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New and Old (Global) Cleavages, Crises and Wars
The effects of global crises on the electoral behaviour of Italian voters in 2022 are the topic addressed in this chapter. In a completely changed political context compared to the general election of 2018, the widespread economic, cultural and political malaise deriving from global dynamics still influenced people’s choices and shaped political compe-tition. Feelings of anxiety and concern strongly affected an undecided and bewildered electorate in the run-up to the election—an election that rewarded the only opposition party to the incumbent government led by Mario Draghi. Insecurity arising from the cultural face of globalisa-tion was once again a crucial driver of support for the right-wing parties. Supporters of Meloni’s FdI and its allies shared a rejection of immigration and broad support for closed-borders policies. Among their opponents, the M5s was once again a catalyst for expressions of economic and demo-cratic malaise. In contrast, the PD and Az-IV became the ‘ideal’ political outlets for the winners of globalisation. In 2022, Italians were further divided over the controversial decisions arising from the war against the pandemic and the war on the Eastern borders of Europe. Their effects, however, seem to have partly aligned with pre-existing divisions
Introduction: Italian Voters—Where They Have Come From and Where They Are Going
This chapter frames the 2022 election and its outcome within the debate on the evolution of the Italian political system and its ‘n Republics’. It first discusses the meaning of these (controversial) labels using them to illustrate why, starting from the early 1990s, it is possible to talk about a political transition towards a Second Republic and why that political system was (at least partly) superseded in 2011. In doing so, it considers what were the main unifying elements brought about by the electoral events of this new, turbulent phase of Italian politics as they existed until the eve of the 2022 elections. The chapter then attempts to use this interpretive framework to understand the most recent Italian elec-tion, trying to highlight its elements of continuity and change. By doing this, it illustrates the layout of the book, the leading questions addressed by its different chapters and the main findings of the research
Biomass yield and energy balance of giant reed (Arundo donax L.) cropped in central Italy as related to different management practices
Pratiques et contextes éléments co-génerateurs d'une representation sociale. Comparaison entre professionnels et structures psychiatriques
La capacità predittiva dei sondaggi preelettorali pubblicati in occasione delle elezioni politiche italiane del 2013
Il testo si inserisce in una serie di lavori dell’autore dedicati all’analisi della capacità predittiva dei sondaggi sulle intenzioni di voto pubblicati in occasione delle elezioni per la Camera dei deputati. In particolare alle elezioni politiche del 2013 si applica l’indice “A” (Martin, Traugott e Kennedy 2005), anche in maniera innovativa, ossia a una molteplicità di rapporti di forza *inter*-coalizionali (cen¬tro-sinistra versus centro-destra, centro-sinistra versus Movimento 5 stelle, centro-destra versus Movimento 5 stelle, centro-sinistra versus Con Monti per l’Italia, centro-destra versus Con Monti per l’Italia, Movimento 5 stelle versus Con Monti per l’Italia), nonché (per il centro-sinistra e il centro-destra) ai rapporti di forza *infra*-coalizionali. Si documenta come, in occasione delle elezioni politiche del 2013, la capacità predittiva dei sondaggi sulle intenzioni di voto pubblicati sui mezzi di informazione durante la campagna elettorale sia stata inferiore rispetto alle altre elezioni politiche a partire dal 2001. Nello specifico, i sondaggi preelettorali hanno fortemente sotto-stimato i consensi del Movimento 5 stelle, sovra-stimato il sostegno degli elettori per la coalizione centrista guidata da Mario Monti e sovra-stimato altresì il margine di vittoria della coalizione di centro-sinistra rispetto alla coalizione di centro-destra. Si discutono alcune congetture avanzate per spiegare questo “fallimento”, le quali comunque non danno conto della sovra-stima dei consensi per la coalizione centrista e per Rivoluzione civile, né risultati difformi, rispetto agli esiti effettivi della tornata elettorale, degli instant polls diffusi alla chiusura delle urne. Sul piano strettamente metodologico, le dimensioni campionarie delle inchieste sulle intenzioni di voto hanno continuato a ridursi nel corso degli ultimi 12 anni; peraltro questa riduzione è aggravata dall’aumentata incidenza di astenuti, indecisi e non rispondenti. Sul piano più sostanziale, i risultati si prestano a due tesi distinte: i sondaggi preelettorali tendono a sovra-stimare, in qualche misura, il margine di vittoria, qualunque sia la coalizione vincente; con il sistema elettorale vigente – proporzionale con premio di maggioranza – i sondaggi preelettorali sovra-stimano i consensi per la coalizione di centro-sinistra
La geopolitica dei cittadini
L’Atlante sociale delle Marche 2016 conferma la tradizionale pluralità e il policentrismo della regione, sotto il profilo sociale, economico e politico, già messa in luce dalle indagini recedenti di questo Osservatorio (Ceccarini e Turato, 2004; Turato, 2004) ma anche da molti altri lavori sull’economia delle Marche. Ciononostante, rispetto al passato, oggi sembra emergere l’esigenza di guardare oltre i consueti confini regionali in modo differente: internazionalizzare la regione, connetterla all’Europa e al mondo seguendo una nuova strada, che privilegi collaborazioni locali
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