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Memorie italiane. Dalla guerra al miracolo economico (1940-1963)
Il volume è stato concepito unitariamente dagli autori all'interno delle attività del Laboratorio di Storia sociale "Memoria del quotidiano" dell'Università di Bologna - Polo di Rimini. A partire da numerose interviste conservate presso il Laboratorio, il libro presenta un periodo cruciale della storia italiana: gli anni compresi tra l'avvio della Seconda guerra mondiale e la grande trasformazione del dopoguerra. Due decenni in cui gli italiani vivono e subiscono gli eventi drammatici che caratterizzano la "guerra totale" e la fine del nazifascismo, assistono alla nascita della democrazia repubblicana, promuovono la ricostruzione materiale e morale del Paese, si rendono protagonisti del tumultuoso processo di sviluppo economico che spinge l'Italia nella ristretta cerchia dei paesi più industrializzati del mondo
I fatti del Circeo quale paradigma di analisi della violenza sessuale
La tesi è dedicata al tema della violenza sessuale, con un focus sui fatti del Circeo, consumatisi nel settembre 1975. L’elaborato intende sottolineare il loro carattere periodizzante nella storia della violenza sessuale e della sua rappresentazione sociale. Il crimine compiuto ai danni di Donatella Colasanti e Rosaria Lopez ha sollevato il velo di omertà dietro al quale da sempre sono stati celati i crimini di genere. Configurandosi quale paradigma di analisi della violenza sessuale, lo studio di tale delitto e della sua ripercussione sociale permette di cogliere l’evoluzione del concetto di stupro nella seconda metà del Novecento. A partire da tale data si innesca nel Paese, attraversato da profondi mutamenti sociali e del costume, una riflessione profonda, da cui scaturisce un cambiamento sociale e culturale, nonché istituzionale, che assume concretezza con l’emanazione della legge "Norme contro la violenza sessuale" (1996). Sulla base di fonti differenziate, l'elaborato intende dimostrare come tale evento possa essere assunto quale spartiacque in merito al tema dello stupro, che, all’indomani del delitto, uscendo dalla dimensione privata, inizia ad assumere rilevanza nel dibattito pubblico, divenendo un fatto «politico»
"Eravamo i peggio trattati". I ricordi di un internato militare 1943-45 (DVD- 58 min.)
Valentino Ricci (cl. 1922) racconta la sua esperienza di deportato politico nel campo di Buchenwald
La politica a San Marino. Guida agli archivi dei partiti e delle personalità politiche
La Guida presenta le schede di trenta fondi archivistici di partiti e personalità politiche conservati presso diversi soggetti, di natura pubblica e privata, della Repubblica di San Marino. Una documentazione rintracciata nel corso di un censimento promosso dal gruppo di ricerca, composto da archivisti e storici, incaricato dall’Università di San Marino di favorire un dibattito pubblico sulla difficile condizione in cui versa la parte più consistente di questa documentazione e sui possibili interventi che debbono essere messi in atto per migliorarne la conservazione, consentendo al tempo stesso la sua pubblica fruizione e consultabilità. Le schede sono introdotte e accompagnate da alcuni interventi che approfondiscono i tratti salienti della storia recente dei partiti politici sammarinesi e i caratteri di fondo della documentazione da essi prodotta; che definiscono lo status giuridico di questi archivi, le norme e le pratiche per l'archiviazione digitale di questi materiali; che passano in rassegna le esperienze più significative, nel caso italiano, di digitalizzazione e inserimento on line del patrimonio documentale accumulatosi nel secolo scorso
Essere alla moda. Immagine maschile, questioni di genere e presenze divistiche in "L'Uomo Vogue" (1967-1975)
Le criticità nella conservazione degli archivi di persona tra passato, presente e futuro. Presentazione del progetto di riordino ed inventariazione dell'archivio dell'on. Massimo Vannucci
Il contributo descrive il primo caso italiano di intervento d’inventariazione e riordinamento su un archivio «ibrido», con documenti sia cartacei che digitali: quello di Massimo Vannucci (1957-2012), politico e imprenditore, deputato Ds dal 2006 al 2008 e successivamente riconfermato nelle liste del Pd. La documentazione risale prevalentemente al periodo compreso fra il 2005 e il 2012, quindi all’epoca dell’attività politica di Vannucci, ed è proprio la natura ibrida dei materiali a determinare l’originalità dell’intervento. E-mail archiviate sia nel client di posta che sulla webmail e altri documenti rinvenuti nel computer si aggiungono alla documentazione cartacea, costituendo a tutti gli effetti un archivio digitale di persona. Oltre a illustrare l’intervento svolto, il libro si pone l’obiettivo di aprire una riflessione sulle questioni connesse al riordino e alla conservazione degli archividigitali di persona: tematiche di importanza fondamentale se si pensa che gli archivi, non soltanto di persona, diventeranno totalmente digitali nel giro di poco tempo, dato che i trend evolutivi degli ultimi anni hanno registrato una fortissima accelerazione in tale direzione. È urgente, quindi, aprirsi al confronto su queste tematiche e individuare soluzioni che permettano di conservare per il futuro gli archivi digitali che si stanno oggi formando
Giovani di origine straniera all’Università: una popolazione eterogenea ancora poco indagata
Il rapido incremento e l’ormai stabile presenza di studenti con background migratorio nel sistema scolastico italiano è una delle caratteristiche più evidenti del processo di stabilizzazione della presenza straniera in Italia che più ha attirato l’interesse delle scienze sociali. Tale attenzione per le trasformazioni del sistema scolastico conseguenti all’incremento delle presenze degli alunni con cittadinanza non italiana si è per certi versi sviluppata seguendo la maturazione demografica delle cosiddette seconde generazioni (o nuove generazioni italiane): dopo il consolidamento della ricerca sul segmento della formazione secondaria, negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione per l’istruzione post-secondaria. Dopo aver ricostruito l’andamento della crescita degli studenti con cittadinanza non italiana nell’intero sistema scolastico e come si sono modificate le principali forme di svantaggio sperimentate rispetto agli alunni italiani, l’obiettivo del capitolo è mettere in luce – tramite la combinazione di indicatori ricavati dalle fonti ufficiali – i tratti essenziali del processo che ha portato ad una crescente partecipazione degli studenti stranieri all’interno degli atenei italiani, mostrando non solo come le disparità di istruzione tra cittadini italiani e stranieri si siano andate progressivamente riconfigurando, ma anche le differenze interne a questo segmento di popolazione.
Nella parte finale del capitolo, la ricostruzione di alcune storie di vita di studenti con cittadinanza straniera iscritti all’Università di Bologna permette di esplicitare come un elemento strutturale di svantaggio quale l’origine straniera sia concretamente sperimentato, prodotto e talvolta contestato nell’esperienza universitaria, mostrando gli esiti possibili delle complesse interazioni tra le dinamiche strutturali descritte nelle pagine precedenti e l’agency individuale
L’abbigliamento come linguaggio identitario nei teen drama. L’esempio di Sex Education
Obiettivo di questa proposta è quello di esplorare il ruolo dell’abbigliamento per la definizione dei personaggi – e delle loro scelte identitarie – nei teen drama contemporanei, mediante una prospettiva mediale e uno sguardo sociologico. In molti casi, accanto alla storia principale, l’abbigliamento produce infatti una propria sottotraccia attraverso la quale viene mostrato il mutamento di un singolo personaggio, la sua appartenenza a determinate classi sociali (come in Élite, Netflix 2018-; o in Baby Netflix 2018-2020), la sua ricerca di adesione a specifici gruppi, o a subculture giovanili (ad esempio in Riverdale, The CW 2017-). Nella Complex Tv (Mittell, 2015) il senso e il valore dell’abbigliamento non si esauriscono dunque nella dimensione estetica del prodotto audiovisivo, ma riguardano l’ordine sociale, l’appartenenza di status, l’espressione della propria sessualità e della propria identità.
Per analizzare questi passaggi la mia intenzione è di concentrarmi su un esempio specifico: Sex Education (Netflix, 2019-). Ambientato in Gran Bretagna, Sex Education presenta la storia di un gruppo di adolescenti e della loro vita sociale e scolastica. Sebbene i temi dominanti di tutta la serie siano il sesso e le relazioni sociali (di amicizia, di amore, familiari), l’abbigliamento si presenta come una parte importante della narrazione e ne sottolinea alcuni passaggi significativi. I vestiti si configurano infatti come un linguaggio per esprimere se stessi e – allo stesso tempo – per distinguersi dagli altri (Blumer, 1969; Crane, 2000; Edwards, 2011). La mascolinità viene ad esempio portata in scena per mezzo di personaggi che la interpretano in modo “tossico” (è il caso di Adam), o al contrario in modo “fragile” (come per Otis), oppure va ad essere mostrata utilizzando lo stile queer (Eric) (Sculos, 2017) e il tutto viene rimarcato anche attraverso il guardaroba. Si rintracciano posizioni diverse anche nell’espressione della femminilità: dalla femme fatale (Ruby) al fascino underground (Maeve) esibiti per mezzo di comportamenti e look. Altri personaggi ancora manifestano la loro fluidità attraverso i loro orientamenti sessuali e per mezzo degli abiti che indossano.
In alcune situazioni, l’uso di specifici indumenti pone questioni precise anche su un piano politico-sociale: osare di vestirsi queer crea delle conseguenze significative per Eric, così come indossare jeans succinti per Aimee. I guardaroba assumono perciò significati importanti e sottolineano i caratteri dei personaggi, segnando momenti critici della narrazione.
Riferimenti bibliografici
Blumer, H. (1969), Fashion: from class differentation to collective selection, in «The Sociological Quarterly», vol. 10, n. 3, pp. 275 – 291.
Crane, D. (2000), Fashion and its Social Agenda. Class, gender, and identity in clothing, University of Chicago Press, Chicago.
Mascio, A. Tsuchiya, J. (edited by) (2015), “Fashion Convergence”, ZoneModa Journal 5, Bologna, Pendragon.
Mittell, J. (2015), Complex Tv. The Poetics od Contemporary Television Storytelling, New York University Press, New York.
Edwards, T. (2011), Fashion in focus. Concepts, Practices and Politics, London, Routledge.
Hardy J. (2011), Mapping commercial intertextuality: HBO’s True Blood, in «Convergence», 17, pp. 7 – 17.
Jenkins, H. (2006b), Convergence Culture: where old and new media collide, New York University Press, New Yok.
Kawamura, Y. (2005), Fashion-ology. An introduction to fashion studies, Berg, Oxford – New York.
Sculos, B. W. 2017. “Who’s Afraid Of ‘Toxic Masculinity’?” Class Race Corporate Power, 5 (3):1-5.
Simmel, G. (1895), Zur Psychologie der Mode. Soziologische Studie, in «Die Zeit, Wiener Wochensrift für Politik, Volkswirtschaft, Wissenschaft und Kunst; trad. it. (1998) La moda, Mondadori, Milano.
Warner, H. (2014), Fashion on Television. Identity and Celebrity Culture, London - New Delhi - New York - Sydney, Bloomsbury.
Wilson, E. (1985), Adorned in Dreams. Fashion and Modernity, Virago Press, London
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