365 research outputs found

    Lo sviluppo delle TIC nella scuola italiana

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    Tra gli anni Novanta e la prima decade del XXI secolo la scuola italiana è stata attraversata da un complesso di trasformazioni radicali e profonde, che, nel loro insieme, attraverso alterne e travagliate vicende istituzionali, hanno condotto a modificare sostanzialmente la fisionomia complessiva del sistema scolastico-formativo nazionale. Questo processo di trasformazione generale è il risultato di impulsi innovatori originatisi tanto dalle politiche nazionali in materia di istruzione e formazione, e quindi dagli interventi via via pianificati ed attuati dai vertici ministeriali, quanto dalle spinte scaturite dal fermento politico-culturale e pedagogigo-didattico prodotto direttamente dalla scuola militante. Questa dialettica fra processi di natura top-down e processi di natura bottom-up, infatti, costituisce una chiave di lettura fondamentale proposta ed utilizzata da Lastrucci in questo ed in altri lavori al fine di interpretare l’evoluzione storica del sistema scolastico e formativo. Il processo di cambiamento attraversato dal sistema scolastico e formativo italiano nel periodo indicato è stato infatti scandito, innanzi tutto, dalla ridefinizione dell’architettura generale del sistema attraverso le due riforme elaborate prima dall’esecutivo di centro-sinistra e poi da quello di centro-destra; esso è tuttavia anche il risultato di un processo di sviluppo della cultura didattica diffusa e di crescita complessiva della professionalità degli insegnanti, processo connesso all’esigenza di adeguare l’offerta formativa alle imponenti trasformazioni cui la società è andata incontro in questo torno di tempo, mediante la profusione di sforzi continui tesi a inseguire o addirittura a sopravanzare il mutamento, in contrasto con il pregiudizio secondo cui i ritmi lenti del mutamento culturale che investono il mondo della scuola e della formazione non permettano a questo di tenere il passo con i ritmi sempre più accelerati dello sviluppo e dell’innovazione tecnologica. Seguendo tale prospettiva Lastrucci cerca di mostrare come sia proprio sul piano del rapporto con le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) che si è giocata una delle partite decisive ai fini di una prospettiva tesa a rinnovare la scuola e le altre istituzioni formative per renderle più funzionali a una realtà profondamente mutata e in ulteriore sviluppo. Egli mostra altresì come la graduale – quantunque, senza dubbio, difficile e faticosa - apertura ai progressivi sviluppi delle TIC ha descritto un’evoluzione non coerente sui due diversi piani sui quali questa, secondo la prospettiva interpretativa proposta, può essere letta: quello delle politiche ministeriali e quello dell’innovazione attuata nella prassi didattica reale e più o meno diffusa. Nelle parti successive del contributo, perciò, l’autore analizza dapprima il ruolo che hanno esercitato le TIC nelle esperienze di innovazione didattica promosse direttamente dalle scuole e successivamente le ragioni ed i risultati/effetti prodotti attraverso l’iniziativa ministeriale, presentando e discutendo criticamente l’organizzazione, le fasi attuative e gli esiti del Piano per lo Sviluppo delle Tecnologie Didattiche (PSTD), del progetto Multilab e, infine, delle iniziative e dei programmi rivolti alla formazione aperta e a distanza, attraverso, soprattutto, la cooperazione fra Ministero della P.I. e RAI. Lastrucci prende in esame anche criticamente i diversi modelli pedagogici sottesi all’utilizzo delle TIC in sede didattica, in particolare l’approccio proposto da Roberto Maragliano, che ha ispirato gli orientamenti seguiti nelle politiche ministeriali durante l’attuazione del PSTD

    Il docente tutor nella scuola autonoma

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    Questo volume è finalizzato fondamentalmente ad analizzare e discutere le funzioni che è chiamato a svolgere il docente tutor nel contesto di un’istituzione scolastica autonoma, a seguito dell’introduzione di questa nuova figura nell’economia complessiva della nuova organizzazione del sistema-scuola stabilita dalla riforma Moratti (attraverso la legge 53/2003 e i conseguenti decreti attuativi), innovazione che ha immediatamente suscitato un vivacissimo dibattito, talora con pungenti acumi polemici, fra i pedagogisti e nel mondo della scuola e della formazione. Le parti redatte da Emilio Lastrucci, in particolare, sono volte a illustrare e discutere il ruolo che dovrebbe assolvere il docente cui vengono assegnate funzioni tutoriali, nonché ad esporre le linee salienti della proposta di modello applicativo che viene sviluppata nelle parti centrali del libro. Lastrucci, inoltre, presenta un preliminare excursus storico-critico, volto ad inquadrare la funzione dell’attività di tutoring nell’ambito dell’orientamento scolastico, da cui le funzioni tutoriali previste dalla riforma hanno tratto sostanzialmente origine. La necessità di predisporre e porre in essere efficaci interventi di tutoring di natura psico-motivazionale e con finalità eminentemente orientative rappresenta infatti una diretta conseguenza dell’esigenza di intrecciare in modo continuo l’attività formativa ad una attività di supporto psicologico tesa a guidare ed accompagnare l’alunno nella definizione ed eventuale ri-definizione dei suoi percorsi formativi e professionali, così come nel suo processo di maturazione e sviluppo della personalità più complessivamente considerato. L’approfondimento di questo aspetto trova ragione nella convinzione degli autori che se non vi è dubbio che la funzione tutoriale rivolta all’alunno - e che in senso più proprio appare definire anche sul piano terminologico la ragione saliente e fondante del ruolo del docente-tutor – affonda le sue radici nel tutoring orientativo, appare altresì abbastanza evidente come questa rappresenti in qualche modo anche il perno attorno al quale ruotano le altre funzioni, che hanno quali interlocutori il team docente e la famiglia. Lastrucci entra infine nel merito di tutte le principali questioni sulle quali si è imperniato il dibattito attorno alla figura del docente tutor, in particolare sull’attribuzione a quest’ultimo di funzioni di counselling e sul così tanto discusso ruolo di “insegnante prevalente”. In tale discussione l’autore sviluppa argomentazioni che affondano le radici in una approfondita riflessione di natura psico-pedagogica e che trovano altresì riscontro nelle esperienze più significative ed avanzate e nella ricerca e sperimentazione sul campo

    Distribution of Nymphaea alba L. (Nymphaeaceae) in Tuscany [Distribuzione di Nymphaea alba L. (Nymphaeaceae) in Toscana]

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    The authors report the distribution of Nymphaea alba L. in Tuscany by the analysis of herbarium specimens, bibliographic references and records on field. The study shows two different situations: the species is distributed almost exclusively along the wetland's net on the northwestern floodplains in the district of Florence, Pistoia, Lucca, Pisa and Massa. Except for few and isolated sites, in the districts of Arezzo, Siena and Grosseto, the species seems not to occur in the rest of Tuscan wetlands. © 2018 Società Botanica Italiana onlus
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