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    Innovazione e strategie per la città: l'architettura ecologica di Emilio Ambazs e il progetto di paesaggio di Turenscape

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    Essay on Ambazs ecological design compared with Turenscape landscape design looking for innovation and strategies in the citie

    Landscape Design, Il progetto degli spazi aperti

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    Nella progettazione degli spazi aperti, siano essi parchi, giardini o "soltanto" luoghi destinati alla vita associata, il ruolo del progettista rimane centrale nell'azione di modellare to spazio e le sue componenti. Come sempre accade nei processi di progettazione - sia essa architettonica, paesaggistica, urbanistica - la dimensione "artigianale" dell'autore è ben evidente e immediatamente individuabile, intesa - questa dimensione - come peculiare e unica, probabilmente non ripetibile e quindi non seriale, forse non ascrivibile in maniera canonica alle dinamiche più classiche del processo di design. Se intendiamo il disegno industriale come processo di progettazione e produzione seriale di oggetti, nel caso della progettazione degli spazi aperti e del paesaggio osserviamo la quota destinata a esso come parte del più ampio processo di progettazione paesaggistica, che si avvarrà dell'esperienza specialistica dei progettisti-produttori di design per caratterizzare luoghi e scelte. Nella consapevolezza che il design assume significati ampi e che vanno oltre lo sviluppo di un concept, bisogna altresì considerare il fatto che il design è rapporto tra prodotto e utente, con l'intervento di una vasta gamma di definizioni che riguardano l'ergonomia, la fattibilità del prodotto, l'usabilità, le caratteristiche meccaniche, i costi, i materiali, e cosi via

    Fiumi tra progetto e piano. Soluzioni per lo spazio pubblico fluviale

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    The river, in its physical threshold condition, can be considered a multidimensional metaphor. The water that invades the ground and floods, the same water which then retracts, offers us the vision of the river as a ductile element although not without rigid certainties, sometimes backbone, sometimes system circulatory, sometimes nervous system of a territory. An essay on the rivers role and specific landscape design

    Paesaggio, architettura e trasformazioni urbane: scelte consapevoli per il terzo millennio

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    Il tema del rapporto tra architettura e natura e’ stato occasione secolare di esplorazione e ricerca. Nelle sue declinazioni piu recenti questo rapporto ha osservato una sempre maggiore integrazione tra concetti che possono apparire antinomici. Il bisogno di Natura in Architettura ottiene una consacrazione con il pensiero di Le Corbusier: il tetto-giardino prima, esplicitazione della integrazione della natura in architettura, che mette sull’edificio moderno la dimensione naturale normalmente destinata al livello del giardino. Successivamente gli studi sulla citta’ moderna e la sua integrazione con i sistemi naturali e il verde fanno di Le Corbusier un paesaggista innovatore; con la Ville Contemporaine per tre milioni di abitanti (1922), Il Plano Voisin per Parigi (1925), e la Ville Radieuse per un milione e mezzo di abitanti (1929), Le Corbusier trasforma in chiave contemporanea e dirompente le teorizzazioni di Howard sulla Città-Giardino, delineando in forma ipermoderna il nuovo rapporto tra natura e sistemi urbani, la cui qualità genera una totale integrazione tra artificio e natura, disciplinando altresí una nuova gerarchia negli spazi pubblici.Il saggio esplora esperienze di trasformazioni del paesaggio urbano

    Un parco multilivello

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    La Sicilia è una terra dalle mille sorprese, ricca di paesaggi diversi, piena di eccezionali contrasti. un paradigma infinito di scenari mutevoli, infinitamente complessi e anche in questo unici. Al centro di questa isola dai paesaggi lussureggianti si trova l'unico esempio di lago naturale della regione, il lego di Pergusa, alimentalo unicamente dalle piogge e dalle falde sotterranee. Il lago è protagonista, di una pirandelliana vicenda, legalo all'infrastruttura che ha reso celebre il luogo in epoca recente, l'autodromo. Con la sua potente la sua collocazione si impone persino sul mito e la natura di luoghi, riconfigurandola in maniera significativa. L'articolo, quindi, propone un commento alla proposta di trasformazione dell'autodoromo di Pergusa e presenta gli esiti del Workshop della Fondazione Bioarchitettura del 2016

    El contexto italiano en la experiencia didáctica entre proyecto, paisaje y territorio.

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    La experiencia de la didáctica italiana que se describe en este libro está enfocada sobre todo en el trabajo que se hace en la Escuela Politécnica de la Universidad de Palermo, con la participación de unos compañeros que enseñan a la Universidad de Brescia de Roma, de Génova y de Florencia. Las contribuciones que se publican aquí están dirigidas a diferentes áreas de conocimiento, pero todas están dirigidas a los temas de territorio y sus transformaciones, paisaje y proyecto. Las experiencias que los docentes cuentan la experiencia de actividades desarrolladas todas en talleres teóricos/prácticos, donde el estudiante de la carrera de Urbanismo y de Arquitectura enfrentan muchas de la actividades con las cuales construirán su futuro como profesionales. El tema que surge unitario está en la conciencia de que, a pesar de puntos de vista diferentes, toda la didáctica se desarrolla hacia la importancia de las relaciones entre seres humanos (actuadores o usuarios) y medioambiente, territorio físico y conceptual, donde el proyecto (de paisaje, arquitectura, territorio) se considera herramienta unitaria, de varias escalas, para lograr una conciencia colectiva de los lugares transformados, de los efectos que las transformaciones hayan producido, de las matices sociales de cada comunidad involucrada en este proceso

    Paesaggio e disegno degli spazi aperti per una cultura della città

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    Excursus sula didattica del Laboratorio di Architettura del Paesaggio offerto nel Dipartimento di Architettura dell'Università di Palermo. Gli obiettivi dell’insegnamento delle discipline paesaggistiche nell’ambito della carriera formativa degli studenti di Architettura sono certamente molteplici. Alcune scuole di Architettura in Italia hanno inserito nella loro o erta didattica corsi di Laurea in Architettura del Paesaggio, in risposta alla domanda di formazione che proviene dalla riforma delle professioni varata nel 2001. Non è questa la sede per una disamina dell’efficacia della riforma, che peraltro manifesta segni di cedimento, ma è evidente che il bisogno di consapevolezza e cultura paesaggistica che esiste in Italia, non trova ristoro nell’o erta della formazione di pro li specialistici di esperti del paesaggio, la cui preparazione, anzi, risulta essere frazionata tra diverse aree del sapere che fanno capo alle scuole di Architettura, di Ingegneria ambientale, di Agraria, oltre alle competenze ancora più specifiche degli studiosi di Geologia e Botanica che concorrono alla comprensione del paesaggio e delle sue componenti. In Italia oggi l’insegnamento della cultura paesaggistica risulta disorganico e disordinato, presentazione stenta a decollare una categoria di paesaggisti e il settore è invaso da competenze che provengono da altre specializzazioni

    Trasparenza, Relazioni, Paesaggio

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    Transparency, Relationships, Landscapes. A short essay about architecture and landscape

    FABBRICA VERDE Progetto per lo spazio pubblico dei Cantieri Culturali della Zisa a Palermo

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    La gestione degli spazi pubblici e’ un tema centrale della citta’ contemporanea, questione ancora piu’ vera e pressante nelle medie e grandi citta’ delle regioni del meridione d’Italia. Lo spazio pubblico oggi e’ il territorio su cui si gioca una sfida importante per la qualita’ delle comunita’ urbane. La qualita’ e la struttura degli spazi pubblici e’ un elemento non piu’ negoziabile per le citta’ che intendono offrirsi al proprio pubblico e ai potenziali visitatori come scenari competitivi in cui il tema della rigenerazione urbana e’ centrale

    Centri storici e territorio. Il caso di Scicli (Historical towns and their hinterland. The Scicli case study) Firenze, Alinea, 2010 (altri autori: Giuseppe Abbate, Giuseppe Trombino). ISBN 978-88-6055-578-6

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    La ricerca che presentiamo deriva da un rapporto virtuoso tra un ente locale di tradizioni illustri, il Comune di Scicli, in provincia di Ragusa, e una struttura di ricerca dell’Università di Palermo – il Centro Interdipartimentale di ricerca sui centri storici (C.I.R.CE.S.) che ha la finalità di fornire consulenza e supporto scientifico alle iniziative degli enti territoriali riguardanti politiche e piani di riqualificazione urbana e territoriale e recupero dei centri storici . Il comune di Scicli nel contesto territoriale Il territorio comunale è caratterizzato da un paesaggio di grande fascino in cui si alternano le fenditure scoscese delle “cave” e i costoni collinari che le disegnano. I fianchi delle colline a volte presentano configurazioni prevalentemente naturalistiche, costituite da bianchi paesaggi di roccia punteggiati dagli ingressi alle abitazioni in grotta e da macchie di vegetazione rupestre, a volte si presentano fittamente edificati con costruzioni a cascata aggrappate al suolo nelle forme più temerarie. Il comune di Scicli presenta una molteplicità di risorse territoriali (storiche, culturali, architettoniche, archeologiche, naturalistiche, artistiche) che compongono un “capitale territoriale” di inestimabile valore e grandi potenzialità, che però e necessario gestire con efficacia prevedendo nuovi ruoli e nuove funzioni produttive in grado di concorrere a un nuovo sviluppo economico della comunità. Il centro storico Il centro storico di Scicli, esteso circa 25 ha, è connotato da una grande concentrazione di straordinarie architetture monumentali per lo più ricostruite o edificate ex novo dopo il terremto del 1693. La struttura urbana, scolpita tra le “cave”, è incuneata tra tre alture su cui sorgono resti di fortificazioni, santuari, chiese e complessi conventuali. Da nord verso sud le colline prendono il nome dalla chiesa e convento del Rosario, dalla chiesa di S. Matteo, dall’ex convento della Croce. La città storica è connotata da un paesaggio eccezionale in cui natura e artificio si sovrappongono, si mischiano e si integrano dando luogo a configurazioni straordinarie di grande impatto visivo. Anche “le cave”, che hanno conservato il ruolo di grandi collettori idrici, hanno assunto un carattere monumentale con il rifacimento degli argini, nei tratti che attraversavano la città, rifiniti con una luminosa pietra da taglio. La copertura di alcuni tratti delle cave e la trasformazione in percorsi veicolari, comprensivi di parcheggi, come nel caso della cava di S. Bartolomeo ha banalizzato e impoverito il paesaggio urbano. La ricostruzione della storia urbana La nostra indagine ci ha portato a ipotizzare tre fasi principali di sviluppo e di trasformazione dell’insediamento: una fase che comprende i secoli XIV e XV; una fase che comprende i secoli XVI e XVII e una fase che comprende i secoli XVIII e XIX. Nell’ultima fase sono inclusi gli effetti del terremoto del 1693 e sono registrate le grandi trasformazioni avvenute nell’ottocento, ravvisabili anche con la sovrapposizione delle planimetrie catastali. Nel costruire tali ipotesi si è tenuto conto dell’entità della popolazione fornita dai riveli e delle vistose variazioni causate da eventi storici di grande impatto come le epidemie di peste e il terremoto del 1693
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