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Didattica dell'italiano come lingua prima
Su quali principi si regge oggi la didattica dell’italiano come lingua prima? Quali sono i contenuti imprescindibili della disciplina? Come si differenzia l’insegnamento linguistico a seconda dell’età degli allievi? E quali sono i nodi dell’italiano di oggi cui prestare maggiore attenzione in classe? A queste e ad altre domande il volume fornisce risposte puntuali, affrontando in modo mirato le modalità di insegnamento delle diverse abilità linguistiche (leggere, scrivere, ascoltare e parlare), della riflessione sulla lingua, della testualità e del lessico, in una prospettiva che contempla tutti gli ordini di scolarità e sempre tesa a coniugare la dimensione teorica generale con la pratica applicativa. I singoli argomenti sono approfonditi con costante riferimento alle esigenze dell’insegnante di italiano: i contenuti linguistici che deve conoscere, le modalità di programmazione, le strategie di insegnamento in aula e la valutazione dei risultati ottenuti
Discutere per imparare a scrivere. Un'esperienza di Discussion Study alla scuola primaria
Il contributo descrive un’esperienza di DS applicato a Osservare l’interlingua che coinvolge una classe quarta di scuola primaria. Il percorso didattico esteso è dedicato alla produzione scritta di un testo narrativo a partire da uno stimolo video; il DS si focalizza sulla fase di progettazione del testo. Dopo una presentazione dell'approccio metodologico, si discute delle scelte operate dai docenti in termini di co-progettazione, osservazione e ri-progettazione delle attività e si delineano le riflessioni emerse in termini di attenzione al processo di apprendimento e di cura dell'interazione in classe
Gli usi reali della scrittura e la didattica della scrittura
La capacità di scrivere in italiano è una delle più richieste nei sondaggi presso il mondo del lavoro. Tuttavia, viene spesso segnalato il disallineamento tra le pratiche scolastiche e l’uso reale (De Mauro 2018).
Una delle cause di questo disallineamento, oggi, è forse la mancanza di informazioni precise sull’uso della scrittura nel mondo del lavoro, in un contesto di vernacular litercy ormai strettamente legato alle nuove tecnologie (Barton e Lee 2012). Se per le attività burocratiche esiste una tradizione di studi che ha portato alla pubblicazione di opere di riferimento (Piemontese 1996), in altre aree le informazioni sono molto meno definite e riguardano spesso contesti non italiani (Sellen e Harper 2001). Inoltre, anche dove esistono, spesso le informazioni non vengono collegate a pratiche didattiche.
Il contributo presenterà in quest’ottica i risultati di un confronto tra le descrizioni della scrittura professionale e la trattatistica didattica (Carrada 2012). Da questo confronto emerge il ruolo positivo che l’introduzione di attività riprese dal mondo del lavoro può avere anche nell’insegnamento scolastico e universitario. Dall’altro, si mostra l’influenza positiva che la didattica della scrittura può assumere sulle stesse pratiche professionali; in particolare, sarà presa in esame la tendenza a sostituire testi scritti articolati con presentazioni su diapositive, concepite spesso anche in ambiti in cui non sono previste presentazioni reali (Tufte 2006)
L'interfaccia lingua-testo : natura e funzioni dell'articolazione informativa dell'enunciato
1. Il volume elabora un modello dell'organizzazione semantico-pragmatica del testo scritto prestando particolare attenzione alla sua componente linguistica. Esso, oltre a proporre una rappresentazione astratta della testualità scritta, mira anche ad essere uno strumento per l'analisi della scrittura funzionale (non letteraria) contemporanea, nelle sue varie tipologie e manifestazioni concrete: uno strumento parziale perché esso in molti suoi aspetti non può essere utilizzato in modo "meccanico", da un lato per la sua natura e complessità intrinseche - che riflettono quelle dell'oggetto che modellizza -, dall'altro in quanto esso non sarà disegnato che nelle sue grandi linee e approfondito in modo diseguale, in funzione dell'ipotesi centrale che lo sorregge. 2. Il volume si articola in tre parti. La Prima parte, intitolata La lingua, il testo, l'interfaccia lingua-testo, ha l'obiettivo di (i) definire alcuni aspetti fondamentali del sistema-lingua e dei modi in cui esso interviene nella costruzione del significato comunicativo; e di (ii) disegnare nelle sue grandi linee l'ipotesi attorno alla quale viene elaborato il modello testuale proposto: la lingua codifica valori testuali la cui fissazione definitiva è mediata dall'articolazione informativa della frase, che funge così da interfaccia tra lingua e testo. Tale ipotesi viene costruita progressivamente, fornendo dapprima alcuni dati generali sulla testualità e mostrando in seguito come essi, per poter essere seriamente descritti e spiegati, vadano arricchiti e modulati alla luce di fattori di carattere strettamente informativo. La Seconda parte del volume - con il titolo L'organizzazione informativa dell'Enunciato e l'organizzazione semantico-pragmatica del testo - sviluppa, osservandola in tutte le sue componenti, l'ipotesi tratteggiata nella Prima parte. (i) Viene presentata un'analisi dettagliata dell’organizzazione informativa della frase, di cui si illustra la natura plurilivellare e i modi in cui essa dialoga con il sistema-lingua; (ii) viene proposto un modello di organizzazione semantico-pragmatica del testo (scritto) che interagisce con le grandezze di natura informativa, sia per quanto riguarda la definizione delle sue unità costitutive sia per quanto riguarda la loro connessione nei diversi moduli testualmente pertinenti. Sullo sfondo del modello semantico-pragmatico del testo elaborato nelle due parti precedenti, la Terza parte del volume – Aspetti linguistici delle organizzazioni informativo-testuali – si sofferma in modo più attento su un ampio paradigma di forme e di strutture linguistiche: sugli enunciati nominali, sull’ordine dei costituenti della clausola, sulla coordinazione, sulla subordinazione relativa e circostanziale, sull’inserzione e estrazione sintattiche, sugli avverbi paradigmatizzanti e sui connettivi. L’obiettivo consiste nel mostrare in che misura e in che modo una particolare forma linguistica – con il vasto insieme delle sue declinazioni strutturali possibili – incida sull’articolazione informativa dei suoi contenuti semantici e attraverso questi sulla strutturazione semantico-pragmatica del testo. La Prima parte (pp. 21-69) e la Seconda parte (pp. 71-175) del volume sono state scritte da Angela Ferrari, con l’eccezione del paragrafo II.1.2. (pp. 72-79) e II.1.4.2. (pp. 91-99) e del paragrafo II.4.5. (pp. 111-115) redatti rispettivamente da Anna-Maria De Cesare e da Luca Cignetti. Per quanto riguarda la Terza parte, il capitolo III.1 (pp. 177-181) è di Angela Ferrari, il capitolo III.2. (pp.182-205) di Letizia Lala, il capitolo III.3. (pp. 206-234) di Carlo Enrico Roggia, il capitolo III.4. (pp. 235-258) di Magda Mandelli, i capitoli III.5. (pp. 259-284), III.6. (pp. 285-315), con il paragrafo III.7.3.1.3. (pp. 334-335) di Angela Ferrari, il capitolo III.7. (pp. 316-339) di Luca Cignetti, il capitolo III.8.1. (pp. 340-361) di Anna-Maria De Cesare e il capitolo III.8.2. (pp. 362-387) di Claudia Ricci. 4. Il progetto di ricerca, i cui risultati complessivi sono proposti in questo volume, è stato finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica (progetto FNSRS PP001-68675), che tengo a ringraziare per l’importante sostegno
