489 research outputs found
Effect of Post-Deposition Annealing on the Electrical Properties of MOCVD-grown Praseodymium Silicate MIS Diode
ASSOCIATION OF CYTOGENETIC ABNORMALITIES WITH DETECTION OF BCR-ABL FUSION TRANSCRIPTS IN CHILDREN WITH T-LINEAGE LYMPHOPROLIFERATIVE DISEASES
Detection of Philadelphia chromosome (Ph) in childhood T-lineage acute lymphoproliferative disorders is a rare event. Additional cytogenetic abnormalities are particularly uncommon in ALL. We here report two cases with T lineage acute lymphoproliferative disorders (T-ALL and T-NHL) presenting with both cytogenetic alterations and BCR-ABL fusion transcripts, associated with an aggressive presentation and a poor outcome. We point out firstly on the cytogenetic aberrations, supporting the hypothesis of multi-lineage involvement of ALL expressing Ph chromosome; secondly, on the persistence of T-cell leukemic clone detected by minimal residual disease (MRD) analysis, despite of the early disappearance of BCR-ABL fusion transcrip
OUTCOME OF CHILDREN (NON-INFANT) WITH T(4;11) POSITIVE ACUTE LYMPHOBLASTIC LEUKEMIA TREATED WITH AIEOP-LLA 2000-R2006 PROTOCOLS
Comparative sequence analysis of incomplete DJH and TCR gene rearrangements in children with relapses of T-ALL
The detection of minimal residual disease (MRD) during the first
phase of treatment can predict outcome in childhood acute
lymphoblastic leukemia (ALL).1 Currently MRD detection in ALL
patients provides important information in order to assign a
tailored-treatment and the risk of an impending relapse. Nevertheless,
the major treatment failure in ALL occurs predominantly
in patients with T-cell ALL. This reflects especially a more
therapy-resistance and a slower clearance of blasts of T-ALL in
comparison with precursor-B-ALL.2 Therefore, the quantification
of early response to therapy and the monitoring of MRD
during and after treatment can greatly improve the outcome and
long-term quality of life of these patients. In childhood ALL,
detection of MRD with high sensitivity (ie 104, 105) can be
achieved by quantitative PCR methods (RQ-PCR) of rearranged
immunoglobulin (Ig) and T-cell receptor (TCR) genes.1,3 The
usefulness of these specific PCR targets should give attention to
the possible modification of Ig and TCR gene rearrangements that
could occur during the course of disease, due to continue activity
of the V(D)J recombinase enzymes in leukemic blast
Orientamento universitario, carriera accademica e benessere. Una valutazione sugli esiti di diverse esperienze di orientamento
La accurata valutazione dell’esito di una azione costituisce uno dei punti essenziali nel determinare la “salute” di un servizio offerto; a ciò non si sottraggono le attività di orientamento, soprattutto quando esse sono inserite all’interno di servizi pubblici quali Università, Scuole, Centri per l’Impiego, ecc.
Negli scorsi anni il dibattito sui temi della valutazione di una azione di orientamento ha visto numerosi contributi da parte di studiosi ed esperti del settore (si veda ad esempio Fraccaroli, 2004): La maggior parte di essi ha concentrato la propria attenzione sulla modificazione, nei soggetti interessati, della rappresentazione del problema della scelta, in termini di auto-efficacia e/o di strategie decisionali, capacità di fronteggiamento dello stress, ecc. D’altra parte, anche per gli studiosi di area economica (“titolari”, per certi versi, dei metodi alla base della certificazione della qualità) la questione della definizione e della misurazione della qualità dei servizi non è un tema banale. Anche in questo caso si tratta di un tema ampiamente dibattuto: in seguito ai primi tentativi che hanno provato ad applicare le metodologie relative alla valutazione della qualità dei beni (dove esiste ormai un approccio pressoché universalmente accettato, basato su tecniche statistiche che sfruttano l’analisi degli elementi tangibili del prodotto) che si sono mostrati fallimentari, ad oggi non si è raggiunto un sufficiente grado di uniformità (cfr. Montgomery, 1996).
La ricerca che presentiamo rappresenta la naturale prosecuzione di un contributo pubblicato recentemente (Pace, Ciaccio, Di Bernardo, Governale, Messana & Pupillo, 2007), e relativo alla valutazione dell’esito di una attività di orientamento erogata dal Centro Orientamento e Tutorato dell’Università di Palermo. In quel caso avevamo valutato se l’attività svolta avesse prodotto un cambiamento ponderabile nell’atteggiamento dei partecipanti rispetto al proprio futuro professionale, in termini di maggiore chiarezza e minore tensione rispetto alle scelte. Con il presente contributo abbiamo voluto valutare, a circa un anno e mezzo dalla formulazione del consiglio, che tipo di carriera accademica avessero seguito i nostri utenti, quale il loro livello di successo, se e quanto si trovassero a loro agio con la scelta realmente effettuata.
L’oggetto della valutazione è l’efficacia di due diverse tipologie di servizio erogato: quello di “consulenza individuale”, che prevede la somministrazione di una batteria di test seguiti da o più colloqui, e quello di “bilancio di competenze”, dove ad un numero selezionato di soggetti, in genere maggiormente confusi rispetto alla scelta, si propone un percorso di gruppo che ha una durata di circa 15 ore (si veda Pace et al. 2007).
Sono state condotte circa 200 interviste telefoniche, nel corso delle quali si è chiesto ai soggetti (tutti ex utenti) se e in quale corso erano iscritti; se ricordavano che tipo di consiglio avevano ricevuto; nel caso in cui non avessero seguito il consiglio, se comunque ci avevano provato (per es. sono stati bloccati dal “numero chiuso”); a che livello erano soddisfatti della scelta intrapresa e che grado di benessere percepivano; infine si richiedeva loro di fornire alcuni dati “ponderabili” (es. quanti CFU avevano sostenuto e con che media).
L'ipotesi che abbiamo posto a verifica è che coloro i quali hanno messo in atto quanto emerso dalla attività di orientamento fossero più soddisfatti ed avessero conseguito un maggior successo rispetto a coloro i quali non avevano potuto seguire il consiglio ed ancorpiù rispetto a coloro i quali avevano scelto per altri motivi di non farlo. I risultati parziali, ancora in corso di elaborazione, tendono a confermare le nostre ipotesi.
Fraccaroli, F. (2004). La valutazione delle azioni di orientamento. in A. Di Fabio e V. Majer (a cura di). Il Bilancio di Competenze. prospettive di approfondimento. Franco Angeli. Milano.
Montgomery D.C., (1996), “Introduction To Statistical Quality Control”, Wiley & Sons, New York.
Pace F., Ciaccio M., Di Bernardo D., Governale L., Messana T., Pupillo T. (2007). Un bilancio sul bilancio: analisi di una esperienza biennale con utenti del COT dell'Università di Palermo. In: Soresi S. Orientamento Alle Scelte. Giunti O.S
La lunga durata del libro di Camilleri
Viene studiato il radicamento nella storia della lingua italiana delle scelte linguistiche di Camilleri
CARATTERIZZAZIONE MOLECOLARE E STUDIO DELLA MALATTIA MINIMA RESIDUA NELLE LEUCEMIE B MATURE TRATTATE SECONDO PROTOCOLLO AIEOP LNH-97
Introduzione ed obiettivi. Le traslocazioni cromosomiche che
coinvolgono l’oncogene c-myc rappresentano importanti
markers tumorali nel linfoma di Burkitt e nella leucemia linfoblastica
acuta (LLA-B). Lo scopo di questo studio è stato la caratterizzazione
molecolare e lo studio della cinetica di risposta
della Malattia Minima Residua (MMR) in una popolazione di
pazienti affetti da LLA-B arruolati nel protocollo AIEOP LNH-
97. Metodi. I campioni di midollo osseo (MO) sono stati studiati
mediante LD-PCR per la ricerca della t(8;14)(q24,q32), mentre
la valutazione delle traslocazioni varianti t(2;8)(p11;q24) e
t(8;22)(q24;q11) è stata condotta mediante citogenetica classica.
Risultati. In totale sono stati analizzati 76 campioni di MO
all’esordio e 48 (63%) sono risultati positivi mediante LD-PCR
per la t(8;14). L’analisi citogenetica è stata eseguita su 44 pazienti:
11 erano t(8;14) positivi, 2 presentavano la t(8;22), 11 sono
risultati negativi e per altri 11 pazienti lo studio non è stato possibile
per l’assenza di metafasi. Lo studio di MMR è stato condotto
in 39 pazienti. La maggior parte di essi (83%) si sono
negativizzati dopo il primo ciclo chemioterapico: allo stop terapia
7/39 pazienti, pur essendo in remissione completa, hanno
mostrato una positività molecolare. Questi pazienti sono tutti
recidivati entro 3 mesi dallo stop terapia, mentre dei rimanenti
32 pazienti in remissione completa e negativi in LD-PCR solo
due sono recidivati. Conclusioni. Questi dati oltre ad evidenziare
l’adeguatezza della tecnica di LD-PCR per lo studio della traslocazione
più frequente nelle LLA-B, suggeriscono che l’attuale
protocollo terapeutico ad alta dose-intensità (LNH-97)
presenta una elevata efficienza nella clearance del MO. La presenza
di MMR allo stop terapia sembra correlare con un più alto
rischio di recidiva e quindi in grado di individuare un sottogruppo
di pazienti che potrebbero beneficiare di un diverso o
ulteriore trattamento
La valutazione dell’evento di vita stressante / traumatico: strumenti self-report per la pratica clinica e la ricerca.
- …
