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    LA PREFERENZA VISIVA PER I VOLTI: UN CONFRONTO TRA BAMBINI E ADULTI.

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    Tre esperimenti sono stati condotti per indagare se la preferenza visiva per il volto riscontrata alla nascita, con l’utilizzo di fotografie di volti reali (Macchi Cassia, Turati, Simion, 2002), permane ad età successive, in particolare a tre mesi e negli adulti. Inoltre abbiamo voluto verificare quale parte del volto catturi maggiormente l’atten- zione. I risultati condotti dimostrano che la preferenza per il volto permane a tre mesi di vita e negli adulti quando la configurazione visiva è completamente ruotata. Inoltre emerge che la posizione degli occhi nel volto dritto cattura l’attenzione in entrambi i gruppi di età

    Il ruolo del movimento nel riconoscimento del volto alla nascita

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    Il volto umano veicola informazioni rilevanti, come l’identità e le espressioni facciali. In che modo i processi di elaborazione di tali informazioni interagiscono e si influenzano reciprocamente, è una questione ancora aperta. Il presente studio ha lo scopo di indagare: 1. la capacità di riconoscimento dell’identità al variare dell’espressione facciale alla nascita; 2. se la presenza dell’informazione cinetica del volto possa esercitare un effetto di facilitazione sul riconoscimento. Attraverso la tecnica dell’abituazione visiva, bambini di pochi giorni di vita sono stati abituati ad un volto sorridente o di paura, in una condizione statica (una singola immagine), o in una condizione dinamica (un video composto da tre frames). I risultati hanno mostrato che i neonati riconoscono il volto a cui sono stati abituati solo nella condizione dinamica, indicando come le informazioni cinetiche sono di fondamentale importanza nella costruzione di una rappresentazione visiva del volto stabile e robusta. La tipologia dell’espressione facciale non esercita invece alcun effetto. La capacità di riconoscimento, pertanto, si basa su un processo di astrazione delle caratteristiche invarianti del volto e non semplicemente su un matching visivo dell’immagine appresa

    L'abuso sessuale infantile e la pedofilia

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    l fenomeno dell'abuso sessuale infantile si inserisce in una problematica articolata e complessa che comprende diverse forme di sopraffazione. Il volume analizza l'abuso sessuale infantile nella sua evoluzione storica e nelle sue diverse manifestazioni e tipologie. Particolare attenzione è dedicata ai diversi interventi specialistici richiesti per le fasi dell'ascolto del minore vittima, per la valutazione del danno, nonché per il trattamento di recupero

    The role of perceptual skills in newborn's perception of partly occluded object

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    This study explored whether the reported inability of newborns to perceive object unity could result from the limited abilities of newborns to recognize the correspondence between 2 stimuli that were identical except for the presence or absence of an occluder. Five experiments were carried out using a visual habituation technique. The results of Experiment 1 indicated that newborns were capable of recognizing the perceptual correspondence between a nonoccluded and an occluded form. More intriguing, the outcomes of Experiments 2, 3, and 4 suggested that newborns find a partly occluded form to be more similar to a completely unoccluded form than to an unoccluded form containing a gap. Finally, even if newborns are able to perceive the correspondence between a partly occluded object and a complete form, the presence of this skill does not appear sufficient to imply the ability to manifest veridical object unity perception at birth (Experiment 5)
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