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Scienza e teologia fra Seicento e Ottocento. Studi in memoria di Maurizio Mamiani
I saggi affrontano temi di storia del pensiero filosofico, scientifico e teologico della modernità, dall'età di Galileo a quella di Darwin.
Indice: Paolo Rossi, Due interpretazioni di Daniele 12,4; William Shea, Galileo a Roma: incontri e scontri; Franco Giudice, Isaac Newton e la tradizione dei principi attivi nella filosofia naturale inglese del XVII secolo; Brunello Lotti, Filosofia naturale e teologia nello Scholium Generale di Newton; Chiara Giuntini, Locke, Newton e la scienza della Scrittura; Paola Dessì, I cattolici di fronte alla scienza: strategie apologetiche nella Francia di fine Ottocento; Antonello La Vergata, Darwinismo, scienza e religione
Presenti a se stessi. La centralità della coscienza in Locke
La monografia su Locke di Chiara Giuntini è un imponente lavoro della studiosa prematuramente scomparsa nel 2013, pubblicato postumo a cura di Brunello Lotti e Lia Mannarino. I curatori hanno proceduto a una revisione accurata di tutto lo scritto che era stato ultimato, ma non rivisto dall'autrice. In particolare si è proceduto al controllo e alla correzione delle citazioni, oltreché alla costruzione integrale di un apparato di note che corrisponde alle sommarie indicazioni lasciate dall'Autrice (si veda Avvertenza dei Curatori, pp. 9-12). Il testo è corredato da una ricca bibliografia (pp. 485-526) e dall'Indice dei Nomi
Il confronto tra il Cogito e il principio di identità nella critica cartesiana di John Sergeant
Eredità cartesiane nella cultura britannica
Il volume indaga la presenza di Descartes e del cartesianesimo nella cultura filosofica e scientifica britannica, documentandola da differenti prospettive attraverso un ampio arco temporale che va dal Seicento all'Ottocento. Oltre alle riflessioni complessive di G.A.J. Rogers e di Carlo Borghero, il volume raccoglie contributi sui dibattiti intorno al metodo cartesiano e al progetto di riforma pansofico di Comenio (M. Savini), su Henry More e la dottrina dell'estensione spirituale (I. Agostini), su Henry More e le 'Passioni dell'Anima' (A. Taraborrelli), sulla polemica tra Le Grand e Sergeant (J.R. Armogathe), sulla critica di Sergeant al cogito (B. Lotti), su Locke e la critica a Malebranche (C. Giuntini), su Malebranche e Hume (A. Pyle), sui temi della mente e della coscienza da Descartes a Reid (E. Levi Mortera), su Newton lettore di Descartes (F. Giudice), sul ritorno della fisica cartesiana nella scienza dell'Ottocento (P. Dessì). Completa il volume una Bibliografia delle opere di Descartes pubblicate in Inghilterra nei secoli XVII e XVIII (L. Nicolì)
The moral of the fable
In the essay “The Moral Fable”, Brunello Lotti raises some important issues concerning the way in which multiculturalism is interpreted by current political institutions, in particular in the European Union, under the assumption of an ideological understanding of human rights, which hides, rather than discloses, problems concerning the governance of complex societies. On the basis of some reflections about the development of liberal and democratic ideals in Europe, Lotti laments that the current lack of policies of integration in Europe, in spite of massive immigration trends, is due to the neglect of three basic truths, which were well known throughout the history of European multiculturalism. Firstly, multiculturalism cannot be stretched to the point of denying itself. Secondly, dialogue is impossible with those who are not open to it. Thirdly, a political institution loses its authority if it fails to protect the members of the community. Only the recollection of these truths could lead to a politically efficacious form of multiculturalism, capable of securing the values that ground Europe and that make it so appealing to those who want to come and live in it from other regions
Filosofia naturale e teologia nello Scholium Generale di Newton
Scopo del saggio è contestare le tesi della storiografia newtoniana di orientamento teologizzante (J.E. Force e J.E. McGuire) che, oltre a esplorare utilmente le relazioni tra filosofia naturale e posizioni teologiche e religiose di Newton, si è spinta fino a ritenere che la prospettiva teologica sorreggesse la struttura stessa dei Philosophiae Naturalis Principia Mathematica. Tenendo al centro dell’analisi lo Scholium Generale, ma senza limitarmi a questo celebre testo, ho cercato di mostrare come la storiografia newtoniana teologizzante abbia taciuto sulla questione essenziale del rapporto tra filosofia naturale e teologia nell’opera newtoniana e cioè sul fatto che le considerazioni teologiche non abbiano avuto parte alcuna nell’aspetto che costituisce la novità e la potenza del metodo di Newton, vale a dire l’applicazione della matematica alla fisica. La mia valutazione è che indubbiamente Newton intese collocare la propria indagine entro uno sfondo teologico e si propose di orientare la propria filosofia naturale verso un ‘coronamento’ teologico; tuttavia questa intenzione non condizionò l’esercizio effettivo dell’indagine scientifica, perché non era legata a questa da un nesso logico cogente, ma vi si intrecciò e sovrappose come riflessione interpretativa. Il rapporto tra filosofia naturale e teologia in Newton è mosso da una preoccupazione costante di armonizzazione, che non può essere però confusa con una effettiva dipendenza fondativa della indagine fisica rispetto alla cornice teologica
Cosmologie moderne. Riflessioni su un libro
Nel 1922 è uscito presso l'editore Springer un libro importante di due studiosi italiani, Paolo Bussotti e Brunello Lotti, ambizioso già nel titolo "Cosmology in the Early Modern Age: A Web of Ideas". Il libro nasce dalla collaborazione tra uno storico della scienza e della matematica e uno storico della filosofia, una collaborazione - si può aggiungere - indispensabile per affrontare il tema della cosmologia, ricco di contenuti e di ispirazioni e che attraversa il pensiero moderno tra Copernico e Leibniz. Il rapporto tra storia della filosofia e storia della scienza è un argomento, oltretutto, ben presente nella tradizione della "Rivista di Filosofia", che ha chiesto di discutere il libro a Vincenzo Crupi, Antonella Del Prete e Flavia Marcacci, per lasciare poi spazio a una replica di Paolo Bussotti e Brunello Lotti
La presenza di Descartes in Mind dal 1900 al 1947
This paper examines how Descartes’ philosophy was presented and discussed in articles and reviews published in Mind from 1900 to 1947, a period in which this most prestigious British philosophical journal was edited by George F. Stout (until 1920) and then by George E. Moore (from 1921 to 1947). The survey deals with various aspects of the reception of Cartesian philosophy in the journal: articles devoted to several topics of Cartesian thought, critical notices and reviews of the secondary literature, discussions of twentieth-century English translations of Cartesian works. In line with the theoretical character of Mind, most of the interpreters discussed Cartesian philosophy with the aim either of checking its internal consistency or of proving how the Cartesian system might be rendered consistent with its own premises. In this respect, all the themes revolving around
the problem of the Cartesian circle attracted the attention of commentators, and the intuitionist foundation of Cartesian theory was analyzed. Descartes’ metaphysics and natural philosophy were often evaluated from the perspective of contemporary philosophical debates, while their original historical context was neglected. Of particular relevance were issues like the mind-body problem, discussed at the beginning of the century in relation to developments in psychology, and the question of the existence of the external world, which was examined from various standpoints, metaphysically, epistemologically and from the point of view of linguistic analysis. Interest in Descartes was shown by many authors from major philosophers (such as Ward, Schiller, Taylor, Broad, Ryle) to lesser known scholars whose profiles and contributions are outlined. Through the angle of the Cartesian presence a sketch emerges of the rich and variegated philosophical scene of British culture in the first half of the twentieth century
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