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Le elezioni regionali del 2023 in Lombardia: tra bassa partecipazione e nuovi equilibri nella coalizione di centrodestra
ll 12 e 13 febbraio 2023 in Lombardia (9,9 milioni di abitanti) sono stati chiamati a votare 8.349.264 elettori, in una tornata elettorale che ha mobilitato oltre un quarto della popolazione residente (26,5%) e del corpo elettorale (26,4%) del nostro paese. Questo articolo propone un resoconto di quelle elezioni regionali. Forniremo dapprima una sintetica panoramica dei principali avvenimenti che hanno caratterizzato i cinque anni dell’ultima Legislatura (2018/2023), per poi occuparci della scelta delle candidature alla Presidenza, delle alleanze messe in campo dai partiti politici e di quanto accaduto nel corso della campagna elettorale. Infine, analizzeremo gli esiti del voto e discuteremo della formazione delle nuove istituzioni rappresentative e di governo regionali
Cinque partiti e duemila emendamenti
Duemiladuecentonovantanove emendamenti presentati al Senato sul decreto liberalizzazioni del governo Monti. Non sono andati tutti al voto, perché Palazzo Chigi non intendeva stravolgere i contenuti
del decreto ed ha richiesto il voto di fiducia. Ma le formazioni
della maggioranza parlamentare che sostiene il governo Monti
(PD, PDL e Terzo polo) si erano affrettate a dichiarare che per
gran parte degli emendamenti da loro proposti si trattava di interventi volti a migliorare il provvedimento. Si propone un'analisi del processo deliberativo inerente questi emendamenti e una lettura del reticolo di interessi che li ha motivati
Per una “terza via” socialista e liberale
Contrastare le diseguaglianze sembra essere il tema predominante della sinistra di oggi. Orfani di un neo-keynesismo caduto vittima, dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso e fino alla Grande recessione del 2008, del Washington Consensus, il tema delle diseguaglianze sta riconquistando terreno nella sinistra occidentale, al punto tale da scadere spesso a luogo comune di un pensiero che crede di rispondere alla perdita di consensi nei ceti popolari con qualche parola d’ordine rassicurante. Proprio
sull’idea e la distinzione fra eguaglianza e diseguaglianze occorre invece intraprendere un serio confronto politico culturale. Si propone perciò un percorso di rivalutazione dell'idea di eguaglianza secondo quella nozione complessa e multidimensionale del concetto che è presente nella riflessione teorica della sinistra socialista e liberale
Opinione pubblica : cittadinanza, classe politica, democrazia
Una lunga tradizione non ha mai messo in dubbio che il concetto di “opinione” indichi un complesso di ragioni e valutazioni centrate sul soggetto agente. L’evidenza del concetto stava nella distinzione fra sapere certo (EPISTÉME) e sapere di opinione (DÓXA). Tuttavia insita in questa distinzione vi è una sorta di paradosso: se l’opinione pubblica fosse esclusivamente il prodotto dell’interazione delle opinioni dei singoli individui nella sfera pubblica, stante la mutevolezza di queste opinioni, l’opinione pubblica stessa sarebbe sempre oggetto di uno scarto temporale rispetto agli orientamenti degli individui sulle questioni di pubblica rilevanza. Con ciò, è assai probabile che il solo modello interazionista non riesca a rendere pienamente conto delle dinamiche che contraddistinguono l’opinione pubblica. Allo stesso tempo, però, la teoria della democrazia ci impone, quanto meno dal punto di vista normativo, uno stretto ancoraggio di ciò che costituisce opinione pubblica ai desideri e alle aspettative di cittadini razionali e informati. E’ dipanabile questo dilemma, che peraltro vive di una duplice tensione fra normativo e positivo, fra ciò che l’opinione pubblica è nell’opinabile misurazione di sondaggisti e studiosi della comunicazione e ciò che l’opinione pubblica dovrebbe essere dal punto di vista della teoria della democrazia? E’ ancora possibile far vivere la metafora del cittadino razionale, consapevole, informato propria della tradizione liberal-democratica? Intendere l’opinione pubblica come un’osservazione del secondo ordine dovrebbe contribuire, da un lato, a superare gli attuali limiti che sperimentiamo nella comprensione di questo fenomeno e, dall’altro, a preservare un’idea di discussione su fatti di rilevanza pubblica proficua per un buon funzionamento della democrazia
Comunicazione politica e consenso democratico : un'applicazione di teoria dei giochi
Il rapporto fra informazione e razionalità del comportamento elettorale resta un problema aperto. Le assunzioni introdotte dalla scelta razionale si sono dimostrare o teoricamente poco plausibili, o empiricamente troppo onerose. E le risposte a questo problema, da prospettive sia «interne» che «esterne» alla scelta razionale, sono insoddisfacenti. I diversi tentativi di soluzione si ostinano a considerare l’informazione come un dato, trascurando così i fattori connessi alla sua effettiva comprensione. Viceversa, come evidenziato dal concetto sistemico di doppia contingenza, l’esistenza di aspettative reciproche circa il senso che individui in interazione possono attribuire ai rispettivi comportamenti non deve mai darsi per scontata. Il ricorso al concetto di doppia contingenza permette di interrogarsi sulle effettive condizioni che rendono possibile l’esercizio di un comportamento elettorale razionale. La costruzione di un semplice modello di teoria dei giochi, in grado di descrivere la scelta di voto come il prodotto di una relazione di agenzia fra elettore e candidato in condizioni di doppia contingenza, porta infine alla luce il ruolo di fattori simbolici nel definire l’orizzonte ideologico-culturale entro il quale si colloca il comportamento elettorale, senza con questo pregiudicare le potenzialità applicative della scelta razionale
Liberi ma eguali : Riferimenti culturali per la costruzione di una sinistra democratica nell’attuale passaggio d’epoca
Never as much as today, more than 30 years after the collapse of the Berlin Wall, in a global context characterized by the climate crisis due to global warming, after an economic crisis that has lasted almost a decade, a pandemic that has shocked the world for a little less two years, and in the midst of an international crisis caused by a war that has broken out in the heart of Europe, the democratic left must forcefully pose itself the problem of a renew political culture. Two orders of problems must be addressed and resolved. First, it must be established which political-cultural materials, which traditions
of political thought of the past and which perspectives of political-cultural elaboration of the present, can be considered most suitable for the search for and formulation of a renew political culture. Secondly, it is necessary to identify the set of actors, classes and social groups that, over a reasonably long period of time, can recognise themselves in this renew political culture and support its political-programmatic proposals. The article outlines a reflection on the search for suitable cultural references for the construction of this political culture. It takes as its starting point the centrality of the interpretation of individual rights in the perspective of liberal egalitarianism and then it searches for a new recombination with the socialist tradition and environmentalist culture, where the decisive factor is the determination of the conditions of compatibility between the objectives of economic freedom and private property and the constraints arising from respect for the rights of individuals and other living species. Finally, the question arises of the conditions for building a new social coalition in favour of such a political culture in the context of individualised mass society
Il sistema politico italiano : Origini, evoluzione e struttura
Il processo di democratizzazione in Italia è avvenuto con gravi ritardi rispetto a quanto accaduto in altri paesi del mondo occidentale e ha dato luogo a un sistema fragile e squilibrato. Il sistema politico italiano si configura come un complesso istituzionale scarsamente differenziato dagli altri sottosistemi della società, in particolare da un sistema economico a sua volta incapace di strutturarsi secondo le leggi del capitalismo moderno. E ciò ha finito con l’alimentare quella forma di democrazia consociativa tipica del nostro paese. Dall’affermazione del trasformismo all’epoca dello Stato unitario e alla stasi istituzionale che contraddistingue l’attuale fase politica, il libro ricostruisce l’evoluzione di uno stato senza progetto, ancora oggi incapace di liberarsi degli errori del passato
Transizione e bipolarismo nel sistema politico italiano. Oltre l'ingegneria istituzionale : il comportamento strategico dei partiti
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