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    2. Laspia (Patrizia), Omero linguista. Voce e voce articolata nell'enciclopedia omerica

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    Létoublon Françoise. 2. Laspia (Patrizia), Omero linguista. Voce e voce articolata nell'enciclopedia omerica. In: Revue des Études Grecques, tome 112, Juillet-décembre 1999. pp. 745-746

    Metaphysica Z 17, 1041 b 11-33. Perché la sillaba non è gli elementi?

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    Il saggio è incentrato sull''interpretazione di Metaphysica Z 17, 1041 b 11-33, e considera l''esempio di sillaba come metafora della sostanza sensibile fornita da Aristotele in questo contesto. Sulla scorta della storia dei termini, viene fornita un''interpretazione innovativa di syllabé, e soprattutto di stoicheion, anche sulla base del confronto con la definizione di stoicheion della lexis in Poet. 20, 1456 b 22-24

    Il discorso dipinto. Scrittura, voce e livelli di significazione in Platone.

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    A partire dalla critica alla scrittura del Fedro, vengono individuate le dimensioni semantiche del discorso e le loro connessioni con la realtà noetica

    Aristotele e gli animali

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    Il saggio smentisce il luogo comune di una biologia aristotelica antropocentrica, proponendo una rilettura delle opere biologiche dello Stagirita che individua nello studio della vita in tutte le sue forme lo scopo della ricerca del filosofo greco. Una delle caratteristiche più importanti della teoria aristotelica del vivente è, infatti, l’affermazione, costantemente ribadita, di una continuità fra tutti i generi del vivente, incluso l’uomo, anche per quanto riguarda le abilità cognitive. L’uomo, inserito nella Historia animalium tra i politikà zóa, insieme all’ape, alla vespa e alla gru, non pare occupare un posto privilegiato nella riflessione aristotelica, e molti sono i luoghi del De partibus animalium e della Historia animalium in cui l’argomentazione di Aristotele va nella direzione di un inserimento dell’uomo nell’universo, per affermare la sostanziale continuità della natura.  

    La definizione di sillaba della poetica di Aristotele

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    This paper is an attempt to reconsider the definition of syllable in Aristotle’s Poetics. The problems arising from this text can be solved, in my opinion, by reading it in the full context of the twentieth chapter of the Poet- ics, and by comparing it with what Aristotle wrote about syllables and phonet- ic unities in the whole Corpus Aristotelicum. The definition of ‘syllable’ (syl- labé) must thus be read in close connection with the definition of ‘element’ (stoicheion). For Aristotle, the syllable cannot be reduced to its elements (Met. Z 17), because the syllable has a prosodic and metrical structure which de- fines it as minimal linguistic unity. A vocal expression is a prosodic configura- tion determined by the alternation of long and short syllables (Cat. 4 b 33-5). This prosodic configuration is, in turn, the basis of linguistic meaning
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