13,405 research outputs found
L’helicopter money e la credibilità della Banca centrale europea
Pompeo Della Posta discute l’affermazione secondo la quale monetizzare il debito rischierebbe di minare la credibilità anti-inflazionistica della Banca Centrale Europea sostenendo che non sarebbe questo il caso. Non è possibile, infatti, perdere credibilità attuando una politica, come sarebbe la monetizzazione della spesa, che porterebbe con sé meno rischi e che risulterebbe meno costosa dell’alternativa rappresentata dal ricorso all’indebitamento
Una visione eterodossa della Cina
L'autore sostiene che parlando della Cina, i media europei si soffermano molto spesso sugli aspetti negativi che la caratterizzano, ignorando o sottostimando, quelli positivi e che ciò rischia di alimentare una crescente contrapposizione con l’UE, oltre a quella, già evidente, fra USA e Cina. Della Posta tenta di riequilibrare la narrativa su quel paese, con l’intento di favorire il mantenimento di un contesto di comprensione e dialogo con l’UE e aiutare così le prospettive di pace in un contesto internazionale sempre più difficile
La posta tra Ragusa e Vienna a fine Settecento. Una feluca per l’imperatore
Un accordo segreto veniva stipulato tra Vienna e Ragusa alla vigilia dell’ultima guerra settecentesca nei Balcani tra i tre Imperi orientali. La Repubblica dalmata otteneva la libera navigazione nell’Adriatico in cambio del trasporto gratuito con feluca dei dispacci diplomatici della “Posta di Vienna” nel tratto marittimo Ragusa-Fiume. In un altro accordo segreto tra Napoli e Vienna si era stabilito di affidare al servizio della “Posta del Levante” il trasporto terrestre della corrispondenza tra Costantinopoli e Ragusa
Interazioni strategiche fra autorità monetaria e autorità fiscali in un'unione monetaria
Interazioni strategiche fra autorità monetaria e autorità fiscali in un'unione monetari
Guerra in Ucraina: dall’analisi delle cause all’impegno per una pace equa e duratura
All’alba del 24 febbraio 2022 le truppe della Federazione Russa hanno invaso l’Ucraina. Il numero dei morti e dei feriti militari e civili, gli oltre 6,2 milioni di profughi ucraini (di cui più di 5,8 in Europa), i pesanti danni subiti da città, villaggi e infrastrutture, i quantitativi di armi già impiegati o pronti all’uso, sono solo alcuni dei dati che fanno di questa guerra una delle più gravi degli ultimi decenni. Il coinvolgimento diretto e indiretto delle principali potenze nucleari del pianeta, la presenza di milizie mercenarie, l’invio e l'uso di armi vietate dalle convenzioni internazionali come le cosiddette bombe a grappolo, il ricorso a droni armati navali e aerei, munizioni all'uranio impoverito, sanzioni, blocchi navali e sabotaggi, ne fanno anche una guerra “ibrida” particolarmente complessa, capace di produrre effetti imprevedibili su larga scala e nel lungo periodo. Tuttavia, dopo una fase di notevole attenzione mediatica, segnata da una forte polarizzazione, il sostanziale stallo delle operazioni militari, l’assenza di trattative di pace e la prospettiva di un prolungamento indefinito del conflitto rischiano di produrre una “normalizzazione della guerra”. In questo quadro, abbiamo invitato il mondo della ricerca a proporre le proprie analisi della guerra in corso, sulla cui base costruire possibili vie per una pace equa e duratura. Gli autori e le autrici che hanno deciso di partecipare a questo numero monografico della rivista hanno offerto preziosi contributi in questa direzione, partendo da prospettive disciplinari e posizionamenti ideologici diversi. Questa introduzione propone un percorso di lettura trasversale ai diversi lavori, così da metterne in luce le diverse risposte offerte ad alcune domande che riteniamo fondamentali: Quali sono i diversi punti di vista sulla guerra in Ucraina ed esiste una via per arrivare a una loro sintesi e ricomposizione? Come è stato raccontato il conflitto armato in Ucraina e che effetti ha avuto tale narrazione sulla comprensione della guerra e sulle prospettive di pacificazione tra i diversi attori coinvolti? Quali argomenti sono stati utilizzati nel dibattito pubblico per giustificare il ricorso alla forza armata? Perché tra i governi occidentali e in parte dell’opinione pubblica si è affermata la convinzione che il principale (se non l’unico) supporto possibile all’Ucraina invasa fosse di natura militare? Quali sono le cause prossime e quali quelle più profonde della guerra in corso? Tenendo conto delle modalità con cui è stata condotta la guerra e dei suoi effetti, oltre che delle sue cause profonde, quali vie d’uscita nonviolente sono praticabili? Confidiamo che i lavori inclusi in questo numero possano contribuire a una migliore comprensione del conflitto in corso, offrendo al contempo valide indicazioni per la sua conclusione diplomatica e per la costruzione di una pace duratura, nel quadro di un equilibrato ordine mondiale
La nuova via della seta e la narrazione sulla trappola del debito che la circonda
L'autore, dopo avere ricordato che la Nuova Via della Seta (NVS) trova origine in primo luogo nella necessità di collegare le aree occidentali della Cina con l’Europa attraverso l’Asia Centrale, illustra le ragioni per le quali ritiene infondata la narrazione della NVS secondo cui la Cina creerebbe trappole del debito per acquisire gli asset strutturali finanziati e mette in guardia dal bias che le tensioni geopolitiche fra Stati Uniti e Cina possono introdurre nella valutazione della NVS
Gestione e archiviazione dei messaggi di posta elettronica certificata
L’articolo analizza la normativa vigente in Italia riguardo al servizio di posta elettronica certificata e propone alcune linee guida per la gestione e l’archiviazione dei messaggi di PE
L'integrazione monetaria in Europa. Origini, crisi, istituzioni e teorie economiche
L’Integrazione Monetaria in Europa: Fatti, Istituzioni e Teorie Economiche racconta e interpreta il processo di integrazione monetaria europea. Alla caduta del Sistema di Bretton Woods emerse subito la necessità di tornare ai cambi fissi in Europa. Il Sistema monetario europeo fu così creato nel 1979 e venti anni dopo nasceva l’euro. Pochi anni dopo, però, alcuni paesi dell’area dell’euro vengono colpiti da attacchi speculativi e da una crisi di credibilità che ha portato a dubitare della sopravvivenza e anche dell’opportunità della moneta unica. Il libro, oltre a raccontare, nella I Parte, i fatti rilevanti accaduti in questi ultimi decenni, nella II Parte si sofferma su aspetti istituzionali quali l’assetto della Banca centrale europea, le politiche convenzionali e non convenzionali da essa seguite e le politiche fiscali. Infine, nella III Parte alcune teorie economiche vengono presentate per permettere di rappresentare e meglio comprendere fatti e scelte istituzionali
Nuovi e vecchi paradigmi economici alla luce della crisi finanziaria ed economica
La recente crisi finanziaria ed economica ha aumentato il numero di coloro che ritengono che le distorsioni prodotte dal “mercato” non siano meno severe di quelle prodotte (potenzialmente) dall’intervento statale, una osservazione che solo alcuni anni fa avrebbe trovato pochi sostenitori.
Tale conclusione tuttavia, non vale solo per quanto riguarda il dilemma stato-mercato (un dilemma inappropriato e mal posto secondo molti autori), ma anche per quanto riguarda il confronto fra approcci economici basati sul paradigma dell’homo oeconomicus, comunemente adottati nella teoria economica prevalente, e quelli basati sull’homo reciprocans o animal civile. Questi ultimi, che fino ad ora venivano sostanzialmente ignorati a causa del loro presunto velleitarismo e la loro presunta naiveté “buonista”, possono essere sintetizzati dalle diverse espressioni dell’”economia civile”, alle quali il mondo accademico sta dedicando attenzione crescente.
In effetti, né il mercato né lo stato possono operare efficientemente e correttamente nell’assenza di codici etici e morali comunemente accettati e condivisi. Società civile, associazioni di volontariato, ONG, gruppi di acquisto solidale, associazioni religiose, possono fare molto in questa direzione.
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