1,720,966 research outputs found
Free-X. Piattaforma abilitante alla raccolta e condivisione dati per i praticanti di sport estremi
LAUREA MAGISTRALEIl progetto nasce da una mia passione personale per la montagna e l'arrampicata sportiva.
Ho voluto indagare possibili aree progettuali in questo campo che sta vivendo un momento di forte crescita.
La prima fase è di analisi del contesto: sono partita analizzando il mondo degli sport estremi cercando di capire cosa spinga l'uomo ad affrontare sfide così impegnative.
Dall'ampio mondo degli sport estremi mi sono poi concentrata su tre sport: il free climbing, il freeride mountain biking e lo sci freestyle.
Di essi ho analizzato le discipline, i gesti motori, le attrezzature e le patologie associate alla loro pratica.
Nella seconda fase della ricerca mi sono dedicata al mondo delle tecnologie indossabili cercando di comprendere cosa significhi progettare dispositivi tecnologici che andranno a legarsi al corpo umano.
Dopo questa fase di ricerca mi sono avvicinata a utenti che praticano questi sport; per lo sviluppo del mio progetto mi sono confrontata con tre atleti che sono stati in grado grazie ad una loro profonda conoscenza delle discipline di darmi indicazioni ponderate e realistiche.
Per le patologie mi sono rivolta a un medico specializzato nei traumi e nelle problematiche legate alla pratica di questi sport così da poter comprendere quali dati possono essere utili ai fini della ricerca medica.
Free-X è una piattaforma abilitante alla raccolta dati per i praticanti di sport estremi; è composto da un dispositivo indossabile, da un app e da un sito web.
Il dispositivo permette la raccolta di parametri e informazioni durante la pratica dell'attività sportiva; queste informazioni vengono poi rielaborate grazie a un app e restituite all'utente e condivise con altri player interessati come i centri di ricerca medica, le aziende produttrici di attrezzatura tecnica, le federazioni sportive. Il sito web permette ed incoraggia la nascita di una community così da favorire lo scambio di informazioni
FreeHand : eat different. Un progetto di sensibilizzazione e inclusione
LAUREA MAGISTRALEIl problema trattato in questo progetto riguarda la disabilità di alcune persone legata all’uso parziale delle braccia. Queste persone possono trovare difficoltà sia nelle azioni quotidiane, che in ambito lavorativo, andando incontro spesso a un rifiuto. Fra tutti gli ambiti della quotidianità questo progetto approfondisce il momento dei pasti, in un contesto come quello della tavola, ricco di scambio e convivialità che però spesso gli utenti single-handed perdono a causa della loro diversità, che si riflette sia nei gesti, che nei prodotti che usano.
L’idea è sia aiutare direttamente queste persone diversamente abili a reintegrarsi a tavola, che sensibilizzare la gente, avvicinandola così al mondo dei single-handed e favorendone l’inclusione sociale.
Entrambi questi scopi vengono raggiunti tramite l’utilizzo di un set da tavola che supera il concetto di posate, il quale prevede per “bon-ton” e tradizione l’uso di due mani. In questo modo tutte le persone a tavola mangiano nella stessa maniera, vivendo la stessa esperienza: che sia con una o due mani, la disabilità è superata.
Questo set viene inserito in un particolare punto ristoro legato alle comunità sociali, alle organizzazioni e alle associazioni che trattano la disabilità successiva a traumi oppure congenita che porta queste persone ad avere l’uso parziale o limitato delle braccia e delle mani.
In questo punto ristoro lavora personale single-handed ed è possibile vivere l’esperienza di mangiare con una mano sola non come se fosse una disabilità, ma piuttosto come un alternativo e divertente modo di mangiare utilizzabile sia dai single handed, che dalle altre persone.
Quest’esperienza vuole essere d’inclusione e condivisione per le persone disabili, e di sensibilizzazione per le altre persone con l’intento di non vedere questa disabilità solo come un qualcosa di disarmante o limitante e di superare i pregiudizi a riguardo.This Thesis is a study of the partial use of arms. The people with this problem are called single-handed. Single-handed may find difficulties both in daily actions, and in the workplace, where they are often refused or judged unfit. This project focuses on just one daily action, the mealtimes. This moment is full of conviviality but single-handed lose it because of their diversity that is reflected in their gestures and in the products that they use.
The idea is both directly help these people to be reintegrated at the table, and raise awareness, bringing in this way people closer to this kind of disability.
Both of these aims are achieved through the use of a table set that exceeds the concept of cutlery, which provides as tradition the use of two hands. In this way all the people at the table eat in the same way and live the same experience: they are allowed to eat with one or two hands, without cutlery, overcoming the disability.
This table set is placed in a particular eatery that is linked to social communities, organizations and associations that deal the problems of single-handed.
Single-handed work in this eatery, and in this place is possible to live the experience of eating with one hand as an alternative and funny way of eating that can be used both by single-handed and by other people.
This wants to be an experience of inclusion for people with disability, and an awareness for other people with the intent to not see this disability as something disarming or limiting but to overcome prejudices about it
MoWo. Postazione di lavoro mobile per smart worker
LAUREA MAGISTRALEMoWo è una postazione di lavoro mobile composta da un organiser contenente tutto il
materiale lavorativo necessario e una borsa per il trasporto; può essere utilizzata in modi diversi dipendentemente dall’attività lavorativa che si sta svolgendo (individuale o collettiva). L’elaborato di tesi parte dallo stretto rapporto tra il design delle opzioni e l’evoluzione del lavoro,il quale tende sempre di più a discostarsi dal concetto classico di ufficio, sia come luogo fisico che come tempi dedicati. Il progetto inizia da una ricerca sulle tendenze lavorative contemporanee, svolta con un approccio pratico tramite l’analisi di casi studio, condotta visitando terzi luoghi e intervistando persone che vivono questo genere di realtà lavorative non convenzionali, appartenenti allo
Smart Working. Da questa analisi e dall’osservazione degli utenti è emersa la necessità di marcare il proprio spazio lavorativo e di avere i propri strumenti
di lavoro ben ordinati e pronti all’uso, per poter rispondere prontamente alle esigenze lavorative del momento. Una volta realizzato il concept ne è stata verificata la fattibilità con un modello di studio e infine
è stato realizzato un prototipo.Mowo is a mobile workstation composed by an organizer containing tools for work and by a bag for transport; It can be used in different ways depending on the tipology of work (individual or collective). The thesis start from the relationship between design options and the changing workplace, which increasingly tends to depart from the classic office concept, both as a physical place as dedicated time. The project starts from a research on trends contemporary work, carried out with a practical approach through the analysis of case studies, conducted by visiting third places and interviewing people who live this kind of unconventional work realities, belonging to the Smart Working. From this analysis and observation of users came out the need to mark the working space and have the work tools well-ordered and ready to use, to be able to respond quickly to business needs of the moment. Once the concept was realized it was verified the feasibility with a Soft Model and finally It has been realized a prototype
Colori di stagione : workshop per bambini. Esperienza educativa per bambini che insegna l'estrazione di colori naturali sensibilizzando al riuso e alla stagionalità
LAUREA MAGISTRALEIl punto di partenza dell’analisi svolta è stato il mondo dei colori naturali e della loro produzione, processo in gran parte caduta in disuso a causa dell’introduzione dei colori sintetici ma che può essere riscoperto grazie alle pratiche artigianali e all’autoproduzione che sono in grado di cogliere il suo valore e le sue potenzialità.
Nella prima parte ho analizzato i principali metodi educativi basati sul gioco e sulla sperimentazione.
Nella seconda parte ho approfondito la mia conoscenza sul tema dei colori naturali iniziando da un inquadramento storico per poi studiare i materiali di partenza, le tecniche di produzione e gli utensili necessari.
“Colori di stagione” è un’esperienza educativa che stimola i bambini a concepire il colore in un modo differente: la palette cromatica utilizzabile varia al cambiar delle stagioni e l’estrazione del colore è vista come possibilità di riutilizzare gli scarti di frutta e verdura.
Questo progetto è realizzabile grazie alla collaborazione con una cartiera, un consorzio che si occupa di ortofrutta e una sede espositiva museale. È pensato per essere itinerante e quindi facilmente allestibile ed adattabile alle strutture ospitanti.
La filosofia di base è quella di permettere la massima libertà espressiva ai bambini fornendo il materiale necessario per sperimentare in autonomia i processi e i colori, senza doversi preoccupare della qualità estetica dell’output finale.
Il laboratorio si articola in tre fasi: la prima è incentrata sul comprendere la stagionalità di frutta e verdura e sul mostrare da quali materie prime è possibile estrarre colore, la seconda svela i processi estrattivi e invita i bambini a prenderne parte, la terza consente di verbalizzare l’esperienza fatta utilizzando i colori prodotti e realizzando un piccolo libro.
Il percorso, quindi, inizialmente è caratterizzato da un insegnamento di tipo induttivo che viene quasi subito abbandonato per diventate di tipo deduttivo e permettendo al bambino di scoprire e apprendere facendo.
Il progetto è stato in parte testato con quattro bambini, di età compresa tra i sette e i dodici anni, i quali hanno utilizzato i colori della stagione inverno
Make up art. Linea di prodotti per l'autoproduzione di cosmetici
LAUREA MAGISTRALECon il mio progetto ho voluto creare una linea di prodotti per l’autoproduzione di cosmetici
destinati sia a privati che desiderano realizzare prodotti cosmetici autonomamente,
sia a coloro che lavorano nel settore della cosmesi e hanno continuamente bisogno di
prodotti cosmetici nuovi e particolari.
Make Up Art propone una serie di prodotti per la cosmesi fai da te: strumenti per la realizzazione
come una ciotolina con beccuccio, un piccolo imbuto, un cucchiaio misurino,
una spatolina e un bastoncino; ingredienti come i pigmenti, gli “effetti speciali“, una soluzione
per polveri e prodotti base; contenitori cosmetici e kit di autoproduzione di cosmetici.
Ci saranno 8 kit diversi. Un kit è completo di tutti gli strumenti, mentre i restatnti 7 kit contengono
tutto l’occorrente per realizzare i prodotti cosmetici (ingredienti,contenitore finale
del prodotto, istruzioni ed etichetta adesiva).
Ho deciso di dare uno stile ai miei prodotti per differenziarli da quelli in commercio: Ho
scelto lo stile “Kawaii“, che tradotto in italiano significa “carino e tenero“.
Questo stile mi ha portato a fre alcune scelte stilistiche: i contenitori hanno forme morbide
e fluide, tutti i prodotti hanno un elemento distintivo, una grafica che ricorda un visoe i
colori che ho scelto fanno parte di una palette di colori che si rifà ai tipici colori dello stile
“Kawaii“.
Ogni contenitore ha un colore diverso in base alla zona del viso a cui è destinato: i prodotti
mani sono di colore viola, i prodotti per labbra sono di colore rosa, i prodotti per
occhi sono di colore azzurro, i prodotti viso sono di colore arancio.
Inoltre ho realizzato anche un sito web che sarà la piattaforma su cui sarà possibile acquistare
tutti i prodotti (sia i prodotti sfusi che i kit), consultare videotutorial per realizzare
i prodotti, controllare le novità proposte da Make Up Art e consultare la sezione “Chiedi
all’esperto“
Tird : una nuova forma di educazione tecnologica per la terza età
LAUREA MAGISTRALEIl progetto “Tird: teaching technology” propone un’ innovativa forma di educazione tecnologica per la terza età.
La consapevolezza del crescente divario
digitale, legato all’età anagrafica e la necessità di creare un ponte solido tra generazioni e tra linguaggi diversi, ha portato infatti alla progettazione di una piattaforma abilitante in grado d’insegnare ai “tardivi digitali” le nuove forme di comunicazione e interazione tipiche
della Società dell’Informazione del XXI secolo.
L’obiettivo è quello di offrire alla terza età la possibilità di utilizzare artefatti tecnologici esistenti, senza ricorrere a strumenti stigmatizzati e ultra semplificati che aumentano la percezione del cosiddetto “grey digital divide”.
Utilizzando il prodotto, quindi, i senior
vengono stimolati all’uso e al consumo
delle ICTs (Information and communication
technologies), come smartphones e tablets, in
modo da poterne cogliere vantaggi e benefici
in termini di miglioramento della qualità
della vita.La formazione tecnologica passa
attraverso l’interfaccia del prodotto, che offre una serie di lezioni teoriche e attività interattive con l’obiettivo di insegnare all’utente sia i concetti teorici del mondo digitale sia le competenze e i linguaggi specifici.
Per colmare il crescente divario tecnologico
intergenerazionale, Tird diventa un facilitatore, un traduttore in grado di trasmettere i nuovicontenuti e le procedure derivanti, grazie a una veste di facile comprensione per una categoria come quella della terza età che da sempre convive con altri modelli di riferimento.
Il prodotto propone una forma di educazione
strutturata e logica, ma anche fresca e divertente, attraverso cui il senior costruisce il proprio percorso di apprendimento digitale tenendo conto di interessi e abilità e soprattutto
dei propri tempi.
Tramite metafore, analogie e spiegazioni agevolate, gli utenti possono comprendere i nuovi codici linguistici e grafici delle ICTs e avvicinarsi con maggior disinvoltura ed empatia al digitale.
Protagonista dell’interfaccia è il gufo Tird,
tutor virtuale che assiste simpaticamente
l’utente nel suo percorso di studio, motivando e stimolando la continuità dell’uso
Miauhaus : soluzioni per l'arricchimento ambientale della pet-family
LAUREA MAGISTRALEMIAUHAUS è un sistema di arredi per l’uomo e per il gatto nato dall’imput di riscoprire il progetto nell’epoca dei flussi che è stato il presupposto principale del tema del Laboratorio di Sintesi Finale, ovvero il Design delle Opzioni. Sin da subito l’idea dalla quale sono partito è stata quella di dare all’utente la massima libertà di intervenire nel progetto, personalizzandolo e, conseguentemente, dare la possibilità di trasformare lo spazio, determinando un arredo sempre più fluido e contemporaneo con soluzioni semplici, modulari e versatili. Nello specifico mi sono avvicinato al pet design, quella disciplina progettuale che nasce per venire incontro alle esigenze di animali e padroni che vogliono offrire benessere e spazi confortevoli ai loro amici animali senza rinunciare ad un design gradevole e di qualità.MIAUHAUS is a furniture system for humans and for cats designed to give freedom to the user to personalize the project and transforming the space. The rusult is a fluid, contemporary and simple furniture solutions , modular and versatile. Specifically I approached the pet design field, the design discipline that was created to answer the needs of animals and owners who want to offer well-being and comfortable spaces to their animal friends without giving up a pleasant design and quality
Long live the objects. Design per produrre cambiamento
LAUREA MAGISTRALEIl progetto che ho ideato, e che ha nome Long Live The Objects, mira a creare una sensibilità nuova verso una
progettazione sostenibile, il cui obiettivo è quello di evitare la dismissione prematura degli oggetti, tramite la creazione di un legame emotivo tra le persone e questi ultimi; legame che si può formare tramite l’appropriazione, ossia la
personalizzazione di tali oggetti da parte degli utenti.
Il risultato è un allungamento della vita dei prodotti, che giungeranno sì al fine vita, ma dopo aver vissuto a lungo e pienamente con i loro possessori.
Questo tipo di progettazione, sintetizzata sotto forma di concrete linee guida all’interno di un manifesto, può
trovare diffusione grazie allo strumento della piattaforma online; piattaforma che è abilitante per gli utenti, grazie alle
molteplici funzioni e modalità di accesso.
Nel primo capitolo, grazie alle parole di un noto designer, ho voluto riflettere sulla necessità di una ridefinizione degli obiettivi di design.
Nel secondo, in particolare ho esplorato i temi della responsabilità etica e sociale e di quella ambientale nell’ambito della progettazione.
Nel terzo capitolo ho ragionato sulle modalità per produrre un cambiamento e e ho identificato gli strumenti adatti al mio caso.
Nel quarto, ho introdotto il tema della cultura Wabi Sabi, per poi ragionare sul Wabi Sabi applicato al design.
Tale tematica mi fornirà principi e strumenti per raggiungere l’obiettivo della mia tesi.
Nel quinto capitolo presento finalmente la prima parte della mia idea: “Lunga vita agli oggetti”, un manifesto per un cambio di paradigma nella progettazione, costituito da linee guida progettuali pensate per applicarsi a molteplici opzioni.
Nel sesto illustro Il concept del progetto che ne segue, ovvero la piattaforma online incaricata di diffodere il messaggio LLTO, descrivendone modalità ed aspetto, obiettivi e target.
Nel settimo capitolo mostro la mia personale interpretazione dell’approccio, con una Collezione di arredi chiamata Legami; chiarisco qual è il concept che vi sta dietro, lo sviluppo del particolare materiale, lo stile che la caratterizza; presento poi le schede di ogni prodotto afferente alla Collezione Legami e le carte d’identità che li accompagnano.
Nell’ottavo ho simulato concretamete la realizzazione della collezione Legami, così come presentato nelle modalità di utilizzo della piattaforma, dalla progettazione, alla ricerca della filiera per il recupero del materiale, alla selezione di un artigiano interessato, alla realizzazione del pannello particolare, alla costruzione dei due oggetti esempio, per poi procedere con la sperimentazione con gli utenti, necessaria per validare la mia proposta.
Nel nono traggo le conclusioni e lancio proposte di scenari futuri di sviluppo, con altri materiali da indagare.The project that I created, and whose name is Long Live The Objects, aims to create a new sensitivity towards sustainable design, the objective of which is to avoid premature disposal of objects, by creating an emotional connection between people and these ones; bond that can be formed through the appropriation, that is the customization of such objects by the users.
The result is a longer life of the products, so that they will come to the end of life, but having lived a long time and fully with their owners.
This type of design, synthesized in the form of practical guidelines in a poster, can be found spread through the instrument of the online platform; platform that is enabling for users, thanks to its many features and access methods.
In the first chapter, through the words of a well-known designer, I wanted to reflect on the need for a redefinition of the design objectives.
In the second, in particular I explored the themes of ethics and social and environmental responsabilities in the design.
In the third chapter I reasoned on how to produce a change and I have identified and the proper tools for me.
In the fourth, I introduced the topic of Wabi Sabi culture, then Wabi Sabi applied to the design.
This theme will provide me with the principles and tools to achieve the goal of my thesis.
In the fifth chapter finally I present the first part of my idea: "Long life to objects", a manifesto for a paradigm shift in the design, made up of design guidelines designed to apply to multiple options.
In the sixth illustrate the concept of the project that follows, which is the online platform responsible for the spreading of LLTO message, describing manner and appearance, objectives and targets.
In the seventh chapter show you my personal interpretation approach, with a furniture collection called Legami; I clarify what is the concept behind it, the development of the particular material, the style that characterizes it; then I present each product of the Collection and the ID cards that accompany them.
In the eight chapter I simulated the realization of the collection Legami, as presented in the manner of use of the platform, from design to research the supply chain for the recovery of the material, the selection of a craftsman concerned, to the realization of the particular panel, the construction of the two example objects, to then proceed with the testing with users, necessary to validate my proposal.
In the ninth draw conclusions and launch proposals for future development scenarios, with other materials for investigation
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