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L'altro Stato. Autonomismo, federalismo, regionalismo nell'esperienza dei CNL
Per lungo tempo ci si è interrogati se e in quale misura i CLN avessero costituito una possibile e reale alternativa di potere ai tradizionali organi dello Stato. Ammettere – sulla scorta della storiografia più accreditata - che essi non furono mai – per ragioni oggettive e soggettive – una concreta alternativa, non vuol dire disconoscere il significato di un’esperienza. Ma, altresì, non deve impedire il con gli echi di posizioni dottrinarie e culturali, che, pure, avrebbero voluto vedere nei CLN il nucleo di un nuovo stato democratico e decentrato, e, soprattutto, con una prassi di governo (e di amministrazione) che, rispetto al tema centralismo/federalismo/decentramento, non manca di offrire spunti di grande interesse. Se la Resistenza era stata pressoché unanime nel rivendicare decentramento e autonomie locali, è proprio intorno alla formula e, ancor più, all’esperienza dei CLN che si gioca una partita di non piccolo significato. Il saggio suggerisce e sviluppa almeno quattro diversi livelli di lettura: quello che attiene a diffuse istanze di autogoverno locale, spesso in bilico tra voglia di decentramento e vero e proprio spirito separatista; quello che, nel bel mezzo dello scenario post insurrezionale, porta a collegare il mutamento dell’identità istituzionale dei CLN (la cosiddetta “fase consultiva”) con il più intenso sforzo di proiezione verso l’esterno; quello che fa sostanzialmente coincidere l’istanza per l’autonomia locale con l’autonomia regionale; quello che, infine, prova a coniugare l’istanza autonomista a più vasti e compiuti orizzonti federalisti
Al crocevia di quattro regioni. Aspetti della resistenza tra il Lesima e il Po
Il saggio analizza aspetti della resistenza in un'area strategica al confine di quattro regioni nel quadro della VI zona, con particolare attenzione agli aspetti geografici e geopolitici del territori
Storia locale e fonti orali
Riflessione sui problemi connessi all'uso delle fonti orali nella ricerca storica, soprattutto in relazione al quadro complessivo delle fonti e degli strumenti dell'indagine storica local
Il ras e il dissidente. Cesare Forni e il fascismo pavese dallo squadrismo alla dissidenza
Sullo sfondo di fondamentali snodi storici e storiografici, che caratterizzano la società italiana tra Otto e Novecento, la vicenda umana e politica di Cesare Forni, ras indiscusso del fascismo pavese, si dipana esemplarmente lungo quel filo che collega l'affermarsi di una nuova imprenditoria agraria nelle campagne irrigue a nord del Po, al suo ruolo di protagonista nella conquista fascista del potere e, infine, alla lotta per conservare la propria leadership durante il tormentato processo normalizzatore seguito alla 'rivoluzione' vittoriosa. Alle alterne sorti del 'ras' prima e del dissidente, poi, sono legate l'egemonia agraria (e lomellina) nel fascismo provinciale ovvero il suo completo e irreversibile ridimensionamento a favore di quella componente urbana inizialmente emarginat
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