1,721,037 research outputs found

    Proposta di istituzione di un geosito al Monte di Cuma nei Campi Flegrei

    No full text
    I Campi Flegrei sono una delle aree a più elevata valenza turistica presenti al mondo, in quanto all’interno di essi convivono fenomeni di vulcanismo attivo estremamente affascinanti e reperti archeologici che testimoniano la presenza di insediamenti nell’area già in epoche precedenti alla colonizzazione greca. Queste caratteristiche rendono, quindi, l’area flegrea una sede idonea alla realizzazione di geositi, ovvero “aree in cui è possibile definire un interesse geologico-morfologico per la conservazione” (WIMBLEDON 1996; BRANCUCCI-BURLANDO 2001; PANIZZA-PIACENTE 2002), all’interno dei quali, in particolare, va prevista anche la valorizzazione del patrimonio archeologico. Non va dimenticato, tuttavia, che i Campi Flegrei rappresentano anche una delle aree di vulcanismo attivo a più elevato rischio esistenti al mondo. L’informazione e la formazione dei “non addetti ai lavori”, quali possono essere gli studenti o i turisti, rappresenta sicuramente uno dei più validi strumenti per la sensibilizzazione delle popolazioni residenti alle problematiche connesse al rischio vulcanico. L’istituzione di Geositi all’interno dei Campi Flegrei, andrebbe ad assumere quindi un’ulteriore valenza didattica e formativa per le popolazioni che risiedono all’interno di essi, perché offrirebbe a un numero sempre maggiore di persone la possibilità di conoscere direttamente sul campo i prodotti dell’attività vulcanica. Nell’ultimo decennio la Regione Campania ha istituito sei nuovi Parchi Regionali, tra cui quello dei Campi Flegrei. L’intera area di questo Parco è suddivisa in diverse fasce di salvaguardia, denominate Aree di Riserva, ognuna delle quali comprende una serie di luoghi di notevole interesse geo-vulcanologico e storico. Nell’ambito del Parco, una delle Aree di Riserva Integrale di maggiore interesse per quanto riguarda sia gli aspetti geologici che archeologici è proprio quella del Monte di Cuma. Obiettivo primario del presente lavoro è stato quello di verificare se l’area del Monte di Cuma presentasse potenzialità tali da essere idonea all’istituzione di un geosito. Verificata l’idoneità del sito, data la sua rispondenza ai principali requisiti di cui un geosito deve essere dotato (rappresentatività, interesse scientifico, rarità, importanza paesaggistica, valore educativo), è stata quindi impostata una serie di itinerari che consentissero di ripercorrere la storia geologica ed archeologica dell'area, lungo i quali sono previsti numerosi stop. Ogni percorso viene interamente illustrato da pannelli e poster posizionati all’inizio del sentiero, mentre presso gli stop più significativi si propone l’installazione di pannelli divulgativi per illuatrare in maggiore dettaglio le singolarità geologiche osservabili

    La Solfatara: rilevamento vulcanologico e proposta di istituzione di un Geosito nei Campi Flegrei.

    No full text
    La Solfatara è un vulcano quiescente che si trova al centro dei Campi Flegrei. Esso è testimonianza diretta della cosiddetta «fase solfatarica» con emissione di vapori caldi ricchi in acido solfidrico e anidride carbonica. Lo scopo del lavoro è quello di proporre la Solfatara di Pozzuoli come potenziale Geosito vulcanologico all’interno dei Campi Flegrei. È stato effettuato un nuovo rilevamento geologico in scala 1:5.000 dei prodotti del vulcano Solfatara, con l’elaborazione finale della cartografia in scala 1: 10.000 (tav. I). Il rilevamento geologico e l’osservazione di foto aeree hanno messo in evidenza la presenza di un relitto morfologico ad andamento anulare (PaleoAgnano), successivamente troncato dal vulcano di Astroni a nord e dal promontorio di Monte Spina a sud. La Solfatara si è formata circa 4.000 anni fa attraverso una modesta attività di tipo esplosivo e si è impostata sul bordo esterno occidentale del PaleoAgnano sul quale si sono deposti susseguentemente i suoi prodotti, costituiti da un deposito breccioide, con grossi blocchi di lava e tufo immersi in una matrice cineritica, seguito da ceneri grigie stratificate con all’interno livelli pisolitici e lenti di pomici. È stato poi evidenziato il valore storico-culturale della Solfatara attraverso la raccolta di documenti antichi inerenti il suo utilizzo come miniera per l’estrazione principalmente di zolfo e l’uso terapeutico delle sue acque e dei suoi vapori. La nostra proposta di Geosito per la Solfatara di Pozzuoli è supportata dal fatto che questo vulcano soddisfa gli otto criteri su cui si basa la valutazione di qualità di un Geosito: rappresentatività, interesse scientifico, rarità, importanza paesaggistica, valore educativo, accessibilità, stato di conservazione e vulnerabilità. Per rendere fruibile al pubblico la Solfatara vengono infine presentati tre itinerari geologico-culturali che permettono di cogliere gli aspetti più significativi di questo Geosito vulcanologico
    corecore