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    Speriamo sia di buon umore: di femminicidio e altro ancora

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    Nota critica di recensione del volume di L. Serraj, "Pourvu qu'il soit de bonne humeur", Vauvert, Ed. Au diable vauvert, 2021, pp. 35

    Il processo e la sua narrazione mediatica

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    Analisi della rappresentazione mediatica del primo caso caso giudiziario negli anni 1990 relativo ad una denuncia di molestie sessuali sul lavoro e del processo di I e II grado. Sebbene il reato di molestie sessuali sul lavoro di per sé non esistesse e tuttora non esista (si parlerà infatti di "atti di libidine"), il caso della denuncia di 7 donne dipendenti della casa di riposo di Trigolo, piccolo paese in provincia di Crema, contro il direttore costituì un evento di rilievo mediatico e sociale, poiché contribuì ad approfondire la questione della violenza di genere. Nel testo si analizzano i diversi frames utilizzati nei resoconti mediatici locali e nazionali con cui si presenta una vicenda che appare all'inizio avere molti lati oscuri e si limita a creare scandalo locale, ma che che assume progressivamente una valenza politico-sociale di rilievo nazionale. Gran parte della cornice giornalistica locale, sebbene toccata dalla risonanza pubblica della vicenda, appare poco resiliente nell’abbattere le barriere del senso comune e della “credenza” sociale secondo cui le donne dovrebbero sapere come "cavarsi" d'impaccio di fronte ad avances maschili fuori luogo. L’attenzione privilegia il particolare scabroso o l'indulgenza verso l'eventuale "piccola" perversione di un uomo di mezza età che sette donne non hanno “saputo” rimettere al suo posto. Scarsissimo rilievo è dato allo squilibrio di potere fra il dirigente uomo e le infermiere ausiliarie. La taglia pubblica delle lavoratrici – per di più precarie – viene assolutamente dopo le aspettative morali che competono al ruolo femminile. Inoltre, si introduce in modo prevalente l’alea del complotto politico, sostenuto dalla difesa, dal momento che le donne sono supportate nella denuncia dal sindacato. L'esito del primo processo, che assolve il dirigente, conferma tale cornice, che tuttavia sarà rimessa in discussione dalla risonanza critica nazionale e dal rinvio ad un processo di appello che porterà ad una condanna. Il quadro narrativo della cronaca nazionale tende a selezionare l'aspetto polemico di un tema su cui proprio in quegli anni le organizzazioni femminili e persino il parlamento europeo avevano attirato l'attenzione pubblica. La costruzione della violenza di genere sui luoghi di lavoro come problema sociale a cui cercare di fornire risposte adeguate vede nel caso Trigolo una tappa storica importante per le ambivalenze e le contraddizioni che fa emergere: il tentativo della cronaca locale di interpretare le aspettative stereotipate ma anche i segnali di cambiamento, le divergenti argomentazioni degli avvocati e dei giudici, la visibilità pubblica per molti versi nuova ottenuta da soggetti sociali femminili in qualità di giuriste, scrittrici, donne parlamentari, esponenti del movimento femminista

    ETNOGRAFIA E RICERCA QUALITATIVA

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    Etnografia e ricerca qualitativa è la prima rivista italiana dedicata all’approccio etnografico nella ricerca sociale. Incoraggiando l’interdisciplinarità e il pluralismo degli stili di ricerca e delle tendenze teoriche, la rivista pubblica contributi sia su temi classici del dibattito sociologico e antropologico, sia su temi sociali di attualità. In ogni fascicolo una parte monografica approfondisce un argomento rilevante, affiancandosi a ricerche, interviste, note dal campo, dibattiti e recensioni

    StInGS- Stop «aidiesse»: informazione giovane per la salute dei giovani. Sperimentare e valutare nuove strategie via social media

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    OBIETTIVO GENERALE: Favorire tra giovani adulti 18-25nni visibilità al rischio HIV (e IST) per promuovere consapevolezza e orientare il comportamento alla prevenzione. OBIETTIVO SPECIFICO 1: Esplorare la fattibilità di a) una pagina social sui temi della sessualità giovane per favorire informazione sui modi di ridurre i rischi di contagio o di mancato riconoscimento dell’infezione HIV (e IST); b) una rete di partnership con branded content in agenzie informative digital born sui social media e rivolte ai giovani; c) evocazione di fonti e contenuti informativi legati alla sessualità e all’HIV da parte di un piccolo campione di convenienza composto da 18-25nni di diversa estrazione e orientamento. OBIETTIVO SPECIFICO 2: Implementare una strategia comunicativa volta a sperimentare l’uso di almeno una piattaforma social (es.: Instagram) con proprio profilo e/o con la partnership di agenzie digital born rivolte a diversi pubblici 18-25nni per attirare l’interesse dei giovani 18-25nni al fine di garantire accessibilità e applicabilità delle informazioni che collegano HIV e IST ai comportamenti sessuali dei giovani (con attenzione al genere e ai diversi orientamenti sessuali) . OBIETTIVO SPECIFICO 3 : Verificare l’efficacia comunicativa e l’effettivo accesso all’informazione e alla sua applicabilità in termini di engagement e saperi prodotti e rilevati, orientando la valutazione anche verso la capacità della sperimentazione di essere integrabile e replicabile nel più lungo periodo da parte di associazioni o istituzioni interessate, con la medesima strategia o mediante integrazione di più strumenti; la verifica è svolta attraverso una valutazione in itinere e finale (con studio degli analytics, coinvolgimento di un campione selezionato di utenti attivi, invitati a commentare e co-costruire contenuti, trasformandoli in “peer-to-peer opinion influencer” del brand StIngS e dei suoi contenuti, realizzazione di analisi quali-quantitativa di un campione mirato di commenti e interventi)

    Giochi di significato, visibilità e infomediazione: i sentieri interrotti della comunicazione oggi

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    The article proposes the notion of infomediation as an useful tool for empirical sociological research on the role that new social subjects play today in web communication. After a brief illustration of the contribution of the social sciences for the analysis of the effects and practices of media technologies, especially about the agenda building of the public sphere, the paper describes some examples of the infomediation phenomenon. It assumes from the literature the hypothesis that new technological oligarchic élites are constituting, with strong relationships with other types of élites. Finally, it shows some results and methodological suggestions of a few first empirical researches on the role of Google or Twitter for the newsmaking practices of information

    Sicuri si diventa: a scuola di sicurezza nei percorsi di alternanza scuola-lavoro

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    Il progetto è vincitore del Bando Inail Bric ID 48. E' stato costruito in collaborazione con tre Aziende sanitarie (Modena, Asur-Marche e Viterbo) - prevede l’analisi, la progettazione, la sperimentazione e la verifica comparativa di percorsi formativi rivolti agli studenti inseriti nei progetti di alternanza scuola lavoro in tema di salute e sicurezza sul lavoro, conformi alla formazione prevista ai sensi del D.Lgs. 81/08 per i lavoratori, parte generale e parte specifica, in base ai rischi del contesto produttivo presso il quale si svolgono le attività di alternanza ed in base alle specifiche mansioni cui saranno effettivamente adibiti. Il progetto mira a produrre un modello di co-costruzione di interventi formativi organicamente connessi al percorso scolastico, in grado di identificare sia alcuni indicatori di verifica qualitativa e quantitativa di efficacia e coinvolgimento, sia di migliorare modalità comunicative e strumenti didattico-formativi in materia di salute e sicurezza. La sperimentazione è prevista presso n. 2 istituti nei tre territori considerati e individuati dalle ASL partner del progetto. La finalità di co-costruzione sopra indicata costituisce un aspetto innovativo del progetto, in quanto ipotizza che tanto più efficace sarà l’accrescimento di conoscenza e consapevolezza quanto più gli strumenti didattici riescono a coinvolgere la sfera d’interesse dei soggetti implicati. Vale a dire quanto più gli strumenti didattici costituiscono “oggetti culturali” che catturano l’attenzione degli interlocutori sia dal punto di vista cognitivo sia dal punto di vista operativo per essere in grado di influire effettivamente sul senso dell’azione, offrendo elementi di operatività con soluzioni rilevanti per la propria esperienza pratica. La metodologia prevede dunque il coinvolgimento diretto degli studenti e dei docenti nell’analisi degli interventi didattici attraverso anche modalità formative peer to peer, focus groups on line, gaming on line, problem solving. Anche la sperimentazione dei pacchetti formativi segue tale ipotesi e sarà volta, nell’analisi di efficacia successiva, a perfezionare ulteriormente i pacchetti formativi, anche in relazione ad eventuali differenze o similarità di contesto e di pubblico di riferimento

    Maschere e mascherate. Il balletto delle identità nelle relazioni con gli altri

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    Goffman ha descritto le regole morali che rendono possibile la nostra interazione con gli altri grazie alle maschere con cui ci presentiamo, celebrando il reciproco rispetto delle nostre identità sociali. Quando ci presentiamo agli altri, e gli altri si presentano a noi, entrambi indossiamo un’apparenza espressiva che esponiamo alla reciprocità degli sguardi. Non è solo questione di giudizio, ma un problema di adeguatezza alla situazione sociale in cui a vicenda ci rendiamo identificabili. Nell’incontro in presenza – quale quello descritto da Simmel o i tanti descritti da Goffman – numerosi indizi simbolici sono a nostra disposizione per cercare di capire chi e come sia il nostro interlocutore e come a sua volta ci veda, si aspetti da noi, cosa cerchi di nascondere di sé e cosa cerchi di mostrare, in maniera da dimenticare la mascherata e, come dice Goffman, essere capaci di tornare al punto centrale dell’interazione in quel momento. Le cose si complicano in quella che Thompson chiama l’interazione mediata online: nei social media prevedere chi siano, e quando o come ci siano gli interlocutori possibili è molto più complicato; i possibili equivoci (e gaffes correlate) si moltiplicano. Si ricorre perciò ad espedienti strategici che sono oggi oggetto di studio e persino di controversia. In ogni caso, sembra siano necessarie nuove competenze su una scena ibrida che non smette di essere sociale: chiede relazione, offre semplicità di adesione e, insieme, complicazione. Il più delle volte resta oscura, specie perché, alla capacità umana di cercare di prevedere cosa l’altro veda di noi, accompagna - e talora sostituisce - l’occhio vigile di macchine intelligenti che incamerano dati e con operazioni algoritmiche leggono tracce di miliardi di maschere, presentandoci di volta in volta i confini delle scene d’interazione che i loro calcoli hanno reso plausibili per noi. Abbiamo così l’impressione di saperci muovere «con agio e disinvoltura», mentre, forse, un nuovo ordine dell’interazione sceglie per noi chi siamo e con chi vogliamo relazionarci

    Communication et management. Recherches -Pratiques

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    La revue Communication & Management (anciennement Marketing et Communication) aux Editions ESKA, est spécialisée en sciences de l’information et de la communication et en sciences de gestion. Elle a pour objectif de publier des articles en communication ou en gestion orientés communication, de chercheurs ou de responsables d’organisation. Le comité scientifique est composé à la fois de chercheurs en sciences de l’information et de la communication et en sciences de gestion. Elle publie des articles indépendants et des cahiers spéciaux sur les thèmes suivants : Communication, innovation et changement, Communication d’influence et persuasive, Communication culturelle, publique et sociale, Ethique en information et communication, Communication et management du spectacle, Analyse des médias, Analyse des réseaux, Marketing, Stratégie, Management Public, Ressources humaines, Gouvernance,, Développement durable, Systèmes d’informations, Logistique Elle est classée AERES et présente sur CAIRN

    Introduzione

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    In quanto curatore del volume e coordinatore nazionale del progetto Miur-Prin della ricerca sulle rappresentazioni sociali del femminicidio nel discorso pubblico, si presentano le linee e gli obiettivi del progetto e del volume stesso, illustrando l'approccio fenomenologico intrapreso e ricostruendo l'articolazione complessiva. Si colloca il lavoro come un tentativo di rilevare le principali caratteristiche che il discorso sul femminicidio assume in taluni spazi pubblici contemporanei, al fine di comprendere se esista una qualche ricorrenza che permetta di raggruppare, fra gli aspetti ritenuti salienti dalla cronaca, dall’arena politica e da quella giudiziaria, un prisma che, pur composto da tante facce talora ambivalenti o contraddittorie, esprima tendenze di ricomposizione di un problema sociale a cui si sta dando un uovo tipo di visibilità

    Omicidi con vittima femminile e femminicidi: itinerari di ricerca

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    Nell'ambito della ricerca sulla battaglia simbolica che accompagna il fenomeno del cosiddetto femminicidio in Italia, il testo illustra le principali caratteristiche rilevate nei resoconti di cronaca degli omicidi con vittima femminile nel corso del triennio 2015-2017 e le cui vicende successive sono state monitorate fino al marzo 2020. Si analizza dunque il data base raccolto che comprende 408 vittime di omicidio classificato come volontario nel triennio considerato, prendendo in esame sia il diverso tipo di "notiziabilità" online e cartacea, sia diverse variabili relative alla relazione con il perpetratore di sesso maschile, il contesto del movente, le armi utilizzate, le informazioni socio-anagrafiche rilevabili, il tipo di condanna quando già presente. Si cerca quindi di pervenire ad una mappa «mappa di orientamento» in cui riportare i diversi tipi di omicidio femminile rilevati nel database, suggerendo collegamenti e intrecci possibili circa il crimine «femminicidio» distinguibili in parte o in toto da altri tipi di omicidio. In altre parole, si cerca di comprendere cosa sia inteso nei termini di violenza fatale legata al genere, cosa sia rinviato a dimensioni "intersezionali" con il genere e cosa sia invece riferito al quadro generale degli omicidi. Il lavoro persegue il più possibile un approccio fenomenologico, interrogandosi sulle implicazioni socio-culturali e informative dell'introduzione «politica» del termine femminicidio inteso da D. Russel e dai movimenti femminili come uccisione di una donna «in quanto donna», per segnalare e contrastare il permanere di disuguaglianze di genere molto marcate; da questo punto di vita, si sostiene, potrebbe risultare riduttivo considerare tali solo omicidi di donne per ragioni che gli assassini e alcuni media o persino qualche tribunale rappresentano come sentimentali-passionali
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