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    Gibellina Experience: Archeologia della memoria al Grande Cretto di Burri

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    The contribution concerns the study of Burri's famous work according to an archaeological approac

    Virtual Restoration 1. Paintings and mosaics

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    This volume is the first of a series of books dedicated to individual areas of Virtual Restoration, which today represents one of the possible ways to know, preserve, safeguard and enhance artwork. In particular, this book deals with the restoration of pictorial and mosaic surfaces, through numerous case studies, all the topics related to restoration through the use of digital technologies: from the relief to the representation of decorated surfaces, the integration of gaps to virtual iconographic reconstruction up to the use of non-invasive diagnostic analysis. For each individual issue, solutions are compatible with the principles, rules and methods of “real” restoration, according to the axiom “physical restoration” to preserve and “virtual restoration” to enhance: an evolving methodology

    IL RESTAURO VIRTUALE IN ARCHEOLOGIA

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    Il restauro virtuale è l’insieme di metodologie informatiche integrate di Computer Graphic, sia bidimensionali che tridimensionali,finalizzate alla restituzione di un bene archeologico, architettonico o artistico nella sua completa, o quasi, integrità. Questa nuova disciplina, che sta progressivamente affermandosi in ambito accademico, coniuga le attività e le metodologie di ricerca proprie delle cosiddette hard sciences con quelle più tradizionali di estrazione umanistica. Il virtuale è entrato a far parte della ricerca archeologica dapprima con un ruolo didattico-divulgativo (ricostruzioni ideali di edifici, città, territori ecc.), e, solo più recentemente, con fini conoscitivi, costituendo un aggiornamento dei tradizionali studi rivolti alla ricostruzione dei manufatti antichi. Per cui, in ambito archeologico, il restauro virtuale non deve essere inteso come modalità di ricostruzione ideale di un manufatto, bensì come metodologia per la verifica e la sintesi dei dati analitici. Il libro si rivolge a studenti di Archeologia, Storia dell’Arte e Restauro che intendano applicare le tecnologie informatiche ai propri settori di ricerca, introducendoli in maniera agile all’interno del vasto mondo del virtuale secondo un percorso metodologico comune

    Il restauro virtuale delle superfici pittoriche della Tomba dell'Atleta di Ugento

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    The contribution concerns the virtual reconstruction of the paintings of the Athlete's tomb in Ugent

    Il modello virtuale dell'anfiteatro

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    Studio ricostruttivo dell'anfiteatro romano di Rudiae (Lecce

    Il Teatro romano di Augusta Bagiennorum. Dallo studio dei resti all’ipotesi ricostruttiva del progetto

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    Il Piemonte romano ha conservato i segni manifesti della grandiosità del programma edilizio avviato dall’impero di Augusto in numerose città di nuova fondazione. La mole del progetto di un teatro e di un anfiteatro ha richiesto l’impiego di materiale, tecnologia e risorse artistiche, nel cantiere antico, in quantità tali da conservarne nei secoli le testimonianze più eclatanti. E ha inciso a tal punto sul disegno delle città che, nonostante la spoliazione dei marmi decorativi e dei materiali da costruzione, se ne riconoscono talvolta i tratti nelle stratificazioni delle epoche successive. Giuseppe Assandria e Giovanni Vacchetta avviarono gli scavi nella piana della Roncaglia, frazione poco lontana dal centro della città di Bene Vagienna, a partire dal 1892 e portarono alla luce i resti di Augusta Bagiennorum, ponendo fine alle controversie sull’esatta ubicazione della città romana e della cui esistenza si erano formulate ipotesi fin dalla metà del Settecento. Nel 1894 individuarono i resti del teatro che Vacchetta immaginò e disegnò con la stessa enfasi con cui la cultura ottocentesca ritraeva la romanità classica. Gli scavi e i restauri ripresi a partire dagli anni cinquanta del Novecento dalla Soprintendenza alle Antichità del Piemonte mirarono a consolidare le sostruzioni della cavea e a riqualificare l’edificio scenico con un moderno palcoscenico ligneo e l’installazione di finti portali in cemento a imitazione di quelli in marmo lunense, oggi conservati nel locale museo archeologico insieme ai frammenti della decorazione architettonica scolpita nelle pietre tra le più belle e pregiate dell’Antichità . In anni recenti, le nuove indagini della Soprintendenza e la collaborazione iniziata con l’allora funzionario responsabile dell’area archeologica Maria Cristina Preacco hanno fornito interessanti risultati sulla provenienza dei materiali che, unitamente ai recenti studi multidisciplinari sulle scaenae frontes dei teatri romani, hanno incoraggiato l’elaborazione di una ipotesi ricostruttiva della scena prima e dell’intero edificio poi. Questo volume vuole dare continuità a un progetto di Maria Cristina, dedicato alla restituzione dei singoli monumenti che verosimilmente qualificarono Augusta Bagiennorum. Ci si è avvalsi delle tecniche grafiche proprie della progettazione architettonica nell’intento di ricostruire, più che l’edificio, il processo ideativo, nel rispetto delle fonti e della realtà archeologica, consapevoli che gli strumenti tradizionali della rappresentazione architettonica per alcuni versi sembrano avere esaurito la loro funzione comunicativa

    Il restauro dell'affresco della Genesi sulla parete meridionale della grotta

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    The virtual restoration, which focused only on the frescos of the southern wall, enabled to better understand the whole composition of the Genesis scenes and to formulate several hypothesis on the colours and their function as means of indirect lighting of the cave setting, scarcely lit itsel

    ANTICO E (È) CONTEMPORANEO

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    Revisione e cura di riflessioni sul ruolo dell'antichità quale presenza viva nella eta contemporaneareview and some reflections about the antiquity like living presence inthe context of the contemporary ag

    Virtual Restoration 3.1. Architecture. Principles and methods for virtual archaeological reconstruction of ancient monuments

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    This volume is the third in a series of books dedicated to Virtual Restoration and specifically the first dedicated to architecture, or rather to the reconstructive study of ancient monuments. Within the discipline, virtual restoration of ancient buildings is certainly the most complex field of application, as it encompasses all sectors of virtual restoration. This includes mosaics, frescoes, painted plaster, and stucco, sculptures and plastic works, wooden works for roofing, and ceramics (roof tiles, bricks, and tiles, etc.). Each area has its own autonomous intervention methodologies, which are combined to create the complete three-dimensional reconstruction of the building. This book illustrates all aspects and issues related to virtual reconstructions of ancient buildings through 28 specific case studies. The aim is to propose a correct use of digital visualization of an ancient monument, showcasing the sources used for 3D reconstruction. It explicates the logical process followed in reconstructing various hypotheses, and in the most controversial case studies, it proposes different reconstruction hypotheses or one for each chronological phase of the ancient object under study for reconstruction

    The contribution of Virtual Archaeology to the Marmora Phrygiae project

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    In recent years Virtual Archaeology research activities were conducted in order to understand the urban and architectural transformations of Hierapolis. Five main lines of study were developed: (i) digital survey of the monuments, (ii) reconstructive study, (iii) digital analysis of data, (iv) 3D representation of the urban landscape and its evolution, (v) implementation of an online and offline platform. This paper discusses the main contributions these different activities made to the Marmora Phrygiae Project as regards both the study of the monuments and the reconstruction of the urban image of the city. KEYWORDS: Virtual Archaeology, digital survey and restoration, quantitative analysis, 3D reconstruction, Hierapolis
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