1,721,124 research outputs found
I processi inclusivi per la definizione ed il perseguimento degli obiettivi della manutenzione urbana
Le pubbliche amministrazioni operano, sempre più spesso, nel campo dei processi inclusivi consapevoli della necessità di rimuovere quegli ostacoli che si frappongono fra la formulazione delle decisioni e l’attuazione dei programmi; ostacoli, determinati da politiche rivolte alla soluzione di un
quadro problematico che non rappresentata, o sottovaluta, alcuni fattori, a causa di schematizzazioni caratterizzate da una eccessiva semplificazione della realtà.
Le difficoltà nell’attuazione delle politiche possono estrinsecarsi sotto forma di conflitti inattesi, incomprensioni ed equivoci che possono comportare il rallentamento, la parziale attuazione o il fallimento delle azioni programmate.
Il problema critico è quello della definizione di un quadro – il più possibile prossimo alla rappresentazione della realtà – dei bisogni, delle attese, degli interessi in gioco, sulla base del quale definire coerentemente politiche finalizzate a fornire un campo di possibili e utili risposte.
Si tratta, certo, di un problema assolutamente non banale in ordine alla complessità dei processi, il numero degli attori e degli aspetti coinvolti nell’azione pubblica, soprattutto nel caso della programmazione di politiche integrate in cui si tenta di affrontare simultaneamente differenti aspetti di una stessa realtà o in cui è previsto il coinvolgimento di più attori istituzionali.
Di fronte alla complessità e l’ordine di tale quadro problematico, la soluzione che si va attuando con varia accentuazione, è quello di dispiegare processi decisionali di tipo inclusivo in cui un ampio numero di soggetti interessati ad un determinato ambito (altre amministrazioni, associazioni, soggetti privati o comuni cittadini) è incluso a partecipare alle scelte. È necessario sottolineare che non si tratta di una delega del potere decisionale che permane nelle mani dell’organo istituzionale; l’amministrazione che attiva tale tipo di processo semplicemente si impegna a tenere conto delle indicazioni scaturite durante lo stesso
Metodi e strumenti per la gestione della manutenzione urbana (Introduzione alla I Sezione)
Le politiche di gestione della città, rivolte al perseguimento degli obiettivi di sostenibilità, dovrebbero basarsi sull’assumere la stessa città come una “risorsa” da mantenere e migliorare nel tempo.
Il tema della manutenzione urbana assume, quindi, i connotati di una vera e propria strategia per la sostenibilità dell’ambiente costruito; a partire da tali considerazioni, si pone in evidenza come l’avanzamento della disciplina manutentiva a scala urbana possa essere attuata solo prescindendo da approcci esclusivamente tecnici; il tema della conservazione e del miglioramento della qualità della città, essendo di tipo multidimensionale, deve essere necessariamente affrontato con un adeguato corredo teorico e strumentale.
I possibili avanzamenti della disciplina manutentiva a scala urbana sono individuati nel potenziamento della capacità di programmazione degli interventi di gestione e manutenzione del patrimonio infrastrutturale urbano adottando una pianificazione di tipo strategico per l’ottimizzazione del processo decisionale rivolto al perseguimento di obiettivi definiti e attraverso lo sviluppo di politiche, standard, piani e progetti
Processi inclusivi per la riqualificazione e la manutenzione dell'ambiente urbano (Introduzione alla III Sezione)
L’adozione dell’inclusività nel campo decisionale costituisce una delle più importanti innovazioni introdotte nell’azione amministrativa basata sull’evoluzione del ruolo della P.A.: da unica depositaria dell’interesse generale, fondata sul principio di autorità, a quello di stimolo, sollecitazione, regia o coordinamento dei vari attori.
Si sta ponendo in atto il passaggio all’amministrazione post-burocratica intesa come amministrazione catalitica, che non partecipa direttamente a una reazione chimica ma la favorisce o la rende possibile: non prende le decisioni in prima persona, ma cerca di stimolare la corresponsabilizzazione della società civile.
Nel caso della manutenzione urbana l’inclusività assume particolare rilievo per l’attuazione di quei processi in cui i cittadini possono essere co-decisori delle scelte e/o co-produttori di azioni relative alle politiche di gestione delle infrastrutture urbane.
Quello del cittadino/utente si configura come un ruolo fortemente connotante la tematica manutentiva a scala urbana; ruolo che ha acquisito una maggiore consistenza alla luce delle istanze della sostenibilità, le quali inducono a più attente politiche di gestione della città non solo nei suoi aspetti fisici ed economici ma anche in quelli sociali.
Nell’approccio al tema della sostenibilità in ambito urbano si riconosce, infatti, al capitale sociale un ruolo attivo nella definizione degli obiettivi delle politiche di gestione della realtà urbana e nella loro attuazione e si rivolge maggiore attenzione al tema della manutenzione delle infrastrutture della città, in quanto strumento della sostenibilità urbana nelle sue specifiche connotazioni rispetto a quella ambientale
Introduzione
Con “Manutenzione e gestione sostenibile dell’ambiente urbano” si fa riferimento a due ambiti, quello della gestione e della manutenzione, intesi come momenti gerarchicamente connessi e logicamente interdipendenti al fine di pervenire ad ipotesi di governabilità dell’organismo urbano verso obiettivi
di efficienza e di sostenibilità.
Si è voluto in tal modo evidenziare la necessità di una programmazione che integri tali funzioni poiché con l’esclusiva previsione di azioni tecniche sulle parti – è ormai verificato – non si producono effetti di riverberazione sulla qualità della città nel suo complesso.
A nulla servono, infatti, interventi localizzati su singoli elementi, se non adeguatamente concertati e relazionati in una visione globale dell’intero organismo urbano.
In un approccio che integri la manutenzione nella funzione della gestione dell’insieme delle infrastrutture urbane è, infatti, possibile delineare più efficaci strategie di sviluppo attente alle implicazioni sistemiche della città mediante procedure che affiancano metodi di tipo buttom-up con altri di tipo top-down, in modo da riflettere la complessità delle relazioni tra l’insieme e le sue parti nonché tra le parti e il tutto.
La necessità di una tale impostazione deriva dalla assoluta specificità del sistema città rispetto al quale – è stato più volte ribadito – i concetti maturati nell’ambito della cultura della manutenzione industriale risultano, a questa scala di osservazione, largamente insufficienti
Gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico (Introduzione alla II Sezione)
Si delinea la cornice nella quale si colloca la programmazione della manutenzione delle infrastrutture urbane, ovvero, il contesto gestionale che orienta e finalizza strategicamente le azioni di manutenzione, riqualificazione o recupero delle infrastrutture urbane ma che include anche la valorizzazione, la dismissione, l’alienazione, la nuova costruzione.
Si tratta dell’Asset Management, posto in atto da quelle Pubbliche Amministrazioni che definiscono le strategie di potenziamento e/o mantenimento della redditività del patrimonio pubblico dal punto di vista finanziario ma soprattutto economico e sociale.
La gestione delle infrastrutture urbane, progettata e costruita partendo da una visione strategica globale, deve intervenire con azioni pianificate e integrate utili a mantenere nel tempo l’efficienza ed il valore economico del patrimonio esistente e/o da realizzarsi; da ciò ne consegue che suo importante compito è la definizione delle migliori procedure per la minimizzazione dei costi e la massimizzazione
dell’efficacia degli interventi.
Tale approccio alla gestione del patrimonio pubblico necessita di consistenti capacità manageriali, utili a declinare nella pratica amministrativa quotidiana delle aziende pubbliche quel concetto, tanto semplicemente quanto efficacemente espresso dalla dottrina internazionale, come “value for money”, ovvero, l’ottimizzazione dell’impiego delle risorse pubbliche per soddisfare i bisogni dei cittadini
Sistemi informativi per la manutenzione urbana (Introduzione alla IV Sezione)
Il processo di gestione e manutenzione dei patrimoni immobiliari e urbani implicano attività di Management complesse e articolate (censimento e anagrafica dei beni, progettazione, programmazione, organizzazione, esecuzione, controllo e monitoraggio) che difficilmente possono essere messe in atto a prescindere dall’indispensabile supporto di strumentazioni informatiche “dedicate”: i sistemi informativi per la gestione e la manutenzione. Questi costituiscono dei veri e propri strumenti strategici che – attraverso specifiche banche dati, procedure e funzioni – consentono di raccogliere, archiviare, elaborare, utilizzare ed aggiornare tutte le informazioni di supporto decisionale ed operativo necessarie per l’impostazione, l’attuazione e l’integrazione dei processi, dei modelli e dei servizi per la gestione dei patrimoni immobiliari ed urbani.
Il settore della Gestione Informatizzata dei patrimoni immobiliari ed urbani è in continua crescita grazie alla sempre maggiore attenzione proveniente da enti pubblici e privati, proprietari o gestori di patrimoni
Manutenzione programmata della città. Un processo organizzativo complesso
L’assunzione dei principi della programmazione implica riconoscere alla funzione di manutenzione urbana i connotati di processo, assegnandole un ruolo assai più ampio e dinamico rispetto a quello di terminale di servizio cui è stata sempre relegata. Concepire la funzione di manutenzione urbana come processo vuol dire collegarla in una rete di relazioni con le altre funzioni del processo d’ideazione, costruzione e gestione delle reti e delle componenti urbane e dilatare i suoi compiti da quelli semplicemente operativi, legati alla riparazione del guasto, a quelli di verifica delle prestazioni dei sistemi a rete e della loro economia di gestione.
La manutenzione urbana intesa come processo organizzativo complesso, ci pone urgentemente l’interrogativo sulla necessità della messa a punto di una più sofisticata strumentazione di conoscenza e d’intervento utile da un lato ad articolare il sistema di raccolta e scambio delle informazioni, dall’altro a specializzare l’apparato tecnico-operativo
Durata e Manutenzione nel progetto di architettura. I requisiti-obiettivi determinanti per una progettazione “intelligente”
Durata e manutenzione si configurano come requisiti binati e complementari di importanza centrale nella strategia di conservazione di una condizione di equilibrio ambientale e di ridistribuzione dei costi tra la fase di produzione e quella del consumo.
Il rapporto che lega operativamente questi due concetti è un rapporto di tipo “inverso”: quanto più elevata è la capacità
del componente elementare di mantenere inalterate nel tempo le proprie caratteristiche (cioè la sua affidabilità), tanto minori saranno le sue esigenze di interventi tesi a questo suo obiettivo, ovvero di interventi di “manutenzione”. Proprio in quanto legate da questo strettissimo rapporto, durata e manutenzione, possono e dovrebbero essere congiuntamente programmate fin dal momento della redazione del progetto.
Una corretta progettazione dovrebbe infatti formulare delle scelte consapevoli in ordine all’alternativa, che si propone per ogni materiale, componente, sub-sistema, tra una “lunga” durata, implicante una scarsa manutenzione, ed una durata “limitata”, implicante livelli più elevati di intervento manutentivo, e, in questo caso, precisarne le modalità ed i contenuti
Pianificazione della gestione e manutenzione delle infrastrutture urbane. L'approccio top-down e bottom-up
A fronte della complessità del governo dei processi di gestione e manutenzione urbana appare improcrastinabile l'elaborazione di strategie capaci di conservare nel tempo la qualità dell'ambiente costruito, pur nel perseguimento dello sviluppo urbano. E' necessario sviluppare e implementare modelli, metodologie e strumenti funzionali a supportare la Pubblica Amministrazione nel compito di identificare bisogni, valutare soluzioni e pianificare strategie sostenibili di lungo termine per ottenere una migliore prestazione delle infrastrutture urbane minimizzando, al contempo, i costi finanziari e ambientali. Nell'ambito del tema della gestione e manutenzione delle infrastrutture della città, questo testo riferisce a tali funzioni come a momenti gerarchicamente connessi e logicamente interdipendenti al fine di pervenire ad ipotesi di governabilità; in esso si evidenzia l'esigenza di una programmazione che integri la manutenzione nell'attività di gestione dell'insieme delle infrastrutture urbane per delineare strategie più efficaci e attente alle implicazioni sistemiche della città. La manutenzione delle infrastrutture urbane, progettata e costruita a partire da una visione globale della loro gestione, deve intervenire con azioni utili a mantenere nel tempo l'efficienza ed il valore economico dei beni esistenti. L'attuazione della manutenzione in una logica di programmazione proietta su di un adeguato orizzonte temporale può generare importanti vantaggi: la conservazione del patrimonio, l'ottimizzazione - per durata e livello di prestazioni - della vita utile dei beni e, non da ultimo, un risparmio medio a lungo termine, dei costi complessivi grazie ad un'adeguata programmazione tecnica e finanziaria degli interventi
Cultura della sicurezza e della manutenzione.L'evoluzione delle teorie della fidatezza per la qualità dei sistemi
L'articolo delinea le tappe fondamentali dell'evoluzione delle teorie della fidatezza per la qualità dei sistemi. A partire dagli anni Quaranta riporta i principali concetti e strumenti della sicurezza e della manutenzione maturati nell’ambito dei settori aeronautico,, nucleare e industriale.
Si evidenzia come la più recente evoluzione della cultura della sicurezza comporti l’assunzione del processo progettuale come attività strategica utile a definire e a incorporare la qualità dei sistemi e come momento fondamentale per il mantenimento degli standard durante tutto il tempo prefissato di vita utile mediante un approccio integrato all’affidabilità, alla manutenibilità e alla sicurezza.
La nuova cultura della fidatezza, infatti, permette di organizzare, mantenere e garantire il controllo di un sistema socio-tecnico in una dimensione etica di maturata attenzione agli aspetti della salvaguardia dell’ambiente e della sicurezza collettiva
- …
