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Attorno al Defensorium di Giovanni da Capestrano. L’Osservanza francescana nel suo rapporto con il Terzo Ordine
Il saggio affronta la questione del contesto in cui fu redatto il Defensorium di Giovanni da Capestrano e tenta di evidenziare le ragioni dell'interesse degli Osservanti per i Terziari francescan
Tommaso da Fermo, da baccelliere a Bologna a generale dell'Ordine
L'articolo affronta i temi salienti della biografia e delll'opera di Tommaso da Fermo, O. P. apartire dalla complessa questione dell'eventuale legame con la prestigiosa famiglia fermana dei Paccaroni, con il cui cognome egli risulta in molti repertori. Particolare spazio è dedicato ai suoi rapporti con l'Osservanza domenicana, a proposito dei quali si cerca di sostituire l'evidenza delle fonti agli stereotipi storiografici. Emerge a questo proposito un documento finora poco considerato che attesta il suo coinvolgimento nella pratica dell'acquisto delle rendite personali. La linea di rottura con gli Osservanti italiani, con i quali aveva per altro condiviso gli sforzi per il riconoscimento di un "Terzo Ordine" legato ai Frati Predicatori si consuma per altro, più che a livello disciplinare, in campo ecclesiopolitico, in ragione della sua adesione al Concilio di Pisa, ad Alessandro V e a Giovanni XXIII. A fronte della rilevanza del suo impegno di governo dell'Ordine, le testimonianze tramandateci della sua attività intellettuale risultano assai scarne
Osservanza francescana e cultura tra Quattrocento e primo Cinquecento. Italia e Ungheria a confronto
Qui sit de observantia regule: sondaggi sugli insediamenti dell'Osservanza francescana nelle Marche tra XIV e XV secolo
Sulla base della bibliografia esistente e di alcuni sondaggi archivistici "mirati", l'articolo punta a ricostruire le scansioni temporali e le modalità insediative dell'Osservanza minoritica nelle Marche basso-medievali. Particolare attenzione è prestata ai rapporti con i conventi dei Minori non aderenti all'Osservanza e al ruolo - quando individuabile - dei poteri locali nel favorire o ostacolare l'insediamento
An Object-Oriented Approach to the Classification of Roofing Materials Using Very High-Resolution Satellite Stereo-Pairs
The availability of multispectral images, with both high spatial and spectral resolution, makes it possible to obtain valuable information about complex urban environment, reducing the need for more expensive surveying techniques. Here, a methodology is tested for the semi-automatic extraction of buildings and the mapping of the main roofing materials over a urban area of approximately 100 km2, including the entire city of Bologna (Italy). The methodology follows an object-oriented approach and exploits a limited number of training samples. After a validation based on field inspections and close-range photos acquired by a drone, the final map achieved an overall accuracy of 94% (producer accuracy 79%) regarding the building extraction and of 91% for the classification of the roofing materials. The proposed approach proved to be flexible enough to catch the strong variability of the urban texture in different districts and can be easily reproducible in other contexts, as only satellite imagery is required for the mapping
Treatment-induced early menopause and the protective role of gonadotropin-releasing hormone agonists during chemotherapy
SCOPUS: le.jinfo:eu-repo/semantics/publishe
Integration of different geospatial data in urban areas: a case of study
Efficient management of the territory requires today the availability of comprehensive geographical data, accurate and up to date, supported by powerful databases. In this context, remote sensing data are used for a variety of applications related to urban areas; some examples are land use/cover mapping, urban growth and soil sealing evaluation, detection of green areas, updating of existing maps, energy applications and detection and characterization of buildings. This work aims to highlight how different geomatic techniques and data acquired from heterogeneous surveys can be today used together for producing or updating a digital cartography inside a GIS. The study has been conducted in the urban area of Bologna, Emilia-Romagna region, located in the North of Italy. A high resolution WorldView-2 satellite image and the DSM/DTM, obtained by airborne LiDAR, have been used to obtain a vector layer of the buildings. In particular, to distinguish the buildings among all the elements present in the study area, such as roads, trees, vegetated areas, etc., an object-oriented classification has been performed. This approach, working on groups of pixels (image objects), allows to expand the information content of the basic unit of classification. Therefore, features such as shape, texture and contextual information, coupled with spectral characteristics, potentially allow cartographers to generate products that are competitive, in terms of thematic contents, with those derived from the photo-interpretation. A first application described in this work is to perform a quick change analysis procedure based on the results of the classification compared to an existing numerical cartographic base or a previous classification
Controversies in Oncology: Surgery of the primary tumour in patients presenting with de novo metastatic breast cancer: to do or not to do?
SCOPUS: re.jinfo:eu-repo/semantics/publishe
Chemotherapy-induced premature ovarian failure and its prevention in premenopausal breast cancer patients
Mappatura dei materiali di copertura degli edifici da immagini WorldView-3
La disponibilità di immagini satellitari ad alta risoluzione sia spettrale che spaziale amplia notevolmente la gamma di applicazioni del telerilevamento in ambito urbano. In particolare, le immagini WorldView-3 (WV3) si compongono di una banda pancromatica con risoluzione spaziale di 0,3 m, 8 bande nel visibile e infrarosso vicino (VNIR) a 1,2 m e 8 bande nell’infrarosso ad onde corte (SWIR) a 3,4 m. Il presente studio si propone di valutare le potenzialità di queste immagini per l’identificazione di edifici e la classificazione dei materiali di copertura. L’area di studio scelta per la sperimentazione comprende l’intera area urbana di Bologna (100 km2), su cui sono state acquisite due coppie stereoscopiche pancromatiche e multispettrali ed una immagine nello SWIR. Per l’estrazione degli edifici, si è scelto un approccio orientato a oggetti, basato sia sulle informazioni morfologiche derivanti dal DSM che sulle informazioni spettrali e tessiturali derivanti dalle immagini multispettrali. Le classi identificate comprendono i principali materiali di copertura utilizzati nell’area, cioè coppi in argilla, guaine bituminose, fogli metallici di diverse colorazioni e coperture in ghiaia (lavata o sciolta). Ai fini del training del classificatore e della successiva validazione, è stato compilato un database di verità a terra riguardante circa 150 edifici, sulla base di rilievi in situ effettuati con un drone e alcuni sopralluoghi diretti. Dalla matrice di confusione è risultata un’accuratezza complessiva pari al 91% (K 0,89) sulla classificazione dei materiali di copertura. La procedura proposta si basa unicamente sulle immagini satellitari acquisite e può quindi essere facilmente replicata in qualsiasi contesto urbano
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