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La villa di Eliseo II Raimondi presso Cavallara (1607): disegno e prassi nell’architettura di Giuseppe Dattaro
La storiografia su Cremona tra Cinque e Seicento ha dedicato all’architettura un’attenzione contenuta. Se il lavoro di Politi resta ancora un caposaldo in grado di descrivere i fenomeni di ‘confinamento’ dell’aristocrazia nell’economia locale, prettamente agraria, i grandi ‘investimenti’ o progetti, talvolta cospicui, non sono stati indagati a fondo.
Ma più in generale è carente l’attenzione ai territori, alle residenze rurali delle élites che in altri ambiti sono oggetto di studi sistematici – si pensi al Palladio o agli esempi romani – che hanno coinvolto le rinnovate pratiche agricole, l’implementazione della produttività dei terreni e delle risorse ambientali (mulini, arginature, bonifiche...), fornendo anche una chiave interpretativa più aggiornata dell’attuale geografia locale. Entro una ricerca necessariamente pluridisciplinare, gli investimenti legati a cicli economici devono essere riconnessi a puntuali programmi edIlizi in un contesto di ampia scala, territoriale
L'altra faccia della professione. Impegno civile e passioni umanistiche dei professionisti cremonesi dall'Unità al fascismo
Fonti per la storia dell’educazione presso l’Archivio di Stato di Cremona: materiali storiografici
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