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Compositional variations and petrogenetic bearing of clinopyroxenes from tholeiitic dikes (Bracco massif, Northern Apennine, Italy)
The basaltic dikes in the Bracco gabbroic massif: petrology of the earliest phases of the basaltic activity in the Northern Apennines ophiolites
Geochimica e petrogenesi dei granofiri perno-carboniferi del brianzonese ligure interno (Alpi Marittime)
In the Nucetto and Barbassiria Massifs (Inner Ligurian Brian?onnais, Maritime Alps) small granophyric bodies crop out. The sorrounding rocks are represented by pre-Sudetic granitoids.
In comparison to the average abundances of granitic rocks, the granophyres display quite normal Zr/Hf and Th/U ratios, low Sc and high Ta contents. These rocks are LREE enriched and have poorly fractionated HREE patterns (TbN/YbN from 1 to 2). A large negative Eu anomaly appears for all the samples (Eu/Eu* ratios vary between .04 to .18). The overall REE fractionation (La/Yb ratio) displays a positive correlation with Europium anomaly (Eu/Eu* ratio).
A genesis by magmatic differentiation starting from the sorrounding granitoids is not supported by petrographic and geochemical data. Although the hypothesis that the granophyres are the result of different degrees of partial melting of crustal material cannot be ruled out, we suggest that these rocks are the products of a two-stage crystal/liquid fractionation process starting from a parent tonalitic magma.
During the first stage the separation of hornblende, plagioclase and small quantities of accessory phases produced granodioritic liquid displaying less LREE enriched and HREE fractionated patterns. Finally the separation of prevailing plagioclase and subordinate biotite produced the granophyric liquids with the observed REE spectra.
We suggest that the granophyres chronologically follow the granitoids and are probably related to the first products of late-Hercynian volcanism in the Inner Ligurian BrianConnais
The Promontorio del Franco (Island of Giglio): a Blueschist Element in the Tuscan Archipelago (Central Italy).
Contributi alla conoscenza delle metavulcaniti tardo-erciniche del brianzonese ligure (Alpi Marittime): 1) i "Porfidi" di Osiglia ed i clasti di vulcaniti nella formazione di Ollano”
Nel tegumento permo-carbonifero di una parte dell’unità di Mallare (Brianzonese ligure interno) il rilevamento di dettaglio e l’analisi meso-strutturale hanno messo in evidenza l’esistenza di quattro fasi deformative duttili di età alpina, associate ad un metamorfismo polifasico ed hanno consentito di riconoscere che i « Porfidi » di Osiglia, precedentemente ritenuti più giovani dei sedimenti westfaliano-stefaniani della Formazione di Oliano, sono in realtà intercalati (o, meno probabilmente, sottostanti) ad essa.
I « Porfidi » sono pertanto omologhi delle altre manifestazioni acide precoci («Metarioliti di Case Li-setto») già segnalate dagli autori nel Brianzonese ligure, di cui rappresentano l’affioramento più cospicuo.
Si tratta di rioliti, a prevalenti caratteri ignim-britici, con indice di porfiricità mediamente elevato (30-40 %), a fenocristalli prevalenti di quarzo e K-feldspato e subordinati di biotite e plagioclasio, contenenti brandelli di lave pomicee e rari inclusi enallogeni (metapeliti, scisti biotitici granatiferi) di taglia fino a decimetrica.
I dati chimici indicano un carattere calcalcalino, con contenuti in KX) piuttosto elevati, rapporto Zr/Hf compreso tra 16 e 26, rapporto Th/U elevato (anche oltre 7). La distribuzione delle terre rare mostra un arricchimento delle LREE rispetto alle HREE, frazionamento relativo delle LREE, ma non delle HREE e una leggera anomalia positiva in Eu.
Caratteri in parte differenti presentano i clasti di vulcaniti, prive di metamorfismo prealpino, sporadicamente presenti a vari livelli stratigrafici entro
i sedimenti della Formazione di Oliano e caratterizzati da uno spettro composizionale e tessiturale più vasto. I dati chimici indicano ancora un carattere calcalcalino con contenuti in KsO maggiori che nei « Porfidi » di Osiglia, dai quali si distinguono anche per minori rapporti Th/U, maggiori rapporti Zr/Hf, minor frazionamento LREE/HREE e la presenza di una costante anomalia negativa in Eu.
L’insieme dei dati è tuttavia interpretabile nell’ambito di uno stesso modello petrogenetico. Vengono così confermati e precisati il quadro geologico e l’ipotesi petrogenetica già prospettato in precedenti lavori: affondamenti isostatici conseguenti ad ispessimenti crostali prodotti dalla fase sudetica determinano una tettonica superficiale a block-faulting, cui si accompagnano in profondità fenomeni anatettici, con fusione parziale di rocce crostali a composizione relativamente variabile. Localmente possono aver espletato ruoli di qualche importanza anche processi di frazionamento ad opera di fasi accessorie, quale apatite, e/o mobilizzazioni ad opera di fluidi
Considerazioni petrogenetiche sugli ortogneiss granitoidi di Nucetto e Barbassiria (Alpi Marittime
Sulla base di nuovi dati geochimici viene confermata l’origine anatettica dei granitoidi pre-sudetici dei Massicci di Nucetto-Costa Dardella e di Barbassiria (Brianzonese Ligure interno, Alpi Marittime).
Le differenze composizionali osservate sembrano poter essere attribuite alla diversa natura delle rocce sorgente interessate dai due eventi anatettici: rocce metapelitiche per i granitoidi di Nucetto e rocce quarzo-feldspatiche (metagraniti? granuliti?) per i granitoidi di Barbassiria.
Questi ultimi presentano inoltre evidenze di mobilizzazioni chimiche secondarie probabilmente in parte riferibili ad attività di fluidi durante la cristallizzazione.
Gli eventi anatettici si collocano in un contesto orogenico caratterizzato da una situazione termica con elevato flusso di calore.
Parole chiave-, Brianzonese Ligure, Paleozoico, granitoidi, anatessi, Terre Rare.
In the Nucetto and Barbassiria Massifs (Inner Ligurian Brianconnais, Maritime Alps) granitoids of pre-Sudetic age crop out. Nucetto granitoids are peraluminous monzogranites and sye-nogranites, whereas Barbassiria granitoids display granitic and alkali-granitic compositions with a metaluminous to slightly peraluminous character.
The samples are characterized by minimum melting compositions and show syn-orogenic tecto(La/Yb = 9 - 15) and show marked LREE enrichment (CeN /SmN > 2). The patterns exhibit constant negative europium anomalies (Eu/Eu* = .4 + .56).
Barbassiria granitoids display lower REE (LREE 90), LREE (CeN/SmN = 1 -:-2) and LREE/HREE (La/Yb = 4+12) fractionation. These rocks are characterized by the largest negative europium anomalies (Eu/Eu* = .14 ; .33).
The geochemical characteristics of granitoids are consistent with a genesis by partial melting of crustal material: a metapelitic source for Nucetto rgcks and a quartzofeldspatic one (metagranites? granulite?) for Barbassiria are suggested.
However the irregularities in the REE spectra of some Barbassiria samples are difficult to explain by partial melting processes. Fluid activity during cooling history could provide an adequate explanation.
The anatectic events are referred to an orogenetic context with high heat flow regime
Le metavulcaniti a chimismo andesitico del perno-carbonifero brianzonese (Alpi Marittime): caratterizzazione petrografica e tentativo di interpretazione geodinamica
Nell’ambito del Permo-Carbonifero metamorfico del Brianzonese ligure sia esterno che interno è caratteristica la presenza di prodotti lavici e vulcanoclastici acidi, prevalenti ed a chimismo « andesitico » («Formazione di Eze »), subordinati. Questi ultimi, oggetto della presente nota, affiorano per lo più intercalati a metasedimenti fini e risultano complessivamente pressoché coevi delle prime sporadiche manifestazioni acide, ma leggermente più antichi della principale fase riolitica, eopermica.
Alcuni filoni ed una colata rinvenuti nel massiccio cristallino di Calizzano sono verosimilmente da ricollegare, per caratteri petrografia e geochimici e per posizione geologica, alle vulcaniti di Eze.
I prodotti lavici, pur interessati da più fasi deformative, di cui almeno una scistogena, conservano abbastanza riconoscibili le strutture primarie. I prodotti piroclastici appaiono fortemente ricristallizzati con strutture e paragenesi tipiche di rocce prasinitiche.
Le rocce, ed in particolare i prodotti piroclastici, mostrano evidenze di processi di mobilizzazione chimica, almeno in parte precedenti gli eventi metamorfici. Lo studio dettagliato di questi processi di mobilizzazione porta tuttavia a concludere che, almeno per i prodotti lavici, le variazioni in SiOs, ALO», MgO, Fe totale, Ti02 sono mediamente poco importanti.
Molti degli elementi in tracce e le terre rare sembrano inoltre utilizzabili ai fini della caratterizzazione magmatica delle metavulcaniti di Eze e di Calizzano che, pur mostrando analoga natura generalmente « andesitica » e comune affinità calcalca-lina, sembrano riconducibili a processi evolutivi differenti.
I caratteri geochimici suggeriscono come più probabili tre diverse ipotesi genetiche: 1) processi di frazionamento diversi, a livelli crostali, a partire da un magma basaltico originatosi nel mantello;
2) fusione parziale di materiale del mantello costituito da peridotiti a granato o a spinello; 3) anatessi crostale con diversi gradi di fusione di una crosta profonda non omogenea a temperature elevate (1100° C).
La mancanza di un quadro dell’orogenesi ercinica nella Neo-Europa sufficientemente dettagliato ed unanimemente accettato non consente di stabilire se sussista una correlazione tra la tendenza calcalca-lina del magmatismo permo-carbonifero ed eventuali meccanismi subduttivi. L’ipotesi subduttiva lascerebbe comunque inspiegati alcuni fatti, quali: la tettonica di tipo block-faulting presente in superficie; la mancanza di trends preferenziali nella distribuzione sia delle lave, sia degli elementi geochimici più significativi; il lungo intervallo di tempo intercorso tra l’eventuale subduzione e la venuta a giorno delle lave; la sostanziale contemporaneità delle rioliti precoci e delle andesiti.
Gli autori propongono pertanto un modello alternativo, altrettanto ipotetico di quello subduttivo, ma apparentemente più adatto a spiegare i fatti suddetti, nel quale l’anatessi crostale è causata da affondamenti isostatici conseguenti alPispessimento crostale verosimilmente generato dalla fase sudetica. L’enorme successiva produzione di rioliti ignimbri-tiche, verosimilmente derivata da anatessi di crosta superiore, è difficilmente giustificabile con i soli movimenti isostatici; essa potrebbe però essere stata agevolata dalla creazione di numerose fratture, lungo le quali risalirono le ignimbriti, e da un concomitante innalzamento delle geoisoterme.
The permo-carboniferous metamor-phic terrains of the outer and inner Ligurian Brian-Connais are characterized by the presence of lavas and volcanogenic sediments both rhyolitic, predominant, and andesitic («Eze Formation »), subordinate.
These last ones, studied in this work, are generally intercalated into fine metasediments and appear on the whole to be contemporary of the first scattered rhyolitic products, but slightly older than the principal, lower permian, ones.
On account of petrographic and geochemical characters and of geologic position, some dykes and one lava-flow found in the Calizzano crystalline massif should be ascribed to Eze andesites.
The lavas are interested by various deformation events, of which one giving schistosity. The original porphyritic textures with phenocrysts of plagioclase and sometimes clino and orthopyroxene, hornblende, biotite, quartz are frequently _ mantained. The groundmass exhibits intersertaT textures. The embayed quartz may be referred to assimilation of sialic material.
The pyroclastic products are strongly recrystallized showing paragenesis and texture typical of prasinitic rocks.
Pre-metamorphic weathering processes and change in rock chemistry during the metamorphism affect the lavas and particularly the pyroclastic products. A detailed study to establish the nature of chemical change suggests negligible, especially in the lavas, movements of Si02, A1203, MgO, Fe2Oa tot., Ti02. Most of trace elements and REE are also useful to define the magmatic character.
On these basis the geochemical data lead to define the analyzed rocks as andesites with calc-alkaline affinity. However different evolutional processes seem to characterize the Eze and Calizzano lavas.
The geochemical data are consistent with three different hypothesis: 1) fractional crystallization from primary basaltic magmas of mantle origin involving plagioclase + pyroxene or plagioclase 4-hornblende; 2) melting of mantle material represented by both spinel and garnet peridotite;
3) direct anatexis at high temperatures (1100° C) with different degrees of partial melting of deep continental crust.
The lack of a sufficiently detailed and universally well agreed picture of the hercynian event within «Neo-Europa» plate prevents to state wether or not the calc-alkaline trend of permo-carboniferous magmatism is linked to a subduction mechanism.
In any way, this hypothesis leaves some facts unexplained, e.g.: block-faulting structures in the upper Palaeozoic covers; lack of preferred trends in the areal distribution of lavas as well as of significant geochemical elements; long span of time between the possible subduction event and the outpouring of lavas; practically contemporary effusion of early rhyolites and andesites.
For the genesis of andesites, an alternative solution, better fitting the above mentioned aspects, may be found in crustal anatexis caused by isostatic sinking, as a consequence of possible crustal thickening generated by sudetian phase.
The following large quantities of rhyolitic ignimbrites, probably produced by crustal anatexis, seem hardly interpretable on the grounds of buoyant movements alone; but they could have been favoured both by the newly created numerous fractures, along which ignimbrites were driven to surface, and by a concomitant rise of geoisotherms
Nuovi dati sul basamento e sul tegumento carbonifero dell'unità di Mallare (Brianzonese intermedio-interno, Alpi liguri).
Tettonica e vulcanismo tardo-paleozoici nel dominio prepiemontese delle Alpi liguri: la testimonianza della successione del Colle Scravaion.
Granodiorites in the Ligurian Briançonnais volcano-sedimentary Permian sequences: structural and petrochemical characterization.
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