1,512 research outputs found

    Tra «muta lingua» e «cor loquace»: echi neoplatonici nell’Accademia dei Mutoli di Genova

    No full text
    Pur collocata in posizione debole e periferica, l’Accademia genovese dei Mutoli offre una testimonianza di un certo rilievo sulla persistenza di alcuni temi di ispirazione neoplatonica nel dibattito letterario primo-secentesco. Patrocinata da Giovan Vincenzo Imperiali, che ai Mutoli dedica una sezione significativa della parte X dello Stato rustico, l’Accademia interpreta la lirica petrarchesca sul topos platonico-ficiniano della securissima scala d’Amore, ma soprattutto attribuisce all’imaginatio onirica una valenza conoscitivo-sapienziale che scardina la concezione rigorosamente mimetica della poesia. Recuperando le antiche teorie sul furore poetico e sulla presunta origine divina della ispirazione artistica, il poeta “mutolo” è infatti colui che nello spazio del raccoglimento spirituale è in grado di porsi all’ascolto della melodia universale delle Muse, trasferendo la loro eloquenza nella dimensione del canto interiore

    Giraut de Borneil, “Ben cove, pus ja bayssa·l ram” (BdT 242.25)

    No full text
    This paper will offer a revision, with a translation and commentary, of the text of “Ben cove, pus ja baissa·l ram” by Giraut de Borneil, with a new examination of the manuscript tradition after the monographic editions by Adolf Kolsen and Ruth Verity Sharman. In particular the paper will offer a new reading of l. 20, transmitted only by Chansonnier a, while the other manuscripts have a lacuna that seems to have been crudely corrected by Sg. The interpretation of “e leis s’embla, que a miralh” as ‘and she, who holds a mirror, is elusive’ restores an image of the lady filled with pride on seeing her own beauty reflected in a mirror that is also in Raimbaut d’Aurenga and Pons de Capduoill. In the Introduction the text is interpreted as an example of two different aspects of Giraut’s poetry, expressed through two different voices in the text, the author’s ‘self’ and the lover’s ‘self’. The former, who speaks in the first stanza, gives importance to his aiming for excellence; the latter, who speaks in the following stanzas, presents contents and forms belonging to a discourse on love. Finally, the point is made that where the two parts meet, at l. 9 “E per ma guerreira cui am” ‘and for my enemy whom I love’, the text is of great poetic intensity

    Dentro e fuori Vienna: il conte Orsini Rosenberg nelle lettere di Metastasio

    No full text
    Il saggio prende in esame i rapporti culturali e diplomatici tra Metastasio, poeta cesareo alla corte degli Asburgo a Vienna e il conte Franz Xaver Wolfgang Orsini von Rosenberg, figura diplomatica tra le più influenti a corte. La familiarità tra Rosenberg e Metastasio, descritta dai loro scambi epistolari e dai ritratti del conte che il poeta affida ad altri corrispondenti, assume i contorni di un’amicizia motivata dalla comune passione per la cultura e per il teatro, nonostante le lunghe pause della loro frequentazione dovute agli incarichi del diplomatico a Madrid e a Firenze tra la fine degli anni Cinquanta e lungo tutto il decennio seguente

    Gian Vincenzo Imperiale, "Il ritratto del Casalino", edizione a cura di L. Beltrami

    No full text
    Il ritratto del Casalino nasce nel clima dell'esilio subìto da Gian Vincenzo Imperiale nel 1635 per oscuri motivi politici. L'opera trae ispirazione dalla residenza di campagna bolognese della famiglia Paleotti. Questo insolito prosimetro pastorale s'inserisce nella tradizione della "letteratura di villa", sul solco dell'Arcadia e delle tragicommedie di Tasso e Guarini, ma la contrapposizione oraziana tra i piaceri della villa e gli affanni della città scarta in modo originale verso un discorso economico e didascalico di forte attualità. Nella dimensione "parva" dell'edificio si riflettono gli ideali ellenistici della vita ritirata e della misura delle passioni, in netta antitesi con l'ideologia aristocratica dei centri urbani tormentati dall'invidia e dall'ambizione di potere, mentre alla funzione ludica delle cacce e degli svaghi si affiancano concrete considerazioni sulle attività di villa nella proposta di un modello alternativo a quello cittadino. Non mancano momenti lirico-patetici come le schermaglie amorose tra pastori e ninfe, dove l'allusione mitologica e l'intarsio di tessere petrarchesche vengono temperati dalle riflessioni gnomico-morali delle prose che corredano i versi

    Introduzione e commento a Giovanni Della Casa, Dissertatio adversus Petrum Paulum Vergerium

    No full text
    Commento introduttivo alla Dissertatio adversus Petrum Paulum Vergerium di Giovanni Della Casa in rapporto al contesto storico, culturale e letterario della sua epoca e alla storia compositivo-editoriale dell'opera. Note specifiche di commento di carattere testuale, esegetico e interpretativo

    Tra diplomazia e teatro: Giuseppe Bonechi nell'epistolario di Metastasio

    No full text
    Il saggio si concentra sulle strategie culturali e diplomatiche messe in atto da Metastasio per proporre il librettista Giuseppe Bonechi alla corte di Giuseppe I re del Portogallo
    corecore