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The Meaning of astronomical Repetitions in the Tomb of Ramesses VI
L'articolo mira ad analizzare le numerose ripetizioni nei soffitti astronomici della KV 9 della Valle dei Re. La costruzione di questo ipogeo fu iniziata da Ramesse V nella XX dinastia (XII sec. a.C.), ma a causa della prematura morte del sovrano non giunse a compimento. Il successore, Ramesse VI, usurpò la tomba e ne stravolse del tutto l’apparato decorativo inaugurando un modello rivoluzionario che sarebbe in parte rimasto in vigore fino alla fine del Nuovo Regno.
La principale novità risiede nei soffitti, la cui totalità presenta per la prima volta delle composizioni di natura astronomica. A stupire sono, tuttavia, le ripetizioni di intere scene in diversi ambienti, tanto più che, sebbene la tomba e le sue decorazioni siano state ampiamente studiate dal punto di vista del contenuto, non si è mai tentato di comprendere il motivo dell’esistenza di tali ripetizioni, che costituiscono un fenomeno unico nella Valle dei Re.
Dopo un’attenta analisi delle varianti di queste composizioni, il saggio mira a dare un’interpretazione che tenga conto del significato storico, sociale e culturale che tali ripetizioni potevano avere sotto il regno di Ramesse VI.This paper aims at analyzing the numerous repetitions in the astronomical ceilings of KV 9 in the Valley of the Kings. The construction of this hypogeum begun under Ramesses V in the XX dynasty (12th century BC), but because of the premature death of the sovereign it was not completed. The successor, Ramesses VI, usurped the tomb and completely upset the decorative program, inaugurating a revolutionary model that would be imitated until the end of the New Kingdom.
The main novelty lies in the ceilings: for the first time all of them contain compositions of an astronomical nature. What is astonishing, however, is the repetition of entire scenes in different chambers, especially since, despite the numerous studies on the decorative program of the tomb, no attempt has ever been made to understand why such repetition takes place, constituting a unique phenomenon in the Valley of the Kings.
After a detailed analysis of the variants of these repetitions, this paper aims at giving an interpretation that takes into account the historical, social and cultural significance that these compositions could have had under the reign of Ramesses VI
Astronomical Representations Between Pharaonic and Ptolemaic Egypt and Their Influence on the Western Image of the Cosmos
Ptolemaic astronomy was born in Ptolemaic Egypt in the 3rd century B.C. from the en- counter between Pharaonic and Greek astronomy, the latter carrying elements of Babylonian science. The new astronomy turned out to be a mixture of elements of different origins which found the astronomical ceiling of the tradition of New Kingdom pharaohs as the support for its representation. Through the circulation of culture, typical of the Hellenistic and imperial world in which Alexandria played a role of absolute prominence, the astronomical ceilings spread across Europe and became typical elements of the Renaissance. This paper takes the history of Egyptian and Greek astronomy as a starting point to describe Ptolemaic astrono- my, born from the meeting of the first two, and highlights the influence of this science in cosmographic representations to the present day
Il Cielo dei Faraoni. I soffitti astronomici nell’Egitto del Nuovo Regno
Nel Nuovo Regno (1550-1069 a.C.) un alto funzionario di nome Senenmut fece dipingere sul soffitto della camera funeraria della sua tomba a Deir el-Bahari l’immagine della volta notturna: si tratta del primo soffitto astronomico egiziano giunto a noi, nonché di una delle prime rappresentazioni del firmamento compiute nella storia. In seguito, per tutto il Nuovo Regno, i faraoni fecero realizzare nelle loro tombe e nei loro templi funerari splendidi soffitti astronomici di diverso tipo: in alcuni casi si tratta di semplici mappe celesti, in altri di complesse opere che narrano il periplo del sole e delle stelle. Questi veri e propri atlanti celesti, arricchiti da didascalie e da complessi testi di natura scientifico-religiosa con connotazioni funerarie, ci permettono di ritrovare ancora oggi la cifra dell’astronomia e della cosmologia faraonica. Il libro di Lorenzo Guardiano offre uno studio sistematico di tutti i soffitti egiziani che contengono raffigurazioni o testi di natura astronomica databili al Nuovo Regno, fornendo anche la loro edizione critica completa
Su alcuni temi "classici" ante litteram nella poesia faraonica
This paper examines some famous verses from ancient Egyptian poetry, between the Middle and New Kingdom, for a critical reading that highlights some possible literary themes that have never been studied in the case of pharaonic literature. In this way, it becomes clear that many of the literary themes whose paternity is usually attributed to the classical world – Latin and Greek – were in fact present in Egypt, many centuries earlier. This is not meant to allude to the direct influence of one culture on the other, but simply to emphasize how certain ways of doing literature are typical of human sensibilities of all times and can be found in different
places and at different times
Le iscrizioni greche del Museo Archeologico Ibleo
Il volume raccoglie e analizza ventisette iscrizioni greche, di cui ventitré conservate presso il Museo Archeologico Ibleo, offrendo un affascinante viaggio epigrafico attraverso oltre un millennio di storia, dal VII secolo a.C. al VII-VIII secolo d.C. Questi reperti comprendono principalmente epitafi, ma anche attestazioni di proprietà, dediche votive, formule rituali e preghiere magiche, a testimonianza della ricchezza culturale e spirituale del territorio ibleo. Le collezioni del Museo Archeologico Ibleo, nato tra il 1955 e il 1960, coprono un vasto arco temporale, dal Paleolitico fino alla conquista araba della Sicilia, evidenziando l’evoluzione insediativa della regione. Le epigrafi presentate nel volume sono organizzate cronologicamente e accompagnate da descrizioni dettagliate, disegni e apografi realizzati dall’autore dopo un attento esame autoptico. Tra i documenti più significativi vi sono la stele del “Guerriero di Castiglione”, l’epitafio della “Stele di Comiso” e alcune iscrizioni cristiane rinvenute in ipogei del IV-V secolo d.C., oltre a testi magici di grande interesse storico-religioso. Il libro rappresenta il primo tentativo di riunire in un’unica pubblicazione le epigrafi greche del museo ragusano, fornendo uno strumento di studio utile per approfondire la storia e la cultura della regione
Una nuova Iside? Alcune riflessioni sull'unicum iconografico della brocca di Camarina
Una brocca in bronzo rinvenuta a largo di Camarina nel 1999 presenta sull’ansa un medaglione con l’effigie di una donna che tiene un animale fra le braccia. Se non vi sono particolari dubbi sull’identità della donna (si tratta della dea Iside), non è altrettanto chiara la natura del quadrupede che essa tiene al petto, né la sua funzione. Questo saggio mira a esprimere alcune riflessioni sul significato dell’immagine del medaglione, che non trova paralleli nelle rappresentazioni isiache di età el- lenistica e imperiale, e sul contesto di provenienza della brocca.A bronze jug found off Camarina in 1999 has a medallion on the handle with the effigy of a woman holding an animal in her arms. If there are no particular doubts about the identity of the woman (it is the goddess Isis), the nature of the quadruped that she holds on her chest is not so clear, nor is its function. This essay aims to express some reflections on the meaning of the image of the medal- lion, which has no parallel in the Isiac representations of the Hel- lenistic and Imperial age, and on the context of origin of the jug
La raffigurazione dei venti nell’Egitto tolemaico e romano
Although the personification of the four winds from the four cardinal points was well attested in funerary literature from the Pyramid Texts and especially the Coffin Texts, it is only in Ptolemaic and Roman times that iconographic representations of the winds appear, arranged within astro- nomical depictions in temples and some coffins. This paper describes the iconography of the four winds through the analysis of the main sources
Gli Egizi e il cielo
L'osservazione "scientifica" delle stelle e dei pianeti risale ai primordi della civiltà egizia con uno sviluppo delle conoscenze e delle rappresentazioni che arriva agli spettacolari soffitti astronomici nelle tombe e nei templi dei faraoni
Nicholas L. Guardiano: Aesthetic Transcendentalism in Emerson, Peirce, and Nineteenth-Century American Landscape Painting
Rezension von Nicholas L. Guardiano: Aesthetic Transcendentalism in Emerson, Peirce, and Nineteenth-Century American Landscape Painting. Lanham: Lexington Books 2017
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