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    I linguaggi della memoria e la catastrofe del simbolico

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    Incontro con Andrea Zanzotto condotto da Niva Lorenzini il 7 giugno 2001 presso l’Istituto Gramsci di Bologna in occasione del ciclo I linguaggi della memoria

    Laudatio

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    intervento pronunciato da Niva Lorenzini in occasione del conferimento della Laurea honoris causa da parte della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna a Andrea Zanzotto (8 marzo 2004)

    Il “miglior fabbro”, il realismo, il corpo-parola

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    Intervista rilasciata da Andrea Zanzotto a Niva Lorenzini a Pieve di Soligo il 5 gennaio 200

    Imitazione e concordia: l'Arcadia da Lorenzini a Morei

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    L'articolo ricostruisce le fisionomie poetiche e storico-culturali dei custodiati di Francesco Lorenzini (1728-1743) e di Michele Giuseppe Morei (1743-1766)

    Alimenti OGM e fitoterapia

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    Naturale vs Artificiale; breve sotria dell'agricoltura; I vantaggi degli OGM; gli svantaggi degli OGM; il biopharming; Necessità di consapevolezza. La Fitoterapia; I fitoterapici; Piante ad azione adattogena: Ginseng, Eleuterococco, Rodiola e Witania. Il papavero della california

    Plurilinguismo e accoglienza delle lingue di provenienza delle bambine e dei bambini di origine straniera nei contesti educativi e scolastici = Multilingualism and the welcoming of mother tongues of children of foreign origin in educational and school contexts

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    I fenomeni di mobilità transnazionale a livello planetario (Castels e Miller, 2012; Idos, 2021) portano all’interno dei contesti sociali, scolastici ed educativi una pluralità di soggetti dalle differenti peculiarità per riferimenti valoriali, culturali, religiosi, linguistici, per varietà delle identità, individuali e di gruppo, di tratti somatici e colori della pelle, di stili, percorsi e progetti di vita. Tale eterogeneità (Zoletto, 2015), che spesso definiamo con il termine multiculturalità, corrisponde a una situazione di fatto, che caratterizza i contesti di vita attuali, soprattutto occidentali (ma non solo), nei quali sono compresenti non già culture, ma elementi di origini culturali diverse e persone che si riconoscono in riferimenti culturali diversi (Lorenzini, in Bolognesi e Lorenzini, 2017; Lorenzini, 2020). Nel riconoscere tale situazione di fatto, presente nei contesti sociali contemporanei interessati da fenomeni migratori (sia in entrata sia in uscita), occorre aprire lo sguardo sino a individuare lo sfondo meticcio delle culture (Padoan, 2012); uno sfondo meticcio che le connota per genesi e non solo in relazione alle globalizzazioni (Bauman, 1997) della contemporaneità. Benché le culture tendano a essere percepite e concepite come internamente unitarie e omogenee è importante metterne a fuoco l’originaria multiculturalità, e dunque l’eterogeneità insita nella loro evoluzione, poiché, a ben guardare, se ne potranno cogliere le molteplici differenze interne (Lorenzini, 2020). In relazione all’eterogeneità crescente cui abbiamo fatto cenno, via via più evidente e riconosciuta, in modo specifico nell’ambito della prospettiva pedagogia interculturale, da tempo, i sistemi educativi si trovano di fronte alla necessità di considerare molteplici aspetti legati all’accoglienza dei/delle bambini/e con background migratorio, alle loro opportunità di socializzazione e apprendimento, alla loro crescita e benessere, alle loro possibilità di realizzazione futura e di partecipazione attiva nella società. Entro questa eterogeneità dalle plurime dimensioni, in veste di curatrici, abbiamo inteso dedicare il Vol. 19, N. 2/2021, della rivista Educazione Interculturale. Teorie, Ricerche, Pratiche al versante delle lingue madri e dell’incontro tra differenti lingue e linguaggi che coinvolge coloro che si trovano a vivere in un ambiente linguistico-culturale diverso da quello di nascita. Ma anche coloro che, benché nativi in un certo territorio, incontrano la pluralità sul versante linguistico entro contesti di vita in cui l’eterogeneità è data anche dalla presenza di forme dialettali diffuse ed estesamente utilizzate, così come da esperienze in ambito educativo, scolastico e sociale in genere che portano a incontrare lingue migranti. Tale incontro risente certamente della possibilità offerta a codici linguistici differenti da quelli prevalenti entro un certo contesto di vita (Lorenzini, 2020) di essere mantenuti, espressi, utilizzati (cosa da non dare per scontata) ma resta un dato di fatto che patrimoni linguistici diversi esistano e siano compresenti, anche in Italia, in relazione ai flussi migratori attuali ma anche a una pluralità linguistica pregressa, ben ricordata e argomentata da diversi contributi del Dossier qui presentato. La complessità insita nell’esperienza della migrazione − personale o vissuta dai figli/e attraverso i percorsi familiari − comporta per l’individuo, anche, il compito di gestire due o più lingue, in una condizione di drastici cambiamenti e delicati equilibri da mantenere e/o ridefinire, ricostituire; una situazione entro la quale, auspicabilmente, strutturare un’identità che possa accogliere e riconoscere in sé la pluralità dei tasselli culturali ed esperienziali che hanno contribuito e contribuiscono a svilupparla (Lorenzini, 2017; 2020), quale base necessaria a una crescita armoniosa

    Nutrizione. sfide moderne per una Scienza Antica.

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    Obesità e denutrizione; Nutrizione paleolitica; OGM; La dieta dell'ultima moda; Il mondo degli integratori per gli sportivi; Tradizione e Scienza

    Alimentazione nei diversi periodi della vita

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    Alimentazione in: Gravidanza Allattamento Bambini e ragazzi in età scolare Adolescenti Menopausa Anzian

    Il colore rosa. Potere e problemi di un simbolo del femminile.

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    Il libro "Decostruire l’immaginario femminile. Percorsi educativi per vecchie e nuove forme di condizionamento culturale", curato da Anna Grazia Lopez, si apre con il saggio di Stefania Lorenzini "Il colore rosa. Potere e problemi di un simbolo del femminile". Il contributo analizza il significato culturale dei colori. Già in passato ci raccontava del significato simbolico dell’utilizzo del colore rosa e di quello azzurro per identificare femmine e maschi Elena Gianini Belotti nel suo Dalla parte delle bambine; oggi lo fa la Lorenzini che sottolinea come questa stereotipizzazione dei colori sia particolarmente evidente nelle bambine per le quali il rosa si è trasformato in un «marcatore identitario». L’idea del colore come segno distintivo per identificare il genere nasce recentemente, nel corso del XIX secolo, e lo ritroviamo in Piccole donne di Louise May Alcott. In realtà ai tempi della Alcott il rosa poteva essere associato sia ai maschi che alle femmine. Anzi il rosa veniva considerato un colore più forte del celeste e per questo si riteneva fosse più adatto a rappresentare i maschi. È dopo la seconda guerra mondiale, scrive la Lorenzini, e in particolare negli anni Cinquanta, che avviene questa «assegnazione dei colori» sin dalla nascita: si pensi al fiocco che annuncia la nascita, per arrivare al colore delle camerette, ai giocattoli, agli abiti. Il rosa, in altre parole, rappresenta uno strumento di riconoscimento che marca le differenze tra uomini e donne: dal rosa e dal blu del colore delle pillole, al Presidio rosa, alla Linea rosa che sostiene le donne vittime di violenza, al rosa del codice del percorso assegnato alle donne vittime di violenza negli ospedali, al rosa della letteratura rosa che trova diffusione negli anni Settanta, e che è ritenuta una letteratura per sole donne, perché si parla di sentimenti e, per la prima volta, di desiderio femminile, laddove il desiderio maschile viene invece accettato e condiviso e non solo nella letteratura. Al rosa delle Quote rosa ovvero quella «parte del tutto» destinata alle donne in ambito lavorativo così come in quello politico e che non fanno altro che nascondere l’atteggiamento paternalistico delle istituzioni, per cui affermare la presenza di “quote” destinate alle donne ci da l’idea che la partecipazione delle donne è un modo di concedere, scrive la Lorenzini, «piccole dosi di diritti negati a favore dei privilegi di alcuni». Questa identificazione con il colore rosa spesso è una scelta delle stesse donne che lo utilizzano come loro simbolo. Ad esempio, l’autrice ci racconta della Marcia rosa che si è tenuta a Washington contro il neo eletto presidente Donald Trump o della manifestazione che si è tenuta a livello mondiale l’8 marzo dove le donne hanno manifestato contro la disuguaglianza e la violenza maschile utilizzando dei copricapo rosa e manifesti di colore rosa. Ci rendiamo conto, a partire da quanto detto, di come il colore abbia assunto una funzione identitaria perché mostra agli altri che si è femmine e dunque che si hanno “determinate” caratteristiche. La questione è che i tratti rappresentativi il femminile spesso sono denigranti. In altre parole, l’associazione con il colore rosa presenta un giudizio di valore. Allora, cosa fare? Si suggerisce di creare occasioni per rendere le ragazze e i ragazzi consapevoli che le “virtù” attribuite generalmente alle donne, come l’empatia, l’ascolto, la cura non sono solo femminili ma sono modi di essere che appartengono all’umano, senza distinzione di sesso e... di colore

    Allergie e intolleranze alimentari

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    Classificazione; Allergie; La malattia Celiaca; Intolleranze alimentari; Diagnosi; Misure preventive
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