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«Elle vous a fait miroiter la lumière chimérique de l’amour»: glossa al Cioran ingenuo e sentimentale di Ion Vartic
Eugen Ionescu sembra insinuare nella logica del Witz freudiano che Cioran se non avesse scritto Al culmine della disperazione, dopo la particolare amicizia con l’attrice Sorana Ţopa, si sarebbe di certo suicidato dilaniato com’era dal suo straziante desiderio amoroso per Diana. È questo il segreto inconfessabile di Cioran che Ionescu crede di aver penetrato nell’immediato après-coup degli eventi di Criterion? Ed è così che lo rivela pubblicamente cifrandolo nella forma umoristica e allusiva della narrazione solo dopo il suo delirante gesto d’amore appassionato per la Romania rivoluzionaria e trasfigurata? Sia Eliade che Ion Vartic, in questo libro, sembrano avallare tacitamente questa non tanto fantasiosa interpretazione ioneschiana. Questo contributo ripercorre, a partire dal volume di Vartic su Cioran, i fili del legame comunitario che avvolgono le traiettorie esistenziali di Cioran, Eliade e Ionesco
“Gli huligani” di Eliade e il vitalismo inquieto e disperato della “Giovane generazione”
Il presente contributo si propone di indagare il senso di nichilismo, spaesamento e rottura con le tradizioni borghesi, che caratterizza la vita di tanti giovani fra le due guerre in Romania, come traspare anche nel romanzo di Mircea Eliade Gli huligani. Quest’ultimo è un affresco generazionale, in cui si intrecciano le storie di vari protagonisti, tutti accomunati da quel disperato impeto autodistruttivo che già prefigura ideologicamente la nascita dell’„uomo nuovo”, il rivoluzionario in camicia verde, terrore dei benpensanti. Gli huligani, in questo senso, è un grande affresco storico che contribuisce a illuminare uno degli snodi cruciali della gioventù interbellica romena attraverso i temi dell’identità sessuale e della giovinezza visti come problema sociale e psicologico, ma anche politico e ideologico. Qui il confine tra gli „huligani” e l’„huliganismo” si intreccia quasi indissolubilmente, ed è pressoché impossibile cogliere le differenze tra i diversi aspetti. Se Eliade preferiva porre ufficialmente il fenomeno dell’„huliganismo” nel campo della psicologia esistenziale a carattere evolutivo e spirituale, Miron Radu Paraschivescu interpreta l’„huliganismo” dell’epoca come un fenomeno della decadenza borghese fascistizzata vicina ormai al suo inesorabile declino
L’irriducibile antagonismo tra Cioran e Gherasim Luca in Romania, nel cono d’ombra delle ideologie totalitarie
Tenendo sullo sfondo la Psicologia delle masse e analisi dell’Io – saggio di Freud del 1921 dedicato allo studio del legame sociale, alla sua struttura e alla sua dimensione perversa, che anticipa storicamente uno degli abbagli collettivi più inquietanti della passione totalitaria per il reale del “secolo breve” – il mio contributo si propone di descrivere il rapporto antagonistico che Emil Cioran e Gherasim Luca hanno intrattenuto a partire dalla loro opera scritta prima in romeno e poi in francese; e intende dimostrare retroattivamente che la logica oppositiva che ha costituito in terra romena la loro iniziale relazione si è ideologicamente scompaginata non appena i due autori, appartenenti alla medesima generazione intellettuale, hanno attraversato la prova dell’esilio, la conversione alla lingua straniera e l’abbandono della lingua matern
Le malattie dei filosofi: Cioran
Omul, repeta Cioran într-un interviu, nu poate vindeca boala fundamentalã: „orice ar face, omul nu poate scãpa de moarte“. Aceasta este „rãul nostru esential“, de care nici o „interventie omeneascã“ nu ne poate salva. Nostalgia ne-našterii ši „neajunsul“ de-a se fi nãscut, precum ši acuzatia cã lumea este produsul unui „demiurg rãu“ vin, în cazul sãu (ca ši în acela al lui Eugen Ionescu), din aceastã boalã fãrã leac: din muritudinea fiinþei umane, din insuportabilul „presentiment al muririi“. E un „scandal“, este scandalul însuši, ce-l face întruna pe Cioran sã plîngã
Cioran. Între nevoia de a crede şi dorinţa de a cunoaşte
După importanta ei monografie despre ”trecutul deocheat” al lui Cioran, Marta Petreu ne arată că în Cioran există un Celălalt. Există un Celălalt care ne face să vorbim, pe care-l asaltăm și de care ne despărțim, din iubire și din ură. Există o estraneitate în noi care ne alterează, ne transcende, un Celălalt care, de la Freud încoace, va fi numit Subconștient. Această concepție imanentistă a transcendenței – pe care Marta Petreu o identifică la Cioran, în Caiete, în corespondență și în primele sale opere în limba română - se afla deja în teologia creștină și în filosofia de inspirație creștină
Origin of Arsenic in Groundwater from the Multilayer Aquifer in Cremona (Northern Italy)
An analysis of 70 wells that tap groundwater from depths of up to 260 m in and around the town of Cremona, N. Italy, shows that 50 of them contain more than 10 μg/L of arsenic. Concentrations of As >10 ppb are accompanied by concentrations of Fe ranging from <0.1 to 6 mg/L and high concentrations of NH4 and Mn (<19 and <1.3 mg/L, respectively). The associations suggest that the mechanism of mobilization of As is the reductive
dissolution of Fe oxides driven by the degradation of peat, which is commonly found in the aquifer system. Groundwater in the aquifer has a component of downward flow via leakage through aquitards and flow through lateral discontinuities in them. Along these flow paths, As is released by reductive dissolution of Fe oxides in shallow and intermediate aquifers (0−85 m below
surface), reaching up to 183 μg/L, and is attenuated (<95 μg/L) at greater depths (100−150 m). Coprecipitation in iron sulfides could play an important role in As attenuation at these depths. The lower As concentration (<37 μg/L) in the deepest aquifer (160−260 m) is less related to the As concentration of the overlying aquifers because the groundwater here has a component of upward flow
Il camion bulgaro
Il Camion bulgaro, l’ultimo romanzo scritto da Dumitru Ţepeneag è un libro di lettura ed è un esercizio di scrittura – una scrittura in perpetua fuga che si accompagna a un’esperienza di specchialità fatta di paradossi sia formali che concettuali – e rappresenta un’esemplare dimostrazione della sua arte.
Un testo che è più di un semplice «romanzo»: si tratta di uno scavo fino alle profondità più estreme, fino a toccare l’«abisso» delle parole dove Eros e Thanatos si fronteggiano tenebrosamente.
È l’espressione del mistero stesso, tra il silenzio e la scoperta di qualche forma di verità, della giustificazione di una vita in un continuo transito tra l’enigma conoscitivo delle origini e la terra promessa dell’avvenire.
In questa perdita di luogo, che è inconscia e interrogante, c’è tutta la posta in gioco del Camion bulgaro di Ţepeneag cioè l’esistenza stessa della letteratura, da leggersi e da scriversi, nella sua costruzione interminabile tra la vita e la morte, tra il passato e l’avvenire, tra la deriva dell’abbandono e il desiderio di dimora, tra la soglia dell’indicibile e quella dell’irraffigurabile
Eugène Ionesco tra disegno e poesia
This article attempts to unveil and explain the subtle connections between "Elegies for
Minuscule Beings"(Elegii pentru fiinŃe mici), a volume of poetry written by Eugene Ionesco, and "White
and Black"(Le blanc et le noir) by the same author. At the core of Ionesco's meditation on the sacred,
on the scandalous nature of death, or on the extent of tragic, there are the author's drawings and
etchings that keep the secret of his encounter with the Romanian poetic expression. The point of contact
between the real and the memory is graphically theatricalized exposing the vulnerabilities of the
subject
«Mon espoir est à l’est». L’equivoco epistolare tra Paul Celan e Petre Solomon sullo scenario dell’amicizia
The article explores the correspondence exchanged by Paul Celan and poet and editor Petre
Solomon beginning with the late fourties. The author builds on the definition that J. Dérrida gave to
friendship – a dual relation that involves a shared affectivity, shared choice and also a symbolic
“third”, which is the continuum of the discourse, in the case of friendship carried on through
letters.Friendship is the pretext for an original analysis of the “secrecy” typical to Paul Celan’s
poetry; the letters partially reveal some of the “secrets” of Celan’s poetry within the secure space of a
discourse destined to a friend. Thus, the correspondence is the intruder and also an interpreter of the
poetic mechanisms specific to Paul Celan
Pagine Bizzarre
Le Pagine Bizzarre di Urmuz (1883-1923) - autore «dadaista ancor prima di Dada», che per primo ha messo in scena in Romania l’«assurdo» e la «tragedia del linguaggio» attraverso l’invenzione di una lingua molto singolare che sintomaticamente crea illusioni ed enigmi, equivoci e ambiguità semantiche - hanno esercitato una notevole influenza, per molti versi paradossale, su intere generazioni di scrittori che vanno dal padre del Dadaismo, Tristan Tzara, alle avanguardie e al surrealismo romeni, da Eugène Ionesco a Paul Celan e Gherasim Luca, da Nichita Stănescu a Marin Mincu, fino ai poeti postmoderni e testualisti come Mircea Cărtărescu
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