazione. Giornalismo, radiotelevisione, new media, comunicazione pubblica
Frutto di una ricerca interdisciplinare fra giurisiti e sociologi, il volume si interroga su una delle questioni gelate alla funzione sociale dei media: la responsabilità collettiva di chi opera nel campo dell'informazione e della comunicazione istituzionale. Tali attività rivestono oggi un ruolo tale da coinvolgere la dimensione etica in modo sempre più esplicito, agendo sul funzionamento stesso della sfera pubblica. Nella democrazia moderna il principio di "trasparenza" istituzionale e dei processi politici, la genuinità del voto, la messa in agenda e il libero dibattito sui temi collettivi dipendono sempre di più dal tipo di distribuzione della conoscenza sociale reso possibile dall'informazione. Il moltipicarsi delle arene di dibattito pubblico complica il quadro convenzionale dei mezzi di comunicazione di massa, affiancando nuove tecnologie e nuovi attori di informazione e comunicazione, Questa dinamica ha suggerito nel volume una riflessione articolata su più dimensioni per coniugare interrogativi e proposte di tipo giuridico-normativo con le analisi sociologiche dei contesti culturali e organizzativi. In questa prospettiva si è posta l'attenzione sui media vecchi e nuovi e sul ruolo di fonte informativa della pubblica amministrazione, che si serve in misura sempre maggiore di professionisti dell'informazione e della comunicazione. I temi trattati riguardano: etica pubblica ed etica privata nello svolgimento del servizio pubblico radiotelevisivo; etica e internet; etica dell'informazione e processo penale; etica e professione giornalistica, come anche le grammatiche d'azione dei giornalisti e degli altri professionisti della comunicazione sia nelle redazioni sia negli Uffici pubblici; la costruzione del discorso mediatico sull'etica; la liminarità tra comunicazione pubblica e comunicazione politica
Etica e comunicazione pubblica: le regole del "mestiere"
Si illustrano e analizzano alcuni risultati di una ricerca empirica sulle caratteristiche di nuovi attori professionisti della comunicazione e dell'informazione all'interno di pubbliche amministrazioni, interrogandosi sulle "grammatiche d'azione" perseguite in relazione alle rispettive posizioni organizzative. Si cerca in tal modo di individuare - dal punto di vista degli attori e del loro posizionamento gerarchico nell'organizzazione - quali siano le giustificazioni prevalenti che permettano di individuare i criteri deontologici e le dimensioni etiche concretamente attribuite ai compiti di comunicazione pubblica. Quest'ultima è intesa al tempo stesso come pubblicizzazione dell'azione istituzionale (distinta ad esempio, in un'arena democratica, dalla mera propaganda), e come pratica relativamente nuova in termini di professionallizazione specifica, quindi con effetti sociali complessi. L'analisi è condotta in Italia, ma si ricollega in numerosi punti ad una comparazione con lo scenario francese
Prefazionne
Marketing non è solo comunicazione ma pianificazione di interventi - che includono strumenti e canali comunicativi - per raggiungere l’obiettivo atteso in termini di azione, individuale o collettiva: il volume segnala come importare i modelli aziendalistici dal mondo del business a quello della policy pubblica, con riferimento specifico all’ambito sanitario e ambientale, ci mostri uno scenario composto da aspetti, oggetti ed attori alquanto variegati. Da un lato, per le politiche pubbliche si rende possibile costruire spazi specializzati in marketing e comunicazione per sostenere le scelte di cambiamento o influire sui dati utili per il processo decisionale. Dall'altro, si mette in luce l'esigenza di elaborare anche competenze diverse da quelle del marketing economico in senso stretto, sia perché gli obiettivi si spostano dal profitto di un’impresa al vantaggio per .una collettività, sia perché si rileva più complesso agire sul "mercato delle idee". Inoltre, la portata dei problemi pubblici che riguardano la salute ha incontrato specie nel tema ambientale configurazioni più esplicite, che hanno avuto una ricaduta anche sulla produzione di profitto da parte delle imprese e sulla sua regolazione sociale, intraprendendo percorsi innovativi di responsabilità sociale d'impresa
Il dispotismo della perfomance
Riflessione sulla formazione universitaria nell'ambito scienze della comunicazione, con particolare riferimento al complesso rapporto fra professionalizzazione e ricerca. Ci si interroga sul ruolo che in particolare le scienze sociali possono ricoprire per esplorare i dispositivi comunicativi ibridi del nostro tempo, specie per comprendere le dinamiche e i rapporti di forza dei diversi attori in gioco, mantenendo una distanza critica rispetto agli imperativi tecnico-manipolativi
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