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CARLOTTA GAETANI PRINCIPESSA DI SAN SEVERO E LE SUE FIGLIE
The marriage of Raimondo di Sangro with Carlotta Gaetani dell’Aquila d'Aragona, was the result of economic agreements between Nicola dell’Aquila of Aragona and Geronima Loffredo, widow of Paolo di Sangro. It seems to have been a happy marriage. Carlotta, lady of the queen and inseparable companion of her husband, makes efforts to enhance the honour and dignity of her family. When her husband died, she enjoyed the protection of sovereign, and made every effort to protect his son Vincenzo from the onerous debts he accumulated. After the death of her parents, the two daughters, Carlotta, that was given the name of her mother, and Rosalie experienced very different and equally painful lives. The former could not become a canoness due to the poor economic conditions of the family, the latter was affected by poor health and asked to be separated by her husband
La figura femminile nel Novellino
La figura della donna nella Napoli del XV secolo , secondo Masuccio Salernitano al secolo Tommaso Guardati, è il termometro per misurare la depravazione dei costumi diffusi nella capitale e nelle provice del Regno. I predicatori francescani e domenicani e il ceto nobiliare della nobiltà di seggio lamentano la perdita del mos maiorum condividendo l'accusa contro i nuovi modelli estetici importati dalla cultura catalano-aragonese
Una masseria-museo nella campagna napoletana del XVII secolo
Rievocare gli ozi vissuti a Napoli tra giochi di società e rappresentazioni teatrali, descrivere gli arredi preziosi esposti con orgoglio dalle famiglie nobiliari, elencare le collezioni d’arte gelosamente custodite, anche in quanto strumenti di tesaurizzazione dei beni, sono frontiere da tempo ampiamente
valicate dagli studiosi1. I nuovi temi di ricerca degli storici del territorio e della feudalità, attratti dagli aspetti economici e sociali dell’aristocrazia, hanno risvegliato dopo circa vent’anni l’interesse per le residenze signorili e la rappresentatività dei loro spazi, goduti in stanze raffinate e riservate, inserendoli negli accesi dibattiti sul tema del lusso e dei consumi nell’età
moderna. A rinverdire lo stato della ricerca contribuisce l’analisi non solo degli interni, ma anche quello del terreno esterno alle mura domestiche, una superficie non sempre ben definibile, che tra il xvii e xviii secolo asseconda le trasformazioni del ceto aristocratico. Da luogo chiuso destinato in tempo di guerra a mansioni di difesa si evolve in tempo di pace nel verde di parchi che, aperti alla ristretta cerchia dell’élite nobiliare, si aggiungono agli altri simboli di ricchezza del casato. Il giardino, quindi, in quanto specchio rappresentativo del signore che lo realizza, è un altro paradigma dell’ideologia nobiliare, dove l’aristocratico trasferisce attraverso segni e disegni allegorici i propri valori. Come le raccolte librarie, le collezioni di monete, di marmi, di statue e altri reperti antichi anche il giardino delle ville aristocratiche è «espressione dei processi mentali», per cui il nobile destina quel terreno a luogo di meditazione, di scienza o di svago: l’architettura vegetale dei parchi, il disegno e la fantasia dei parterre diventano gli «spiriti informativi» delle interpretazioni personali del possessore circa il mondo e la natura, i suoi rapporti con la fede e con la dinastia regnante
affetti e affanni della famiglia Doria Pamphilj tra rivoluzione e restaurazione
la storia della famiglia romana Doria Pamphilj analizzata attraverso la politica familiari dei suoi componenti, quattro sorelle e quattro fratelli che vivono le trasformazioni istituzionali e consuetidunarie della loro epoca
carlotta di sangro, principessa di sansevero e le sue figlie.
le figure femminili della famiglia di sangro nel XVII secolo
Vincenzo Mazzola
vita privata e attività di un pubblico stampatore libraio nel XVIII secol
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