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Scienza e teologia fra Seicento e Ottocento. Studi in memoria di Maurizio Mamiani
I saggi affrontano temi di storia del pensiero filosofico, scientifico e teologico della modernità, dall'età di Galileo a quella di Darwin.
Indice: Paolo Rossi, Due interpretazioni di Daniele 12,4; William Shea, Galileo a Roma: incontri e scontri; Franco Giudice, Isaac Newton e la tradizione dei principi attivi nella filosofia naturale inglese del XVII secolo; Brunello Lotti, Filosofia naturale e teologia nello Scholium Generale di Newton; Chiara Giuntini, Locke, Newton e la scienza della Scrittura; Paola Dessì, I cattolici di fronte alla scienza: strategie apologetiche nella Francia di fine Ottocento; Antonello La Vergata, Darwinismo, scienza e religione
Pinocchio-Maciste contro tutti. Film e divismo cinematografico tra le righe di una "pinocchiata" del 1920
Dall'introduzione di Luciano Curreri: "Con Denis Lotti, approdiamo al trionfo del visuale cinematografico grazie a una piccola e nascosta entrée en matière, ovvero la specola conoscitiva di una «pinocchiata» poco citata: Pinocchio nuovo Maciste, libello di centosessantacinque pagine uscito nel 1920 – qui presentato in una parca antologia confezionata dallo stesso Lotti – e scritto da Annunciata Beatrice Arrigoni, la cui identità è avvolta da un sostanziale mistero al pari dell’unica opera edita ‘nota’. Il primo folgorante incontro con il cinematografo è quasi perturbante e riguarda il Pinocchio prodotto dalla Cines nel 1911, diretto da Giulio Antamoro in arte Gant, e con, nel ruolo del protagonista, Ferdinand Guillaume, funambolo italo-francese conosciuto con gli pseudonimi Tontolini e Polidor. Ma i riferimenti son tanti e Lotti li contestualizza in quel divismo cinematografico che conosce bene e in cui il celebre burattino sembra a suo agio da sempre
Rimedi pr la sonn da liezr alla banzola : dialoghi
del dottor Lotto Lotti, nel suo idioma naturale Bolognese ...Frontispi
Presenti a se stessi. La centralità della coscienza in Locke
La monografia su Locke di Chiara Giuntini è un imponente lavoro della studiosa prematuramente scomparsa nel 2013, pubblicato postumo a cura di Brunello Lotti e Lia Mannarino. I curatori hanno proceduto a una revisione accurata di tutto lo scritto che era stato ultimato, ma non rivisto dall'autrice. In particolare si è proceduto al controllo e alla correzione delle citazioni, oltreché alla costruzione integrale di un apparato di note che corrisponde alle sommarie indicazioni lasciate dall'Autrice (si veda Avvertenza dei Curatori, pp. 9-12). Il testo è corredato da una ricca bibliografia (pp. 485-526) e dall'Indice dei Nomi
Eredità cartesiane nella cultura britannica
Il volume indaga la presenza di Descartes e del cartesianesimo nella cultura filosofica e scientifica britannica, documentandola da differenti prospettive attraverso un ampio arco temporale che va dal Seicento all'Ottocento. Oltre alle riflessioni complessive di G.A.J. Rogers e di Carlo Borghero, il volume raccoglie contributi sui dibattiti intorno al metodo cartesiano e al progetto di riforma pansofico di Comenio (M. Savini), su Henry More e la dottrina dell'estensione spirituale (I. Agostini), su Henry More e le 'Passioni dell'Anima' (A. Taraborrelli), sulla polemica tra Le Grand e Sergeant (J.R. Armogathe), sulla critica di Sergeant al cogito (B. Lotti), su Locke e la critica a Malebranche (C. Giuntini), su Malebranche e Hume (A. Pyle), sui temi della mente e della coscienza da Descartes a Reid (E. Levi Mortera), su Newton lettore di Descartes (F. Giudice), sul ritorno della fisica cartesiana nella scienza dell'Ottocento (P. Dessì). Completa il volume una Bibliografia delle opere di Descartes pubblicate in Inghilterra nei secoli XVII e XVIII (L. Nicolì)
Carta geologica dell'Isola d'Elba
Operatori Ing. B. Lotti, Ajut. P. Fossen per la parte petrografica Ing. E. Mattirolo coll'alta direzione scientifica del Prof. G. Meneghini, pres. del R. Comitato geologic
Filosofia naturale e teologia nello Scholium Generale di Newton
Scopo del saggio è contestare le tesi della storiografia newtoniana di orientamento teologizzante (J.E. Force e J.E. McGuire) che, oltre a esplorare utilmente le relazioni tra filosofia naturale e posizioni teologiche e religiose di Newton, si è spinta fino a ritenere che la prospettiva teologica sorreggesse la struttura stessa dei Philosophiae Naturalis Principia Mathematica. Tenendo al centro dell’analisi lo Scholium Generale, ma senza limitarmi a questo celebre testo, ho cercato di mostrare come la storiografia newtoniana teologizzante abbia taciuto sulla questione essenziale del rapporto tra filosofia naturale e teologia nell’opera newtoniana e cioè sul fatto che le considerazioni teologiche non abbiano avuto parte alcuna nell’aspetto che costituisce la novità e la potenza del metodo di Newton, vale a dire l’applicazione della matematica alla fisica. La mia valutazione è che indubbiamente Newton intese collocare la propria indagine entro uno sfondo teologico e si propose di orientare la propria filosofia naturale verso un ‘coronamento’ teologico; tuttavia questa intenzione non condizionò l’esercizio effettivo dell’indagine scientifica, perché non era legata a questa da un nesso logico cogente, ma vi si intrecciò e sovrappose come riflessione interpretativa. Il rapporto tra filosofia naturale e teologia in Newton è mosso da una preoccupazione costante di armonizzazione, che non può essere però confusa con una effettiva dipendenza fondativa della indagine fisica rispetto alla cornice teologica
Emilio Ghione l'ultimo apache. Vita e film di un divo italiano
Studio approfondito e organico intorno alla figura di Emilio Ghione, questo libro, grazie a un sistematico lavoro di esplorazione in archivi italiani e stranieri, non punta solo a ricostruirne la filmografia e la biografia attoriale e registica, ma gli restituisce in pieno il ruolo cruciale di punto di confluenza e irradiazione di molte tensioni e spinte del cinema muto italiano. Emilio Ghione, cineasta e divo, è l’eroe notturno del primo cinema italiano. Za-la-Mort è il suo personaggio emblema, incarnazione del mito popolare dell’apache: ‘buono’ e ‘malvagio’, abitante ambiguo e irredimibile dei bassifondi urbani. Una figura e un nome che, dagli anni Dieci del secolo scorso, hanno percorso tra oblio e carsiche riapparizioni la cultura e l’immaginario del nostro paese. Non solo viene qui ricostruito l’albero genealogico da cui nasce la figura di Za-la-Mort, ma anche tutto il tessuto di relazioni letterarie, teatrali, sociali e culturali europee, l’humus, da cui il principale personaggio di Ghione prende vita e si sviluppa
Il confronto tra il Cogito e il principio di identità nella critica cartesiana di John Sergeant
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