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Evolution of the fuzzy-set approach to multi-dimensional poverty measurement
The spectrum of poverty measurements is wide and varies from purely monetary indicators to more or less sophisticated models based on non-monetary measures. The most traditional approach focuses on measuring monetary poverty, which includes conventional poverty analyses using information on household income or consumption expenditure, and more recently also on wealth. Measures of poverty that exceed the exclusive use of monetary indicators have been developed in different conceptual contexts, referring to different terms such as exclusion, inclusion or social cohesion, deprivation or ‘capability’ poverty. More complex and sophisticated models are also found in the literature, in order to obtain a comprehensive description of the various facets of a complex phenomenon, through a suitable synthesis of the associated elementary indicators. The map on the left displays the severe material deprivation (SMD) rate by geographical region, whereas the map on the right refers to the at-risk-of-poverty (AROP) rate
Advances on income inequality and concentration measures
This impressive collection from some of today's leading distributional analysts provides an overview a wide range of economic, statistical and sociological relationships that have been opened up for scientific study by the work of two turn-of-the-20th-century economists: C. Gini and M. O. Lorenz. The authors include such figues as Barry Arnold and Frank Cowell and the resulting book deserves its place on the bookshelf of serious mathematical economists everywhere. © 2008 Editorial matter and selection, Gianni Betti and Achille Lemmi; individual chapters, the contributors. All rights reserved
Il processo di costruzione della governance e l’importanza della pianificazione nel marketing territoriale: verso la piena realizzazione del “prodotto turistico geoitinerario"
Il saggio affronta il tema della competizione dei mercati, la necessità di un valido coordinamento degli attori dell'offerta e il ruolo, che in tale contesto, può assumere il marketing turistico strategico, in cui il geoitinerario, quale prodotto turistico multiplo e variegato, si candida come strumento capace di soddisfare il turista post-moderno. Di fatto, si tratta di ricondurre a sistema le diverse risorse e competenze che definiscono le varie configurazioni di sistemi di offerta turistica, dando particolare risalto alla relazione tra performance economica e territorio, con la finalità di esplorare le fonti del vantaggio competitivo del turismo. Vantaggio creato e sostenuto attraverso processi localizzati e la presenza/qualità di fattori che favoriscono, o viceversa, ostacolano il conseguimento del vantaggio competitivo delle imprese e dei territori stessi. E' utile ricordare che uno degli elementi principali di vantaggio competitivo nel settore turistico è la qualità e la professionalità dei suoi addetti. Gli aspetti di qualità e di efficienza del servizio rappresentano elementi chiave della competitività di qualsiasi destinazione turistica
Greece. Changes in Mediterranean coastal areas: the case of Greece
This work has the aim to provide a rough outline of the evolution of coastal areas over the past few decades focusing on human pressure, tourist pressure, the settlement system, land use and spatial planning. Using a diachronic approach, the study analyses the changes that have occurred in this area, focusing its attention on different aspects of global change itself and on current trends in land use change and urban change in particular
Il processo di decentramento dell'offerta universitaria italiana. Il ruolo delle "province autocontenute" negli spazi polarizzati dai grandi atenei
Il processo di decentramento dell’offerta universitaria, dettato dal rapporto fra domanda di istruzione universitaria e offerta didattica degli atenei, è stato di recente soggetto a rapidi fenomeni di cambiamento, come evidenziato dalla geografia delle nuove polarità universitarie. Per cogliere la configurazione attuale del sistema universitario italiano è risultato indispensabile valutare il generale abbassamento della soglia localizzativa del servizio, al fine di individuare dinamiche di riequilibrio territoriale e competizione fra le varie sedi; processi entrambi attivi nel ristrutturare il rapporto fra Università e territorio.
La carta delle aree di attrazione delle università italiane (Lemmi, De Leo, 2007) -punto di partenza dell’indagine- risponde all’esigenza di individuare le principali polarità universitarie e l’estensione delle relative aree di influenza. Tale metodologia, successivamente integrata da categorie analitiche per singola provincia -la percentuale di studenti pendolari e il saldo- (Lemmi, De Leo, 2008), è stata qui utilizzata per analizzare il comportamento delle «province autocontenute», in grado di contenere i propri flussi in uscita.
In sintesi, deve essere sottolineato da un lato un sistema dell’offerta universitaria ancora strutturato secondo una gerarchia determinata dalle grandi polarità storiche e, dall’altro, una complessificazione delle relazioni fra i centri universitari, in cui il ruolo delle province autocontenute -come confermato dall’analisi degli immatricolati all’a.a. 2007-08- va delineandosi ulteriormente come volano del riequilibrio territoria
Università e territorio: quali polarità dall'analisi della mobilità studentesca?
Il contributo indaga il rapporto tra università e territorio come punto di incontro fra domanda di istruzione universitaria e offerta didattica degli atenei. Per cogliere quale sia la configurazione attuale del sistema universitario è risultato indispensabile indagare la portata (e la rispettiva area di influenza) di ciascuna sede universitaria, sia centrale che distaccata: in una prima fase, attraverso un’indagine finalizzata a definire ed applicare nuovi criteri in grado di delimitare le aree di attrazione delle università a partire dallo studio del flussi pendolari studenteschi (Lemmi, De Leo, 2007); successivamente, focalizzando la ricerca su criteri in grado di comparare la capacità attrattiva delle singole aree a partire dalla percentuale di pendolari e dal saldo (entrate-uscite) per provincia (De Leo, 2008).
Ne emerge un quadro caratterizzato da una maggiore complessificazione delle relazioni fra i centri universitari che ha reso indispensabile l’adozione di nuove categorie interpretative: categorie che dovranno essere ulteriormente affinate per valutare da un lato quanto i generali processi di gravitazione urbana concorrano nella definizione delle aree di influenza universitarie e, contestualmente, quanto la funzione universitaria sia in grado di definire nuovi rapporti di forza all’interno dell’armatura urbana del Paese
Pro-poor tourism, microcredito e geoitinerari: il caso della Regione Imilchil (Alto Atlante, Marocco)
Il Marocco si configura come un paese dalle molteplici attrattive, tanto che il comparto turistico può rappresentare un reale volano di sviluppo economico e sociale, soprattutto per quanto riguarda le regioni periferiche. In queste realtà, come la regione di Imilchil, il turismo rurale può rappresentare l'elemento principale su cui basare lo sviluppo del territorio utilizzando le metodologie del destination management e i principi del Pro-Poor Tourism. Tale tipologia di turismo permette ad aree a scarsa densità antropica e infrastrutturale, ma ad alto valore culturale e ambientale, di disporre di un'alternativa economica da affiancare alle attività tradizionali, come la pastorizia e le colture locali, attraverso lo sviluppo di un prodotto che preveda l'integrazione nei processi turistici a scala locale di tutti i portatori di interesse, e pertanto anche a vantaggio dei soggetti più bisognosi mediante azioni di supporto al microcredito. Dalla presente ricerca emerge un modello di sviluppo turistico-economico-sociale delle aree rurali, che si basa principalmente sulla volontà e sulla consapevolezza della popolazione locale di dare seguito ad un processo di evoluzione turistica del territorio
Il turismo in Toscana: evoluzione e caratteri principali di una realtà a forte connotazione territoriale
L’evoluzione del turismo che si è verificata in Toscana è in linea con la segmentazione dell’offerta turistica della regione. La Toscana, infatti, appare in grado di intercettare buona parte dei sempre più articolati profili di viaggiatore; così, oltre alle destinazioni del turismo culturale e balneare, se ne sono affiancate, nel tempo, altre quali quelle relative al turismo verde, con le sue specifiche configurazioni di offerta ricettiva (turismo rurale e agriturismo) e di prodotti turistici ( le strade del vino e dell’olio, degli itinerari naturalistici, ecc.).
E’ possibile affermare che, in generale, si assiste ad una crescita consistente della capacità attrattiva regionale, mentre a livello sub-regionale, i comuni presentano capacità attrattive diversificate e, ovviamente, la differenziazione regionale della polarità comporta, per ciascuna destinazione, la necessità di interfacciarsi al fenomeno secondo prospettive differenti.
L’obiettivo di questo lavoro è quello di classificare i comuni toscani a partire da una valutazione del peso di ciascun comune nel contesto regionale, sia in relazione alla dotazione funzionale dei centri, sia in relazione alla presenza dei turisti negli stessi, seguendo la metodologia sulla polarità urbana di consolidata tradizione nella scuola geografica pisana che, nel caso specifico, viene posta in relazione (nella declinazione proposta da Lemmi nel 1994) ad un’indagine a scala comunale sulle presenze turistiche
Commuting and urban network in the Italian Alps
The most recent population dynamics within Italy and, more generally speaking, the processes of spatial reorganisation that have been taking place for several decades in this country as well as elsewhere, have coused major transformations in the settlement system of the Italian Alps. Twenty years on, it seemed logical, then, to continue the research already existing on the region's urban network. Given the need for a new picture of the settlement order of the Alpine arc, the main aims of this work are to update existing studies, with particular attention to the classification of the towns into the principal typologies of funcional size (cities, medium-sized towns and small towns) and to attempt to identify the emergence of new nodes within this area, which is currently undergoing reterritorialisation on various scales
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