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Il ruolo dello standard GBS nel processo di rendicontazione sociale in sanità: l’esperienza dell’azienda sanitaria della Versilia
L’attenzione che il Sistema Sanitario sembra riservare alla trasparenza, responsabilizzazione e comunicazione dei risultati proietta “l’azienda sanitaria” al centro di una fitta rete di relazioni sulla base delle quali si incardinano e trovano spazio i processi di accountability ad essa riferibili.
L’azienda sanitaria si trova a dover fronteggiare una molteplicità di stakeholder nei confronti dei quali dovrebbe essere in grado di cogliere i rispettivi bisogni informativi allo scopo di adempiervi in termini di rendicontazione. Questo approccio di stampo relazionale implica una serie di problematiche da tenere in considerazione, poiché sembra evidente che l’azienda sanitaria non possa gestire tutte le aspettative dei diversi portatori di interesse con la stessa profondità, ma debba definire un “criterio ordinatore” che le consenta di attribuire un rango alle aspettative da soddisfare.
Questo aspetto rappresenta l’elemento di maggior criticità perché richiede un profondo rinnovamento nell’atteggiamento che le organizzazioni sanitarie, ed in particolare, la classe manageriale, devono assumere nei confronti del proprio ambiente di riferimento.
La predisposizione di un documento come il Bilancio Sociale non risponde, infatti, ad un rapporto basato sul vincolo normativo, ma la sua redazione dimostra l’attenzione che l’azienda sanitaria riserva al complesso di aspettative che convergono su di essa; come essa configura il proprio ruolo istituzionale ed, infine, come ne misura la ricaduta in termini sociali.
L’essere accountable nei confronti delle diverse categorie di stakeholder, è pertanto, espressione da un lato della diffusione dei valori e delle priorità che animano ciascuna organizzazione e dall’altro della ricerca di una legittimazione della propria azione. In questa prospettiva si inserisce lo standard predisposto dal GBS secondo la cui impostazione il bilancio sociale dovrebbe condurre a concepire la rendicontazione sociale, non solo come risposta strumentale ad una esigenza contingente, ma come logica di gestione, come momento di interazione con l’ambiente da ricondurre ad un processo complessivo di accountability.
La relazione inquadra dapprima il bilancio sociale in sanità all’interno del più ampio concetto di accountability pubblica sancendone le valenze come strumento di gestione delle relazioni con gli stakeholder. Successivamente si sofferma sul ruolo rivestito dallo standard GBS nella realizzazione del bilancio sociale dell’Azienda sanitaria della Versilia analizzandone il processo di redazione, la forma ed il contenuto e gli intenti che mediante la sua redazione l’azienda si è prefissa di conseguire
Riforme dei sistemi contabili pubblici tra spinte innovative e resistenze al cambiamento
La monografia affronta il tema della riforma del sistema delle aziende pubbliche .
La scienza economico-aziendale ha analizzato i processi di riforma del sistema pubblico seguendo le prospettive di indagine tipiche dei suoi studi: la gestione, la rilevazione e l’organizzazione.
Il presente lavoro si concentra sui processi di cambiamento che riguardano i sistemi contabili degli enti locali partendo dal presupposto che studiarne l’evoluzione e le dinamiche di sviluppo richiede un approccio che tenga in considerazione non solo gli aspetti che attengono alle tecniche contabili strictu sensu, ma che riguardi l’intero sistema aziendale.
Si ritiene necessario considerare le ripercussioni reciproche che si instaurano tra il sistema contabile in quanto tale, le variabili organizzative ed il sistema di governance inquadrando il tutto in un contesto aziendale, che per natura, è particolarmente esposto alle variabili esterne e ai condizionamenti sociali ed istituzionali.
La riforma dei sistemi contabili si inserisce in un ambito in cui operano importanti meccanismi di autotutela, di staticità, che implicano la necessità di tenere distinti gli intenti auspicati dalle riforme e gli esiti effettivi che da esse sono scaturiti.
L’atteggiamento adempimentale, la tendenza a rispettare il dettato esteriore della norma, piuttosto che recepirne appieno le logiche di fondo, sono solo alcuni delle critiche che vengono mosse alle amministrazioni pubbliche.
È importante in tal senso precisare che gli enti locali territoriali, ed in particolare i comuni, costituiscono un quadro molto articolato dove convivono realtà di grandissime dimensioni con altre molto piccole, contesti economici, sociali ed istituzionali molto differenti.
La generalizzabilità delle riflessioni deve, pertanto, trovare immediato riscontro in un’attività di declinazione atta a circoscrivere gli ambiti di coinvolgimento e di applicazione.
La configurazione dei sistemi contabili, da almeno un ventennio, si trova centro di un intenso dibattito che ha coinvolto gli operatori, gli organi politico-istituzionali ed, ovviamente, il mondo accademico travalicando gli stessi confini nazionali è ampliando il panorama ad un contesto internazionale.
Gli enti locali italiani si trovano a rivestire, dal punto di vista contabile, una posizione intermedia in cui convivono i prospetti consuntivi di matrice tipicamente economico-patrimoniale, con un sistema di programmazione e rendicontazione, che essendo diretta conseguenza della funzione autorizzatoria, è ancora incentrato sulle fasi e sulla dimensione giuridico-finanziaria.
La possibilità di mantenere separate la fase di rilevazione dei fatti aziendali, rispetto al contenuto del sistema di rendicontazione ha contribuito ad alimentare la possibilità di configurare diversi assetti contabili che spaziano da quello finanziario esteso (o minimale) a quelli integrati e paralleli, con tutti i problemi di conciliabilità e utilità informativa che discende dalle diverse impostazioni.
L’emanazione di principi contabili internazionali per il settore pubblico offre un ulteriore elemento di stimolo che deriva dall’esigenza di consentire una comparazione sovranazionale dei risultati conseguiti dagli enti locali operanti nei diversi contesti nazionali.
L’esame della realtà evidenzia l’esistenza di un'asincronia, tra i cambiamenti istituzionali ed organizzativi e quelli dei sistemi in-formativi.
Mentre le riforme dei primi hanno saputo imprimere al sistema la propria portata innovativa i cambiamenti contabili, per contro, hanno conseguito contenuti meno significativi.
Gli esiti delle riforme contabili, invece di esprimere una coerenza strumentale rispetto alle accresciute esigenze informative, hanno ottenuto esiti limitati perpetuando, di fatto, un assetto in-centrato sulla dimensione finanziaria
Quali sono dunque le motivazioni a cui ricondurre tale situazione? Perché gli intenti di riforma in ambito contabile, non riescono ad imprimere quel tenore di crescita che si verificano in altri contesti della pubblica amministrazione? Qual è dunque il nesso logico che si origina tra fattori di spinta e di resistenza e la situazione di immobilismo di molti comuni italiani?
Posti i summenzionati quesiti di ricerca il presente lavoro nel primo capitolo affronta le problematiche di ordine metodologico ed esamina le posizioni dottrinali espresse in merito al sistema delle aziende pubbliche ed ai suoi processi di riforma, nella profonda convinzione che porsi di fronte ad ogni intento di ricerca prefiguri la necessità di garantire il riscontro della teoria nei fatti quale assioma fondamentale dell’Economia aziendale.
Nel secondo capitolo vengono esaminati gli elementi caratte-rizzanti dei processi di riforma soffermandosi sugli effetti delle riforme, sulla loro valenza e sugli ambiti in cui operano, mettendo in relazione questi aspetti con il ruolo della componente politica e manageriale e con processo di creazione di valore pubblico.
Delineato il quadro in cui è possibile inserire le riforme contabili, il terzo capitolo si sofferma sull’analisi del sistema contabile degli enti locali concentrandosi sugli aspetti di coesistenza e conciliabilità tra le contabilità, nonché sulle implicazioni che le varie impostazioni comportano sull’informativa contabile e sui processi di accountability pubblica.
Il quarto capitolo analizza il ruolo del processo di armonizza-zione internazionale valutandone la portata ed il significato nel contesto nazionale, concentrando la propria attenzione sul grado di conoscenza e sulle attese che gli operatori nutrono nei confronti dei principi contabili internazionali.
L’ultimo capitolo avvalendosi di un’indagine empirica che ha coinvolto i comuni italiani di rilevanti dimensioni analizza la propensione al cambiamento e all’innovazione nell’ambito dei sistemi contabili pubblici, seguendo un modello di analisi che misura il livello delle spinte innovative rispetto ai fattori di resistenza valu-tandone l’impatto finale
Strumenti economico-aziendali per il governo della sanità
Il volume esamina le innovazioni, intervenute negli ultimi anni, sugli
strumenti di governo delle aziende sanitarie pubbliche. I cambiamenti
in questione sono spesso indotti dal recepimento di specifiche
normative che novellano determinati ambiti o, in altri casi, derivano
dalla diffusione di strumenti, metodologie e tecniche sperimentate in
contesti differenti, che progressivamente si affermano a livello complessivo.
L’attività di analisi si sviluppa partendo dal tema dell’informativa di
bilancio ed, in particolare, sul ruolo esercitato dai recenti principi
contabili per la sanità stabiliti dalla D.lgs. 118/2011.
Circoscrive poi l’ambito di analisi alle metodologie di valutazione
delle tecnologie sanitarie. L’impatto economico, organizzativo e sociale
di questa componente è tale da richiedere lo sviluppo di apposite
procedure di valutazione. A questa esigenza risponde l’health
technology assessment (HTA) del quale vengono esposti i principi
ispiratori, gli ambiti di applicazione, le metodologie di analisi, nonché
alcune significative esperienze a livello nazionale.
L’ultima parte del lavoro affronta l’ampia tematica del sistema dei
controlli in sanità, soffermandosi sulle innovazioni che hanno riguardato
gli strumenti di controllo strategico, la valutazione della performance
e la strutturazione della funzione di internal audit
Principi di accountability nei sistemi sanitari italiano e statunitense
Il lavoro si analizza le aziende sanitarie ed ospedaliere intese quali sottoinsieme della più ampia categoria dell’azienda pubblica ed, in particolare, sull’esigenza da esse manifestata di «rendere conto» dell’attività svolta in termini di trasparenza comportamentale, amministrativa, gestionale, strategica ed economica: in sintesi nel fabbisogno di accountability.
Con il termine accountability, in senso lato, si individua l’esigenza di rendere conto alla società in generale, o alle singole parti di essa, in relazione alle azioni ed ai risultati conseguiti da coloro che hanno assunto formalmente determinate responsabilità.
Gli ultimi decenni del secolo passato sono stati caratterizzati da profonde trasformazioni nei sistemi sociali, politici ed economici.
La crescente liberalizzazione dei mercati, le tendenze competitive, l’abbandono di alcune funzioni da sempre mantenute a livello centrale, hanno spostato il baricentro dell’azione pubblica verso le «istituzioni intermedie» enfatizzando, così, una concezione più ravvicinata del rapporto amministrazione pubblica- collettività. Tale situazione conduce alla necessità di pervenire ad una riconfigurazione complessiva del sistema di valori, di responsabilità e di giustificabilità, al fine di contrastare la «crisi di legittimazione» in cui si era trovato il sistema delle amministrazioni pubbliche.
Tramontata quindi una impostazione autoreferenziale di tali amministrazioni; i principi ispiratori dell’accountability sono, così, accolti come gli elementi essenziali del processo di riforma dell’apparato pubblico, e di riflesso, anche del sistema sanitario.
L’azienda sanitaria si pone in una posizione particolare nei confronti dei vari stakeholder in virtù del rilievo e della peculiarità del “prodotto offerto” ravvisabile nel «bene salute». Ciò determina l’insorgere di particolari fabbisogni informativi e di rendicontazione che rendono l’accountability un concetto chiave nella gestione delle relazioni con i vari interlocutori.
Si è venuto, infatti, a sviluppare, da parte dei pazienti e della collettività, un atteggiamento volto a giudicare l’operato delle aziende pubbliche in generale, e di quelle ospedaliere in particolare, sulla base della capacità di generare “valore” per la comunità di riferimento. Tale affermazione richiede, tuttavia, una cautela in merito a ciò che il termine «creazione di valore» assume nel contesto pubblico. Il «valore generato» in tali ambiti, infatti, non può essere espressione del solo risultato economico, ma deve essere apprezzato in un giudizio complessivo di capacità dell’amministrazione pubblica di conseguire, in una proiezione temporale indefinita, la continua soddisfazione della propria funzione istituzionale e, di conseguenza, di garantire il benessere sociale inteso come sintesi ultima del «valore pubblico» generato.
È in questo apprezzamento complessivo che si esplicita pertanto, il processo di legittimazione sociale dell’azione svolta e trovano riscontro, in una prospettiva strumentale, i processi di accountability che risultano, pertanto, finalizzati a consentire la percezione, da parte degli stakeholder, della capacità dell’azienda sanitaria di generale valore pubblico.
Sebbene il concetto di accountability possa apparire, in prima approssimazione, coincidente con quello di responsabilità, in questa trattazione viene accolta la posizione di coloro che assegnano ai due termini una valenza differente in relazione a due presupposti fondamentali.
In primo luogo l'assunzione di responsabilità può prescindere dalla necessità di rendicontazione stricto sensu, che è, invece, elemento distintivo del paradigma dell'accountability; secondariamente l'esplicitazione delle proprie azioni richiede un giudizio, una valutazione, che necessitano, in quanto tali, di regole di misurazione e di valutazione trasparenti, condivise e reciprocamente accettate dalle parti, mentre la responsabilità può essere assunta in modo informale.
Accountability e responsabilità risultano, tuttavia, concetti tra loro profondamente legati poiché il bisogno di accountability sorge qualora vi sia una delega di responsabilità tra due parti che richiede un momento formale di verifica tra le aspettative e quanto realizzato.
Sulla base di tale premesse l’obiettivo che si propone di raggiungere la presente attività di ricerca è quello di analizzare le relazioni di accountability che caratterizzano il settore sanitario. Nel far ciò è stato ritenuto opportuno adottare una prospettiva di tipo spaziale necessaria per cogliere le peculiarità insite in differenti contesti sanitari.
Tale scelta, si è tradotta nell’analisi del sistema italiano da un lato, e di quello statunitense dall’altro, ed è stata ispirata dalla necessità di fornire una prospettiva ampia del fenomeno, coerentemente con l’approccio di tipo stakeholder che si è adottato nella trattazione.
I due sistemi, almeno nei loro presupposti di fondo, si pongono, infatti agli estremi concettuali della concezione di tutela della salute.
Nell’impostazione italiana il bene salute viene percepito come «bene sociale», come diritto inviolabile della persona, perché connaturato all’essenza stessa dell’uomo, ed in questa prospettiva il sistema sanitario italiano, nasce e si sviluppa come servizio di competenza pubblica. Nella concezione statunitense, invece, la salute ha le stesse caratteristiche di qualsiasi altro bene e, pertanto, la sua soddisfazione è un problema individuale al quale ogni soggetto deve dare autonomamente risposta. In tal caso è il mercato che dovrebbe garantire, mediante i propri meccanismi, la soddisfazione del bisogno salute.
Queste impostazioni di fondo, che originariamente collidevano vistosamente, nel corso del tempo, hanno sfumato molti dei loro contenuti caratteristici.
I due sistemi in oggetto hanno, infatti, mostrato, nel loro processo evolutivo, indubbi momenti di convergenza, acquisendo, reciprocamente, alcuni dei tratti distintivi dell’altro.
Il sistema sanitario italiano ha imboccato una chiara impostazione federale ed ha introdotto logiche competitive atte a simulare alcune delle condizioni del mercato concorrenziale, si parla infatti, in tal senso, di situazioni di quasi-mercato.
Il sistema sanitario statunitense, dall’altro lato ha intensificato il ruolo dell’intervento pubblico in sanità, sfumando per molti aspetti, il proprio orientamento al mercato e facendo proprio il fondamento solidaristico e sociale dell’impostazione italiana.
Sulla base di queste assunzioni l’attività di ricerca si è posta l’obiettivo di comprendere, alla luce dei cambiamenti in essere nei due sistemi, le chiavi di lettura dei processi di accountability sanitaria e di analizzarne le implicazioni teoretiche e normative ad essi associate.
Sul piano metodologico, la prima attività di ricerca è stata strutturata in una ricognizione preliminare dello “stato dell’arte” in merito all’ accountability considerando i contributi sia a livello nazionale, sia internazionale.
Ciò ha richiesto una sistematizzazione dei differenti approcci e delle impostazioni presenti in letteratura, sulla base delle quali, trarre gli elementi di riflessione su cui innestare l’attività di ricerca successiva.
L’analisi spaziale ha richiesto l’individuazione delle peculiarità di ciascun sistema delineandone tanto l’evoluzione normativa ed istituzionale, quanto i processi che hanno portato all’emergere dei fabbisogni di accountability.
Lo studio di ciascun sistema ha trovato la propria conclusione nella elaborazione di una serie di modelli interpretativi delle caratteristiche dell’accountability sanitaria alla luce dell’approccio proposto dalla Stakeholder Theory e nella rappresentazione di taluni strumenti ritenuti fondamentali nel processo di rendicontazione.
L’approccio metodologico summenzionato ha portato a configurare un percorso di ricerca strutturato nella seguente articolazione.
Il primo capitolo inquadra le esigenze di accountability nell’ambito dei processi di riforma che hanno accomunato i diversi comparti del sistema delle amministrazioni pubbliche italiane evidenziando, al contempo, le spinte provenienti dalle esperienze internazionali europee ed extraeuropee. Vengono, pertanto, analizzate le varie concezioni di accountability che si sono venute progressivamente ad affermare ponendone in luce la matrice dei cambiamenti e le implicazioni che da esse derivano nella dimensione, nel linguaggio e nelle valenze che il fenomeno in oggetto assume.
Il secondo capitolo declina il concetto di accountability in ambito sanitario tracciando il processo di evoluzione del sistema sia dal punto di vista istituzionale , sia da quello manageriale, soffermandosi, quindi, sul processo di aziendalizzazione della sanità italiana, giungendo, infine, a cogliere le esigenze di accountability che si stanno affermando nel sistema italiano.
Il terzo capitolo individua, dapprima, la natura su cui si fondano le relazioni di accountability, da esse perviene all’analisi dei fabbisogni informativi che scaturiscono dai vari stakeholder, per giungere a rappresentare un modello interpretativo delle forme di accountability che caratterizzano l’esperienza italiana. Il capitolo si conclude con l’esame degli strumenti di rendicontazione articolandone lo studio in quelli di «supporto» ed in quelli di «relazione».
In un parallelismo con l’approccio d’analisi scelto per il sistema italiano, il quarto capitolo si sofferma sulle caratteristiche strutturali e funzionali del sistema sanitario statunitense tracciandone l’evoluzione ed evidenziandone le esigenze di accountability che lo caratterizzano.
Il quinto capitolo, infine, individua il sistema di accountability relationship del sistema statunitense, rappresentando i modelli di riferimento in cui esse si incardinano. L’ultima sezione del capitolo si sofferma sugli strumenti mediante i quali l’accountability sanitaria statunitense si concretizza
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